di  -  sabato 27 ottobre 2007

Eye-fiL’avvento massiccio delle fotocamere digitali ha portato, oltre che ad un ritorno di fiamma verso il mondo della fotografia, anche ad una esplosione delle polemiche relative al fotoritocco. Sempre più spesso sento dire che “ah, ai miei tempi…” “eh, certe cose in camera oscura non si potevano fare” “photoshop è il male assoluto” “questa è informatica, non fotografia”. Opinioni più o meno autorevoli, più o meno condivisibili.

Ma che cosa è esattamente la fotografia al giorno d’oggi? Sono migliaia, milioni di immagini scattate ogni giorno, sono tonnellate di Gigabyte che si riversano sugli storage on e offline, come dice il mio maestro di foto “nel mondo si producono più immagini in due minuti di quante ne siano state fatte in tutto il sei e settecento“. Non ci soffermeremo sulla bellezza o meno di ciò che viene prodotto, anche perché molto spesso – purtroppo – il digitale ha portato alla mentalità dello scatto a più non posso che tanto poi qualcosa di buono lo trovo. Non nego che a volte anche io ne sono vittima.

Photoshop quindi ci permette di correggere anche pesantemente le nostre lacune tecniche, di scattare in modo affrettato e rimediare in una fase successiva. E’ per questo motivo che per una volta vedo di buon occhio l’avvento della velocità estrema delle telecomunicazioni in un campo che tradizionalmente è lento. Sto parlando ad esempio di Eye-Fi, che promette di portare il Wi-Fi in tutte le fotocamere con un alloggiamento Secure Digital, ma anche e soprattutto delle fotocamere professionali di fascia alta (e media a breve, e bassa tra qualche anno) dove il Wi-Fi è integrato di serie.

Non sto ovviamente pensando all’ambito prettamente fotoreportistico (magari una zona di guerra), ove una foto è buona se coglie un momento a prescindere dalla sua realizzazione tecnica; parlo di quegli ambiti dove è preferibile che la foto sia ANCHE buona, ad esempio lo sport: se mentre sto fotografando il mio caporedattore può sfogliare i miei scatti direttamente dal suo ufficio e mandarli in stampa quasi in diretta, credo che non potrò più limitarmi a scattare a raffica e sperare, perché ne va della mia reputazione e forse del mio posto di lavoro. Credo che dovrò soffermarmi di più a concentrarmi per scattare una foto “buona alla prima”, e dovrò farlo con una certa perizia; perché il fotoritocco, semplicemente, sarà una cosa sorpassata.

Credo praticamente che il wi-fi nella fotografia farà tornare in auge la tecnica di scatto. Il che – francamente – non mi sembra poco.

2 Commenti »

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  • # 1
    bnoise
     scrive: 

    Non vedo il problema. La tecnologia ti offre delle possibilità in più, ma non ti obbliga ad usarle.

  • # 2
    Jos
     scrive: 

    Il problema è che la pigrizia insita nelle persone fa spesso in modo che la tecnologia più che una possibilità in più diventi un modo per faticare di meno, il che nel campo artistico secondo me non fa bene…l’artista vero non è quello della domenica, ma quello che ci sta dietro con costanza e dedizione e autocritica…chi scatta a raffica è un appassionato ma fare arte non è una cosa solo casuale…almeno IMHO!

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