di  -  giovedì 25 settembre 2008

Un paio di settimane fa ci siamo occupati del fenomeno del “limited edition” e di quanto il mercato, sia in termini di domanda che di offerta, abbia cominciato ad apprezzarlo sempre di più.
Ma c’è un altro aspetto, altrettanto affascinante, che mette in relazione il retrogaming con il puro collezionismo.
La passione per “l’antico”, il gioco polveroso magari compagno dei pomeriggi della nostra infanzia o adolescenza, si lega di frequente al puro piacere del possesso, del titolo da sfoggiare (soprattutto in tempi come quelli odierni, pervasi dalla Rete) perché molto raro.
Con i prototipi, ovvero quei prodotti mai rilasciati sul mercato perché bocciati o diventati obsoleti già nel momento in cui dovevano essere commercializzati, il legame viene spinto fino all’estremo.
Forse ve ne ricorderete sommariamente ma, in realtà, avevamo già trattato l’argomento seppur da una diversa angolazione e lo abbiamo fatto parlando del Sega Neptune.

Ogni azienda, impresa, compagnia commette degli errori. C’è chi persevera e finisce a gambe all’aria come Commodore o Sega e chi invece, come Nintendo, si riprende e può guardare più con il sorriso a quel passato che per fortuna non c’è più.

Quel che è certo è che i fallimenti, se la loro prova tangibile, il “pomo della discordia” (e quindi spesso la console nel nostro caso) non è mai stata rilasciata, non solo è storia ma diventa automaticamente una pregiatissima mosca bianca che solo pochissimi eletti sono in grado di possedere, anche a causa delle alte cifre cui vendono venduti.
Alcuni di questi sono stati solamente dagli sviluppatori delle SWHouse alle quali era stato commissionato un gioco per la piattaforma “fantasma”, altri si sono visti solo alle fiere di esposizione quali l’E3 o il CES di Las Vegas e altri ancora sono stati commercializzati per un tale breve periodo da essere considerati alla stregua dei prototipi (ad esempio l’Apple Pippin).

Proviamo quindi a fare una breve panoramica di alcune delle “meteore videoludiche” che hanno solcato o meglio, che avrebbero dovuto solcare il mercato.

Phantom Console

Il caso più recente ed eclatante si chiama “Phantom” e mai nome fu più azzeccato nel suo caso. Diciamo che era predestinata a fallire.
Il progetto di Infinium Labs, start-up nata nel 2002, doveva essere una sorta di pc ma dedicato ai videogiochi, pur mantenendo la stessa espandibilità.
Presentata nell’E3 del 2004, alla fine del medesimo anno era già stata listata come Vaporware, cioè quella categoria di prodotti hi-tech tanto fumo e poco arrosto, circondati da un’aura di hype ma con nessuna sostanza.
Rimandato di un anno, si preannunciava l’uscita in contemporanea alla Xbox360 con cui avrebbe dovuto (?!) competere.
Nel 2006 si annunciò la morte del progetto e lo sviluppo di un sistema analogo allo Steam della Valve, nel quale alcuni componenti facenti parte di Phantom erano stati riciclati.
Si susseguirono altri comunicati stampa ma ad oggi il risultato è che la società ha perso circa 100 milioni di dollari dietro a questo progetto fantasma.
Non male.

Atari Jaguar Duo

Un altro caso interessante fu l’Atari Jaguar Duo.
Il periodo era quello della metà degli anni 90 durante il quale, l’abbiamo già analizzato, imperversava la follia degli add-on (ad esempio il Sega MegaCD) e delle console combo (il Neptune).
La casa americana, non paga dell’insuccesso del Jaguar CD che si poneva come antagonista del 3DO e dell’Amiga CD32, decise per il colpo di genio: combiniamo un mezzo fallimento con un progetto che non ha certo scosso le platee (leggasi Jaguar) così siamo sicuri di affondare al 100%.
Ed è quello che puntualmente avvenne.
Se ne parlò all’incirca per un anno sulle riviste specializzate per poi vederlo cadere nel dimenticatoio.

La storia dei videogiochi è dunque ricca di strani incroci che determinano le fortune o flop clamorosi dei vari attori, ma se davvero volete possedere un pezzettino di queste vicende avvolte spesso dal mistero non potete non rimanere stregati dai prototipi.
Naturalmente, entrare a far parte della storia ha un suo costo e spesso è veramente salato.

13 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Una console di nome Phantom non l’ho mai sentita … lo stile delle linee mi puzza di Apple, pero’

  • # 2
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    No non aveva niente a che fare con la Apple.
    Nessuno sa bene da dove venissero fuori i soldi investiti nel progetto, immagino più soggetti ma tra questi non dovrebbe esserci Apple.

    L’unica cosa che mi è venuta in mente è l’affinità fallimentare con il Pippin :D

  • # 3
    MegaDom
     scrive: 

    La Infinium Labs ha cambiato il suo nome in Phantom Entertainment. Hanno creato uno strano sistema di tastiera e mouse da loro chiamato Lapboard e pare che lanceranno il loro Phantom Game Service verso inizio Ottobre di quest’anno!
    Vi linko il loro sito http://www.phantom.net

  • # 4
    MegaDom
     scrive: 

    Pardon… A inizio Ottobre lanceranno il SITO del Phantom Game Service per investitori e sviluppatori… Si stanno riprendendo molto lentamente dal disastro della console… Chissà che ne verrà fuori…

  • # 5
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    grazie per le info, ero rimasto a fatti ancedenti. :)

    Vedremo gli sviluppi, ma io continuo a fare come San Tommaso…

  • # 6
    Il fallimento del CD-I e del multimedia interattivo prima maniera - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] In questi anni verrà sviluppato infatti il 3DO, l’Amiga CD32 ed una serie di altri prodotti rimasti unreleased o che varcarono la soglia delle fabbriche in lotti di poche migliaia di unità.Si […]

  • # 7
    Paolo
     scrive: 

    Il bello è che comunque quelli della Infinium Labs stavano davvero facendo qualcosa. Mi proposi addirittura come beta tester (ero parecchio curioso in quel periodo), ma non essendo negli USA non ero eligibile, ma mi presero comunque in considerazione e ricevetti in paio di email da parte loro, con tanto di non-disclosure agreement!
    Insomma, ci provarono a fare qulacosa, ma era veramente troppo difficile… e poi la macchina era praticamente un pc a scatola chiusa, ancor più che non il primo Xbox.

    E, giusto per la cronaca, ancor più vaporware fu il progetto Indrema, altro simil-pc ma con linux (!!!) alla base di tutto! Mah!?!?

  • # 8
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Beh gli NDA che hai ricevuto sn praticamente un pezzo di storia ormai, affascinanti tanto quanto alcuni prototipi :D
    Provarono senz’altro a fare qualcosa perché 100 milioni di $ li avranno spesi per dei motivi, anche se mi chiedo chi possa averglieli dati, ancora oggi.

    L’Indrema credo di averlo solo sentito nominare.
    Mi informo però, potrebbe uscirne un pezzo interessante :)

  • # 9
    SNES-CD il prototipo che divenne Playstation e che ha segnato l’industria dei videogiochi - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] nostre tappe di avvicinamento, i prototipi ed il CD-I in particolare rappresentano due tappe importanti da avere presente; alcuni dettagli e […]

  • # 10
    Sega VR una console virtuale di nome e di fatto - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] il VR cadde nel dimenticatoio anche se trapelarono voci per un approdo su Sega Saturn e rimase un prototipo unreleased.Nintendo provò a cavalcare il trend con il progetto Virtual Boy, una console […]

  • # 11
    L’Atari Mirai: un progetto in competizione con il Neo Geo? - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] parlato, sono pezzi ambiti dai collezionisti appassionati di retrogaming. Il secondo è che i prototipi completano le strategie commerciali delle aziende produttrici e quindi contribuiscono a ricomporre […]

  • # 12
    Gamate: il Game Boy tarocco made in Taiwan - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] e giochi che hanno fatto in qualche modo storia, abbiamo analizzato l’interesse verso i prototipi e verso i flop, entrambi legati dalla difficoltà per l’acquirente nel reperirli sul mercato […]

  • # 13
    Atari Panther: un felino dal triste destino - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] pari di altri settori il prototipo rappresenta il passo precedente alla realizzazione definitiva di un prodotto ed allo stesso tempo […]

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.