di  -  mercoledì 17 settembre 2008

Social NetworksUn datore di lavoro su cinque utilizza i siti di social network per valutare i candidati durante le assunzioni. CareerBuilder.com, il più grande JobSite americano, dichiara infatti che 1/3 dei manager addetti alle assunzioni, negli Stati Uniti, rifiuta dei candidati solamente in base a quello che viene trovato online.

Secondo un’indagine svolta dalla stessa CareerBuilder su un campione di 31000 soggetti, più di un datore di lavoro su cinque, svolge delle ricerche sui social networks per controllare i possibili futuri impiegati.

I manager per la selezione del personale, sono convinti che molte delle informazioni trovate in siti come Facebook o MySpace possano servire ad una prima scrematura dei candidati. Questo sembra essere un metodo molto diffuso in tutti i settori.

Ma cosa attira maggiormente l’attenzione di chi vi deve assumere? Ecco cosa è venuto fuori dall’indagine svolta:

– 41% informazioni riguardo all’uso di alcol e droghe varie
– 40% foto e informazioni personali inappropriate
– 29% scarse capacità comunicative
– 28% sparlare di altri colleghi
– 27% inaccuratezza in generale
– 21% sospetto comportamento criminoso
– 19% informazioni riservate riguardo a ex-colleghi

I manager dedicati alle assunzioni, hanno dichiarato durante lo studio (il 24% di loro) che profili dall’aspetto professionale e con referenze solide aumentano a dismisura le chances di ottenere un posto di lavoro.

“I datori di lavoro usano Internet per avere una immagine più completa dei singoli candidati riguardo alle loro capacità, talento e a tutto ciò che può risultare interessante per la futura assunzione”, dichiara Rosemary Haefner vice presidente per le risorse umane di CareerBuilder.com.

Quindi bisogna comportarsi di conseguenza ed ecco cosa consiglia la stessa CareerBuilder:

– Rimozione di immagini, contenuti e links che possano dare informazioni errate a futuri datori di lavoro
– Aggiornare regolarmente il proprio profilo
– Considerare l’eventualità di bloccare alcuni commenti ed evitare di associarsi a gruppi il cui nome potrebbe fornire informazioni sbagliate o fuorvianti.
– Considerare l’ipotesi di settare il proprio profilo come privato, permettendo così l’accesso solo agli “amici”.

Sembra che questa sia diventata una prassi in molte aziende, anche in Italia. Fate attenzione dunque al vostro profilo internet anche perché, come ben si sa, oramai risulta praticamente automatico cercare informazioni online su una persona che non si conosce prima di ogni appuntamento (che sia o non sia di lavoro).

9 Commenti »

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  • # 1
    rutto
     scrive: 

    non mi stupisce, e non mi sembra cosi’ sbagliato!
    giudicare la bonta’ di un candidato sulla base della sua vita privata / tempo libero e’ MALE, ma sta nell’intelligenza di ciascuno di noi non divulgare informazioni sensibili online.
    uso (purtroppo) facebook e ho un sacco di foto divertenti e compromettenti, non mi sognerei mai di usare il mio vero su Infernet!

  • # 2
    N3m3s1s
     scrive: 

    Cosa risaputa e stravecchia!

  • # 4
    Fade
     scrive: 

    Benone, quindi se io il sabato sera mi bevo 2 birre di troppo e parlo del mio doposbronza su facebook, o metto una foto di me con in testa un paio di mutande per farmi due risate con gli amici, sono improvvisamente diventato “inadeguato”?

    la professionalità o peggio la qualità di una persona sul lavoro non si può determinare guardando facebook o myspace che per loro natura sono siti personali “divertenti” e non professionali, dove non mi sognerei certo di mettere il mio curriculum e non mi andrebbe nemmeno di dover fare la persona seria perché poi sennò rischio che non mi assumono.

    Al mondo non ci si può più divertire e fare gli stupidi nel tempo libero pur restando seri e professionali sul lavoro? Sigh…

  • # 5
    Davide
     scrive: 

    Mentre si è assunti -> profilo libero
    mentre si è in ricerca -> profilo “ingannatorio” ;)

  • # 6
    ST
     scrive: 

    Che prima delle assunzioni sbirciassero in internet lo sapevo, ma non credevo che ne tenessero conto in questa maniera. Se metto il mio profilo serio su FB perdo tutti gli amici :)

    Ma su facebook il profilo non è già impostato in automatico come privato (permettendo così l’accesso solo agli “amici”)? Basta lasciarlo così, no?

  • # 7
    Anonimo
     scrive: 

    E se uno non si firma con i suoi dati reali ?

  • # 8
    Rintracciabilità, privacy e gestione della reputazione on line
     scrive: 

    […] attività comune raccogliere informazioni su una persona attraverso il web, ad esempio nella selezione del personale. La notizia dei datori di lavoro che consultano Google alla ricerca dei peccatucci dei loro […]

  • # 9
    vittorio banda
     scrive: 

    RE CIOCCO E ER TARLO

    Re Ciocco aveva un tarlo sempre ner cervello,
    voleva sapè se per er popolo era brutto o bello.
    Interrogò ar riguardo er gran ciambellano,
    che gliè rispose davvero in modo morto strano.

    La maggioranza dirà che er Re è vero bello,
    e pè noi devè da contà solamente quello.
    È certo che ci sarà na sparuta minoranza
    pè la quale siete solo un mar de panza.

    Ar Re questa risposta nun gliè confinferava,
    e spesso, nella notte, er pensiero l’angosciava.
    Infine se risorse de emettere n’editto,
    pè potè sapere se era storto oppure dritto.

    L’editto diceva che ogni suddito der regno
    doveva comunicare alla corte de suo pugno,
    come considerava er proprio imperatore
    se un galantuomo oppure un malfattore.

    Arrivarono alla corte moltissime approvazioni,
    fatte più pè paura che per vere convinzioni,
    sortanto uno ebbe er coraggio de dichiarare
    ch’era un tiranno e che se ne doveva annare.

    Er Re rimase un poco serio e pensieroso,
    nell’apprennere questo pensiero minaccioso,
    accompagnato dalle sue malefatte
    cò le prove pè le dichiarazioni fatte.

    Er Re convocò subbito li su’ consiglieri
    pè esprimere loro tutti li su’ pensieri
    e disse che credeva de più ar coraggioso
    che a tutto er popolo bugiardo e pauroso.

    Cambiò la su’ condotta cò la popolazione,
    rendendo conto di ogni su’ bona azione.
    Chiamò quer coraggioso come consigliere,
    e ar ciambellano diede un carcio ner sedere!
    Vittorio Banda

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