di  -  giovedì 16 ottobre 2008

MiniLogo Pier SolarConfesso che quando lessi mesi fa la notizia di cui sto per raccontarvi, la mia reazione fu di assoluto stupore.
Possibile? Possibile che la scena seppur piuttosto attiva dell’homebrew per console fosse stata in grado di “riportare in vita” anche una console non più supportata ufficialmente ormai da un decennio?

Intendiamoci, per gli appassionati di retrogaming il MegaDrive non è mai morto: resta una macchina coi fiocchi, ricca di giochi che hanno fatto storia e con cui a tutt’oggi, nonostante le performance non reggano il confronto con il parco titoli odierno, ci si può ampiamente divertire (come dimostra l’esempio di SuperMario Bros).

Eppure, in questo caso, ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso, che va oltre la maggior parte degli esperimenti “casalinghi” di sviluppatori terzi e che probabilmente supera le aspettative di chi ha giocato con la piattaforma Sega a 16bit per anni e ne conosce le potenzialità.

Dalle fucine della community sta per arrivare Pier Solar and The Great Architects.


Il video linkato è il teaser trailer che dà una panoramica del “nuovo arrivato”.
In realtà su Youtube gli utenti si sono già sbizzarriti ad inserire scene di gameplay ed altro ancora, per cui materiale, se vi interessa, ce n’è in abbondanza.

Vediamo quindi nel dettaglio, di cosa si tratta.
Partiamo dal packaging, perché siamo giocatori ma anche l’occhio vuole la sua parte.
Il sito ufficiale è semplice ma accattivante e riprende lo stile e i colori del logo.
La presentazione in Flash ci annuncia subito che la data di rilascio sarà la vigilia di Natale, il 24 dicembre 2008.

E’ disponibile da qualche tempo anche il preordine e sono disponibili due versioni: quella base e quella definita “posterity”, una sorta di extra-lusso per aficionados del genere.

In realtà entrambe condividono oltre che il gioco, il soundtrack disponibile su compact disc per MegaCD, in modo tale da soddisfare anche chi possiede l’addon (dal sottoscritto sempre molto rimpianto e desiderato) in questione nonché il booklet a colori e il poster.

Tutti dettagli che giustificano il costo proposto, 35$ per la Classic e 50$ per la completa, la quale oltre a contenere altri goodies permette la personalizzazione del gioco con il nome dell’acquirente (un vezzo forse, ma che procura una certa soddisfazione).

Un particolare non trascurabile è la disponibilità del titolo per tutte le regioni, NTSC-USA, NTSC-JAP ed Euro; un particolare che insieme ai gadget spiega la necessità di vendere all’utente finale ad un certo costo e tutto sommato può essere anche un sintomo del grosso lavoro svolto non solo dal team di sviluppo.

Dopo aver solleticato il palato soprattutto dei collezionisti, veniamo al gioco vero e proprio.

Il progetto, iniziato nel 2004, è stato ospitato inizialmente su Eidolon’s Inn, una tra le community più note nel panorama mondiale per quanto riguarda l’ambito Sega.
Qui è nato e ha preso forma come Tavern RPG, perché la maggiorparte degli utenti chiedeva a gran voce un gioco di quel tipo; lo stile in effetti ricorda altri titoli come StarOcean, tipicamente giapponesi perché è il Giappone la patria ( o in ogni caso il Paese dov’è più apprezzato) il gioco di ruolo su schermo.

Il team in questi anni è cambiato ed ha preso un nome proprio, ovvero Water Melon Development, ma i risultati dei componenti che hanno lasciato sono comunque apprezzabili a occhio nudo: tracce musicali composte ex novo, così come praticamente tutta la parte grafica in particolare gli sprite dei character.
Il motore è anch’esso notevole e mette a dura prova le potenzialità delle macchine; non è un caso che le dimensioni della cartuccia hanno superato il limite raggiunto con i giochi ufficiali.

Sono infatti ben 64 i MB, un numero spaventoso se consideriamo il supporto utilizzato e soprattutto la console di riferimento; ma evidentemente sono serviti a qualcosa :)

In questa intervista ci sono molti altri particolari e dettagli che spiegano certe scelte operate nello sviluppo e come il progetto si sia evoluto nel tempo.
Uno delle note più positive al di là del lavoro svolto e che si menzionava già l’intenzione di proseguire su altri percorsi.

Mai dire mai ovviamente ma questi (buoni) propositi mettono un punto fermo sulla serietà del team, che ha speso gli ultimi 4 anni sulla realizzazione di un gioco su una piattaforma oramai non più supportata dai canali ufficiali.

Vedremo cosa ci riserverà il futuro ma intanto godiamoci PierSolar and The Great Architects, un nome altisonante, con una eccezionale musica d’atmosfera e una giocabilità tutta da testare, di cui daremo senz’altro conto a tempo debito.

Io, spinto dalla curiosità e passione per il retrogaming, l’ho già acquistato. E voi?

7 Commenti »

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  • # 1
    Uno a caso
     scrive: 

    Tutto molto bello ed anche un poco fetish, ma “Megadrive” e “Super Mario Bros”? Meglio sarebbe stato Sonic, per coerenza.

    Lo SNES era trooooppo avanti ed i suoi giochi “hanno fatto storia e con cui a tutt’oggi, nonostante le performance non reggano il confronto con il parco titoli odierno, ci si può ampiamente divertire (come dimostra l’esempio di SuperMario Bros).”, con tutto il rispetto per una console comunque buona come il prodotto Sega. ;) :D :D

  • # 2
    Cesare
     scrive: 

    Troppo avanti no: la CPU del megadrive era superiore a quella dell’SNES. ;)

    Tornando alla notizia, non so quanto potrebbe vendere questo nuovo gioco. Il prezzo non è eccessivo in assoluto, ma per una console ormai morta lo è sicuramente (anche perché non so quanti ne l’avranno conservata).

  • # 3
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Solo che su Sonic non ho ancora fatto un articolo e ho quindi utilizzato lo spunto per collegarmi a quello su SuperMario.
    “Crossplatform” diciamo :D

    Io sinceramente ero uno di quelli “trasversali”, il MegaDrive è stato il mio primo amore a 16bit anche grazie al MegaCD ma il SuperNintendo ha avuto senz’altro punte di eccellenza che sulla macchina Sega non si sono mai viste (quel che è stato fatto con Killer Instinct o Donkey Kong per esempio).
    Tutto sommato anche se molti grossi titoli sono stati disponibili per entrambe, ognuno aveva le proprie peculiarità. Il MD era forte negli shoot’em up per esempio, anche grazie alla CPU che girava al doppio della velocità di quello dello SNES. D’altra parte la console Nintendo con i suoi coprocessori dedicati risultava molto forte nelle avventure grafiche e beat’em up beat’em up(solo la Capcom per il Giappone ne ha prodotti una quantità imbarazzante).

  • # 4
    hc
     scrive: 

    è uno scherzo ?
    Qualcuno spenderà dei soldi per quella schifezza immane ?
    Flop annunciato. Non bastano pochi depressi maniaci dei bei tempi andati, per far vendere un prodotto.
    Anzi, chi se lo compra è pure in qualche modo deficitario a livello mentale.

  • # 5
    Ale
     scrive: 

    @hc
    ehehe,
    svegliato male li al centro del mondo?

  • # 6
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    “è uno scherzo ?
    Qualcuno spenderà dei soldi per quella schifezza immane ?
    Flop annunciato.”

    x hc prima di dire schifezza magari vediamolo all’opera no? Le premesse, per il tipo di gioco e piattaforma, ci sono. E’ chiaro che non venderà milioni, anche perché le risorse sn quelle che sono. Il fatto però che nei siti dedicati al retrogaming se ne parli e parecchio dimostra che l’interesse effettivamente c’è. Si parla di appassionati ovviamente.

    “Non bastano pochi depressi maniaci dei bei tempi andati, per far vendere un prodotto.”

    Dipende dal target del prodotto. E’ ovvio che non stiamo parlando di Halo3. Che siano pochi però è un falso, te lo dimostra non solo l’underground della rete, ma anche il mercato parallelo e non anche sui siti come Ebay oppure iniziative come quelle intraprese da Microsoft su Live per distribuire online vecchi classici.
    Se fosse stato per un pubblico di pochi a catalogo quei giochi non ci sarebbero mai stati.

    “Anzi, chi se lo compra è pure in qualche modo deficitario a livello mentale.”

    E’ sempre divertente leggere commenti in cui persone X cercano di giudicare persone Y con aggettivazioni su intelligenza&co da un semplice tipo di acquisto.
    Cmq se si spendono 250 Euro per un paio di jeans, penso che una 30ina per un pezzo di infanzia/adolescenza spensierata siano una somma tutto sommato accettabile.
    E in ogni caso, questo vale per un principio generale che andrebbe seguito sempre, Rete o non Rete, credo che nessuno abbia il diritto ma nemmeno pensare di poterselo arrogare, di sentenziare sull’altrui persone in base alle proprie spese e oggetti comprati/desiderati.
    De gustibus, questo vale anche per PierSolar.

    Il commento l’ho lasciato in chiaro, tanto perché serva da monito a chi come te, pensa di poter scrivere qualsiasi cosa su qualsiasi x interlocutore, solo perché si trova davanti a un monitor.
    Chiaro il concetto, no?

  • # 7
    Cesare
     scrive: 

    Io troverei interessante se lo rilasciassero sotto forma di rom, pagando quindi molto meno visto che non ci sono costi di produzione della cartuccia.

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