di  -  martedì 7 ottobre 2008

AntennaÈ in fase di sviluppo una nuova tecnologia in grado di inviare dati via wireless alla velocità di 10 gigabit al secondo.

Nei laboratori della Battelle, una azienda di sviluppo e ricerca dell’Ohio che impiega 20400 persone in più di 120 paesi in tutto il mondo, un team di ingegneri ha trovato il modo di inviare dati via etere utilizzando la futuristica tecnologia delle millimeter-wave; una prova sul campo di un prototipo ha permesso al team di inviare un segnale da ben 10.6 gigabit al secondo tra due antenne poste a 800 metri di distanza l’una dall’altra e, recentemente, una ricerca di laboratorio ha mostrato la possibilità di arrivare addirittura a 20 gigabit al secondo.

Se le reti wireless, come quelle dei cellulari, operano ad una frequenza compresa tra 2.4 e 5.0 gigahertz, la millimeter-wave technology lavora tra i 60 e i 100 gigahertz. Da quanto analizzato, sembra che le onde che operano in questo range possano portare maggiori informazioni grazie alla loro maggiore oscillazione.

Negli ultimi anni molti istituti di ricerca hanno portato avanti svariati esperimenti sulle onde millimetriche: il Georgia Tech, il MIT, la NEC, l’Intel e, soprattutto, la Gigabeam che ha già creato dei dispositivi che inviano dati alla velocità (di tutto rispetto) di 1 gigabit al secondo.

La ricerca comunque, come dichiara Richard W. Ridgway, ricercatore senior del team, è ancora lontana dal tramutarsi in realtà; ci sono ancora molte problematiche da affrontare e da risolvere anche se, sempre secondo le parole dello stesso ricercatore: “Vorremmo arrivare ad un punto dove basterà accendere ed andare”, inoltre: “Le applicazioni potrebbero essere molte: inviare enormi file all’interno dei campus universitari, creare velocemente reti di emergenza oppure inviare in streaming un video in alta definizione non compresso direttamente da un computer ad un display”.

Impressionante…

18 Commenti »

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  • # 1
    Flare
     scrive: 

    Un altro beneficio di questa tecnologia sarà che i campi di mais si tramuteranno automaticamente in pop corn :D

  • # 2
    bellali
     scrive: 

    hahaha :D sai che bello le pannocchie gia scoppiate!

    cmq dubito abbiano la potenza per cucinarli…
    ricorda sempre che un micronde almeno 800W te li fa

  • # 3
    Stefano
     scrive: 

    C’è un piccolo errore “… etere [b]attraverso utilizzando[/b] la futuristica …”

  • # 4
    Lanfi
     scrive: 

    Tecnologia molto interessante e senz’altro molto utile…però la cara vecchia fibra ha un potenziale di sviluppo davvero impressionante…basta pensare alle reti che stanno sperimentando al cern.

  • # 5
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    Grazie Stefano, correggo subito…

  • # 6
    Anonimo
     scrive: 

    Da noi fanno già tante storie per il wifi attuale perchè “se usa le freq dei microonde allora ci cuocerà vivi a tutti quanti” (senza contare i pennuti che sbattono contro le torri -__-) figuratevi quando gli parleranno di antenne con frequenze 20 volte maggiori…

    Finirà come a Chiaiano e peggio, col prete in prima linea a far girare la spranga…

  • # 7
    Alessandro
     scrive: 

    Pericolosissimo..
    Usare quelle frequenze è potenzialmente pericolosissimo se non vengono usate basse potenze. Al di là di ogni paranoia sui danni da radiazione elettromagnetica, l’unico vero effetto che hanno (almeno dimostrato sino ad oggi) è quello di scaldare. Ma come fanno a scaldare..?
    Per chi non lo sapesse le onde elttromagnetiche mandano in risonanza le molecole (i dipoli magnetici..) che rispondono a quella particolare frequenza. Dovete sapere che l’acqua (di cui siamo fatti) è un dipolo la cui rotazione ha una frequenza di risonanza pari a 30 GHz. Per chi non lo sapesse alla frequenza di risonanza tutta l’energia dell’onda viene assorbita dalla molecola d’acqua sotto forma di movimento e quindi calore.
    I forni a microonde usano 2.4GHz proprio perchè usare frequenze più alte sarebbe pericoloso (infatti il forno di casa vostra scalda prima i grassi, notatelo). Quando parlate al cellulare avete l’orecchio caldo non solo per il calore del cellulare ma anche per le onde emesse. Inoltre l’eventuale mal di testa è dovuto al fatto che le radiazioni hanno “cotto” qualche vostro neurone.
    Usare queste frequenze senza avere potenze bassissime (e nei dispositivi in commercio non vengono controllate sufficientemente) è pericoloso perchè sono molto simile a questa pericolosa frequenza di risonanza dell’ acqua.
    Spero di essere stato chiaro.

  • # 8
    Anonimo
     scrive: 

    Fammi capire bene: se prendiamo una persona e la mettiamo davanti ad una antenna che spara 30Ghz (a quale potenza ?) quella, se non è stata cotta prima per altre ragioni, finisce bollita viva nell’acqua che la compone ?

  • # 9
    Ilruz
     scrive: 

    @anonimo
    Non conosco il principio fisico, ma, a qualche chilometro da casa mia c’e’ una installazione di radar sperimentali: quasi tutti i giorni li puoi vedere “ruotare”, anche se sono quasi sempre inattivi.

    Quando li accendono, in genere fulminano a mezz’aria ogni sorta di volatile troppo vicino, mentre gli altri scappano.

    E’ chiaro che la potenza di un radar civile/militare e’ enormemente maggiore di quella di un’antenna per trasmissione, pero’ … a pari frequenze, l’effetto e’ quello.

  • # 10
    Roby
     scrive: 

    Troppo ridere quelli che OGNI volta partono in quarta “aaargh frequenze altissime, aaargh pericolosissimo, aargh moriremo tutti”, aaargh, le onde elettromagnetiche

    E gli esempi di alessandro uno più ridere dell’altro lol

    Ma, CHISSA’ PERCHÈ nessuno urla per la luce che 1) è presente in potenza maggiore (è tutto illuminato!) 2)La frequenza è MOLTO più alta (altro che ghz, si va nei TERAhertz

    Ah ma quella non fa male, noooo…

    E perchè roba di frequenza inferiore dovrebbe far male?

    E per i forni a microonde, tiè da wikipedia inglese

    Microwave heating is sometimes explained as a resonance of water molecules, but this is incorrect: such resonance only occurs in water vapor at much higher frequencies, at about 20 gigahertz[5]. Moreover, large industrial/commercial microwave ovens operating at the common large industrial-oven microwave heating frequency of 915 MHz (0.915 GHz), also heat water and food perfectly well. [6] The frequencies used in microwave ovens were chosen based on two constraints. The first is that they should be in one of the ISM bands set aside for non-communication purposes. Three additional ISM bands exist in the microwave frequencies, but are not used for microwave cooking. Two of them are centered on 5.8 GHz and 24.125 GHz, but are not used for microwave cooking because of the very high cost of power generation at these frequencies. The third, centered on 433.92 MHz, is a narrow band that would require expensive equipment to generate sufficient power without creating interference outside the band, and is only available in some countries. For household purposes, 2.45 GHz has the advantage over 915 MHz in that 915 MHz is only an ISM band in the ITU Region 2 while 2.45 GHz is available worldwide.

  • # 11
    Anonimo
     scrive: 

    Quella jeep progettata dal darpa qualche tempo fa con l’antenna sopra, quella specie di sfolla gente meccanizzato, si basa su questi principi dico bene ?

    Non vendono niente del genere per gli antifurti di casa ?

  • # 12
    L
     scrive: 

    “…lavora tra i 60 e i 100 gigahertz…”

    ovvero 40GHz di banda… andare a 10.6 Gbps è davvero una tecnologia “futuristica”… -_-“”

  • # 13
    ciocia
     scrive: 

    Numeri da sogno qui in italia per almeno 10 anni!
    Io viaggio in wireless….ma ho una 2mb e pago 36€ al mese, oltre ad aver speso 500€ per l’installazione/avviamento. E la banda e’ spesso stressata, con ping alti ( quando e’ libera sui 70ms, ma spesso tocca i 100-300-400ms )

  • # 14
    Anonimo
     scrive: 

    A me non piace tanto parlare di complotti e cospirazioni senza solide basi per dimostrarlo però a vedere com’è mal fatta la copertura della banda larga fuori dalle grandi città, la mancanza di una connessione wifi/wimax sostitutiva e la sola presenza di quella satellitare a prezzi mostruosi (500 euro il kit + 800 al mese di abbonamento) qualche pensierino in proposito mi porta a farlo…

  • # 15
    Alessandro
     scrive: 

    @ Roby

    L’articolo wikipedia che hai quotato non fa altro che confermare quello che ho scritto precedentemente(o non capisci il contenuto o non sai l’inglese). Il fatto che quello che ho scritto ti faccia ridere mi dispiace per la tua ignoranza e il tuo qualunquismo.

    Ripeto certe frequenze sono pericolose indipendentemente dalla potenza del dispositivo, se no non si chiamerebbero di “risonanza”.

    Alcuni esempi:
    Per esempio un dipason (corpo piccolo) ha una frequenza di risonanza pari a quella di un “la” ovvero 440Hz.
    I moti del ponte di tahoma hanno una frequenza di rionanza di qualche secondo:
    http://it.youtube.com/watch?v=3mclp9QmCGs

    La luce ha una frequenza troppo elevata per poter sollecitare i dipoli molecolari. Ed è per questo motivo che non ha effetti comparabili con le microonde.
    Quindi con la mia voce riesco a far risuonare un diapason, ma non risco a far crollare un ponte..!
    Per far crollare il ponte mi serve una sollecitazione con una frequenza ben più bassa. Le singole sollecitazioni a quella frequenza vengono accumulate dalla stuttura sotto forma di energia elastica (come in un’altalena al susseguirsi delle spinte in controfase).
    Le onde elettromagnetiche da questo punto di vista si comportano come onde di pressione.
    Ovviamente queste cose non me le sto inventando ma te le posso spegare qualsiasi professore di ottica o meccanica delle vibrazioni: Studia!

  • # 16
    Alessandro
     scrive: 

    Chiedo scusa ma ho fatto un errore,
    Ho scritto ponte di Tahoma, ma si chiama Tacoma.

    (Per chi non lo sapesse è un ponte costruito in usa negli anni trenta, neanche un mese dopo la sua apertura è crollato a causa di effetti di risonanza della stuttura con le sollecitazioni dovute ai vortici del forte vento che ha soffiato per due giorni.)

    Scusate se posso sembrare saccente ma non sopporto l’ignoranza di certe persone. L’ignoranza a cui mi riferisco non è quella di chi non sa; è quella di chi si pavoneggia di sapere.

    Ciao a tutti!
    Spero di essere stato utile…

  • # 17
    Francesca
     scrive: 

    Caio Ale io vivo in una casa universitaria provvista di modem Fastweb a fibra ottica. Il wireless del mio computer ora viaggia a 54.0 Mbps. Mi è sembrata una potenza abbastanza elevata e mi chiedevo se per caso sai se è una cosa sicura. Anche perchè il computer non è veloce come dovrebbe essere, forse dipende dal fatto che ci sono sei computer che sfruttano la stessa connessione? sono domande stupide lo so ma non sapevo a chi rivolgerle. Se potessi aiutarmi mi farebbe piacere. Grazie!

  • # 18
    Mario
     scrive: 

    Un approccio troppo semplicistico al problema dei danni da radiazioni non ionizzanti credo possa essere deleterio, come agli inizi del secolo scorso lo è stato un approccio un po’ troppo “allegrotto” di chi si occupava della radiazione X appena scoperta… molte radiodermatiti, dita cadute, leucemie o linfomi, ecc… Non è necessario gridare “al lupo” se il lupo non lo si è visto, ma questo non vuol dire di poter girare tranquilli nella foresta senza… guardarsi intorno di tanto in tanto! Purtroppo in questo caso è certa e calcolabile la quantità di energia ceduta per unità di volume al corpo umano (SAR) e come è stato giustamente ricordato la potenza in gioco è il paramentro più significativo.
    Anche nella risonanza magnetica usata a scopi diagnostici, ove a risuonare non è la molecola d’acqua in toto, ma solo i nuclei di idrogeno e ad una frequenza che è strettamente legata al campo magnetico esterno applicato data dall’equazione di Larmor, esistono valori raccomandati di SAR al di sopra dei quali è SCONSIGLIABILE andare, senza che per questo siano noti effetti patogeni degli alti campi magnetici o della RF utilizzata a frequenze relativamente basse (ad 1,5 Tesla l’idrogeno risuona a circa 63 MHz). Niente terrorismi fuori luogo dunque, ma rispetto per chi invita ad un po’ di cautela…
    Grazie

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