di  -  venerdì 19 settembre 2008

Il primo computer non si scorda mai... Grazie VIC, grazie mamma!“I giapponesi stanno arrivando, allora noi dobbiamo trasformarci in giapponesi!”: fedele a questo motto, Jack Tramiel – l’imprenditore polacco che fondò la Commodore, decise di dare una svolta al mercato degli home computers, iniettando sul mercato prodotti dal prezzo molto competitivo.

Per inciso, i giapponesi, che nel mercato home computer occidentale non avrebbero mai lasciato un segno, erano inquadrati un po’ come oggi i cinesi: produttori di merci a basso prezzo.

Il VIC-20 rappresenta il primo risultato di questa filosofia produttiva: parente del PET, il famoso sistema Commodore di fine anni ’70 dedicato al settore business, il VIC-20 rivaleggiava testa a testa sul fronte videoludico con l’Atari 2600 e l’Intellivision della Mattel, ma in più offriva a milioni di geek in erba, una tastiera “professionale” e un interprete BASIC integrato: quanto bastava per cimentarsi con i primi listati e darsi un’aria da geni del computer, altroché.

Il manuale dell’apprendista stregone.Nel 1981, un genitore che volesse introdurre suo figlio nel colorato e cubettoso mondo dei computer, non poteva chiedere di meglio: il prezzo era tra l’altro del tutto simile a quello dell’Atari e del Mattel. Un posizionamento intelligente e un prezzo competitivo, trasformarono il VIC-20 in un colossale hit: fu il primo computer a superare quota 1 milione di unità vendute, nel Gennaio 1983.

Con un case tozzo di colore marroncino chiaro, la tastiera marrone scuro e i tasti di funzione beige sulla destra, è il primo breadbox della Commodore: progenitore di una stirpe che col 64 giungerà al suo massimo splendore.

Dal punto di vista hardware, le sue specifiche erano allineate alla concorrenza videoludica e non lontane da quelle del costoso parente professionale, il PET: CPU 6502A operante alla clamorosa velocità di 1.02 Mhz, controller audio-video VIC con risoluzione 184×176 in modalità grafica e suono a 3 voci per 3 ottave. Accompagnato dal letargico mangiacassette Commodore 1530 Datassette, che tante ore di attesa ha rubato alla nostra gioventù – ma non alla pornografia! – ha fatto la felicità di tanti ragazzini che oggi iniziano a vedere i primi capelli bianchi sulle tempie.

Chi ce l’avesse ancora nascosto in cantina, farebbe bene a dare uno sguardo alla tastiera: se reca caratteri molto larghi, tipo quelli del PET, potrebbe avere tra le mani una rarità collezionistica.

15 Commenti »

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  • # 1
    n3m3s1s
     scrive: 

    io a casa…ho ancora conservato….il PONG..perfettamente funzionante e con lo scatolo.

    Se non sbaglio lo lanciarono nel ’76.

    N3m

  • # 2
    joby
     scrive: 

    io iniziai con il fratellino maggiore…il C16….quante paghette…poi passai al mitico 64 e al 128 (naturalmente il piu’ delle volte usato in modalita’ 64…) poi passai all’ AMIGA, eccezzionale per quei tempi!!! poi HAAAAA fallimento della Commodore e allora via di pc con il primo MMX166, da allora non mi sono piu’ fermato…

  • # 3
    Skyzoo73
     scrive: 

    Ti sei dimenticato di dire la peculiarità più importante del Vic20 la stratosferica memoria di sistema : 3 K.

    Dovevi fare i salti mortali per farci stare un programmino striminzito.

  • # 4
    Fabio
     scrive: 

    Ah che bei tempi!

    La mia prima esperienza tecnologica

    ricordo che mio padre mi comprò pure l’enciclopedia del Basic, e subito la misi in atto!

    Poi arrivò il C64

    Poi Amiga 500….ricordo anche che comprai pure l’espansione RAM hihihihi non ricordo se era 8 o 16 M
    o forse 1 M BHo!

    comunque sia facendo 2 calcoletti ci passai almeno 10 anni con la Commodore!

    Bei tempi quelli!

  • # 5
    AlessioF
     scrive: 

    AAAAAAaaarrrghh il datassette 1531 che incubi. Mi ricordo ancora le ore in attesa e il cacciavitino per regolare l’allineamento. Il tutto ovviamente su C128@64.

    Poi non mi ricordo che tool permetteva di salvare su floppy l’immagine del gioco caricato da cassetta.

    … e inizio l’era del ripping…

    Poi Amiga 500. 512k + espansione di 512k (@fabio 512k non 8M).

  • # 6
    Cristiano
     scrive: 

    Ricordo cha nei primi due di scuole medie superiori (metà anni 80) lo usavamo come integrazione alle ore di matematica scrivendo i primi semplici programmini in basic per piccoli calcoli geometrici.
    A casa invece, sempre in quel periodo, avevo il fratello maggiore, il mitico Commodore 64.

  • # 7
    Samuele
     scrive: 

    Cribbio io ricordo le attese esagerate prima di giocare, molte anche a vuoto per via dell’allineamento della testina difatti poi mi ero dotato di cuffie per ascoltare il livelli di fruscio e un cacciavite per regolarle..
    Poi ci scrissi il mio primo videogioco stile space invaders e usavo la carta millimetrata per disegnarmi le astronavi nella loro rappresentazione a pixel che in seguito dovevo riconvertire in valori binario/decimale..
    (E pensare che adesso ho 34anni una cariera da informatico sin da bambino e adesso sto a spasso senza un lavoro serio, blah! )

  • # 8
    Ale
     scrive: 

    Mitico! Lo vinsi all’estrazione dei maccheroni ad una festa dell’Unità di quartiere a metà degli anni 80. Il mio primo computer

  • # 9
    sidew
     scrive: 

    Io ce l’ho ancora, imballato nello scatolone, insieme con il datassette e il c128 con i 2 floppy drive 1571 e 1541.

  • # 10
    Pippo
     scrive: 

    Ho tanti home computers 8 bit funzionanti in casa mia.
    Mio possessore VIC=20 è grande mitico !!

    Ho bisogno una cartuccia Super Expander +3K che ho cercato tanto quando ero bambino dal 1986 (ben 22 anni cerco) in negozi di vari città, mercatini delle pulci e giornalini, ma non trovo mai !!

    Per sidew: mi interesso drive 1571 che è ancora disponibile ?

  • # 11
    marco
     scrive: 

    ulteriori informazioni sull’indimenticata commodore potete trovarle qui

    http://netmanager.motime.com/tag/commodore

    buona lettura

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    La mitica Commodore… che nostalgia!! Io ho iniziato con la seconda edizione del C64, ma il fidanzato di mia cugina (più grande di me), mi regalò un pacco di riviste dedicate al VIC-20 dove c’erano una marea di programmi in Basic pronti da copiare! A soli 10 anni (ora mi sembra impossibile), passavo serate intere a ricopiare centinaia di righe di codice…. per poi alla fine trovarmi davanti la scritta più temuta da tutti i possessori di un C64…. “SYNTAX ERROR” e appena più sotto come una specie di beffa la scritta “READY” con il cursore lampeggiante….. :)

  • # 13
    Commodore PET e l’avventura di Commodore nel mercato business - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] frattempo i fatturati provenienti da sistemi a vocazione prettamente domestica, Vic-20 e il nuovo Commodore 64 su tutti, andavano crescendo, il che contribuì ad allontanare dal mondo […]

  • # 14
    areo
     scrive: 

    l’avevo vinto al cinema assieme ad un’enciclopedia!
    ricordo ancora il manualetto ad anelli (e la paura che avevo che si staccassero le pagine) e l’infinita pazienza di mia mamma che, da completa ignorante in materia, cercava di spiegare ad un bambino di si e no 10 anni come funzionava il basic e come mai quella mongolfiera si muovesse sullo schermo dopo aver digitato quei comandi!
    devo dire pero’ che mia madre e’ rimasta ignorante in informatica :/

  • # 15
    nico249
     scrive: 

    Il mio vic-20 è andato perso durante uno dei miei numerosi traslochi. Peccato.
    Era una macchina comparabile al 2600 ed aveva alcuni giochini interessanti, ricordo bene Demon Attack e Radar Rat Race (quest’ultimo clone di Rally X) entrambi su cartuccia.

    Oltre a Centipede e Galctic Crossfire su cassetta. Il registratore faceva veramente pena, ma temo fosse un mal comune a tutti i primi computer a 8 bit. In fondo la cassetta era un’alternativa economica a drive e cartucce.

    Oltre alla RAM veramente striminzita, e la difficoltà a trovare il segnale collegandolo alla tv tramite il cavo dell’antenna era una macchinetta senza gravi difetti. Da un punto di vista di grafica e suono dava dei punti ai pc xt.

    Sembra pazzesco ma guardando online si trova ancora chi programma, magari appoggiandosi alle espansioni di memoria, demo e giochi per questo home computer uscito di produzione nel 1985.

    Il vic 20 è anche compreso nell’emulatore vice. In fondo non si può scrivere vice senza vic… :)

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