di  -  lunedì 22 settembre 2008

ossAd un anno circa di distanza dal precedente incontro di presentazione rapporto, il quadro emerso dalla conferenza “Digital De-Generation?” (il cui titolo, peraltro, ben poco di positivo faceva sperare) è davvero inquietante.

Dopo aver presentato i risultati di una ricerca dell’Osservatorio Permanente sui Contenuti Digitali , vari “esperti” si sono succeduti nel raccontare le loro idee sui new media e, in generale, sulla distribuzione digitale dei contenuti.

Paolo Liguori, Direttore del TGCOM, esordisce affermando che la vera rivoluzione è la TV, che grazie al digitale terrestre porterà molta più innovazione e cambiamenti rispetto al web. Affermazione che si commenta da sola e che fa subito capire il livello nel quale si colloca il noto giornalista.

Edoardo Segantino, giornalista del Corriere della Sera, bolla invece i blog come luogo nel quale spesso si leggono affermazioni prive di qualsiasi fonte e intrise di demagogia, dimenticando che il giornale per cui scrive è quasi quotidianamente “colto in castagna” nel prendere bufale o, peggio, nel fare disinformazione.

Hanno aiutato a far calare il sipario su questo triste teatrino i vari rappresentati delle associazioni di case discografiche e cinematografiche, tutte ancora ancorate ad un vecchio modello di lotta alla pirateria che ha dimostrato di non funzionare.

Mentre in America le major provano modelli di distribuzione di musica flat e mettono online gratis su Hulu grandi serie TV e film di successo, in Italia le case si affannano a difendere vecchi modelli di distribuzione e fruizione.

Unica nota positiva è stata data dalla Professoressa Luisa Leonina che, forse perchè lavora a contatto con giovani, ha invece ricordato quanto di buono in realtà le tecnologie oggi offrano in termini di distribuzione e sviluppo della creatività. Grazie ai new media e al digitale in generale, i giovani d’oggi sono infatti in grado di esprimere la propria creatività e inventiva in modi fino a poco tempo fa impensati.

3 Commenti »

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  • # 1
    remnant
     scrive: 

    Se queste sceneggiate si ripeteranno ogni anno, il rapporto sul digitale non potrà che essere confermato anche nel 2010…
    L’italia dà sempre la stessa idea, diavolo, uno sparuto gruppo di parrucconi che vivono in un mondo a parte seguiti appresso dagli interessi intoccabili.
    Mi sembra di stare davanti a uno specchio dove un vecchio riflette una immagine di come potrebbe apparire, sfoltito dal marciume e dalla muffa, giovane e dinamico.
    Quello è il nostro paese, infatti il giovane si trova intrappolato dall’altra parte dello specchio.
    Ma tanto discutere non serve se nessuno di quelli che ci rappresentano, ha una mentalità moderna, “digitale”.

    italia (nel migliore dei casi) -> fuffa

  • # 2
    Anonimo
     scrive: 

    Paolo Liguori si commenta con la sola presenza. In gioventù nel pieno degli anni di piombo, nonostante le apparenze, c’erano ancora persone serie che studiavano e si davano da fare veramente ma ieri come oggi, fai casino, tanta lotta continua e soprattutto ingraziati chissà chi, così senza aver mai letto un libro arrivi al posto di chi avrebbe meritato.

    Alla luce di questi fatti, non ci trovo nulla di stupefacente nella lecchinata pro digitale terrestre

  • # 3
    david
     scrive: 

    il digitale terrestre è orribile sia per come è nato (regalo di papa al figlio, fatto con i nostri soldi) sia per i contenuti insufficenti e mediaset-centrici.

    il problema della stampa libere, leggi BLOG è che non essendo asservito a nessun interesse non ha credito..
    sono più convincenti le cavolate sui giornali e telegiornali normali che la verità su di un blog..
    vedi anche caso CERN veramente kafkiano

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