di  -  martedì 30 settembre 2008

sala cinemaAltra puntata della rubrica Videodrome – ai confini del video, ed ultimo appuntamento con la saga Cinema: pellicola o digitale?

Dopo aver visto, la volta scorsa, alcune caratteristiche tecniche dei proiettori cinematografici tradizionali, oggi parleremo della proiezione digitale HD. Anche in Italia sono sempre di più i cinema che passano al digitale o meglio, che affiancano ai vecchi sistemi 35mm uno o più proiettori digitali DLP con i quali, il film non viene più proiettato sullo schermo attraverso la tradizionale pellicola ma, immagazzinato su un server, viene inviato direttamente al dispositivo di proiezione digitale.

Come già ribadito più volte, nonostante per la produzione di film il digitale sia estremamente diffuso e popolare (alta qualità: Digitalbeta, HD e risoluzioni inferiori: Dvcam, miniDv), la distribuzione, per vari e non del tutto chiari motivi, vede ancora un dominio da parte del supporto pellicola. Con i sistemi digitali i film vengono inviati agli esercenti non più via pesanti e costose bobine ma tramite dispositivi come hard-disk esterni o, molto più semplicemente, tramite la rete.

La risoluzione minima di un proiettore ad alta definizione per il grande schermo è di un 2048 x 1080 pixel e permette una uniformità di formato: da produzione con riprese e montaggio in HD a distribuzione/proiezione sempre in HD (cosa che già accade con la televisione). Lo standard minimo è imposto dal DCI (standard DCI), un consorzio che fu creato da Disney, Fox, MGM, Paramount, Sony Pictures Entertainment, Universal e Warner Bros. Studios nel Marzo 2002 con lo scopo di definire le specifiche tecniche e le modalità operative del Cinema Digitale.

DCI

Attualmente, in circolazione esistono sostanzialmente due tipi rilevanti di proiettori per il digital-cinema; i DLP (primi ad essere stati sviluppati, tecnologia ideata dalla Texas Instruments), basati sul sistema Digital Light Processing a specchio mobile e divisi in: 2K (2048×1080) a 24 fotogrammi per secondo, 4k (4096 x 2160) a 24 fotogrammi per secondo, i 4k (4096 x 2160) a 24 fotogrammi per secondo e i 2k a 48 fotogrammi per secondo. I principali produttori di questa tecnologia sono: Barco, Christie Digital System e NEC (ultima entrata), Barco con la sua serie “DP”, Christie con i “CP2000″ e NEC con i proiettori “Status ” 2k.

Proiettore Barco 2k

Barco 2K

L’altro tipo di proiettori in commercio sono i dispositivi allo stato solido LCoS (Liquid Crystal on Silicon), che usano uno specchio fisso montato sulla superficie di un chip ed utilizza una matrice a cristalli liquidi (come un LCD) per controllare quanta luce viene riflessa. Tecnologia sviluppata dalla JVC, viene anche utilizzata dalla Sony che ha lanciato sul mercato i suoi “SXRD” con risoluzione 4096×2160 4K e prezzo competitivo (non male il CineAlta 4K).

Siamo in piena fase “di transizione”, il cinema sta passando piano piano dall’analogico al digitale, passaggio che avverrà completamente solo quando anche gli esercenti di tutti i cinema utilizzeranno per proiettare film HD macchine digitali (ovviamente parlando sempre della grande distribuzione commerciale, non ha senso questo ragionamento per i piccoli monosala).

I vantaggi del digitale sono diversi: il protezionista non deve più trasformarsi in un monta-carichi causa l’elevato peso delle bobine, l’affitto delle copie è molto meno costoso, il supporto digitale non si usura come quello analogico (la pellicola dopo alcuni passaggi si deteriora e, come tutti sanno, i risultati si riflettono sullo schermo), la visione è più pulita, limitato danneggiamento del supporto, stabilità dell’immagine…

Gli svantaggi invece sono da associare al costo eccessivo delle attrezzature, indicativamente siamo in questo ordine di grandezza: 100000 a 3000, pensare di cambiare tutte le macchine di un multisala nuovo può far sorridere (o piangere)…forse con qualche incentivo statale lentamente il passaggio si potrà effettuare. Altri limiti del digitale sono: la qualità dell’immagine, ancora da perfezionare e lo standard di proiezione, non ancora unificato.

Il primo cinema italiano ad investire sul digitale è stato, l’Arcadia di Melzo, come dichiarato nel sito ufficiale: “È il primo e unico complesso cinematografico in Italia ad aver attrezzato n.3 sale per la proiezione digitale Digital Cinema. Le sale Energia, Fuoco e Acqua sono attrezzate con proiettore digitale DLP CinemaTM 2K della CHRISTIE e proiettore digitale DLP CinemaTM 2K della Barco. Le sale sono inoltre attrezzate con server AVICA Filmstore” ed inoltre: “La tecnologia della Texas Instruments DLP CinemaTM utilizza tre microchip DMD (Digital Micromirror Device) per il controllo dell’immagine. All’interno di ogni DMD sono montati i microspecchi capaci di oscillare indipendentemente gli uni dagli altri così da riflettere i tre colori primari della luce (verde, rosso e blu) e formare sul grande schermo le immagini cinematografiche. Ogni microspecchio è grande circa un quarto della sezione di un capello umano”.

Ecco un elenco delle sale italiane (sul nostro AV magazine) che proiettano con il digital-cinema: ELENCO SALE

Cliccare qui per vedere il demo del sitema DPL

Avete già provato la proiezione digitale?

9 Commenti »

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  • # 1
    Alberto
     scrive: 

    E’ anni che vedo film all’Arcadia.
    Quel cinema è stato uno dei primi multisala (o forse, addirittura, il primo) ma ti giuro che non avevo mai notato che proiettassero in digitale!

  • # 2
    Pietro
     scrive: 

    Da addetto ai lavori, mi tocca fare qualche appunto:

    – Non è vero che “l’affitto delle copie” è meno costoso. Per gli esercenti, le percentuali da corrispondere per il noleggio di una copia digitale (DCP) sono esattamente le stesse in vigore per le copie 35mm. E’ il costo della copia *per chi la distribuisce* ad essere sensibilmente minore, ma tali vantaggi, al momento, non vengono in alcun modo ridistribuiti sulle sale. Oggi come oggi il D-Cinema è una scelta di qualità, non un sistema per ridurre i costi di esercizio, che anzi, sono di fatto superiori.
    Tra i vantaggi, poi, potremmo aggiungere che a livello di impatto ambientale un conto è mandare in giro per il mondo dei pacchi da quasi un metro cubo e pesanti decine di chili, e un altro dei normalissimi dischi USB con della gommapiuma intorno (per poi – si spera a breve – eliminare completamente i supporti fisici).

    – L’ordine di grandezza dei costi delle macchine, fortunatamente, non è quello citato. Diciamo che, a seconda delle caratteristiche dell’impianto, può essere tra l’1 a 3 e l’1 a 5. Se fosse 33 volte superiore come riportato nell’articolo sarebbe il caso di chiudere le sale e mettersi a vendere proiettori…

    – Lo standard tecnico, di fatto, esiste già, ed è quello descritto, che a brevissimo sarà ufficialmente ratificato dalla SMPTE. Il materiale JPEG2000 in container MXF, con risoluzione 2K e 4K e bitrate massimo di 307Mbit/s viene riprodotto da *tutti* i sistemi DCI-compliant in circolazione. Parliamo di diverse migliaia di macchine, a cui se ne aggiungeranno altre 25/30000 nell’immediato futuro.
    In Italia, come riportato nell’elenco di AVMagazine, per ora siamo intorno ai 50 schermi.

    – La qualità dell’immagine da perfezionare? Tutto è perfettibile, ovvio, ma gli attuali proiettori DLP Cinema 2K superano le caratteristiche *reali* del 35mm sotto qualunque aspetto. Poi magari ci sarà il 4K, ed a quel punto si lavorerà all’8K, e così via… ma dire che la qualità è da perfezionare fa pensare che oggi ci siano dei problemi, e non è certo questo il caso. Come possono testimoniare le esperienze dirette sulle proiezioni in D-Cinema pubblicate sempre su AVMagazine…

  • # 3
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    Ringrazio Pietro per il prezioso e competente commento. Chiedo scusa per l’errore (mio) sull’ordine di grandezza, ovviamente intendevo di 1 a 3 altrimenti, come suggerisce Pietro, la cosa sarebbe ridicola. Inoltre, l’aggiunta sull’impatto ambientale è da considerarsi di primaria importanza.

  • # 4
    Alcune informazioni sul cinema 3D - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] due segnali digitali vengono proiettati in sincrono attraverso un proiettore (o due) digitale D-cinema e l’effetto finale sullo spettatore è proprio quello della profondità ricreato atraverso la […]

  • # 5
    Lanfi
     scrive: 

    Credo anche io che la proiezione digitale sia il futuro. I proiettori a pellicola per carità hanno un fascino incredibile ma insomma…ma oltre ai vari vantaggi che il digitale offre mi pare sopratutto incredibile che una casa produttrice debba “riversare” tutto il lavoro che si trova in file digitali (direi quasi universalmente ormai) in delle copie su cellulosa e poi spedire queste pizze in giro per il mondo. Seriamente è assurdo…

    Certo si rischia un po’ di più con la pirateria visto che qualche proiezionista compiacente potrebbe rippare al volo il film…e viste le risoluzioni si tratterebbe di un rip di qualità eccelsa XD!

  • # 6
    LAURA
     scrive: 

    ciao! leggevo con molto interesse il tuo articolo dato che sto studiando non a caso il digitale!!! però non riesco ancora a capire se questo digitale viene utilizzato attualmente nelle sale cinematografiche oppure solo alcune ne usufruiscono…mmm..ho le idee molto confuse!! ;)

  • # 7
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    Diciamo che si sta diffondendo, la maggior parte dei moderni multiplex ha dedicato qualche sala alla proiezione in digitale anche in vista della distribuzione in 3D.

  • # 8
    LAURA
     scrive: 

    grazie mille per avermi tolto qualche dubbio! saluti!

  • # 9
    Alessandro
     scrive: 

    Articolo molto interessante (per me che sono nuovo sull’argomento).
    Ho capito che il rapporto fra i prezzi è di 3 a 1, ma non mi è chiaro se era sbagliato quello dei proiettori tradizionali o quello di quelli digitali.
    In pratica quanto costa in media un proiettore digitale?

    Una curiosità, esistono servizi di affitto per questi proiettori?

    Grazie!

    Ciao

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