di  -  lunedì 8 settembre 2008

energia geotermica

La scoperta dell’acqua calda. Alcuni nuovi studi sull’energia geotermica si stanno specializzando sulle “hot rocks” (rocce calde), rocce che arrivano una temperatura di circa 150 gradi e che sono raggiungibili trivellando solo pochi km sotto la crosta terrestre.

Il percorso seguito per la produzione di energia elettrica è relativamente semplice: trivellare la superficie terrestre, frantumare le rocce calde, pompare acqua o altri liquidi nel sottosuolo, riscaldare il liquido e riportarlo in superficie. Una volta fuori, l’acqua calda può essere utilizzata come vapore che muove turbine in grado di produrre energia elettrica.

Google, interessata allo sviluppo di energie a buon mercato per alimentare il proprio impero tecnologico, sta investendo in maniera massiccia attraverso Google.org nella ricerca e sviluppo di energia geotermica e per massiccia intendiamo che negli Stati Uniti, Google rappresenta la più importante fonte di finanziamento per la ricerca geotermica, con un investimento totale valutato intorno agli 11 milioni di dollari.

L’interesse mondiale per la corsa al geotermico è in continua crescita, il governo australiano sta addirittura investendo circa 4 volte la cifra totale messa sul piatto da Google, per lo sviluppo geotermico in Australia: dove si stima che si possa arrivare ad una produzione di 2200 megawatt entro il 2020. Gli scienziati del MIT invece dichiarano che gli Stati Uniti saranno in grado di sviluppare circa 100 gigawatt (1 gigawatt corrisponde ad un miliardo di watt) di capacità elettrica proveniente da risorse geotermiche, nei prossimi 40 anni, al costo di circa 1 miliardo di dollari.

Tutta energia pulita!

La quantità di energia che può essere generata geotermicamente, è potenzialmente enorme. Il team di ricerca australiano stima che l’1% della capacità geotermica della nazione, può provvedere in maniera costante ed affidabile a 26000 anni di elettricità naturale e a basso costo.

Google, onde evitare brutte sorprese e per alimentare la competizione interna, ha deciso di investire su varie aziende, università, compagnie di trivellazione e non su un unico gruppo di ricerca. Ad esempio, 6.25 milioni sono stati investiti sulla AltaRock Energy di Sausalito in California che già lavora in aree dove il calore terrestre arriva vicino alla superficie sotto forma, nella maggior parte dei casi, di geyser ad altissime temperature: fenomeni naturali che già forniscono, agli Stati Uniti 3000 megawatts di potenza elettrica.

Oppure i 4 milioni di dollari forniti alla Potter Drilling di Redwood, sempre in California, azienda specializzata nel trapanare la crosta terrestre; o le “poche” centinaia di migliaia di dollari dati alla Southern Methodist University e al suo Geothermal Laboratory per aggiornare le mappe delle risorse geotermiche disponibili.

Google è una dei maggiori consumatori mondiali di energia elettrica…

FONTE: Scientific American e Google.org

5 Commenti »

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  • # 1
    Marco
     scrive: 

    E qui in italia c’è gente che pensa di tornare al nucleare! Poveri noi.

  • # 2
    n1
     scrive: 

    Intorno al 1980. quando frequentavo le elementari, la maestra mi ha spiegato che il geotermico è una risorsa poco sfruttabile ed anche se abbondante, raramente nel nostro paese viene utilizzata perché non conveniente.
    Non vi sto a raccontare su quante cose si sbagliava la mia maestra delle elementari ma forse con le necessità energetiche dei nostri tempi, sarebbe ora che sfruttassimo tutte le possibilità di produzione e di risparmio possibili. Sperando che tutto ciò serva ad abbassare la bolletta in futuro e non ha rimpinzare qualche italianissimo furbone.
    Son sempre più convinto che con il trasporto slegato dal petrolio la stantia economia mondiale potrebbe ricevere una bella spintarella.
    Con l’energia elettrica prodotta in proprio e a buon mercato saremmo sicuramente sulla strada giusta.

  • # 3
    simone
     scrive: 

    Google aveva finanziato con 10 milioni di $, un paio di anni fa, un’azienda che ha intenzione di sfruttare l’eolico d’alta quota.
    Le settimane scorse si è saputo che sono stati dati altri 5 milioni di $.
    Il progetto dovrebbe essere simile all’italiano Kitegen, che però esiste da un po’.
    Non vorrei che anche stavolta (ricordate Bell e Meucci?) ci fregassero in una tecnologia che, secondo me, assumerà tra non molto una notevole importanza.

    Il sito di questa azienda http://www.makanipower.com/ è molto sintetico e non fa altro che aumentare il senso di segretezza/aspettative che si hanno verso questa tecnologia su cui molti al mondo stanno lavorando.

    Da tenere d’occhio…

  • # 4
    Ilruz
     scrive: 

    L’italia e’ un paese dove ci sono vulcani … per avere “rocce calde” nemmeno servirebbe andare troppo in profondita’.

  • # 5
    Google brevetta il data center galleggiante - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] impegnata sul fronte energetico già su molti fronti: sta lavorando alla produzione energetica dal geotermico , dall’eolico e dal solare termodinamico, e con questo brevetto mette le mani anche […]

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