di  -  venerdì 10 ottobre 2008

nanotecnologia

Abbiamo chiesto ad Andrea Camposeo, ricercatore presso il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie di Lecce, di aiutarci a capire cosa siano e quali implicazioni possano avere nella vita di tutti i giorni, le nanotecnologie. Ecco quello che ci ha raccontato.

“Nanotecnologia” è oggi una parola molto inflazionata, anche se poco compresa, che merita una approfondita conoscenza per le implicazioni economiche e sociali che porterà nel prossimo futuro nella nostra vita quotidiana.
Le nanotecnologie comprendono tutte quelle tecniche utilizzate per osservare e manipolare la materia nelle sue forme più elementari e realizzare nuovi dispositivi miniaturizzati.

La parola deriva da nanometro (pari ad un miliardesimo di metro), che è la dimensione tipica dei “mattoni” che costituiscono la materia che ci circonda, ovvero atomi e molecole. Le nanotecnologie, quindi, non costituiscono altro che quell’insieme di tecniche e metodiche che permettono di forgiare, manipolare, assemblare ed osservare la materia, nella sua forma piú elementare, ovvero singole molecole e singoli atomi.

L’idea che lo studio della materia nella sua forma più elementare potesse rivelare nuovi effetti e proprietà risale alla fine degli anni ’50 e nel corso degli anni ‘60-’90 sono state sviluppate una serie di tecnologie che hanno permesso di poter osservare, studiare e manipolare la materia su scala nanometrica e scoprirne le proprietà uniche.

Osservare e manipolare i costituenti elementari della materia (atomi o molecole) ha rappresentato una grande sfida tecnologica, necessitando di strumenti basati su fenomeni nuovi e capaci di mostrarci la materia con la risoluzione di un singolo atomo.

Anche la fabbricazione di oggetti nanometrici ha richiesto la messa a punto di tecnologie nuove, che hanno permesso di assemblare oggetti atomo per atomo.
L’insieme di queste tecniche di fabbricazione e osservazione costituiscono oggi gli strumenti con i quali i ricercatori operano per realizzare, per esempio, sensori sempre piú miniaturizzati e sensibili, capaci di rivelare singole molecole e fondamentali in luoghi, come aeroporti e ospedali, dove occorrono analisi veloci e precise per individuare sostanze pericolose o patogene o nuovi materiali, caratterizzati per esempio da superfici che si “auto-puliscono”.

[continua…]

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