di  -  mercoledì 8 ottobre 2008

Quando si parla di Delphi a uno che è cresciuto a pane, Nutella (la “droga” prediletta dai programmatori) e Turbo Pascal di sicuro gli si illuminano gli occhi. Già, perché Delphi rappresenta la summa, il non plus ultra per il fanatico pascaliano “duro e puro” che non ha voluto cedere alla tentazione del male: passare a C & derivati.

Borland (che ha poi creato CodeGear per il solo sviluppo degli IDE, di recente venduta a Embarcadero), si sa, ha abituato male i suoi fan: quasi ogni anno ha rilasciato una nuova versione dei suoi prodotti, Delphi in primis che rappresenta la sua punta di diamante. Così anche per quest’anno l’attesa s’è fatta spasmodica, fino all’annuncio di qualche giorno fa con la presentazione di Delphi 2009.

Scorrendo l’elenco delle nuove funzionalità saltano immediatamente all’occhio delle caratteristiche che si aspettavano da tempo: i generic, i metodi anonimi e il supporto allo Unicode.

C’è, però, una grande assenza: la possibilità di generare applicazioni a 64 bit. Se ne parlava da un bel pezzo ed era originariamente prevista proprio per questa versione del compilatore, ma a quanto pare è stata spostata nella successiva release, come traspare dall’ultima roadmap.

Ancora una volta bisognerà aspettare, quando la concorrenza già da qualche anno permette di realizzare programmi a 64 bit (che risultano mediamente del 15-20% più veloci e permettono di superare la barriera dei 4GB di memoria), e perfino pezzi da 90 come Adobe hanno annunciato per quest’anno le prime versioni x64 dei loro gioielli.

Sembra di tornare indietro nel tempo, quando il Turbo Pascal si cullava della fama acquisita rimanendo ancorato ai 16 bit, mentre altri compilatori (per C e C++ in particolare) consentivano di sfruttare le meraviglie dei 32 bit, prima per DOS e poi per Windows

Non v’è dubbio che le risorse a disposizione di CodeGear siano limitate, ma c’è il rischio, continuando con queste “strategie”, di veder ancora passare utenti affezionati ad altri prodotti.

Anche perché il “mercato” degli IDE è piuttosto prospero e offre ormai diverse alternative valide, anche gratuite: Eclipse, NetBeans, ma soprattutto Visual Studio Express diventano sempre più comodi e interessanti.

Invece di spingere su questo fronte CodeGears rimane immobile, non avendo annunciato altre versioni gratuite dei suoi tool “Turbo“, fermi alle edizioni del 2006, e per giunta con pesanti limitazioni (la più importante è sicuramente quella di non poter utilizzare pacchetti con componenti esterni).

CodeGear deve, insomma, tornare ai fasti di un tempo: quando era Borland a innovare, e gli altri a rincorrere…

70 Commenti »

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  • # 1
    Nome
     scrive: 

    Qualcuno usa ancora Delphi ???

  • # 2
    Cesare
     scrive: 

    Perché no? Nonostante i problemi che ho esposto, rimane forse il più potente ambiente RAD per lo sviluppo di applicazioni dotate di interfaccia grafica. ;)

  • # 3
    nome
     scrive: 

    Con tutto il rispetto a Cesare per l’ottimo articolo, ma Delphi ormai ha perso i fasti di un tempo.
    Le caratteristiche che rendevano interessante Delphi quale linguaggio sono ormai state raggiunte ed ampiamente superate da linguaggi totalmente rimodernati quali ad esempio il visual basic o l’implementazione del C nota come C#

    Da quando microsoft ha tirato fuori dal cilindro .net Delphi non ha fatto altro che cercare di rincorrere ‘scopiazzando’ alla bene meglio alcune caratteristiche del visual studio (ma non tutte vista l’estrema completezza di quest’ultimo).

    In pratica Delphi corre dietro a feature già introdotte ormai da tempo in casa microsoft mantenendo un tool di sviluppo ottimo solo per i nostalgici e per chi non vuole riscrivere il codice vecchio o imparare nuovi linguaggi.

  • # 4
    Sandra
     scrive: 

    Delphi è e resta il miglior ambiente di sviluppo per codice Win32 nativo. Produce codice compatto, veloce, e ottimizzato, ha una flessibilità senza pari, e fa un baffo a linguaggi più blasonati e diffusi, quanto a velocità di sviluppo di applicazioni (RAD) e potenzialità in tutti i settori, dal gestionale al multimedia.

  • # 5
    Cesare
     scrive: 

    Concordo con Sandra.

    @nome: è vero che come linguaggio Delphi è stato raggiunto e superato, ma era già abbastanza maturo mi pare. Inoltre .NET come libreria ha riproposto molte delle cose che trovavi già da EONI nella VCL.
    Quanto al liguaggio, perché cambiare? La sintassi di Delphi è molto bella ed elegante. Personalmente è da 4 anni che lavoro ormai con Python, ma la mia seconda scelta rimane sempre Delphi nel caso in cui dovessi sviluppare un’applicazione dotata di GUI.
    L’unica vera seccatura, come dicevo nell’articolo, è che le versioni gratuite sono rimaste ferme al 2006 e non è possibile installare componenti esterni.

  • # 6
    Massimo
     scrive: 

    Io ancora oggi unso Borland C builder 6 (del 2002). E non c’è tools che permette di fare quello che faccio io in un tempo così rapido, codice così veloce e soprattutto librerie (da me scritte) che mi permettono di lavorare molto velocemetne. Meno di 8 ore per un software ti test. Non mi sta dietro nessuno!
    Nessuno sa se questo 2009 integra anche la suite per il C++?

  • # 7
    Cesare
     scrive: 

    Certamente: di pari passo a Delphi c’è sempre CBuilder, arrivato anch’esso alla versione 2009. ;)

  • # 8
    Biffuz
     scrive: 

    Turbo C++ 2006 è un disastro. A cominciare dall’attivazione (che senso ha distribuire un programma gratis e poi fare uno schema di attivazione così complesso nonché buggato?), poi è una collezione di bug e feature incomplete, lento e pesante e a cui mancano metà delle cose che hanno i concorrenti. Che brutta fine…

  • # 9
    Cesare
     scrive: 

    Turbo C++ 2006 non l’ho provato, ma Turbo Delphi 2006 funziona molto bene.

    L’unica rottura è, appunto, l’attivazione. Ma la si fa una sola volta, e amen. ;)

  • # 10
    davide_bor
     scrive: 

    Io utilizzo da 8 anni il Borland C++ Builder ver. 4 senza rimpianti. Non passerei alla suite Microsoft per niente al mondo! Stavo giusto pensando ad un upgrade…

  • # 11
    tetan
     scrive: 

    Delphi è come la nona di Beethoven:
    “…continuano a scrivere sinfonie ma non sanno che l’ultima è stata già scritta…!”

  • # 12
    Mauro
     scrive: 

    pensandoci non trovo un vero motivo x usare .NET
    ( a parte marketing e stupide mode, ma siamo sviluppatori non commerciali )

    Delphi e’ in assoluto il miglior tool x Win32.

    C# e VB di VS2008 generano solo .NET , purtroppo.

    Trovo che criticare Delphi2009 solo perche’ non è a 64 bit sia un grande dimostrazione di non conoscenza di ambienti di sviluppo ( professionali )

    Delphi 2009 include UNICODE che per tutto il mondo ( non c’e’ solo Europa occidentale e Usa ) è decisamente piu’ importante di compilare a 64 bit.

    64 bit .. 20% + veloce ? Uauauauauauauauau

  • # 13
    ekerazha
     scrive: 

    Delphi & co. (C++ Builder viene ancora sviluppato?) sono rimasti gli unici ambienti di sviluppo RAD decenti per Win32 (Visual Studio ormai è passato tutto a .NET, con l’eccezione di Visual C++ che è utilizzabile volendo anche per Win32 ma senza l’editor visuale di interfacce grafiche). Anche se pensandoci bene sono sempre stati gli *unici* decenti… sarà mica stato decente Visual Basic? :-D

  • # 14
    Cesare
     scrive: 

    @Mauro. Hai mai testato la differenza di esecuzione fra la stessa applicazione compilata a 32 e 64 bit? Mi sa proprio di no.

    Esempio: http://www.hwupgrade.it/news/software/adobe-photoshop-cs4-a-64bit-solo-per-windows_24878.html

    il passaggio da architetture a 32bit verso soluzioni a 64 possa offrire vantaggi prestazionali quantificati tra l’8 e il 12%

    E ci sono applicazioni come engine SQL, raytracer, compressori che hanno margini anche superiori al 20%.

    Per il resto concordo che Unicode sia estremamente importante.

    Inoltre Delphi 2009 può generare anche assembly .NET.

    Giusto per essere precisi.

  • # 15
    Mauro
     scrive: 

    @Cesare

    Ovviamente Photoshop 64 bit sarà piu’ veloce,

    ma i programmi di questo tipo che avranno veri miglioramenti nel passaggio a 64 bit rappresenteranno circa lo 0.0001 % dei programmi sviluppati.

    ora contiamo i centinaia di migliaia di programmatori Indiani, cinesi, russi, brasiliani che Ringraziano codegear per Unicode.

  • # 16
    Nome
     scrive: 

    .NET supporta nativamente Unicode fin dalla versione 1.0 del Framework datata fine 2001. (EONI fa in ambito informatico). Secondo i vostri pregiudizi NULLA potrà mai essere un vero motivo per passare ai linguaggi appositamente progettati per .NET.

    Fra qualche anno sarete orgogliosi del supporto che introdurranno in Delphi per i processore a 64 bit
    (sempre che non abbandonino il progetto prima).

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire sappiate solo che in ambito informatico è pericoloso (e dannoso professionalmente parlando) che non mantenersi aggiornati.

    Comunque vi stimo… meno male che esistono ancora persone come voi, altrimenti microsoft avrebbe il monopolio e molti prodotti e software house sarebbero già scomparsi.

    quote:
    “pensandoci non trovo un vero motivo x usare .NET
    ( a parte marketing e stupide mode, ma siamo sviluppatori non commerciali )

    Delphi e’ in assoluto il miglior tool x Win32.

    C# e VB di VS2008 generano solo .NET , purtroppo.

    Trovo che criticare Delphi2009 solo perche’ non è a 64 bit sia un grande dimostrazione di non conoscenza di ambienti di sviluppo ( professionali )

    Delphi 2009 include UNICODE che per tutto il mondo ( non c’e’ solo Europa occidentale e Usa ) è decisamente piu’ importante di compilare a 64 bit.

    64 bit .. 20% + veloce ? Uauauauauauauauau”

  • # 17
    Cesare
     scrive: 

    @Mauro: era soltanto un esempio. Ovviamente non mi aspetto un granché da roba come gestionale et similia, ma dove c’è da fare calcoli “intensivi” il vantaggio dei 64 bit c’è.

    Poi d’accordissimo: lo Unicode è una gran cosa.

    @Nome: dimentichi che è da un bel po’ di versioni che Delphi è disponibile anche in versione .NET. E’ sufficiente per potersi definire “aggiornati”? Mi sembra che con .NET dovrebbe esserci spazio per una moltitudine di linguaggi. ;)

  • # 18
    Nome
     scrive: 

    Caro Cesare,
    un conto è avere a disposizione quello che vi serve a livello di class library del .net un altro è avere gli strumenti a livello di linguaggio per poterlo poi utilizzare.

    Senza gli Extension Methods o le lambda expressions come fate ad utilizzare ad esempio System.Data.Linq ?
    (che è un namespace del framework)

    Per non parlare dei wizard di visual studio… e di quanto possono venirvi utili per il codice noioso e/o ripetivo ma anche complesso e difficile e lungo da scrivere da zero.

    Leggo che con Delphi 9 finalmente supportano i Generics.
    Lo sapevi che a livello di CLR (Common Language Runtime) sono stati introdotti con il .net 2.0 ?

    Come facevate prima ad implementare System.Collections.Generic ? tanto per dirne una.

    Riguardo a Unicode mai sentito parlare di System.Globalizations ?

    Gli esempi possibili non si contano, il fatto è questo: come può Mauro (tanto per citarne uno) parlare di .net dicendo che non vede il motivo di utilizzarlo quando lo analizza attraverso uno strumento incompleto ?

    E’ come osservare il mondo da dietro un vetro offoscato e con una lente distorta e venire a dire che appare sfocato.

  • # 19
    Cesare
     scrive: 

    @Nome. Gli Extension Methods in Delphi si chiamano Class Helpers e sono stati introdotti con Delphi 8.

    Le lambda expression, invece, dovrebbero essere i metodi anonimi introdotti con Delphi 2009 (ma ti saprò dire con precisione quando avrò le specifiche precise dei cambiamenti effettuati a livello di linguaggio).

    Wizard ce ne sono a josa anche in Delphi.

    Lo Unicode è stato introdotto adesso (alla buon’ora).

    Come pure i generics, che sono stati una grossa mancanza e non lo si può negare. Purtroppo prima si dovevano creare delle classi ad hoc, oppure ricorrere a puntatori “untyped” da dereferenziare e “castare” (che brutta parola).

    Con la versione 2009 Delphi s’è messo “alla pari”. Finalmente. Inutile dire che dovevano pensarci prima e sono d’accordo con te, ma evidentemente le risorse di Borland non erano tante e hanno dovuto centellinare le innovazioni al linguaggio.

    Per quanto mi riguarda, e ritorno al tema dell’articolo, una grossa mancanza rimane quella dei 64 bit e delle versioni Turbo aggiornate a oggi (e senza quelle odiose limitazioni).

    Per il resto penso che Delphi rimanga un prodotto di eccellenza nell’ambito dei RAD.

  • # 20
    Nome
     scrive: 

    @Cesare i metodi anonimi sono stati introdotti già con il C# 2.0 e solo adesso scopiazzati in Delphi.

    Riguardo agli extensions methods è sconsigliabile utilizzarli nel nostro codice, li usa il compilatore per supportare LINQ (soprattutto a livello di intellisense), per il resto sarebbero abbastanza ‘pericolosi’ per cui criticati.

    L’equivalente dei Class Helpers sono stati introdotti da Microsoft con Visual Studio 2005 (ad esempio in vb.net per ‘spezzare’ le classi dal codice generato dall’ide)

    Le lamda expressions sono un’utile evoluzione al concetto degli anonymous methods (per questo non li puoi conoscere ancora).

    In buona sostanza non direi proprio alla pari.
    In Delphi sono stati introdotti adesso concetti che già visti anni addietro.

    Ribadisco per l’ultima volta: in ambito informatico è pericoloso (e dannoso professionalmente parlando) non mantenersi aggiornati.

  • # 21
    Cesare
     scrive: 

    @Nome. Le espressioni lambda le uso da un pezzo con Python, ma ovviamente le aspettavo anche per Delphi.

    Per il resto mi riquoto:

    “Con la versione 2009 Delphi s’è messo “alla pari”. Finalmente. Inutile dire che dovevano pensarci prima e sono d’accordo con te, ma evidentemente le risorse di Borland non erano tante e hanno dovuto centellinare le innovazioni al linguaggio.”

    P.S. Io mi tengo aggiornato, ma ho i miei gusti, le mie preferenze e in ogni caso faccio le mie valutazioni su quali strumenti utilizzare per i progetti che sviluppo.

  • # 22
    @Antonio
     scrive: 

    Dalla lettura di questi post si evince che non siamo affatto ‘alla pari’…

    De gustibus non est disputandum

    Se considerate che la 2008 è solo una versione di trasizione del visual studio (Strategia Tick-tock) verso .NET 4.0 e Visual Studio 2010… fra poco + di un anno il gap tecnologico sarà ancora + marcato.

  • # 23
    Cesare
     scrive: 

    Questo nell’ipotesi che CodeGear di fermi con lo sviluppo di Delphi & co… ;)

  • # 24
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    x Antonio:

    considera il fatto però che nonostante MS, giustamente, spinga sempre + in là l’evoluzione dei suoi prodotti e il 2008 in questo senso è stato un anno con moltissime novità, non è detto poi che in ambito lavorativo queste novità si utilizzino subito.
    In realtà c’era stata una polemica perché l’evoluzione così rapida non permetteva sempre porting indolori di progetti realizzati con versioni del framework precedenti alle ultime.
    Di fatto la maggiorparte dei progetti è ancora scritta con il 2.0, con l’introduzione soprattutto di WCF si è passati al 3 ma il 3.5 è ancora quasi una chimera in ambito produttivo (proprio perché per avere la garanzia di robustezza non sempre, anzi quasi mai, ci si affida agli ultimi ritrovati).
    Questo garantisce ai concorrenti, che seppur inseguano, di avere un margine di tempo per rilasciare prodotti all’altezza.

    In ogni caso su Delphi sn d’accordo, è senz’altro uno dei migliori se non il miglior tool di sviluppo Win32.

    Ci si lamenta dello Unicode e del fatto che sia rimasto fermo in ambito NET. Vero.
    Sì ma scusate qualcuno di voi ha presente o si ricorda la situazione inversa riguardo VisualStudio e C++?
    Sono rimasti fermi praticamente un lustro, proponendo un Intellisense che solo con il 2008 è arrivato a definirsi realmente decente, senza contare i bug in alcune delle librerie più utilizzate (STL in primis).
    E questi passi avanti, compresi alcuni webcast su Channel9 dove i dev di VS assicuravano che “MS non si è dimenticata degli sviluppatori C++”, sono arrivati solo perché la comunità ha visto snobbare questo linguaggio in favore di C# dal 2002 circa.

    Cerchiamo di guardare il panorama in toto…;)

  • # 25
    Antonio
     scrive: 

    @Jacopo
    Il porting da versioni precedenti del Framework è sempre stato indolore e la situazione non ha fatto che migliorare nel tempo considera che .NET 3.0 e 3.5 sono costruiti sopra la 2.0 !
    Riguardo al C++ è stato creato apposta C# per avere un codice + leggibile e pulito.
    E’ innegabile che C++ rimanga indispensabile in alcuni ambiti ma se abbiamo uno strumento C# che per il 90% dei casi ci permette di risolvere gli stessi problemi + agevolmente. Perchè non considerarlo ?
    Nulla vieta di scrivere in C# e C++ dove proprio serve.
    Riguardo al panorama in toto è questa mentalità ‘ho paura di aggiornare’ a rovinare il panorama in Italia.
    Guardate in Europa esistono software house in Francia e Germania ad esempio che non hanno paura di innovarsi ed ottengono risultati di primo piano in ambito internazionale.

  • # 26
    Cesare
     scrive: 

    Per quanto mi riguarda questa paura non c’è proprio: quando arrivano nuovi strumenti sono, anzi, ansioso di usarli. Non vedo l’ora.

    Ad esempio è uscito da poco Python 2.6 e mi sto già muovendo per aggiornare TUTTE le mie applicazioni (e non sono poche) per sfruttarlo e/o farle girare correttamente. E non si tratta di modifiche semplici: roba come i class decorators mi porteranno a PESANTI (ma utilissime) rifattorizzazioni. ;)

    Questo non perché a ogni versione abbia fretta di aggiornare ciecamente: faccio le mie valutazioni e i benefit dell’aggiornamento in genere superano i costi (difatti ho saltato Python 2.4, passando direttamente dalla 2.3 alla 2.5 proprio perché non c’erano sufficienti benefici per il mio codice). ;)

  • # 27
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    non è stato affatto indolore e mi riferisco soprattutto ai progetti ASP.NET.
    Prova a fare un giro nella community o a sentire aziende sparse (ne conosco diverse in Friuli soprattutto Trieste dove viene utilizzato C# e .NET) e ti renderai conto che la realtà è ben diversa, anche perché spesso ci si costruisce il proprio framework in casa e capita che, per non buttare a mare il lavoro fatto perché la compatibilità viene rotta da cambiamenti nelle strutture semantiche, si rimanga a determinate versioni del framework su cui il core delle applicazioni sviluppate è incentrato.

    Per quanto riguarda il discorso su futuro ecc. è innegabile che sia C# almeno per quanto riguarda MS.
    Stai parlando ad una persona che ovunque sia andato (Rete o meno) ha sempre cercato di sfatare il mito, anche educativo, per cui C e C++ siano assolutamente indispensabili e imprescindibili nella formazione di uno sviluppatore.
    Le prestazioni dei linguaggi interpretati/compilati JIT non hanno niente a che individiare agli altri e lo dimostrano i vari progetti come Singularity e kernel vari scritti in C#.
    Tutto questo discorso per dire che in primis io non mi sento di far parte della mentalità che descrivi, in secundis una cosa è non aggiornare perché ci sono convinzioni erronee e magari stereotipate sulle tecnologie in uso, un altro paio di maniche è scontrarsi con logiche di mercato dell’azienda (che sono diverse da quelle della MS, anche parliamo di contesti di PMI quindi microeconomia) che non può utilizzare quelle tecnologie per tutta una serie di (validi) motivi.

    Se poi dovessimo analizzare il panorama ITC a parte il fatto che servirebbe un trattato tipo Treccani :D ma se è indietro, se permetti, lo per motivi strutturali, gli stessi per certi versi che portano a dire agli economisti che manchi un sistema Paese o sistema Italia.
    E’ un bel po’ + complesso della mentalità “ho paura di aggiornare”.
    Magari fosse solo quello il problema

  • # 28
    Antonio
     scrive: 

    @Jacopo
    Riguardo al porting non mi riferivo allo sviluppo web (che non è il mio ambito) ma ad applicazioni windows dove non ho mai avuto difficoltà (ed uso il framework fin dalla versione 1.0).

    Riguardo comunque allo sviluppo web a quanto ne so converrebbe comunque adeguarsi, se non altro per il supporto AJAX.

  • # 29
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    eh grazie sulle Winforms ovvio che le cose vadano molto meglio :)

    No sto parlando delle problematiche legate al web che solo per il fatto del proliferare dei diversi browser (ciascuno con un proprio motore di rendering) rende il tutto ancora più complicato e la necessità di essere crossplatform quasi un dogma.
    E ritorna il discorso dei framework che ti accennavo prima.

    Il discorso su Delphi cmq resta in piedi. L’essere indietro nell’Informatica è sempre una questione di prospettive perché le variabili in gioco sn sempre tante. Lo strumento è cmq valido per un certo settore dello sviluppo, lo dimostra il fatto che nonostante le traversie in molti ancora lo usano (e aumenta il rimpianto per come siano andate le cose…ma Borland ha preferito puntare sui servizi ad alto margine…)

  • # 30
    Mauro
     scrive: 

    In azienda esistono altri fattori piu’ importanti che stare dietro alla ultimissima novita’.

    Il nostro progetto da 500 unit / 50 MB di src è stato creato 7 anni fa’.

    E’ passato da Win 95 a Vista , con pochissime modifiche.

    Un risparmio significativo in termini economici e commerciali.

    Con MS ogni 3-4 anni si butta tutto via e x noi questo è economicamente inaccettabile.

  • # 31
    Nome
     scrive: 

    @Mauro
    Se per quello una grossa applicazione Windows Forms sviluppata nel 2002 per .net 1.0 nella sua versione originale (quella del 2002) funziona tranquillamente con Vista… SENZA TOCCARE UNA RIGA DI CODICE !

    E non ha mai dato problemi di dll hell

  • # 32
    Mauro
     scrive: 

    x Nome

    si funziona , ma non ha futuro !!!

    che tecnologia hai usato per i form ? ^^”

  • # 33
    Nome
     scrive: 

    @Mauro

    E’ un’applicazione Windows Forms e che non ha futuro lo dici tu !

  • # 34
    Mauro
     scrive: 

    Windows Forms … hai hai….

    Microsoft conferma che sono NOT MORE SUPPORTED

  • # 35
    Cesare
     scrive: 

    Vabbé, ma tanto con Delphi dietro possono cambiare quello che vogliono: finché ci sarà la VCL davanti i programmatori possono dormire sonni tranquilli. :D

  • # 36
    Nome
     scrive: 

    @Mauro

    Ma cosa ti inventi ?

  • # 37
    Mauro
     scrive: 

    aaahhhh santa pazienza :P

    http://www.google.it/search?q=dead+Windows+Forms

    WPF è il futuro x MS

    Windows Forms, E’ stato abbandonato

    Inizia pure la (lunga..) conversione.

  • # 38
    Nome
     scrive: 

    @Mauro
    Ma LOL !

    Un rumor di 4 anni fa… quando ancora non era chiaro come si collocasse WPF.

    Scusa ma se vuoi scatenare flame o non conosci le tecnologie di cui parli, questa non mi sembra la sede adatta.

  • # 39
    Marco
     scrive: 

    Leggere il continuo botta/risposta su quale sia il miglior IDE, linguaggio di sviluppo, framework di classi, etc…mi ha messo molta tristezza.

    Uno tiene al Milan, uno alla Juve e uno all’Inter. Punto! E’ impossibile decidere chi sia il migliore quando etrano in gioco fattori non tecnici e, per di più, pregiudizi e ignoranza.
    Leggendo i commenti si vede come cercate di mischieare le mele con le pere pur di aver ragione dell’opinione altrui.

    Ognuno sceglie l’ambiente di sviluppo che crede possa fornigli la migliore efficienza e miglior qualità nel lavoro, così come ognuno di noi è diverso dall’altro è anche possibile che siano diversi gli strumenti migliori per ciascuno.

    Se proprio volete fare le valutazioni del caso impostate dei criteri, questo è solo tifo da stadio.

  • # 40
    Cesare
     scrive: 

    La spiegazione a tutto c’è: http://www.appuntidigitali.it/2482/ne-ammazza-piu-la-lingua-che-la-spada/ :-D

  • # 41
    Michele
     scrive: 

    Vedo che ci sono giudizi piuttosto contrastanti riguardo l’uso o meno di Delphi, MS, C, C++ ecc ecc. Il mio pensiero, come programmatore Delphi da molti anni or sono, è questo: ma noi sviluppatori (anche io), conosciamo a fondo tutte, dico tutte le features e le reali potenzialità del linguaggio Object Pascal e relativo IDE? Siete al corrente del fatto che CodeGear, nelle release più recenti di Delphi, abbia “aggiunto” al linguaggio nuove keywords che magari non si usano o magari se ne ignora la presenza? L’IDE è potente non c’è che dire. Ho provato a cimentarmi con Visual Basic ma l’impatto non è stato positivo. Poi ancora, per coloro i quali tessono lodi sperticate a Microsoft e al .NET FrameWork, ma avete mai pensato al semplice fatto che taluni tools non piacciano proprio a moltissimi programmatori? “Il fine giustifica i mezzi….” diceva forse qualcuno e questo vale anche in campo informatico non credete? Si parla di 64 bit. Bene. E’ una “pecca” a cui probabilmente, CodeGear porrà rimedio ma, questo non deve essere un pretesto per denigrare un ambiente che reputo il migliore tra tutti quelli presenti sul mercato (oltre a quelli open source). Ho provato Eclipse, Visual C++, ma nessuno ha suscitato in me il benchè minimo interesse. Sono cresciuto con Turbo Pascal (ma conosco diversi altri linguaggi!) e sono affezionato a mamma Borland. Signori, stiamo parlando pur sempre del “compilatore più veloce del mondo” a detta di chi ha partecipato al suo sviluppo. Ed io ci ho creduto sin dall’inizio e continuo, dopo tanti anni, ad investire in questo IDE e tutto ciò che gli ruota intorno. Oggi esistono linguaggi blasonati come Java, PHP, Ruby, Python ecc ed ognuno presenta pregi e difetti come il Delphi. Non esiste, secondo me il linguaggio perfetto. Tutto è migliorabile e Delphi non fa eccezione. Credo, però, che sia l’unico con una sintassi estremamente elegante rispetto ad aride sequenze di istruzioni di linguaggi più criptici. Morale della favola: bisogna conoscere a fondo i propri tool di sviluppo prima di considerare migrazioni e/o upgrades vari!! :)

  • # 42
    Cesare
     scrive: 

    Michele, parli con un altro che è cresciuto con Turbo Pascal e Delphi (e che continua a documentarsi: non parlo, quindi, da sprovveduto), ma che non nasconde una certa insoddisfazione nella lentezza con cui Borland prima e CodeGear adesso s’è messa al passo con la concorrenza.

    Mentre prima, è bene ricordarlo, era Borland a bruciare i tempi con le innovazioni che l’hanno sempre caratterizzata.

    P.S. Per quanto riguarda la sintassi elegante e poco criptica concordo, ma Delphi non è l’unico a detenere questa palma: dai un’occhiata a Python. Tra l’altro c’è un pacchetto per Delphi che si chiama Python 4 Delphi che permette di integrare il primo nelle applicazioni sviluppate dal secondo. ;)

  • # 43
    Nicola
     scrive: 

    Da quello che scrivete nei vostri post debbo dire che siete gente preparata in fatto di piattaforme di sviluppo e linguaggi, tante cose le conoscevo già ma altre le ignoravo proprio…

    Quali sono i vostri “canali” di aggiornamento preferiti?

    Lo so che è un articolo vecchiuccio ma spero che qualcuno mi risponda :-)

  • # 44
    Cesare
     scrive: 

    Da buon informatico mi tengo aggiornato sugli strumenti che uso e non. Ad esempio visito spesso il sito della CodeGear, di Microsoft, Sun, FireBird, MySQL, ecc. ecc.

    Penso sia fondamentale per non restare indietro per poi finire col rinchiudersi nel proprio orticello.

  • # 45
    Nicola
     scrive: 

    Grazie Cesare per la risposta

    Sun,Microsoft li visito giornalmente, MySQL un po’ meno

    Saggia osservazione la tua,io sono alle primissime armi e non vorrei restare indietro già da ora, quindi cerco di tenermi aggiornato per quanto possibile :-)

    Grazie

  • # 46
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    Se posso integrare quel che ha detto Cesare, il mio consiglio è quello di tenere sott’occhio i siti informativi (tra cui AD :D) che trattano la tecnologia oppure sono orientati esclusivamente allo sviluppo.

    Anche perché possono dare una visione più critica dei siti aziendali che ovviamente devono vendere i propri prodotti e quindi sforano a volte nel marketing più che nella sostanza…

  • # 47
    Francesca
     scrive: 

    Io sono una programmatrice di VisualFoxPro che sta decidendo se passare a Delphi 2009 o a Power Builder 11 o ad un nuovo linguaggio che si spera duri nel tempo, dato che il VisualFoxPro e’ stato abbandonato da Microsoft.
    Java o .NET mi sembrano un po’ ostili, Voi cosa mi consigliate ??.
    La grafica non mi interessa molto, per me conta la semplicità e la potenza nel gestire molti dati e calcoli dato che lavoro nell’ area finanziria.

    Grazie mille per i consigli che mi darete

  • # 48
    Cesare
     scrive: 

    Io continuerei a usare Delphi 2009: lo trovo molto comodo e semplice da usare, e da tempo il suo punto di forza è la gestione di dati (ma è anche molto veloce).

  • # 49
    Al
     scrive: 

    Ho la versione Delphi2007 Professional, compila perfettamente con CTRL+ALT+F9 (senza debug),
    ma non compila sotto debug.
    Delphi 2007 è regolarmente acquistato e registrato.
    C’è qualcuno che sa spiegarmi perchè?

    Io lavoro in ambiente XP, da molto tempo
    sviluppo col vecchio Delphi 5 Enterprise,
    (che a mio parere è eccezionale!) e non mi
    ha mai dato alcun problema.

    Un’altra piccola cosa:
    ho notato una limitazione presente anche nelle
    ultime versioni Delphi e cioè la pagina “Code”
    contenente il codice ha una limitazione a
    65535 righe (contatore con limite dati Word).
    Mi sembra un limite che è possibile estendere
    senza problemi…
    Ho sviluppato software di queste dimensioni
    e più per ogni Form, e ho dovuto mettere
    svariati comandi per ogni riga per rimediare…
    ma forse sono io che travalico…
    Fatemi sapere e buon lavoro!

  • # 50
    Cesare
     scrive: 

    Francamente non so che dirti. Io ho lavorato con Turbo Delphi (che è basato su Delphi 2007) e la compilazione in modalità debug funzione perfettamente.

    Il limite di 65536 mi sembra strano, ma se è così ti credo. Solo che non m’è mai capitato di arrivarci, perché i miei file tendono ad avere al più un migliaio di linee di codice. Se un file diventa troppo grande, tendo a spezzettarlo in più parti.

  • # 51
    Mario
     scrive: 

    Sono diventato un irriducibile del Pascal. Non ho mai sviluppato programmi tosti, solo gestionali e con Delphi mi sono sempre trovato bene, lo sto usando dall’uscita della versione 3 (più di dieci anni). I programmi più complessi che ho sviluppato li ho potuti fare grazie alle risorse presenti sulla rete.
    Il problema non è se Delphi sia o no il linguaggio più vantaggioso, ma non disperdere il gruppo di programmatori che sulla rete hanno dato chi più chi meno un valido contributo allo sviluppo e alla diffusione che non ha uguali per nessun altro linguaggio.
    E’ un vero dispiacere quando ti accorgi che molti dei siti che abitualmente visiti per trovare qualche novità, qualche spunto da inserire nei tuoi programmi, hanno un’aria di sopravvivenza, se non di abbandono.
    Questo gruppo di programmatori, questa quantità enorme di risorse sono state e sono tuttora la grande forza di questo linguaggio.
    .NET è stato un terremoto, l’incertezza sul futuro dei progetti win32, forse qualche sbaglio di troppo nella strategia di Borland hanno fatto si che venisse scalfito il patrimonio di programmatori, documentazione, codice sorgente che in anni di attività Delphi si è costruito.
    Sono però sicuro che se CodeGear farà le mosse giuste nei prossimi tempi molti dei programmatori che si sono allontanati da questo linguaggio saranno ben lieti di ritornare consci di quello che conta avere una comunità così grande che ti sostiene.

  • # 52
    supu
     scrive: 

    Sviluppo complesse verticalizzazioni ad ERP per una nota ed importante azienda informatica internazionale. Per le applicazioni importanti, pesanti e complesse usiamo Delphi, per le cose piu’ leggere e semplici possiamo usare anche altri ambienti di sviluppo specialmente se debbono interagire con applicazioni dei clienti finali.
    I nostri concorrenti fanno lo stesso Delphi per le applicazioni “toste”, VB per le piccole cose presso i clienti; VB non per nostra scelta, che sarebbe in ogni caso Delphi, ma per assecondare i desideri del cliente.
    Da ormai 12 anni mi sento ripetere la stessa frase: “ma perche’ Delphi che e’ un ambiente di sviluppo che sta per morire ?”. Invero tutte le applicazioni da noi scritte da in Delphi (dalla versione 3 in poi) sono compilabili senza problemi anche con le versioni successive; chi ha usato VB ha dovuto invece sopportare pesanti riscritture di codice da una versione all’altra.

  • # 53
    zephyr83
     scrive: 

    mi ha fatto piacere leggere questo articolo e i vari interventi. ho imparato a usare il turbo pascal al liceo! a dire il vero al tempo ero assai “contrario”, lo trovavo “inutile” perché ormai considerato morto e non capivo perché non ci insegnavano direttamente il c o c++. ovviamente pensavo da ragazzino che ne capiva poco e niente, cresciuto con la passione per l’informatica dal tempo del commodore 64 e sperava di poter realizzare subito qualche applicazione in quelle 2 ore (forse 3) a settimana. Devo dire invece che sn stato contento di aver imparato a usare il pascal, ero arrivato anche a realizzare un pentagramma musicale (con il mouse si posizionavano le note e poi ovviamente partiva la melodia). avevo trovato in rete dei mega “strumenti” (credo realizzati da un russo) che permettevano di fare cose che credevo impossibili con il pascal. è tutto stampato e conservato ancora nell’armadio (credo che i file siano ancora salvati da qualche parte nell’hard disk del pc….certe cose nn le cancello mai). Per sfizio una volta realizzai un semplice esercizio di scuola in Delphi. Era davvero semplice, si inseriva una data e il programma dava alcune informazioni (tipo dire se l’annno era bisestile). incredibile, riuscii in poco tempo a realizzare il programma in delphi (forse era delphi 2….lo trovai allegato a computer magazine). mai visto delphi in vita mia prima, mi bastò guardare qualche tutorial per capire come “funzionava”. Provai in quel periodo anche visual basic, credo di aver realizzato sempre lo stesso programmino. Ormai mi trovavo meglio con delphi e conoscevo “bene” (almeno le funzioni base) il pascal. Per uso scolastico, per insegnare a programmare, o meglio a mettersi nell’ottica di realizzare un programma, penso il turbo pascal rimanga la scelta migliore, non è difficilissimo da apprendere, è preciso e ordinato, direi molto “logico”….bhe se nn sbaglio lo sviluppatore lo realizzò proprio per questo preciso scopo (se nn sbaglio era un insegnante).
    Diversamente da quello che credevo i miei studi universitari hanno preso un indirizzo decisamente diverso ma appena riesco a laurearmi penso che tornerò a questa mia passione (spero manchi poco ormai), più che altro per realizzare qualche applicazione per linux.

    A riguardo ero indirizzato verso python, ne sento parlare tantissimo e vedo che le applicazioni fatte con questo linguaggio sn sempre più numerose. Avevo pensato anche a java, soprattutto per realizzare qualcosina per il cellulare (j2me). ma ora che so che delphi non è morto potrei optare per questo, farei sicuramente meno fatica che a imparare da zero un altro linguaggio. Quello che mi preme è poter realizzare applicazioni sia su windows che su linux. so che esistono progetti “basati” su delphi anche su linux (lazarus) ma sn aggiornati e supportati? inoltre fare il porting da un sistema operativo all’altro è complicato? quante “cose” dovrei sapere oltre al linguaggio di programmazione? è possibile usare ad esempio le librerie qt con lazarus? oppure se voglio realizzare un’applicazione qt devo usare un tool specifico per queste librerie? chi vuole realizzare applicazioni multipiattaforma cosa predilige?

  • # 54
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Lazarus purtroppo non è al passo con Delphi.

    Se vuoi scrivere codice multipiattaforma e ti piace Delphi, ti consiglio di usare Delphi .NET, che è in grado di generare codice che funziona sia su Windows (col runtime .NET, appunto) che su Linux e OS X (grazie a Mono).
    In questo caso non ti serverebbe conoscere dettagli dei sistemi operativi su cui gira la tua applicazione, perché te li nasconde il framework .NET.

    Le librerie Qt se non ricordo male le puoi usare con FreePascal (su cui si poggia Lazarus). Ecco, FreePascal e Qt potrebbero essere una buona alternativa se ti piace continuare sulla scia di Delphi & Pascal.

    Personalmente se dovessi realizzare applicazioni multipiattaforma mi butterei su Python + wxWidget, oppure Python + PyQT, perché mi permettono di realizzarle in poco tempo.

    Se lavoro solo su Windows utilizzo Delphi + Python (grazie a Python4Delphi), in modo da unire la velocità e flessibilità di Delphi nel creare applicazioni dotate di GUI, alla velocità di scrittura del codice di Python per implementare logica e manipolazione di dati.

  • # 55
    zephyr83
     scrive: 

    Grazie molte per la risposta Cesare, mi sa che mi conviene buttarmi direttamente su python

  • # 56
    Luca
     scrive: 

    Non conosco Delphi, ma lo sviluppo win32 (forse l’unico motivo per cui uno dovrebbe usare oggi Delphi) a mio avviso sarà relegato a sempre meno applicazioni in futuro, come la tendenza sembra dimostrare. Non c’è differenza di prestazioni tra codice nativo e “interpretato” per la maggior parte degli ambiti.
    .Net è stato un vero terremoto a mio avviso per i seguenti aspetti:
    – introduzione di linguaggi moderni, direi allo stato dell’arte che hanno migliorato i vecchi e hanno introdotto nuove caratteristiche
    – enormità di classi che aumentano di versione in versione, messe a disposizione dal framework
    – garbage collector che ha ridotto notevolmente i tempi di sviluppo
    – ambiente di sviluppo eccezionale (Visual Studio) e rapido (Windows Forms)
    – tecnologia che spinge fortemente ad uno sviluppo a componenti sia per le applicazioni desktop che per le applicazioni web, semplificandone la gestione (vedi assemblies contro le vecchie dll). Il mercato è pieno di componenti .net per praticamente qualsiasi cosa
    – con lo stesso linguaggio e ambiente di sviluppo si programma anche per il web: Asp.net è una vera rivoluzione, a mio avviso è il punto di forza maggiore. Non trovo ambienti e/o linguaggi per il web con le stesse caratteristiche e semplicità, e ne ho provati più di uno
    – sviluppo di applicativi per dispositivi windows mobile (smartphone, pocketpc..): ancora una volta, con lo stesso linguaggio e ambiente di sviluppo, si può programmare per questo settore in forte crescita

    Se si rimane in ambiente Windows, alternative a .Net a mio avviso non ci sono. Se poi invece si vuole parlare di multipiattaforma, beh direi che nessuno dei due va veramente bene, visto che Mono non è compatibile al 100%. Forse il mastodontico Java sarebbe obbligatorio o qualche alternativa come Python + wxWidget o QT (quest’ultimo permette anche lo sviluppo per dispositivi mobili, sia per windows mobile che per Symbian).

  • # 57
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Concordo. E sai qual è la cosa buffa? Che l’architetto che ha progettato il Turbo Pascal prima e Delphi poi è lo stesso che ha realizzato C# e .NET: http://it.wikipedia.org/wiki/Anders_Hejlsberg :D

  • # 58
    Stefano
     scrive: 

    Io utilizzo Delphi dalla versione 1. Spero che Delphi non morirà mai. Abbiamo sviluppato un intero ambiente di sviluppo/runtime per sistemi di supervisione SCADA in ambito industriale con Delphi ottenendo dei risultati importanti. Per lo sviluppo di applicazioni Win32 rimane un ambiente eccezionale. E comunque basta lanciare sul proprio PC un programma tipo process explorer per verificare quante applicazioni importanti sono scritte in .Net ben poche. Quindi lunga vita a Delphi.

  • # 59
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Lo spero anch’io, e nemmeno io vorrei che sparisse. Non vorrei che qualcuno pensasse che abbia scritto il suo necrologio: non è affatto così! ;)

  • # 60
    devsmt
     scrive: 

    emerge da questi post è che ognuno conosce veramente bene praticamente solo l’ide che usa per il lavoro quotidiano, emerge anche che spessissimo non è una scelta libera e informata, ma una imposizione dell’ambiente, emergono molte opinioni e troppi pochi fatti.
    Purtroppo il tono di troppi post è saccente, limita lo scambio di opinioni che farebbe bene a tutti, esperti attempati e giovani alle prime armi.
    io non mi ritengo ne più bravo ne più informato ne più preparato di voi gentili colleghi, ma un minimo di onestà intellettuale e modestia ci farebbe più onore, come categoria professionale che deve produrre risultati, non pugnette.

    un tentativo di approccio più scientifico alla scelta del linguaggio, e di conseguenza all’ambiente di sviluppo(o ritenete si debba procedere all’inverso?)
    http://gmarceau.qc.ca/blog/2009/05/speed-size-and-dependability-of.html

    buona giornata

  • # 61
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Conosco quell’articolo, ma non vedo Delphi fra i linguaggi trattati.

    Come si fa a scegliere se mancano attori anche importanti? A maggior ragione se consideriamo che l’articolo che ho scritto parla proprio di questo linguaggio / IDE.

  • # 62
    Giovanni
     scrive: 

    E’ trapelata qualche notizia circa il rilascio di una nuova versione turbo o personal (economica) ?

  • # 63
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Nessuna purtroppo. E’ arrivato Delphi 2010 e sono sparite le versioni Turbo. Sempre peggio… :(

  • # 64
    Giovanni
     scrive: 

    Grazie per la info.
    Ciao.

  • # 65
    Rick
     scrive: 

    Direi che pure con windows seven a 64 bit si puo’ tranquillamente procedere con il buon vecchio delphi 5. Buon anno!

  • # 66
    evilripper
     scrive: 

    bah delphi e’ morto alla versione 7! :-D Da li’ in poi non ha piu’ fatto nulla di veramente innovativo e ogni anno hanno lucrato sul nome e non sulla qualita’… all’inizio l’ide di d2006 non era STABILE!
    Se proprio vi piace il linguaggio(che per me rimane scomodissimo e primitivo rispetto a java o c#) allora è meglio utilizzare lazarus

    http://www.lazarus.freepascal.org/

  • # 67
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    No, dai, le innovazioni ci sono state. E’ mancato, purtroppo, un management all’altezza del prodotto.

    Lazarus è un buon sostituito, ma è ancora immaturo.

  • # 68
    floriano
     scrive: 

    tralasciando il punto di vista dello sviluppatore, se devo installare un applicazione su un pc sviluppata tra Delphi, .Net Framework o Java scelgo sempre delphi visto che le altre due mi ammazzano le prestazioni del pc (sia come ram che come velocità).

  • # 69
    simone
     scrive: 

    Ciao a tutti,

    mi dispiace ma non posso proprio sentir dire da sviluppatori in ambienti Microsoft che Borland/CodedGear/Embarcadero copiano. Microsoft è la copia mal riuscita di tutto ciò che l’informatica ha prodotto in questi ultimi 40 anni e l’utilizzo degli strumenti Microsoft, nonostante oggi sia difficile tenersene alla larga, sono lenti, ridondati, confusi e sepesso manca un’idea strutturata e articolata alla base.
    Delphi è stato è e rimmarrà un linguaggio fantastico che solo chi ha usato ed usa pesantemente può comprendere a pieno.
    La VCL è veramente una libreria completa, performante e ben organizzata e ad oggi non ho trovato un problema che non sia riuscito ad affrontare e risolvere con Delphi/RadStudio.
    Adesso il compilatore di RadStudio compila a 32 e 64 bit su piattaforme Windows, Linux ed Apple. Adesso è possibile fare app sia per Android che per IOS con lo stesso codice, usando librerie (Firemonkey) con primite grafiche 2d e 3d di altissimo livello e molto performanti.
    Io ho svilupatto più di 100 applicazioni in delphi, di tutti i tipi; ottimo per l’accesso ai DB ma anche per dialogare con apparecchiaturae a controllo numerico o per qualsiasi cosa vi venga in mente; ma la vera potenza sta nell’inumerevole numero di componenti terze parti, gratuiti o a pagamento, che permettono di sviluppare applicativi anche complessi molto velocemente. Una veloce ricerca su internet e trovi il compoenente perfetto che va a risolvere il tuo problema.
    Una cosa è certa…. non lo paragonate mai a VB perchè sono due mondi agli antipodi.
    Verrò tacciato come nostalgico ma non mi importa, adoro DELPHI e consiglierei a chiunque di usarlo.

    Ciao a tutti e scusate la veemenza

  • # 70
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Anch’io adoro Delphi, ma a mio avviso ha “perso il treno” ormai. Vuoi per la lentezza di alcuni cambiamenti (come quello del pezzo, ma potremmo parlare anche di FireMonkey che è arrivato tardi, bacato, e con poca documentazione), vuoi per il fatto, a mio avviso di capitale importanza, di non mettere a disposizione versioni gratuite (“express”; e Microsoft di recente ha presentato la “Community Edition” del suo Visual Studio, che è sostanzialmente la versione “Professional” ma… gratuita!). Non si può campare di rendita, e da affezionato utente di lunga data (ho iniziato col Turbo Pascal 3.0) me ne duole.

    P.S. Freepascal e Lazarus (l’IDE/RAD) hanno raggiunto un buon livello di maturità.

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