di  -  lunedì 29 settembre 2008

f_hummer.jpgEsiste un acceso dibattito tra i costruttori di automobili e la commissione ambientale della comunità europea, che ormai da tempo si fronteggiano sulle nuove norme che imporranno un limite di 130 g/km di CO2 di emissioni per ogni veicolo prodotto, che entreranno in vigore nel 2012. Le istituzioni europee hanno pronunciato il loro verdetto definitivo. Non vi saranno slittamenti o proroghe chiesti dall’industria: i costruttori si rimbocchino le maniche.

Il parlamento comunitario si è dimostrato alquanto compatto nella decisione, nonostante le proteste nell’ultimo anno siano state tanto forti da spingere persino il cancelliere tedesco Merkel e il presidente francese Sarkozy in prima linea nella difesa degli interessi dell’industria automobilistica, settore chiave per l’economia e l’occupazione di entrambi i Paesi.
Limitare le emissioni significa, oltre che investire in più efficienti tecnologie propulsive, ridurre attrito aerodinamico, peso, dimensioni, potenze e equipaggiamenti. 130g/km è un valore considerevolmente più contenuto rispetto alla media delle emissioni dei veicoli attualmente in vendita. Per capire meglio le proprzioni di tale limite, basta confrontare il limite con il valore della Fiat Grande Punto equipaggiata con la motorizzazione base a benzina: il 1.2 benzina 8v, con il quale non si scende sotto il 139 g/km, la situazione migliora con il piccolo diesel 1.3 che scende a 119g/km.

Se andiamo invece a controllare i dati forniti dalla Porsche per il suo Cayenne Turbo (uno a caso…) scopriamo che le emissioni, prevedibilmente schizzano all’incredibile dato di 358 g/km, e stiamo parlando di misurazioni standard per tute le vetture, effettuate a velocità costante, ma durante le accelerazioni bisogna aspettarsi dei fuori scala negli strumenti di misurazione quando si ha a che fare con questi mezzi.

Ora, il problema dell’industria automobilistica è che le auto che inquinano meno attualmente, sono anche quelle che vengono vendute con minori margini in percentuale al costo di ingegnerizzazione e produzione. I bei soldoni, le case costruttrici li hanno sempre fatti con auto di lusso e sportive di alto rango.

Da qui al 2012 i costruttori avranno una bella gatta da pelare, ma la più penalizzata sarà senza dubbio le Germania. Le case automobilistiche tedesche investono praticamente tutto nel settore del lusso e del sub-lusso, per di più poi, negli ultimi 10 anni hanno trovato una vena d’oro scavando nella mentalità celodurista del “grosso è bello”, che ha portato alla realizzazione di mezzi imponenti e di scarsa qualità costruttiva in relazione ai prezzi di vendita, che ha fatto gonfiare le tasce degli industriali fino a scoppiare.

Tutti i marchi tedeschi stanno attualmente lavorando alla realizzazione di SUV di dimensioni decisamente più contenute, anche per via dell’aumento dei costi di carburante, ma contemporaneamente la Porsche, che si è comprata una quota di maggioranza di tutto il gruppo Volkswagen, con gli incassi dalle vendite del Cayenne (in proporzione è come spendere 20.000 euro per una Grande Punto nell’allestimento base) sta già preparando dei mostri supersportivi a 4 posti e 4 porte dalla lunghezza e il peso, oltre dalle potenze esorbitanti, come la Porsche Panamera e la futura Lamborghini a 4 porte.

Veri e seri provvendimenti non si sono visti e questo in futuro potrebbe diventare un problema per l’economia dell’intera Germania, che vive essenzialmente di auto. Già segni di crisi evidenti sono presenti nel territorio teutonico, con la delocalizzazione della produzione verso l’est europa che avanza e le difficoltà sempre maggiori nel coniugare le alte retribuzioni salariali e le imposte di uno stato fortemente assistenzialista, con la produzione di quei veicoli di prezzo più contenuto.
Queste nuove normative potrebbero rappresentare lo scalino su cui potrebbe inciamapre un’industria, sì florida, ma anche già impegnata in molte altre sfide per il futuro prossimo.

Meno problematica è la situazione italiana. Il gruppo Fiat possessore di praticamente tutti i marchi italiani ad eccezione della Lamborghini (e della Pagani!) dopo il baratro della gestione Agnelli, che abituata a vendere carriole in un mercato protetto dal Governo non seppe reagire all’apertura dei mercati portando quasi alla morte l’azienda, ha dimostrato di saper tornare ad alti livelli di competitività, sotto le redini di Marchionne, pur con poche risorse finanziare e un indebitamento spaventoso da risanare (e ormai risanato).
Tutto il lavoro svolto finora però, è servito a far tornare competitivi soltanto i segmenti più “popolari”, rimanendo ancora ai margini dal settore del lusso e quindi dei consumi di carburante spropositati.

Anche se fino ad oggi il gruppo Fiat non si è contraddistinto per innovazione sul fronte delle emissioni, saranno necessari molti meno sforzi per adattare la gamma alle future normative, rispetto alla concorrenza tedesca.

Resta comunque il problema dell’immenso consumo energetico, necessario a mantenere la produzione automobilistica mondiale e di tutto il suo indotto industriale e commerciale, che ha un impatto enorme, e che la normativa intorno a cui ruota questo post non mette in discussione.
Io per conto mio, rimango dell’idea che l’auto più ecologica è quella che già si possiede (e sì, lo so che la bicicletta è ancora meglio, non c’è bisogno di puntualizzare su tutto).

7 Commenti »

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  • # 1
    davide
     scrive: 

    a parte che non comprendo tutto questo odio nei confronti delle vetture di lusso… e premettendo che, parafrasando l’articolo, ce l’ho moscio con una modesta focus sw, ma vorrei averlo molto più duro e grosso…. cmq quello che più mi stupisce è come puoi dire che il cayenne è un’auto dalla scarsa qualità ! anzi a mio avviso il modello “base” ha un rapporto qualità-prezzo ineguagliato, se paragonato ai “polmoni” di VW, Audi, Volvo ecc…. termino dicendo che ben vengano auto che inquinano meno, ma non riducendo la taglia, bensì ottimizzandone il consumo e le emissioni. e che tutto questo sia seguito da una generale diminuzione dell’inquinamento nei settori che lo creano davvero! non andiamo sempre a penalizzare i poveri automobilisti

  • # 2
    Ilruz
     scrive: 

    “termino dicendo che ben vengano auto che inquinano meno, ma non riducendo la taglia, bensì ottimizzandone il consumo e le emissioni.”

    Mi sa che ti sei perso il senso dell’articolo: nessuno ce l’ha con l’hummer o il cayenne di Ranzani per partito preso, ma, se il limite di emissioni sara’ di 130g/km, case come la Fiat troveranno relativamente facile trovare una soluzione; case che producono modelli dai 300g/km in su, a meno di miracoli tecnologici, dovranno ridurre potenze ed equipaggiamenti … che fin’ora gli hanno pero’ garantito ottimi fatturati.

    A mio parere, il limite e’ stato fissato “basso” in modo provocatorio, per spingere le case ad usare propulsori completamente diversi, es: turbine? elettrico? idrogeno? carburanti arricchiti?

  • # 3
    Pippolillo
     scrive: 

    L’auto è un mezzo che è destinato a declinare visto che è ormai accertato che solo il trasporto pubblico (treni, tram, bus) permettono di essere efficienti confrontandoli con l’energia impiegata per il movimento.
    Un’auto butta letteralmente via il 70% dell’energia in calore. D’inverno un pochino serve a riscaldare l’abitacolo, in tutte le altre stagioni fate voi.
    Ogni 10 litri di benzina o gasolio, 7 li buttate via, vi piace?
    Con tutti i limiti di velocità che ci sono, meno male, mi chiedo cosa servano fare mezzi con prestazioni da pista.
    Negli ultimi anni i motori sono migliorati moltissimo in efficienza però il tutto è stato vanificato dall’aumento di peso dovuto alle normative di sicurezza (scocche rinforzate, barre anti-intrusione, air-bags, ABS ecc.)
    Se avete la pazienza di vedere questo video, capirete come soprattutto i SUV sono da vietare per la loro pericolosità nei confronti delle altre auto.
    http://www.youtube.com/watch?v=JXeKSDpFjlg
    Mi chiedo a cosa serve alle nostre latitudini un’auto da quasi due tonnellate, a parte un fuoristrada per chi gestisce un rifugio in montagna.

    W l’Unione Europea e dei provvedimenti come questi finalmente intelligenti.

  • # 4
    Kirkwood
     scrive: 

    Come in tutti i post con un vago accenno ‘ecologico’ si fa sempre della demagogia e ci si scaglia contro un presunto colpevole, in questo caso i costruttori tedeschi. Ma siamo così sicuri della scarsa qualità dei vari marchi che non sto a citare, in confronto al resto del mondo automobilistico?
    Siamo d’accordo sull’inutilità di molte loro proposte, ma loro vendono quello che il mercato chiede.
    In ultimo, ma i vari ecologisti del pianeta….. ma vonno tutti a piedi?
    Perchè se consideriamo l’inquinamento causato dalla costruzione di qualsiasi mezzo pubblico o privato, bicicletta compresa, l’unica è andare a piedi…. scalzi ovviamente!

  • # 5
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    Davide, l’avere delle motorizzazioni “spinte” non fa del Cayenne un’auto all’altezza del suo prezzo. Il mio non è un attacco da convinto ambientalista contro il simbolo dello spreco su quattro ruote, ma una pura constatazione.

    Il Cayenne non è altro che un VW Touareg con motori e freni potenziati, con una qualità delle finiture, soprattutto all’interno di gran lunga più bassa rispetto al cugino più economico.
    I prezzi li puoi confrontare sul sito di quattroruote, poi puoi farti un giro per i concessionari e salire a bordo di entrambi per confrontarne la qualità, se non credi a quello che ti dico.

    La Porsche, non ha caso, è stata anche premiata come gruppo industriale da prendere ad esempio, per via dei margini altissimi che riesce ad ottenere con i modelli che produce.

    Poi dici che le auto dovrebbero ottimizzare i consumi, ma i consumi si ottimizzano anche (e non poco) riducendo peso e attriti aerodinamici e meccanici.

    E per finire, nonostante abbia sempre avuto il pallino delle auto, non riesco proprio a capire questo vizio di vittimizzare la categoria degli automobilisti. In primo luogo perché non è una categoria, in secondo perché, per quanto possiamo essere romantici intorno a quest’argomento, stiamo sempre parlando di un aggeggio che serve a spostarsi e che ormai, specialmente nei centri abitati, insieme al cronico problema dell’inadeguatezza dei mezzi pubblici rappresenta soltanto un problema.

  • # 6
    Le Ferrari del futuro: quando l’ecologia fa felici gli appassionati di auto - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] imporranno alle case automobilistiche limiti di emissione di CO2 decisamente ristretti, al punto da spaventare l’industria di settore fino a far nascere casi […]

  • # 7
    Daimler (Mercedes) e Tesla Motors insieme per le auto del futuro - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] nascosta sotto il cofano. Come spiegato più ampiamente in passato, nel 2012 entrerà in vigore una normativa europea che imporrà ai modelli immatricolati da ogni singola casa, una produzione di CO2 di 120g/km nel […]

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