di  -  martedì 30 ottobre 2007

FONDa qualche anno è disponibile un servizio davvero interessante di condivisione sociale della propria banda larga. Quante volte ci è capitato di trovarci fuori casa e avere bisogno di accesso ad internet, senza trovare nessun posto disposto ad offrici connettività ad un prezzo ragionevole?

FON tenta di risolvere questo problema con un’idea davvero originale. Ciascuno di noi può condividere la propria connessione con tutti gli altri utenti FON, semplicemente usando un apposito router, chiamato La Fonera, disponibile per 39 euro direttamente sul sito FON e in alcuni rivenditori.

Una volta acquistato il router si entrerà nel network FON e quindi, in viaggio, sarà possibile loggarsi e navigare usando router La Fonera di altri. L’ubicazione degli altri FON Hot Spot è data da una mappa Google molto dettagliata.

La comunità è in ogni caso accessibile anche a chi non ha un router La Fonera, che dovrà solo pagare una cifra davvero bassa per navigare usando gli Hot Spot FON. Inoltre i primi 15 minuti di navigazione sono gratis, in modo da provare la stabilità del sistema e dell’hot spot, spesso collocati in abitazioni private costringendo a connettersi da lontano, con conseguente perdita di segnale.

La Fonera è anche un modo alternativo e economico di installare una Wi-Fi area all’interno di un esercizio commerciale, senza passare per altre più costose soluzioni. FON consente infatti di monetizzare i ricavi provenienti dal roaming di altri utenti che passano per il proprio router, con una logica del fifty-fifty.

Fin qui tutto rose e fiori, ma c’è un problema molto serio di cui tenere conto se si vuole installare La Fonera in Italia. La legge antiterrorisimo varata qualche anno fa, infatti, stabilisce che occorre identificare in modo certo (quindi almeno con carta di identità) tutti i soggetti che accedono ad internet. E’ una legge restrittiva e a tratti ridicola, chi si intende un minimo di reti sa infatti benissimo che un criminale ci impiega mezzo minuto per violare una Wi-Fi e navigare in pieno anonimato. Paesi che hanno subito attentati terroristici e sono tutt’ora ad alto rischio, hanno legislazioni decisamente più permissive in questa materia. Tuttavia in Italia questa è la legge quindi state attenti, condividere la vostra connessione ad internet è qualcosa di socialmente utile ed etico, ma la legge italiana lo vieta.

12 Commenti »

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  • # 1
    Markingegno
     scrive: 

    La legge italiana molto spesso con una mano vieta e con l’altra tollera. Questo e’ uno di quei casi.

    In particolare, questa legge che prevede l’identificazione di chi si connette tramite wifi e’ di ostacolo alla diffusione di questa tecnologia e quindi alla riduzione del digital divide.

    Cosi’, mentre noi tergiversiamo, in Gran Bretagna British Telecom si allea con Fon:
    http://www.hwupgrade.it/news/web/british-telecom-stringe-la-mano-a-fon_22793.html

    Una ulteriore precisazione: la rete wifi non e’ *completamente* aperta; gli utenti (linus o alien) devono effettuare il login con id e password prima di poter navigare. Secondo il Legislatore gli si dovrebbe prendere anche una copia dei un documento di identita’. Assurdo.

  • # 2
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Mi piace FON come idea ma personalmente non sarei molto contento se qualcuno, pur autenticatosi con UserID e Password, visitasse siti pedopornografici dal mio IP…
    Anche perché – ma qui ammetto la mia ignoranza – non so se nel momento in cui condividi la tua rete wireless via FON, ti viene consegnato anche qualche apparato che faccia il logging delle connessioni in entrata… Insomma, nel momento in cui un dato IP viene tracciato per delle indagini, Telecom consegna i log che lo associano a un nome e cognome. Quando la polizia viene a bussare alla mia porta io cosa gli consegno?

  • # 3
    Tambu
     scrive: 

    il nome utente fon (obbligatorio) di chi ha effettuato quella navigazione o la carta di credito dell’utente non fon che ha pagato per navigare (questa però la sa solo FON) :)

  • # 4
    Markingegno
     scrive: 

    @tambu
    questa non la sapevo. Ottima notizia.

  • # 5
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    OK. Quindi io che poniamo condivido l’accesso, il nome degli utenti lo conservo su una sorta di log delle connessioni? Quale dispositivo tiene il log, La fonera? Poi ho sentito che si può usare FON anche con alcuni router wireless standard (Linksys credo). In quel caso per il logging serve un software?

    Grazie :-)

  • # 6
    crinio
     scrive: 

    Ma se la polizia viene a bussare a casa mia io mi posso eventualmente solo difendere consegnando i dati del navigatore folle, ma per quanto riguarda l’aver condiviso la banda larga?…….hanno bussato giustamente secondo la legge italiana! giusto? sono comunque un delinquente!!! per la legge.

  • # 7
    Francesco Federico
     scrive: 

    Il log è salvato sia su La Fonera che ha una piccola memoria, sia sui server FON perchè è semopre richiesto, sia a chi naviga gratis perchè è anche lui utente La Fonera sia a chi naviga a pagamento, il login con user e pwd. FON segna quindi tutto e ha una memoria “storica” decisamente più ampia di quella del proprio router.

    Sul piano legale il vero problema resta quella dell’identificazione certa del navigatore…

  • # 8
    Markingegno
     scrive: 

    @crinio
    condividere la connessione wifi in se’ non e’ reato. Se identifichi (con copia del documento di identita’) chi si connette sei a posto per la legge.

    La condivisione potrebbe pero’ costituire una violazione del contratto che hai sottoscritto col provider; dipende dal contratto, ma non e’ reato, cosa possono farti alla peggio, interrompere la tua utenza? Non so se a conti fatti gli conviene.

    Quindi il ‘cavillo’ sta nel fatto che i foneros non lasciano una copia di documento di identita’ ogni volta che si connettono da un altro hotspot Fon, pur effettuando login con id e pwd. Per me e’ paradossale.

  • # 9
    Sententia
     scrive: 

    la violazione del contratto è chiara, ma perchè allora quando vanno ad installare i modem wi-fi, la maggior parte degli installatori non spiega come fare a proteggere la connessione?

  • # 10
    crinio
     scrive: 

    @ Markingegno e…………..
    Per te è paradossale? L’Italia,e non solo, è paradossale.
    cmq grazie per la risposta.

  • # 11
    Larsen
     scrive: 

    bhe’, che sia illegale lo feci notare gia’ tempo fa direttamente a quelli di fon (che cmq non m’hanno poi cagato piu’ di tanto).
    e’ si illegale per la legge antiterrorismo, ma e’ ancora piu’ illegale, all’atto pratico, nei confronti del proprio provider.
    nessuno di noi ha un contratto in cui e’ permesso rivendere banda, perche’ questo ci renderebbe formalmente degli isp (con tutti gli obblighi).
    peccato pero’ che se alla tua fonera si connette una alien (quindi un pagante) di fatto su stai facendo da reseller della tua banda.

    e questo si e’ decisamente illegale, piu’ grave dell’identificazione sicura (che cmq e’ gia’ fattibile, i server fon sanno tutto di quello che passa su ogni singola fonera).

    per la legge italiana si rischia di piu’ a passare per isp non autorizzati (ci vuole una licenza) che non a violare la legge antiterrorismo…

    ma andateglielo a spiegare voi a quelli di fon… fanno orecchie da mercante e mettono in situazione di rischio (serio) parecchie persone…

  • # 12
    tax19
     scrive: 

    la violazione del contratto è chiara, ma perchè allora quando vanno ad installare i modem wi-fi, la maggior parte degli installatori non spiega come fare a proteggere la connessione?

    Secondo me è semplice.. l’importante è vendere il router, che deve essere il più possibile semplice da utilizzare. Lo accendi e… voilà, come per magia navighi subito con la wireless. La stessa cosa la possono fare anche i vicini, ma nel 99% dei casi la (in)competenza di chi usa il router wireless è tale per cui questo passa facilmente inosservato.
    Per convincere un gran numero di persone non addetti ai lavori all’acquisto di un prodotto, quale di questi slogan è più efficace?
    “Facile da usare, lo accendi e sei connesso”
    “Da configurare per garantire maggior sicurezza”

    Senza dubbio il primo :-(

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