di  -  martedì 7 ottobre 2008

16 mmNuova puntata di Videodrome- ai confini del video, oggi parleremo di riprese in 16 mm.

La Kodak introdusse per la prima volta il formato 16 mm per il cinema e tutte le attrezzature ad esso dedicate nell’ormai lontano 1923. Il formato nacque come alternativa economica, ma pur sempre valida, al professionale 35 mm.

Un primo confronto fra questi due formati fa subito risaltare il fatto che il 16 offre non pochi vantaggi, tra questi: più piccole ed economiche macchine da presa, minor prezzo della pellicola e bassi costi di sviluppo. Ed è proprio per questi fattori che il 16 mm venne utilizzato praticamente da subito dal mondo della documentaristica, del reportage, dalla televisione (troppo costoso il 35 mm) e da molti registi indipendenti.

Il formato 16 mm fu sviluppato attraverso una partnership tra la Bell & Howell e la Kodak durante i primi anni 20 del secolo scorso, l’idea era semplice: la Bell & Howell costruiva la cinepresa e la Kodak creava una pellicola adatta a quel formato, una pellicola di nuova concezione, affidabile e non infiammabile.

La prima macchina da presa di questo tipo uscì sul mercato verso il 1926 e una quaratina di anni dopo si contavano migliaia di cineprese 16 mm sparse in tutto il mondo, usate da amatori e da professionisti ma soprattutto da documentaristi, giornalisti, registi sperimentali e di cortometraggi.

Rune Ericson, regista svedese, inventò ufficialmente il formato super 16 mm negli anni ottanta, e per girare il film “Lyckliga Skitar” (era direttore della fotografia) modificò la sua Éclair NPR 16 mm camera filmando in 17.5 mm. Questo segnò senza ombra di dubbio la nascita del super 16.

Il super 16 mm è una “semplice” variazione del formato originale 16 mm che allarga il frame sensibile andando a coprire l’area dedicata alla traccia del sonoro sul 16. Il 16 mm originale ha perforazioni per il trascinamento su entrambi i lati, il super 16 invece ha un solo lato perforato permettendo così di usare al massimo l’area disponibile sulla pellicola. L’incremento di qualità nel passaggio al 35 mm è di circa il 50% infatti, il super 16 mm ha un aspect ratio 1.66:1 (simile all’HDTV) mentre quello dello standard 16 mm è di 1.33:1.

Oggi, il 16 è un formato ancora molto usato sempre dai soliti documentaristi, non più ovviamente dalla televisione ma di successo tra le piccole produzioni con a disposizione budget limitati; un po’ per mantenere bassi i costi, un po’ per il fascino della pellicola e dell’esperienza cinematografica “reale” in generale e un po’ per l’effetto visivo finale, queste micro-produzioni puntano all’utilizzo del 16 per poi stamparlo (gonfiarlo) successivamente in 35mm. Il fotogramma è più piccolo e questo compromette la qualità finale dell’immagine proiettata.

Una volta terminate le riprese, e ovviamente montato il film finale, basta semplicemente far stampare il proprio prodotto su 35 mm allargando di più del doppio il fotogramma; l’effetto è ovviamente visibile, le immagini sono più sgranate ma il “calore” dell’immagine in pellicola fa passare tutto in secondo piano.

Utilizzare il 16 mm risulta perciò una operazione non troppo costosa e ci permette di ottenere un risultato finale qualitativamente molto valido. Ovviamente esistono vari tipi di cineprese 16 e super 16, le macchine da presa moderne (dopo il 1950) possono montare tutti e due i formati, sono di relativamente facile reperibilità e si dividono in due grandi gruppi: professionali (Aaton, Arriflex) ed amatoriali (Bolex). Questa divisione è solo indicativa perché la leggendaria e battagliera Bolex, capace di lavorare in condizioni limite senza lasciarti mai “a piedi”, ha dato e darà ancora tantissimo alla storia del cinema.

Bolex 16 mm:

Bolex 16mm

Infine, degna di nota è la professionale Arri 416, macchina compatta, leggerissima per la sua categoria e tecnologicamente moderna. Una super 16 mm con viewfinder stile 35 mm, molto simile alla sorella maggiore ARRICAM; velocità variabile da 1 a 75 fotogrammi al secondo e lo specchietto dello shutter può essere spostato manualmente da 45 a 180 gradi. Design ergonomico, controllo elettronico e compatibilità totale di lenti ed accessori con la 35 mm. Davvero ben fatta.

Arri 416:

Arri 416

Volete il nome di un film girato interamente in 16 mm?

Via da Las Vegas con Nicolas Cage e Elizabeth Shue.

13 Commenti »

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  • # 1
    +benito+
     scrive: 

    Beh io sono un poveraccio dato che ho una chinon 8/super8? :D

  • # 2
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    Assolutamente no, anzi…
    Solo che il post e’ sul 16 mm; in futuro parleremo anche di altri formati come, appunto, l’8 mm e derivati.

  • # 3
    Massive
     scrive: 

    Rinnovo i complimenti per questi articoli così appasionanti, ogni martedì cresce la voglia di possedere un cinema privato… sarà che una pasione da consumer per il cinema l’ho sempre avuta.

  • # 4
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    Ringrazio ancora calorosamente…

  • # 5
    il Sasdo
     scrive: 

    E’ vero, anche a me piacciono molto questi articoli e rinnovo i complimenti all’autore!

    Guarderò i film al cinema con un occhio diverso :)

  • # 6
    Pippo
     scrive: 

    Cinepresa Arri 416 è bellissima e senza fili !!

    Vorrei un proiettore digitale Multi-8mm con doppia meccanica separata (prese USB e FireWire per computer e compatibile Home Theater HDTV): bobine 8mm, Super8mm, Single8mm poi videocassette video 8mm, Hi-8 e Digital 8mm.

  • # 7
    La rivincita del Super 16 su HDTV - Appunti Digitali
     scrive: 

    [...] appuntamento con Videodrome – ai confini del video. Con questo post andiamo a ricollegarci all’argomento trattato la volta scorsa, il super 16 mm, per paragonarlo (senza azzardare) al formato [...]

  • # 8
    Piccolo omaggio alla Bolex - Appunti Digitali
     scrive: 

    [...] questo post di Videodrome – ai confini del video, ritorniamo a parlare di pellicola e lo facciamo rendendo omaggio ad una leggendaria casa produttrice di macchine da presa: la [...]

  • # 9
    cesare
     scrive: 

    ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a visionare dei 16 mm ,35 mm e pathe’ di un archivio anni 30 magari mettendoli su dvd .
    chi mi puo’ dare una dritta di dove andare?

  • # 10
    chiarina
     scrive: 

    Grazie Stefano! Ho appena visto il documentario splendido su Patti Smith: Dream of Life, ho letto che è stato girato con un 16 mm ma non capivo bene cosa questo significasse… tutto chiaro adesso, thank you so much!

  • # 11
    andrea
     scrive: 

    ciao sono un appassionato della pellicola ed in particolare del passo un che realizzo solo con 8 mm ma sto cercando bobine in 16 o super16 per un bolex …potete consigliarmi?

  • # 12
    Francesco
     scrive: 

    Buongiorno, scusate il disturbo, non mi intendo di video e del suo fantastico mondo; semplicemente avrei bisogno di suggerimenti da parte di qualche esperto del settore, ecco la mia richiesta:
    – sono in possesso di una vecchia pellicola girata in India nel 1920 con una macchina da presa francese, Pathè; il video dura circa 12 minuti,è muto…. così mi hanno detto; ora vorrei vederla, giustamente, ma non avendo il proiettore avrei bisogno gentilmente di sapere chi può riversare questa pellicola su un supporto tipo DVD o altro….
    Cosa mi suggerite ragazzi??? Vi ringrazio in anticipo
    Buon lavoro
    Francesco

  • # 13
    Giacomo
     scrive: 

    Ciao francesco, ti consiglio di contattare questi tipi, sono affidabili ed abbastanza economici.

    http://www.riversamentivideo.it/

    Ciao!

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