di  -  giovedì 4 settembre 2008

Alla ripresa del normale regime di pubblicazione di Appunti Digitali e come bentornati dalle vacanze agli appassionati di videogiochi, in particolare di retrogaming, ho pensato di dedicare questo appuntamento settimanale ad una delle saghe più entusiasmanti e coinvolgenti del panorama videoludico mondiale, che ha reso celebre il genere stealth.

Nel nostro percorso di ricostruzione della storia dei videogiochi analizziamo infatti Metal Gear Solid, un titolo che non ha bisogno di presentazioni ma la cui evoluzione a volte sfugge agli appassionati perché vi si sono avvicinati solamente con la pubblicazione degli ultimi capitoli per Playstation 2 e Playstation 3.

MGS_MSX

L’inizio, come spesso succede, avviene in sordina.
E’ il 1987 quando MGS viene rilasciato per piattaforma
MSX2 e quasi in contemporanea su Famicom (l’originale versione giapponese dell’ a noi più conosciuto Nintendo Entertainment System alias NES) ma subito si è potuto apprezzare il talento di Hideo Kojima, una delle figure più importanti, che ha dato lustro non solo alla software house Konami ma a tutto il movimento nipponico, con Zone of the Enders (lo shoot’em up first-person  in stile mecha), Snatcher (uno dei primi videogiochi cyberpunk, sulla falsariga del celeberrimo romanzo di Philip K. Dick poi reso film, Blade Runner) e partecipazioni alla realizzazione di capitoli della saga di Super Mario.
La storia viene concepita nel periodo della guerra fredda e i temi affrontati spaziano dall’utilizzo degli arsenali di distruzione di massa, il confronto nella politica, la genetica, smentendo l’abituale e fastidioso luogo comune per cui tutti i giochi siano uguali e realizzati superficialmente, con una cura dei particolari solo a livello grafico.
Dal punto di vista tecnico poi, l’arsenale a disposizione del protagonista, le comunicazioni criptate attraverso l’apparecchio sottocutaneo conosciuto con il nome di CODEC, le complesse missioni richieste per superare i vari livelli non solo saranno innovative per l’epoca e verranno riprese da altri titoli del genere stealth (Splinter Cell su tutti), ma stabiliranno un determinato tentativo a voler modellare una realtà, come quella spionistica, affascinante e raccontata in tutte le salse, ma spesso più grande di noi.

Passano un po’ di anni e nel frattempo la potenza computazionale è cresciuta esponenzialmente, tale da superare  le limitazioni del 2D e coinvolgere il giocatore in un’esperienza veramente appagante, lasciando che si immerga pienamente in un’avventura piena di tensione e di pathos qual’è quella di un agente segreto infiltrato.
Nel 1998 approda infatti su Playstation e qui nasce il mito: 7 milioni di copie per il primo titolo sia per il seguito ed una fama che sbarca finalmente oltreoceano e in tutto il globo dove il marchio PSX è diventato ormai de facto il simbolo del successo e del business rappresentato dai videogiochi, ormai non più fenomeno di nicchia orientato ai più piccoli ma vera e propria industria che genera un fatturato e un indotto da miliardi di dollari l’anno.
Resta una delle poche esclusive in mano a Sony, che dopo le sconfitte incassate nella battaglia “next-gen” con Wii e Xbox360, può comunque disporre di un saga che ha venduto in assoluto decine di milioni di unità e che ha aiutato la diffusione di tutte le macchine che ha ospitato le avventure di Snake e soci.

I fan sella serie preoccupati per l’annuncio della conclusione della serie con l’ultimo capitolo, ovvero MGS4 disponibile per PS3, erano già stati rassicurati a fine maggio, dove invece veniva dichiarato semplicemente che la storia di Solid Snake, il protagonista principale (e probabilmente le figure che vi ruotavano intorno) giungeva al capolinea e che si sarebbe proseguito su altri binari, ma non abbandonando il format che ha regalato così tante soddisfazioni anche dal punto di vista commerciale (basti pensare che il solo Guns of the Patriots ha venduto finora 4 milioni di unità).

Ma c’è un’altra ottima notizia che farà felici non solo gli aficionados del videogioco ma anche gli amanti della pellicola: Metal Gear Solid è annunciato in uscita nelle sale cinematografiche per il 2009 e annovera Kurt Wimmer come regista (già visto nel futuristico Equilibrium con Christian Bale) e Kojima stesso in veste di produttore esecutivo e writer (il che dovrebbe assicurare il rispetto della fedeltà al plot originale).
A dimostrazione che, se non si sfrutta semplicemente il titolo di richiamo ma si costruisce un cast di professionisti si può aspirare a realizzare buoni prodotti anche partendo da una base a prima vista estranea dal mondo del cinema.

Aspettiamo e speriamo e nell’attesa, svestiamo i panni quotidiani per diventare l’agente segreto più famoso ed inquieto del mondo dei videogiochi.

10 Commenti »

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  • # 1
    Nexso
     scrive: 

    Metal Gear resterà il videogioco più bello MAI esistito.
    Ci gioco dal primo capitolo per PSX e non l’ho più lasciato.
    Rappresenta un pezzo importante della mia adolescenza.
    Quest’ultimo capitolo ne conclude la fine.
    Non vedo l’ora di giocarci. Sarà un onore per me, dire addio all’eroe di Shadow Moses.

    Ciao Snake.

  • # 2
    Tasslehoff
     scrive: 

    Genere stealth?!?!?! Stealth?!?!? Platform stealth semmai… :\

    Siamo seri, nel 1998 è si è uscito un capolavoro che ha letteralmente creato il genere stealth, e questo capolavoro fu Thief the dark project.
    Al confronto Metal Gear rappresenta un mix tra platform e gioco d’azione, con le sue inquadrature, i suoi suoni, i suoi radar e il suo meccanismo ripetitivo…
    In Thief ogni livello era una sfida, senza radar ne macchinosi meccanismi, solo un indicatore che mostrava quanto si era nascosti (inevitabile d’altronde dato che il gioco era in prima persona…), per il resto libertà totale, un uso maniacale dei suoni come componente reale e attiva di gioco, una atmosfera da oscar e un protagonista davvero superlativo…
    Ecco forse solo sotto l’aspetto del carisma per personaggio principale MGS riuscì a eguagliare Thief, ma per il resto il confronto a me pare imbarazzante, specialmente se si parla di capolavoro stealth.

  • # 3
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Perdonami ma la definizione di platform per MGS mi sembra piuttosto forzata se non quasi ridicola. Il platform è tutto un altro genere e si identifica con (se rimaniamo agli anni 80, il periodo in cui nasce MGS) i vari SuperMario, Sonic ecc. ecc.

    Platform stealth poi non l’ho mai sentito, al massimo action stealth visto che mescola scene in cui occorre rimanere nascosti rispetto al nemico e scene in cui vi è contatto ravvicinato (combattimento).
    Il gioco a cui fai riferimento non lo conosco, ma non capisco per quale motivo la dotazione di strumenti come il radar o altri rendano MGS un gioco peggiore e “meno stealth” rispetto a quello da te citato.
    Una spia e un infiltrato a maggior ragione, cosa usa, il coltellino svizzero alla McGyver e basta? :D
    Dai…

    Per quanto riguarda la nascita del genere, capolavoro o meno questo Thief the dark project, è unanimente riconosciuto che avvenga con Castle Wolfenstein, data 1981.

  • # 4
    warfare
     scrive: 

    a parte il fatto che poi nella modalità european extreme il radar te lo sognavi in metal gear.

  • # 5
    Tizio
     scrive: 

    Mi vengono i brividi……….
    ……quanti ricordi! (Metal Gear su psx ovviamente)

  • # 6
    Tasslehoff
     scrive: 

    Beh Jacopo, è ovvio che non mi riferissi ad un genere preciso e ben definito quando parlavo di platform stealth (del resto non mi pare nemmeno che esista una “authority” che definisce univocamente i generi videoludici? O forse mi sono perso qualche RFC?), intendevo dire che le meccaniche di gioco di MGS sono più simili a quelle di un platform con elementi stealth piuttosto che ad un vero stealth game.

    MGS presenta elementi spesso banali proprio nelle meccaniche di gioco, ad es nell’affrontare gli pseudo-boss, un attimo prima c’è una cutscene con un sacco di atmosfera e un attimo dopo ti ritrovi a rincorrere un babbeo che corre con i pattini per un livello/labirinto ripetendo le stesse azioni per ucciderlo… dimmi se questa è una atmosfera degna del capolavoro che descrivi…
    Altri elementi pietosi sono i vari oggetti sottoforma di iconcine ruotanti sparse per i livelli, manco fossero i funghetti di Mario, per non parlare dei suoni e delle meccaniche degli scontri estremamente ripetitive, scriptate o lineari in modo assolutamente scandaloso… o fai così o ti blocchi…

    In Thief c’era libertà di azione totale, ogni azione comportava conseguenze (dal pdv acustico e visivo), c’era molta più atmosfera… Semplicemente il giocatore era spinto a cercare un’azione il più furtiva possibile senza esserne obbligato… In MGS il giocatore agiva furtivamente perchè così era deciso dal gioco :\
    Il paragone con Castle Wolfenstein poi… imho cercare di classificare i videogiochi secondo schemi così rigidi non ha senso, se volessi coniare un genere per Thief tDP direi FPS (First Person Stealth).

    Cmq ribadisco che imho MGS e seguiti sono giochi estremamente sopravvalutati, trama carina, personaggi carismatici, ma meccanismi di gioco assolutamente banali…

  • # 7
    paolo
     scrive: 

    l’ultimo capitolo mi è piaciuto ma non entusiasmato 5 minuti di gioco e 40 minuti di filmato 2 “Due” OO una noia mortale in certi punti quasi mi addormentavo secondo l’ultimo capitolo è solo una palestra per il futuro Film

  • # 8
    msx
     scrive: 

    “E’ il 1987 quando MGS viene rilasciato per piattaforma MSX2″

    No, si chiamava Metal Gear e basta, non Metal Gear Solid. L’aggiunta “Solid” di Metal Gear Solid avverrà solo con la pubblicazione del titolo per PSX e seguenti (2 SoL, 3 Snake Eater, un paio su PSP, un Ghost Babel su GBC e per finire l’ultimo su PS3, GOTP)

  • # 9
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Tasslehoff:

    “Beh Jacopo, è ovvio che non mi riferissi ad un genere preciso e ben definito quando parlavo di platform stealth”

    Scusa ma sei tu che ti sei inalberato leggendo l’articolo in cui ho scritto genericamente “stealth” e tu hai affermato che era una definizione che non calzava, ma al massimo platform stealth.
    Allora i casi sono due, o le definizioni sono aleatorie (e spesso lo sono), per cui la tua “veemenza” trovo sia fuori luogo, oppure le definizioni valgono e allora però mi devi trovare una qualche dicitura che non sia solo il tuo giudizio personale sia di un gioco platform stealth, sia dove MGS venga ritenuto tale.

    “(del resto non mi pare nemmeno che esista una “authority” che definisce univocamente i generi videoludici? ”

    E’ una domanda o un’affermazione?

    “O forse mi sono perso qualche RFC?), ”

    Per carità lasciamole ad IEEE e soci, che mi stanno facendo già abbastanza penare per l’N.


    intendevo dire che le meccaniche di gioco di MGS sono più simili a quelle di un platform con elementi stealth piuttosto che ad un vero stealth game.”

    Ok allora dammi la definizione di gioco stealth, dammi la definizione di platform, di platform stealth e vediamo dove MGS e giochi similari ricadono (Splinter Cell già citato o altri).

    “MGS presenta elementi spesso banali proprio nelle meccaniche di gioco, ad es nell’affrontare gli pseudo-boss, un attimo prima c’è una cutscene con un sacco di atmosfera e un attimo dopo ti ritrovi a rincorrere un babbeo che corre con i pattini per un livello/labirinto ripetendo le stesse azioni per ucciderlo… dimmi se questa è una atmosfera degna del capolavoro che descrivi…
    Altri elementi pietosi sono i vari oggetti sottoforma di iconcine ruotanti sparse per i livelli, manco fossero i funghetti di Mario, per non parlare dei suoni e delle meccaniche degli scontri estremamente ripetitive, scriptate o lineari in modo assolutamente scandaloso… o fai così o ti blocchi…”

    Prima di tutto io non descrivo un gioco capolavoro, ma una serie che, piaccia o non piaccia (e i gusti sono soggettivi), ha comunque fatto storia e ha portato sì alla ribalta il genere stealth, con qualunque variazione sul tema ti piaccia definirlo.
    Nel 1987, quando dubito che gli sviluppatori di Thief avessero nemmeno pensato alla progettazione del gioco, era già realtà e non c’era nulla di simile, né dal punto di vista tecnico né concettuale.
    Se poi parliamo di specifiche meccaniche, posso essere anche d’accordo sul singolo gioco, ma alcune situazioni forzate secondo me ci stanno, penso che in situazioni di “combattimento” reale capitino e anche piuttosto spesso, quelle dove l’unica scelta è quella che ti salva la vita.
    Certo non dev’essere tutto così.
    In ogni caso la citazione alla serie creata da Kojima è stata fatta per il valore in toto e per la traccia indelebile che ha lasciato nella storia dei videogiochi dagli anni 80 in poi; io non conosco il titolo che riporti e può essere che 1-on-1 sia migliore di qualsiasi episodio della saga, ma tieni presente che stiamo parlando di una saga appunto, che per definizione è difficile da mantenere a standard qualitativi sempre alti e che accontentino di volta in volta sia i fan sia i giocatori occasionali.
    Sono poche, veramente poche, quelle che non hanno mai deluso e a vedere dai milioni di copie vendute MGS è probabilmente una di queste.

    Per quanto riguarda la parte sonora, non sono d’accordo nemmeno in questo caso.
    Le colonne sonore hanno visto tra i compositori gente del calibro KCE Japan Sound Team (che ha confezionato anche quelle di altri successi Konami), Harry Gregson-Williams, se non vincitore comunque candidato alle nomination di Golden Globe et similia.
    Nello specifico, quella del primo MGS, quello per PSX è sì nel suo piccolo un vero capolavoro.
    In Giappone, dove i videogiochi hanno una considerazione diversa rispetto a quella occidentale, dove vi sono concerti con tanto di orchestra sinfonica, oltre alle musiche strafamose di Yoko Kanno, c’è posto anche per le composizioni utilizzate in MGS.
    Qualcosa vorrà dire, penso io…

    “Il paragone con Castle Wolfenstein poi… imho cercare di classificare i videogiochi secondo schemi così rigidi non ha senso, se volessi coniare un genere per Thief tDP direi FPS (First Person Stealth).”

    Che quindi varrebbe per un mucchio di altri giochi.
    Io non dico che la classificazione spesso non sia fuorviante, anzi, specialmente negli ultimi anni quando la potenza computazione delle architetture utilizzate nelle console hanno permesso più varietà di stili, diversi tipi di interazione, è sempre più difficile rinchiudere i vari giochi in generi come se fossero comparti stagni: di solito si prende l’aspetto dominante e in base a quello lo si etichetta.
    In ogni caso ti ripeto, se prima critichi una definizione piuttosto generica del gioco, dandone una tua ancor più circostanziata, non puoi a risposta dire che le definizioni non hanno senso.
    O non hanno senso e non le fai a prescindere, o le fai, accettando però la richiesta di maggiore precisione e l’eventuale risposta sul tema.

    Castle Wolfenstein non l’ho preso a paragone, l’ho solo citato, come la “letteratura/storia videoludica” ritiene sia, ovvero il primo gioco stealth (stealth FPS se vuoi utilizzare la tua precisazione), che quindi non è un genere che ha inventato Thief. Tutto qua.

    x msx: hai ragione, mea culpa :)
    Il bello è che ho utilizzato la copertina del primo dove per l’appunto il gioco si chiamava ancora solo Metal Gear.
    Che tordo :D
    grazie della correzione

  • # 10
    Il pessimismo di Kojima sull’industry giapponese di videogiochi - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] di Miyamoto ha riscritto la storia, inventando e reinventando un genere come lo stealth game con Metal Gear e prodotto altri capolavori tra i quali Snatcher (miglior gioco con ambientazioni cyberpunk forse […]

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