di  -  mercoledì 3 settembre 2008

quadApprendo da Punto Informatico che a Portland, OR è da poco stata aperta una palestra energeticamente autosufficiente, grazie a vari accorgimenti di contentimento dei consumi e a macchine che generano energia grazie al lavoro degli iscritti che si allenano.

Quando vado in palestra, e mi riscaldo sulla cyclette, confesso che “sbircio” sempre il numerino che mi dice quanta energia ho prodotto. Si tratta di poca roba, ma se sommiamo tutti gli allenamenti si ottiene un totale interessante.

Adam Boesel, proprietario del centro, ha pensato proprio di mettere a frutto il lavoro dei suoi iscritti, dotando alcune delle sue macchine di dinamo che trasforma in energia parte del lavoro fatto dai suoi atleti. Quattro cyclette in uso producono da 200 a 600 watt di potenza, pochino.

Sul sito della palestra (che paraganato a quello della mia, fa capire molte cose sul “digital divide” ndr) si scopre che Adam non si è limitato a mettere in opera queste macchine sperimentali, ma ha anche adottato una politica di risparmio energetico molto efficiente. Tutti gli attrezzi sono stati scelti tra i più “parsimoniosi” e nella palestra vigono regole votate al massimo risparmio energetico.

Il totale dei consumi del suo impianto pare dargli ragione, essendo molto al di sotto di quanto consumato da palestre tradizionali. Confesso però di essere molto scettico sul ricavare energia dal lavoro umano. Si tratta di macchine sperimentali, costose (anche se l’abbonamento alla palestra è quasi gratis confrontato ai costi milanesi) e difficili da mantenere. Il timore che richiedano, in totale, più energia di quanta ne producano è secondo me fondato.

10 Commenti »

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  • # 1
    Marcello
     scrive: 

    MONDIALE!!!
    Proprio ieri parlando con dei miei amici all’università sognavo una cyclette con dinamo! Ovviamente mi hanno riso in faccia perchè nessuno di noi sapeva che esistessero…

    E invece guarda un po’, non era solo mio il sogno di fare attività fisica e produrre elettricità invece che limitarsi a perdere qualche etto, ci hanno già pensato questi! ^__^

  • # 2
    Parappaman
     scrive: 

    Ovvio che richiedano più energia di quanta ne producano, ma la ricavano da alimenti (che, peraltro, devono comunque assumere), non dal petrolio necessario ad alimentare la centrale elettrica! ;)

  • # 3
    Filippo1974
     scrive: 

    Se le cyclette producessero più energia di quanta ne consumano:

    1) Avremmo scoperto il moto perpetuo
    2) Gli utilizzatori dei suddetti attrezzi ginnici non dimagrirebbero mai

    :D :D

    Al di là dei risultati concreti che si possono ottenere, ben venga l’iniziativa, un segnale di sensibilità verso l’argomento energia.

    Ciao
    Filippo

  • # 4
    ST
     scrive: 

    @Parappaman
    Si ma il corpo umano ha rendimenti pessimi confrontati acon quelli delle centrali termoelettriche.
    Il senso qui è sfruttare l’energia che l’atleta consumerebbe comunque per allenarsi.
    “alimenti (che, peraltro, devono comunque assumere)” si ma se consumi più energia dovrai reintegrarne (mangiando) di più.

  • # 5
    nodith
     scrive: 

    Milioni di persone fanno attività fisica ogni giorno, sfruttare la cosa (anche un tapis roulant potrebbe venir adattato) non si può dire sprechi energia, perchè senza la dinamo che trasforma il lavoro in elettricità ci sarebbe una semplice resistenza che spreca lo stesso lavoro in calore

  • # 6
    Francesco Federico (Autore del post)
     scrive: 

    E’ evidente che si tratta di energia prodotta da una “sorgente” che la produrrebbe comunque, la mia perplessità sull’energia sperecata era in relazione a costruzione, manutenzione e messa in opera di questi attrezzi.

    Come tempo fa scrissi a proposito della Toyota Prius, occorre fare molta attenzione a non consumare troppa energia per costruire apparati “green” che nel loro ciclo di vita non “restuiranno” quanto è stato speso per farli.

  • # 7
    michele
     scrive: 

    la costruzione di una cyclette con una dinamo non mi sembra un impresa complicata e che richieda chissà quale dispendio di energia.
    Condivido il fatto che l’atleta per produrre energia dovrà “assumerne” un quantitativo superioere, è pur vero che attualmente l’energia prodotta viene dispersa e non sfruttata. Mi sembra che ogni qual volta si parla di energia alternativa si pensa sempre a dei rendimenti strabiglianti. Probabilemte sarebbe opportuno iniziare a pensare a tante piccole fonti che messe insieme generino un volume consistente di energia.
    Ciao tutti.
    Michele

  • # 8
    Davide
     scrive: 

    Credo che qualunque attrezzo che possa ricavare (recuperare) energia dalla dissipazione di energia mi sembrano qualcosa di molto intelligente. Per esempio possiamo ricavare energia dalla frenata di un’auto oppure appunto dai tapis roulant.La manutenzione…dipende dall’attrezzo, comunque penso (penso) che una calamita tutto sommato…non debba essere manutenuta + d tanto :)
    Anzi…anche funzionalmente si può dire che più avvicini la calamita + lo sforzo si fa intenso + energia si crea…esattamente come avviene già per alcuni modelli (cyclettes)

    Beh è poco…xo moltiplicato per tutti è già qualcosa…spero solo che non ci speculeranno come al solito se dovesse partire il progetto (attrezzi oppure mercato energetico).

  • # 9
    I love cyclette
     scrive: 

    Ma dai io sono anni che faccio spin bike e prima ancora utilizzavo la cyclette, se lo avessi saputo potevo non pagare piu’ l’elettricità. :P

  • # 10
    ding
     scrive: 

    Mi sembra un’ ottima idea dato che anche se poca, sarebbe comunque energia sprecata.Otretutto molte macchine per fitness
    consumano energia.

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