di  -  giovedì 28 agosto 2008

PearPsystar, il piccolo OEM americano balzato agli onori delle cronache prima per aver messo in vendita dei cloni Mac, poi essersi beccato una denuncia da Apple, ha contro-denunciato Apple per abuso di monopolio e pratiche anticompetitive.

La mia idea su come andrà a finire questa faccenda non cambia, ma guardando il gran da fare che si stanno dando gli avvocati di Psystar, mi viene sempre più insistentemente da chiedermi chi ci sia dietro.

Il motivo? Semplicissimo: all’indomani di una vittoria legale di Psystar, l’azienda verrebbe annullata dalla concorrenza orientale, dagli assemblati e da tutto ciò che ha segnato il destino dei grandi brand PC degli anni 80 e 90.

Psystar starebbe dunque pronta a svenarsi in costosissime battaglie legali – senza avere tra l’altro soldi per finanziarle – contro un titano della Silicon Valley, per poi consegnare il mercato dei cloni agli OEM taiwanesi? Mi tornano in mente i processi in cui SCO, per conto terzi, ha tentato di minare la legittimità di Linux – salvo dover poi desistere quasi totalmente per incapacità di produrre prove.

D’altronde un’azienda come Apple, che negli ultimi tempi cresce in netta controtendenza rispetto ad un mercato stagnante, attira naturalmente l’attenzione dei competitors, cui certo non dispiacerebbe di ravvivare le proprie vendite con una linea di cloni Mac.

Ma, al di là di ogni convenienza di parte e considerazione sulla legittimità della causa, non credo che vedremo mai un giudice americano affondare una fiorentissima azienda nazionale per consegnarne l’eredità ad aziende straniere. Con buona pace di chi sta già incrociando le dita e preparando le casse.

52 Commenti »

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  • # 1
    Don Luca
     scrive: 

    Se non erro erano circolate voci su hwupgrade che dietro a psystar i dirigenti siano due immigrati in america (la loro origine però sembra sia sconosciuta) e abbiano in tutto 5 dipendenti per un totale di 7 persone (più gli avvocati che avranno assoldato per la loro personalissima crociata).

    Mi chiedo cosa vogliano fare contro la Apple…

    Fossi in Jobs darei un milione di dollari ad ogni loro avvocato per farli tacere e quei 7 li cementerei vivi nelle pareti di un nuovo Mac Store… non penso che qualcuno se ne accorgerebbe.

  • # 2
    TheDarkAngel
     scrive: 

    Se la legge, come è giusto che sia, darà ragione a Psystar, c’è poco da discutere! La legge è uguale per tutti

  • # 3
    gb
     scrive: 

    X luca……..padrino docet il don a questo punto è azzeccatissimo

  • # 4
    Sandman
     scrive: 

    Thedarkangel perchè secondo te è giusto che io creo una linea di prodotti la proteggo col mio marchio e poi arriva qualcuno che tenta vendere prodotti scopiazzati??
    a me pare proprio che la legge sia dalla mia parte nn dagli scopiazzatori!!

  • # 5
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    I cloni ci sono sempre stati: per quale motivo solo Apple dovrebbe esserne esclusa?

    Tra l’altro da quando Apple è passata dai PowerPC agli Intel x86 i Mac sono a tutti gli effetti dei PC.

    Qui si tratta di vendere dei PC con una copia di OS X regolamente acquistata. Non ci vedo niente di male.

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    A me la questione non pare così scontata. Il CEO di Psystar dice “è come se la honda ti dicesse su quali strade puoi guidare”. A me la questione pare più del tipo che la honda deve consentirti di montare motori toyota perché consumano meno e poi deve anche obbligata in solido a dartici su assistenza.

    Chi potrebbe infatti imporre ad Apple di fornire assistenza per OSX su computer Acer? E comunque chi potrebbe imporre ad Apple di garantire il funzionamento del loro OS su altre piattaforme, tipo processore, chipset, vga o altro hardware diverso?
    O imporre loro di non fare ricorso ad hardware customizzato e ottimizzarci su l’OS?

    O si deve includere nel manuale dei cloni una guida per l’hacking delle kext?

  • # 7
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Vero, ma far girare OS X su PC con configurazioni hardware identiche (a parte il marchio Apple) non mi pare insensato.

    Per l’assistenza, si potrebbe anche farne a meno visto che s’è deciso di far girare OS X su un prodotto non Apple.

    L’esempio della strada non sarà calzante, ma dobbiamo considerare che stiamo parlando di hardware (Mac) e software (OS X) che sono due cose completamente diverse, sebbene correlate: perché non si dovrebbero poter vendere separatamente?

    A MS viene riproverato di essere il produttore di Windows e Office, e c’è gente che invoca l’antitrust per separare completamente le divisioni che li sviluppano “per il bene della concorrenza”. E stiamo parlando di due prodotti della stessa natura (software).

    Qui parliamo, invece, di hardware e software: due prodotti di natura completamente diversa.

    Un po’ come la centralina elettronica di un’auto e il software che la fa funzionare, se vogliamo utilizzare un’altra metafora a sfondo automobilistico. ;)

  • # 8
    Anonimo codardo
     scrive: 

    Dipendenza tra hardware e software… Mi ricorda una serie di battaglie legali già occorse sul finire degli anni novanta. I contendenti in quel caso erano l’Antitrust americano e Microsoft.

    In quel caso, a ragione, l’Antitrust vinse perché è anti concorrenziale legare software ed hardware insieme. Perché dovrebbe essere diverso per Apple?

  • # 9
    Diego
     scrive: 

    Fantascienza.

    Molto semplicemente se un giudice dirà che è possibile installare una copia di OS X legalmente acquistata anche su hardware non Apple quest’ultima venderà le licenze a 2000€ (cosa che è in suo pieno diritto) segando immediatamente le gambe ai cloni.
    Le licenze aggiornamento continueranno ad essere vendute a prezzo normale.

    Mi sembra la soluzione più semplice per Apple…

  • # 10
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Peccato che quando l’antitrust si pronuncia non trascura nemmeno questo dettaglio. Imporrà sicuramente di vendere OS X a un prezzo NON superiore. Con buona pace di Apple.

    A parte che, comunque, vendere OS X a 2000€ significherebbe sollevare orde inferocite di utenti Apple, che poi sono quelli che effettivamente ci rimetterebbero da quest’operazione.

  • # 11
    Berio86
     scrive: 

    Secondo me è giusto che il SO Mac giri su qualunque macchina. Se il mercato dice che una sk video ati 3870 costa 140€ perchè dovrei comprare un computer in un apple store e pagarla 250€ solo perchè il case è diverso?
    penso che sia giusto pagarla il prezzo giusto, e lo stesso discorso vale per gli HD, la Ram e qualsiasi altro componente “pompato” nel prezzo da apple, complimenti a quelli della psystar che hanno avuto il coraggio di affrontare una multinazionale.
    apple ha solo paura di guadagnare MOLTO meno ruadattando i prezzi…

  • # 12
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cesare
    Un sistema operativo su cui non si può fornire assistenza non potrà mai essere un’alternativa per il mercato, a parte la nicchia di smanettoni che già oggi si diletta con l’hackintosh fatto in casa.

    Sul tirare in ballo l’antitrust vorrei puntualizzare che si tratta di valutare gli ordini di grandezza in discussione. Se Microsoft decide che sui computer di pinco pallino non deve girare un suo prodotto che ha una quota di mercato del 90%, è facile che in quello stesso momento metta pinco pallino fuori gioco. Le questioni relative ad Apple si svolgono invece all’interno di una quota di mercato del 3-4% e comunque non hanno ricadute su altri operatori (a parte chi agisce in violazione della loro EULA).

    Vorrei ricordare a tutti infine il concetto di piattaforma chiusa, che produce in teoria performance superiori e maggior stabilità a parità di hardware in ragione della migliore ottimizzazione del software. Una piattaforma chiusa (OS+Hardware) rappresenta un prodotto unico, per il semplice motivo che è solo dalla combinazione di quel software con quell’hardware che si raggiunge la piena funzionalità, l’ottimizzazione e l’affidabilità che una piattaforma aperta tendenzialmente non può garantire. Chiunque abbia visto Leopard girare su un G4 non può non essersi reso conto di questo concetto.
    Sono piattaforme chiuse per esempio tutte le console, e nessuno si sogna di andare da Sony e dire che deve rendere disponibile l’OS di PS3 per XboX 360 (dopotutto sono due console con architettura PowerPC).

    In poche parole non si può pensare con una sentenza di mettere fuori legge quello che, prima di essere un modello di business, rappresenta un modello di piattaforma con radici storiche ben più profonde di quello aperto del PC.
    Non a caso Apple è l’unica sopravvissuta di una serie di produttori che quasi trent’anni fa commercializzavano in massa piattaforme chiuse (Commodore, Atari, Sinclair).

    @ Berio
    Apple ha ovviamente paura di guadagnare meno, come tutte le società del mondo. Ma ripeto, non è con una sentenza che si può scardinare il modello di business di un’azienda, anche se quel modello di business oggi non è più in voga nel settore PC come una volta.

    Immagina di essere un fruttivendolo che si è coltivato in casa le sue mele. Sono migliori di quelle del fruttivendolo accanto, che è dieci volte più grande e vende tutto a prezzi più bassi. Tu però hai quelle mele che attirano la clientela e ti permettono di prosperare.
    Il fruttivendolo accanto ti denuncia perché vuole anche lui le mele come le hai tu e il giudice che fa? Ti obbliga a vendere le tue mele anche a lui, per giunta a prezzo d’ingrosso. Lui le vende a un prezzo inferiore del tuo perché tanto guadagna su tanti altri prodotti. Tu invece che su quel prodotto da te posseduto in modo esclusivo riuscivi a fare un po’ di soldi, te ne vai in fallimento. In più il fruttarolo accanto non sa nemmeno trattare quelle mele e le fa arrivare in negozio rovinate.
    Ecco, questo mi sembra un paragone calzante.

  • # 13
    Biffuz
     scrive: 

    A molti di quelli che fanno commenti sta sfuggendo un piccolo dettaglio: OSX non si trova solo preinstallato sui Mac, ma viene anche venduto direttamente sugli scaffali. Con che diritto quindi la Apple impone agli acquirenti di installarlo solo sui suoi computer? Viene minato il principio di libertà d’uso di ciò che si è acquistato; tutti i processi del genere che mi vengono in mente hanno decretato che simili condizioni d’uso sono illegali.

    Se la Apple facesse come i produttori di consolle o cellulare, cioé distribuendo il software solo accompagnato all’hardware, il problema non si porrebbe nemmeno…

    Solo che trattandosi di software, che viene dato in licenza e non venduto, la questione è un po’ più complicata. Comunque vada a finire, ne vedremo delle belle…

  • # 14
    Phil
     scrive: 

    Il problema è che tutti i punti di forza (se così li vogliamo chiamare) di OSX verrebbero meno ed Apple non ha la forza di sviluppare il suo OS come invece può fare MS; è chiaro che se Psystar vincerà otterrà anche che Apple sviluppi patch ed aggiornamenti tali da garantire il miglior funzionamento possibile del suo OS su HW non Apple e questo obbligherebbe Cupertino a sviluppare molto più codice ampliando lo staff di programmazione (aumentando quindi i costi) o rallentando lo sviluppo dei software nuovi redirigendo gli sforzi degli sviluppatori… in pratica sarebbe una bella mazzata…

  • # 15
    Don Luca
     scrive: 

    In ogni caso, la mia opinione è che la Apple dovrebbe lasciar correre… devono solo continuare a blindare Mac OS così che risulti sempre più difficile farlo funzionare su hardware non-mac.

    Parlo da ex-sviluppatore driver del progetto OSx86:
    l’hackintosh ha e avrà sempre problemi e non raggiungerà mai la velocità congiunta alla stabilità di un Mac reale perchè mancano driver sviluppati ad hoc per ogni singola scheda… ricordo ancora di quando ci scervellavamo sul perchè il driver che funzionava bene su una x800 powercolor non funzionasse su una x800 gecube… eppure le schede erano identiche!
    Alla fine un buon 80% della comunità, pur continuando a supportare il progetto, si è fatta un mac reale e ha ammesso la differenza.

    Fidatevi, l’hackintosh altro non fa che pubblicità alla Apple, per attrarre nuovi clienti.

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Biffuz
    Tu come utente nel momento in cui acquisti un software, sottostai ad un contratto di licenza. Nella pratica, sei libero anche di installarlo su un forno a microonde, Apple non verrà certo a farti causa come non ha mai fatto causa a tanti che si sono dilettati con l’hackintosh. Il problema è quando qualcuno viola la EULA per fini di lucro. È lì che il discorso cambia e la disciplina diventa del tutto estranea alle maglie larghe dell’uso personale.
    È per questo motivo che l’unico appiglio di Psystar è a questo punto la questione dell’abuso di posizione dominante. Che, riferita ad un’azienda di nicchia come Apple, fa piuttosto sorridere.

  • # 17
    p.a
     scrive: 

    In effetti la cosa puzza di interessi occulti…

    riguardo alle licenze software:
    Apple vende Mac OS con licenza EULA “accordo di licenza con L’UTENTE FINALE”, questo significa che nessuno può installare il software e vendere un computer con questo software preinstallato (come fa psystar), addirittura modificandolo per adattarlo al sistema

    Per fare ciò è necessaria una licenza OEM, che Apple non fornisce, per cui non c’è il minimo dubbio che quello che fa psystar sia illegale

    PS: secondo me sono le licenze OEM ad essere anticompetitive, sono quelle che hanno consentito ai software microsoft di monopolizzare il mercato

  • # 18
    Francesco
     scrive: 

    Secondo me chi compra Apple, lo compra proprio perché è Apple. Se anche altri produttori cominciassero a offrire modelli OS X-compatibili, coloro che oggi prenderebbero un Mac lo prenderebbero comunque, e coloro che normalmente opterebbero per un pc standard valuterebbero anche l’ opzione di metterci OS X. Tutto a vantaggio di Apple. Ma evidentemente così non credono a Cupertino, e ribadisco: questa è soltanto la mia opinione.

  • # 19
    mela assassina
     scrive: 

    Secondo me, dietro Psystar c’è proprio Apple!!! No, non sono pazzo :-) Se no, perchè mai avrebbero dovuto vendere a Psystar le licenze di OS X? Chi poteva obbligarla? E sapete quanto ci metterebbe Apple a spazzare via la concorrenza sgradita? Niente! Non è il caso di vendere le licenze a prezzi spropositati: basta limitarsi a venderle SOLO a chi è in regolare possesso di un mac. Quando ho acquistato un macbook pro, il venditore autorizzato ha registrato il numero seriale del notebook sulla fattura. Ora vuol dire che, se tutto l’hardware venduto viene registrato (e per Apple non è un problema, visto che lo vendono in pochi punti selezionati), basta che a coloro che vogliono acquistare la licenza di un nuovo sistema operativo venga richiesta la fattura di acquisto del mac e si provveda a registrare anche l’acquisto del nuovo s.o. Per ogni mac regolarmente posseduto, si può acquistare UNA SOLA licenza di ogni nuovo s.o. e il gioco è fatto! In questo modo, più nessuno sarebbe in grado di proporre sul mercato cloni con OS X legalmente acquistato e i possessori di hardware Apple regolare non verrebbero in alcun modo penalizzati.
    Ma allora, se è così facile, perchè non lo fanno? Perchè tutta questa storia che, secondo me, hanno messo in piedi da soli, non fa altro che far parlare di Apple: una immensa pubblicità gratuita per la casa della mela…

  • # 20
    Anonimo
     scrive: 

    A dire il vero psystar non preinstalla proprio niente.
    Questa manda lo scatolone con il pc ed il cd di osx incelofanato più le istruzioni e le eventuali patch (open source per un kernel open source quindi modificabile) per farlo andare. Sta poi all’utente risolversi il problema.
    Di fatto psystar vende un hackintosh con la differenza che a quanto pare ha scelto la giusta combinazione di hardware per far si che osx non si lamenti.

    Apple ha semplicemente fatto qualche passo sbagliato di troppo.

    Prima è passata ai pc ma i suoi li aveva attrezzati con il chip tpm per bloccare l’eventuale fuga dei suoi utenti durante la fase di passaggio.
    Poi l’ha rimosso (la “poverina” voleva fare altri soldi) ed a quanto pare ha introdotto nei sorgenti aperti del kernel le stringhe di riconoscimento dei mac.
    Psystar (anche se si è capito che non sono loro i creatori delle modifiche) “ha” fatto delle lecite modifiche ad un codice lasciato sotto licenza open source.
    Tra l’altro apple vende nei negozi osx che per quanto si debba comportare solo da aggiornamento in realtà riesce ad installarsi su di un sistema pulito.

    Ma allora che cavolo vuole ?
    Tra l’altro vende osx

  • # 21
    djbill
     scrive: 

    Il problema è che la Apple ricava l’80% dei guadagni dalla vendita di hardware (e i prezzi dell’Apple Store on-line per gli eventuali upgrade lo dimostrano). Design a parte come ha già detto qualcuno ci sono grosse differenze anche nella componentistica (vedi le ram DDR2 http://store.apple.com/it/memorymodel/ME_13_2_4_MB)

  • # 22
    p.a
     scrive: 

    @anonimo

    Si psystar vende gli “openmac” con leopard preinstallato, controlla sul loro sito.
    Distribuiscono pure aggiornamenti modificati

    Non c’è modo di prendere un assemblato e installare direttamente il dvd di leopard originale

  • # 23
    Dr. Sustanon
     scrive: 

    Apple ha tutti i diritti di imporre l’installazione solo su mac anche per un motivo semplicissimo, puramente economico: il software viene venduto a prezzi bassi proprio perchè è legato al loro hardware, che è la fonte maggiore di profitti.
    Per ogni copia di OSX venduta, Apple sa che ha venduto anche un mac, se non dovesse essere più così vorrebbe dire che HW e SW verrebbero separati, ognuno con il suo prezzo, e sarebbero cavoli amarissimi per i consumatori, guardate un pò i prezzi di windows xp e vista e ne riparliamo.
    Apple vende OSX al prezzo attuale perchè traina le vendite dell’hardware con le sue peculiarità, se non dovesse essere più così, mi spiegate perchè Apple dovrebbe continuare a vendere OSX a prezzi così abbordabili? Per aiutare, in un atto di inaspettata bontà, le vendite dei clonemaker cinesi????
    A me sembra pura fantascienza, a quel punto converrebbe ad Apple mettersi a vendere sol iPod, almeno non aiuterebbero le vendite dei concorrenti…

  • # 24
    ivo lelai
     scrive: 

    beh, io ho smanettato per famri un hackintosh.
    Ok non fungeva tutto alla perfezione, non so.. il microfono, il pennino wifi..
    ho montato delle copie rigorosamente piratate di photoshop e illustrator per vedere come andavano.
    andavano da dio.
    ho comprato , quindi, un mac perche ho potuto saggiarne l abonta del S.O. a prescindere dai fanboy della mela, degli smanettoni di linux o dei fanatici di winzozz.

    Per 3 mesi sono stato un pirata. Ora sono cliente mac :)

  • # 25
    Anonimo
     scrive: 

    “sarebbero cavoli amarissimi per i consumatori”

    A me sembra che lo siano già, non per dire ma trovami in data 30 agosto 2008 un produttore di pc che si fa pagare un portatile con l’unità combo, 999 euro.
    Dove lo stesso portatile è già finito più volte nelle ire degli utenti per fatti come la vernice che si staccava dal case o i pannelli lcd economici incapaci di visualizzare oltre 265K colori.
    Cosa dire del fatto che quando apri un mac, i dischi rigidi non hanno l’etichetta originale ma quella di apple, rendendo di fatto impossibile un’identificazione chiara del prodotto (ci si potrà fidare delle utilità interne di macosx ? in fondo mica si accorgono quando girano su di un hackintosh).
    Non è neanche possibile farsi un’idea sull’origine di certi componenti, oltre se il prezzo è giusto o gonfiato (quando upgradi un componente ti dicono di quanto aumenta il prezzo totale ma non il prezzo base del singolo componente).
    Chi li produce quei dischi ? Potrebbero essere dei Seagate/Western Digital e sarebbe ancora ok, magari sono fatti dalla EMC e allora il sovraprezzo sarebbe pienamente meritato ma se fossero dei maxtor identici in tutto e per tutto ai pc scassoni da 300 euro che si trovano al supermercato ?
    Le ram sembrano andare già un po’ meglio dal momento che sono ECC ma anche lì i produttori scandalosi si sprecano mentre sono pochissimi quelli veramente validi.
    Un nome per stare tranquilli visto che è risaputo che non è apple a produrre le ram come non è apple a produrre i dischi rigidi ?
    Schede video, sinceramente le trovo scandalose.
    Giusto in prima pagina nella sezione dei mac pro, “vantano” a 2499 euro un bestione con una misera 2600 XT che basta andare a cercare in giro arriva a fatica a 70 euro.
    Scheda audio dedicata (e possibilmente professionale vista la fascia di prezzo) neanche a parlarne: pedala col chip realtek integrato che troviamo perfino sulle asrock da 30 euro e buona vita a tutti.

    Mi sembra che sono già adesso cavoli amari per i consumatori ma del resto finchè la gente comprerà perchè darà per scontato che apple = qualità tenendo ben chiusi gli occhi le cose non potranno mai cambiare.

  • # 26
    mela assassina
     scrive: 

    Ragazzi, ma avete visto il sito di Psystar? 2 scassoni da supermercato a prezzi gonfiati e senza nessun valore aggiunto e, soprattutto, niente notebook!!! E questi dovrebbero far paura a Apple? Ma andiamo…
    Dopo aver visitato il sito di Psystar, la voglia di un mac originale aumenta notevolmente! Sono sempre più convinto si tratti dell’ennesima mossa di marketing di Jobs…

  • # 27
    Anonimo
     scrive: 

    Certamente non sono delle bellezze (ci sono certi video su youtube con quei cosi affogati nell’espanso…) però intanto se riusciranno ad avere ragione apriranno la strada ad assemblatori un po’ più validi e parliamoci chiaro: a raggiungere i livelli qualitativi dei mac oramai non ci vuole poi molto.

    In un futuro non molto lontano vedo dei produttori che faranno cloni mac dotati però di un case all’altezza (antec lian li o thermaltake), con i cavi messi come si deve (nel mac non si vedono perchè girano dietro la scheda madre, una volta capito il trucco…) e magari pure dotati di qualche componente professionale che apple di base non inserisce (ci sono ad esempio belle schede audio non Creative sui 150 euro).

  • # 28
    mela assassina
     scrive: 

    Quello che forse non è chiaro ad alcuni è che NON ci potrà essere alcun futuro (purtroppo) per i cloni dei mac, semplicemente perchè, anche se Psystar vincesse la causa (eventualità, peraltro, piuttosto improbabile), Apple semplicemente smetterebbe di vendere il proprio sistema operativo a chiunque non sia in grado di dimostrare il regolare possesso di un mac originale e non c’è sentenza al mondo (per fortuna) che la possa obbligare a vendere il suo software a chiunque ne faccia richiesta… Oppure, ancor più semplicemente, metterebbe in commercio ESCLUSIVAMENTE copie di aggiornamento del sistema operativo, non funzionanti su sistemi “puliti” (al contrario di quanto avviene oggi) e tutti i signori clonatori sarebbero serviti…
    Sia chiaro, non che a me la cosa faccia piacere (ho acquistato il mio primo mac 2 mesi fa, dopo più di 20 anni da quasi-felice utilizzatore di pc e non sono certo un fanboy di Apple), perchè penso sarebbe sempre meglio avere più alternative di scelta possibili…

  • # 29
    Anonimo
     scrive: 

    E se venisse invece obbligata ad aprirsi ? Pur di evitare la sentenza chiuderebbe in america per riaprire in messico ?

  • # 30
    mela assassina
     scrive: 

    L’imposizione di apertura che tu auspichi mi pare alquanto improbabile e, se come utente-consumatore potrebbe anche farmi piacere, purtuttavia mi parrebbe ingiusta: OS X è il frutto del lavoro di Apple e mi sembra sacrosanto che ne possa disporre come crede, non chiedendo, peraltro, niente a nessuno e non imponendo alcunchè a chicchessia (al contrario di altri soggetti che abusano delle loro posizioni dominanti… e non mi riferisco solo a Microsoft).

  • # 31
    Anonimo
     scrive: 

    Ricorda che il loro anti-trust non è il nostro. Da loro non è impensabile prendere AT&T e farla a fette come invece lo sarebbe da noi con Telecom.

    Quello che va ribadito è che i mac di “macintosh” hanno soltanto più il nome mentre per tutto il resto sono solo dei pc alla pari di un Hp o un Olidata qualsiasi. Questi produttori potrebbero anche unirsi nella lotta a psystar ed esigere che mac osx venga aperto a tutta la piattaforma pc.

    Inoltre ti faccio notare che mac osx non è tutto lavoro di apple. Il kernel e le librerie di base sono open source cioè prevalentemente fatte da altri. Tutta questa storia porta a chiedersi solo una cosa: dal momento che la licenza open source, la bsd, dice chiaramente che uno col codice modificato può fare quello che vuole compreso chiuderlo e cambiarlo di licenza perchè apple non ha optato per una simile soluzione con i sorgenti modificati per osx ?
    Forse perchè non avrebbe più potuto avvalersi del lavoro della comunità senza assumere e quindi pagare profumatamente i programmatori che ruotano intorno al progetto darwin ?

    Apple è da troppi anni che sta facendo la furba ed è veramente ora che le si presenti il conto, possibilmente salato.

  • # 32
    p.a
     scrive: 

    i sorgenti di Darwin (e altri prodotti open source di Apple tra cui WebKit) sono liberamente scaricabili da:
    http://www.opensource.apple.com/

    ma Darwin NON È Mac OS X, Mac OS X è basato su Darwin ma ha una licenza sua, e non c’è alcuna possibilità che Apple venga condannata di “abuso di monopolio”, semplicemente perché non c’è nessun monopolio

    Il monopolio ci potrebbe essere al contrario se Mac OS X venisse installato su tutti i computer e non solo su quelli marchiati Apple

  • # 33
    Anonimo
     scrive: 

    Però si potrebbe imputare ad apple una chiusura di mercato perchè i mac possono installare anche mac osx…

  • # 34
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Penso che le due leggi a cui si appella Psystar si riferiscano non al monopolio di per sé (che non esiste nemmeno se parliamo di Microsoft), quanto alle “pratiche di monopolio”. Cioé se un’azienda si comporta come tale.

    Per il resto faccio notare che la piattaforma Apple non è più “chiusa” da un bel pezzo: sono dei PC a tutti gli effetti. Oggi farsi una configurazione esattamente identica a una di quelle che vende Apple non è più un’utopia, ma la realtà a portata di mano.

    Infine concordo con “Anonimo”: Apple ha preso a piene mani dalla comunità open source, ma… si fa pagare profumatamente. Darwin non è OS X, ma ne è un componente fondamentale. E non è il solo: l’elenco dei progetti open source a cui Apple ha attinto è piuttosto lungo.

  • # 35
    p.a
     scrive: 

    Chiarisco il mio punto di vista:

    Apple rimanendo in una nicchia (meno del 10% del mercato dei personal computer non può in alcun caso essere considerato un monopolio e non esistono le “pratiche di monopolio” esiste solo l’abuso di posizione dominante ossia il modo in cui uso il monopolio ottenuto legittimamente) può permettersi cose che entrando in un mercato aperto come quello dei “cloni IBM PC” non potrebbe permettersi.

    Quando acquisto un nuovo Mac lo trovo già pressoché completo di software utili e di qualità, questo Microsoft non lo può fare perché trovandosi in posizione di monopolio (si quello di microsoft è un vero monopolio) verrebbe accusata (e spesso condannata) per abuso di posizione dominante (se ho il monopolio dei sistemi operativi per personal computer non posso sfruttarlo per ottenere anche quello di altri software).

    Trovo che i consumatori otterrebbero effettivo vantaggio non dall’avere Mac OS installato su cloni PC ma dall’avere più offerte costituite da hardware+software, ovviamente tutte in grado di dialogare e scambiarsi file in modo trasparente.

    Microsoft negli anni per spingere il binomio windows+office ha ostacolato in tutti i modi questo sistema di sviluppo del personal computing, uccidendo molte ditte di software e di software+hardware, pagando anche multe salate a causa dei suoi metodi poco puliti (ad esempio a BeOS e Be INC).

    L’uso di codice aperto da parte di Apple è invece un passo verso questa direzione, e Apple non ha “attinto” dal codice aperto, bensì ha contribuito al suo sviluppo (vedi esempi che ho citato prima), a volte assumendo i programmatori che li sviluppano (ad esempio il programmatore di CUPS adesso non è più costretto a vendere una versione “pro” del suo software per sopravvivere e questo nonostante CUPS sia “venduto” da multinazionali come RedHat o Suse!)

  • # 36
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non capisco perché parli di monopolio nel caso di Microsoft e poi sottolinei che è stata sanzionata per abuso di posizione dominante: si tratta di due cose completamente diverse.

    Il monopolio, poi, non esiste definizione alla mano.

    Per quanto riguarda Apple, PRIMA ha preso a piene mani dalla comunità open source, e POI ha iniziato a contribuire, in qualche misura. Rimane il fatto che sfrutta per lo più il lavoro GRATUITO degli sviluppatori open source per VENDERE i propri prodotti.

  • # 37
    p.a
     scrive: 

    Per la definizione di monopolio ti rimando a wikipedia, Microsoft è monopolista nel mercato dei sistemi operativi, con oltre il 90% di share, questo di per se non è un crimine, anche se in alcuni casi ha dovuto pagare perché i concorrenti hanno provato che questo monopolio è stato ottenuto con contratti di esclusiva stipulati con gli OEM (sul tuo computer devi installare solo software microsoft oppure ti revoco la licenza) e quindi introducendo barriere alla libera concorrenza.

    Diventa un crimine sicuramente quando (abuso di posizione dominante) viene sfruttato per ottenere il monopolio anche in altri mercati (vedi casi netscape vs internet explorer, realmedia vs windowsmedia, ecc).

    Per quanto riguarda l’opensource: un progetto opensource è frutto di contributi, non esiste un prima e un dopo come dici tu. Inoltre ti ricordo che la licenza BSD non prevede contributi obbligatori, apple avrebbe potuto benissimo prendere il codice e chiuderlo (come ha fatto microsoft ad esempio), la scelta di renderlo disponibile è stata una libera scelta ed i presupposti sono quelli che ti ho detto prima. Tutti i protocolli usati da Apple in Mac OS sono aperti (alcuni realizzati interamente da Apple come Bonjour e quindi in questo caso il “PRIMA” c’è sicuramente da parte di Apple).

    In questo modo si è liberi di scegliere il sistema che più si adatta alle proprie esigenze o che ci appaga esteticamente o emotivamente, analogamente a quando si sceglie un’automobile ad esempio. Relegare il mercato dei personal computer ai cloni IBM PC equivarebbe a poter scegliere automobili solo nei settori delle berline o dei mezzi da lavoro (secondo me).

  • # 38
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Definizione alla mano http://it.wikipedia.org/wiki/Monopolio Microsoft NON è monopolista nel mercato dei s.o..
    Infatti la sua è una POSIZIONE DOMINANTE, non un monopolio.

    Sul software open source c’è da dire che le rare volte che MS l’ha usato ha pubblicato i termini della licenza; termini che sono poi spariti perché ha provveduto a riscrivere autonomamente quel codice.
    E’ il ben noto caso della libreria dei socket, importata da BSD e poi totalmente riscritta.
    In soldoni: quasi sempre MS investe di tasca sua, e nelle rare volte che non ci riesce comunque provvede poco dopo.

    E’ vero che Apple ha sviluppato da zero delle tecnologie, ma ha attinto sempre molto di più dal mondo open source, contribuendo ben poco (rispetto a tutto quello che ha prelevato, appunto).
    Il “prima” è importante perché per realizzare OS X ha fatto ricorso a Mach e FreeBSD e dopo ne ha pubblicato il risultato (Darwin). Insomma: prima faccio i miei comodi e poi contribuisco, ma sempre in minima parte.

    Insomma, Apple fa soldi sfruttando pesantemente il lavoro prestato GRATUITAMENTE dagli altri. Ovviamente in questo modo investe poche risorse, risparmiando non poco.

    Infine ti faccio notare che al momento il mercato E’ di fatto costituito da PC. Questo a livello di hardware. C’è ben poco, insomma, delle componenti che caratterizzavano i prodotti Apple. Anche se c’è da dire che negli ultimi anni dell’era PowerPC i Mac differivano dai PC sostanzialmente per due cose: la CPU e il chipset. Il resto era riciclato pari pari dai PC (sì, gli stessi su cui puntualmente Apple sputava sopra).

    Ciò che cambia ormai è “soltanto” (sì, lo so che è molto importante; infatti l’ho messo fra virgolette) il software.

  • # 39
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    Sul discorso monopolio non ci siamo, ci sono già state discussioni anche in questa sede.
    Se consideriamo come prodotto Windows, allora possiamo parlare di monopolio perché Microsoft è l’unica a detenerne le licenze e l’offerta, ma questo vale per qualsiasi vendor che offre in esclusiva il proprio sistema operativo.
    Se parliamo invece di sistema operativo, limitandoci al segmento dell’home computing/consumer (tanto per restringere il campo), dato che ci sono più concorrenti seppur MS detenga una posizione di assoluto dominio, affermare vi sia un monopolio è tecnicamente sbagliato.

    Poi corretto o no (e invito a non mischiare troppo l’etica del giusto con l’etica del mercato, perché spesso non coincidono), quando è stata sanzionata MS, lo è stata per pratiche che si rifanno appunto all’abuso di posizione dominante.

    Per quanto riguarda il caso Apple invece, io capisco ci sia il desiderio di molti che venga aperto anche a terzi la possibilità di usufruire di MacOSX (sarebbe interessante penso), ma d’altra parte Apple ha il sacrosanto diritto di abbinare il proprio SW in bundle con l’HW; è una scelta di mercato che ha pagato in questi anni e che consente ad Apple stessa di continuare a vendere i propri prodotti che ancora compongono il proprio corebusiness.
    Sulla legittimità di Psystar ecc. ci siamo già espressi, non ci sono le basi giuridiche per sostenere una tale posizione, nel momento in cui viene infranta l’EULA Apple.

    Se poi ci sia qualcuno dietro, beh il caso SCO fa riflettere ma non lo so in questo caso, sinceramente…

  • # 40
    p.a
     scrive: 

    Secondo me (ma anche secondo i vari giudici che hanno steso le sentenze contro Microsofto) una quota di mercato maggiore del 90% è tranquillamente definibile “monopolio”.

    “Tecnicamente” (ovvero giuridicamente) non c’è comunque nessuna differenza tra monopolio e posizione dominante, in base alla composizione del mercato di riferimento posso avere una posizione dominante anche con una quota di mercato inferiore al 50% (nell’ipotesi di mercato molto frammentato dove nessuno dei concorrenti supera il 50%).

    Comunque né il monopolio né la posizione dominante sono vietati di per sé, Microsoft è stata condannata per pratiche monopolistiche scorrette (accordi esclusivi con gli OEM) e per aver abusato della propria posizione dominante in un mercato per ottenere monopolio (o posizione dominante) in altri mercati.

  • # 41
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    No, MS è stata condannata per abuso di POSIZIONE DOMINANTE, come gli stessi giudici hanno scritto. Se, come dici, ci sono dei giudici che pensano si sia trattato di monopolio, perché non l’hanno chiamato con questo nome?

    Forse perché coi “secondo me” non si va molto avanti…

    A parte questo, Apple ha usufruito alla grande del lavoro delle comunità open source, ripagandoli con piccoli contributi.
    Il prima è importante perché è quello che le ha permesso di mettere in piedi OS X, dopo una quindicina buona di anni spesi a sparare slogan sul s.o. “rivoluzionario” che avrebbe dovuto prendere il posto di MacOS. Inutile dire che i vari progetti (chi si ricorda Copland, tanto per citare il più noto?) sono miseramente falliti.
    Per questo ha dovuto ripiegare su soluzioni open source già sviluppate e collaudate.

    Quanto a MS, ha usato alcune volte del codice open source, rendendo pubblica al relativa licenza, ma si tratta di episodi isolati che sono durati pure poco, visto che il codice è stato poi riscritto completamente.
    L’esempio più eloquente è il codice dei WinSocket: preso in prestito da BSD e poi rimpiazzato interamente.

    Ma si tratta, come dicevo, di episodi più unici che rari. MS il codice preferisce svilupparselo in casa, e per far questo spende non poco.

    Tutti soldi che Apple, invece, risparmia, visto che può contare su una massa di volontari che lavorano gratuitamente e di cui sfrutta poi i risultati.

    E’ vero che anche lei contribuisce, ma ripeto: ben poco roba rispetto a tutto quello che ha preso finora.

    Se avesse realmente a cuore le comunità open source avrebbe rilasciato da un bel pezzo i sorgenti di Quartz & co. Invece se ne guarda bene.

    Infine sulle macchine… beh, sono dei PC a tutti gli effetti ormai, come avevo già detto.
    Non che coi PowerPC ci fossero poi quelle gran differenze, visto che da tempo Apple ha preso, anche qui, a piene mani dal mondo PC. Le differenze risiedevano soltanto in due cose: la CPU e il chipset. Tutto il resto era roba nata su PC, che le è convenuto “riciclare”.

    Nulla di nuovo insomma: Apple ha sempre perseguito i suoi interessi. Inutile cercare di spacciarla come benefattrice, perché di fatto NON lo è.

  • # 42
    Teomondo Scrofalo
     scrive: 

    Per chi se ne fosse dimenticato (da Wikipedia):
    Mac OS X is the successor to the original Mac OS, which had been Apple’s primary operating system since 1984. Unlike its predecessors, Mac OS X is a UNIX-based operating system[4] built on technology that had been developed at NeXT through the second half of the 1980s until Apple purchased the company in early 1997.

    Copland appartiene alla gestione precedente al ritorno di Jobs.

    “Nulla di nuovo insomma: Apple ha sempre perseguito i suoi interessi. Inutile cercare di spacciarla come benefattrice, perché di fatto NON lo è.”

    Nessuno considera Apple una benefattrice. Il granchio che stai prendendo tu è che forse consideri Psystar una benefattrice solo perché va contro Apple, che tanto simpatica non mi sembra che ti sia. Tutto quando probabilmente dietro a Psystar c’è qualcuno che tu stesso non esiteresti a definire tutt’altro che un benefattore.

  • # 43
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Guarda che a me non interessa nulla né di Apple né di Psystar. Commento la notizia.
    Dietro Psystar non so chi ci sia, ma la dietrologia spicciola non m’interessa, per cui evito di commentare.

    Per quanto riguarda OS X, hai “dimenticato” di riportare che NeXT è figlio di Jobs, e ci girava NeXTSTEP che… era basato su Mach e BSD, cioé tutta roba a cui aveva già lavorato altra gente GRATUITAMENTE.

    Ancora una volta nulla di nuovo, insomma: si vede che Jobs preferisce sfruttare la gente piuttosto svilupparsi tutto in casa, come invece fanno altre software house.

  • # 44
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    vabbè dai Cesare non esageriamo. Lo sappiamo benissimo perché fu scelta quella strada di sviluppo, perché MacOS era a dir poco vetusto rispetto ai canoni richiesti dai sistemi operativi a fine anni 90 e perché le risorse finanziarie (all’epoca) non permettevano certo gli investimenti di MS, IBM e compagnia (e Linux non era ritenuto, giustamente, all’altezza).
    Che dovevano fare, non riuscendo a fare di meglio? Dire agli utenti e agli investitori “scusate un sistema operativo ex novo al 100% non riusciamo a farlo e quindi facciamo a meno?”
    Dai su ;)
    I commenti gratuiti su Jobs non li condivido nemmeno in questa istanza: può non piacere il personaggio (a me non fa né caldo né freddo), ma alle critiche di aver smarrito lo spirito Apple (alle quali se permettete, a parte capire cosa sia questo spirito Apple, preferisco una ritrovata solida posizione finanziaria), ma ha di fatto, da solo risollevato un’azienda che brancolava nel buio ed era sull’orlo dell’implosione.
    Questi sono i fatti, il resto sono chiacchere.

    Riguardo al monopolio ribadisco c’è una cattiva interpretazione della dottrina economica.
    La sentenza dell’antitrust da parte prima dell’organismo americano poi dell’UE furono decise in tutela della competitività nel libero mercato, non la sanzione di un monopolio (che non lede necessariamente al mercato stesso).
    Per capire cosa si intende per monopolio e nello specifico di monopolio naturale leggere qui:
    http://lumerinnovato.blogspot.com/2008/01/il-monopolio-pubblico-e-privato.html

    Sui pregiudizi rispetto a questa forma di mercato leggere invece qui: http://geekmarketing.net/2007/06/19/cose-un-monopolio-naturale/

  • # 45
    p.a
     scrive: 

    @cesare
    nelle sentenze (se hai voglia di leggertele) si parla di monopolio, il reato tuttavia si chiama abuso di posizione dominante in quanto non è necessario il monopolio per essere in torto, basta essere in posizione dominante

    comunque il succo del discorso era che apple con una quota di mercato inferiore al 10% non può essere in alcun modo in posizione dominante

    per quanto riguarda la storia di apple e di mac os xmi sembra che la conosci molto poco per parlarne, prova ad informarti meglio

    next è stata acquistata da apple e il sistema operativo darwin è il risultato di codice bsd, codice mach (scritto da next) e api openstep (scritte da next e sun), tutto questo codice è stato resto opensource DI PROPOSITO, chiunque può prenderlo e svilupparci i computer o i dispositivi che vuole, e questi dispositivi useranno codice e protocolli aperti in grado di comunicare con tutti gli altri dispositivi (ancora una volta a differenza dei sistemi microsoft COMPLETAMENTE CHIUSI)

    e basta poi ancora con questa storia che apple non contribuisce, informati meglio (mi sembra di averti dato abbastanza spunti)

    per la storia del codice bsd in windows: se hai windows xp esamina il binario di http://ftp.exe nslookup.exe finger.exe rcp.exe e rsh.exe (ad esempio con strings), ci troverai riferimenti come questo:
    @(#) Copyright (c) 1985,1989 Regents of the University of California. All rights reserved.
    che dimostra che microsoft ha preso il codice, l’ha modificato e non ha rilasciato alcun sorgente (non che fosse obbligata a farlo comunque)
    non ho vista per verificare ma suppongo che questi file siano identici anche nell’ultimo sistema operativo di microsoft

  • # 46
    Cesare
     scrive: 

    Non ho letto tutte le sentenze, ma in quelle che m’è capitato di leggere MS è stata sempre accusata per abuso di POSIZIONE DOMINANTE. Le sentenze che hai letto parlano di monopolio? Bene. Spiegami perché la condanna è, però, per abuso di posizione dominante. O vale l’una o l’altra: non si scappa. :D

    Sulla posizione di Apple ovviamente nulla da dire: è in una nicchia di mercato, sebbene la tenga saldatamente nelle sue mani, e forse è per questo che Psystar probabilmente avrà trovato qualche appiglio nei due “act” di si parlava prima. Vedremo come si svilupperà la faccenda. ;)

    La storia di Apple la conosco molto bene, visto che mi occupo di informatica da 26 anni e mi sono sempre tenuto aggiornato anche su questa multinazionale.

    Il codice di BSD era chiaramente preesistente.
    Per quello Mach ti risulta male: è stato frutto del lavoro della Carnage Mellon University, come puoi controllare qui http://en.wikipedia.org/wiki/Mach_(kernel) da cui NeXT ha poi tratto NeXTSTEP. Ironia della sorte, a quanto pare il LEAD developer di Mach è stato impiegato di Microsoft, come puoi leggere tu stesso dal link… :D

    Sulle API OpenSTEP nulla da dire, salvo che tu stesso hai visto che sono nate dalla collaborazione fra NeXT e Sun. ;)

    Questo per chiarire chi ha fatto cosa. Nulla da dire sul fatto che sia tutto software open source e chiunque può prenderne a piene mani, ma… mettiamo i punti sulle i: NeXTSTEP prima e OS X dopo senza tutto questo materiale probabilmente non sarebbero nemmeno esistiti (per come sono fatti adesso).
    Apple ha un grosso vantaggio nello sfruttare questo lavoro A COSTO ZERO. Almeno su questo concordiamo?

    Sui contributi di Apple ha fornito pochi spunti proprio perché… pochi sono, rispetto a tutto quello di cui ha fatto e continua a far uso.
    Altro esempio lampante, Safari: Apple… prende “in prestito” Konqueror. ;)

    Sui file che hai elencato confermo la presenza di quelle scritte anche su Vista. Nulla da dire: trovo deprecabile che MS, con tutte le risorse che ha, ne abbia fatto uso.

    Su Vista rcp.exe e rsh.exe non ci sono: probabilmente sono stati inglobati in qualche altro comando e… riscritti. Perché di quel copyright non c’è nessuna traccia in nessun altro file. Segno che, come vedi, MS col tempo preferisce riscrivere il software “esterno” che ha usato.

    In ogni caso, a conti fatti, si tratta di 3 gocce in un oceano. 8-)

  • # 47
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Non entro nel merito delle questioni relative alla posizione dominante, ma vorrei segnalare che non sono affatto d’accordo su questa pretesa “etica” relativa all’uso di codice open source che invece mi pare più propria della filosofia “free software” di Stallman.

    Se si parla di open source, la licenza parla chiaro e nei limiti in cui si opera nel suo rispetto, ulteriori distinzioni fra chi contribuisce e quanto IMHO lasciano il tempo che trovano.
    Anzi, proprio la fedeltà allo spirito open source deve ispirare tolleranza per tutti gli usi che di quel codice si fanno.

    Diverso è il caso del free software, che ha un’impalcatura etica diversa e ritiene il software non libero non solo “una soluzione non ottimale”, ma un “problema sociale”.
    Insomma, delle due l’una.

  • # 48
    p.a
     scrive: 

    @cesare
    “O vale l’una o l’altra: non si scappa.”
    no, il monopolio vale come “posizione dominante”, ma comunque non è che sia un aggravante, meglio lasciar cadere il discorso…

    Provo però a spiegarti ancora una volta come funziona un progetto open source. Prendo ad esempio il caso del kernel Mach.

    Come hai fatto notare il codice originario di Mach è stato sviluppato grazie alla collaborazione di vari programmatori, tra cui appunto un impiegato di Microsoft e il capo della divisione software di Next prima e di Apple poi (che tu ti sei dimenticato di citare…).
    Da questo codice (e da quello di BSD) Apple ha ricavato il kernel XNU (del sistema operativo Darwin e di Mac OS X), adesso il codice di XNU e tutto il supporto hardware di questo è disponibile, dando nuova vita a Mach e rendendo possibili nuovi sviluppi.

    Ad esempio con il codice di KHTML è successo che gli sviluppatori originari di KDE hanno abbandonato la propria creatura e adottato il fork “WebKit” di Apple, giudicandolo migliore. Inoltre WebKit è stato adottato anche da Nokia, nel sistema operativo per cellulari Symbian, da Google per il recente browser Chrome… tutte queste aziende hanno potuto usufruire del codice già scritto e contribuire a loro volta allo sviluppo del progetto.

    Il sistema chiuso di microsoft invece non consente collaborazioni, microsoft prende il codice che trova e sta attenta a prendere solo quello con licenze permissive come la BSD licence, lo adatta e lo ingloba nei propri binari (se hai vista guarda nel file /sources/it-it/readme.rtf presente nel dvd troverai otto pagine di copyright relativo al codice opensource usato da microsoft incluso quello BSD) senza rendere disponibile un bel nulla del proprio lavoro.

  • # 49
    p.a
     scrive: 

    dimenticavo: la ragione per la quale non trovi più i riferimenti di copyright nel codice è che la licenza BSD dal 1999 è cambiata: adesso non richiede più che tali riferimenti siano conservati

  • # 50
    Cesare
     scrive: 

    Se la licenza è cambiata addirittura nel lontano ’99, come mai non l’hanno tolta da tutti i file, ma soltanto da alcuni? Mi pare poco coerente.

    Quanto al modello di sviluppo lo conosco già, come pure il comportamento di MS. Semplicemente stigmatizzo il fatto che Apple ne abbia preso a piene mani per realizzare il “suo” s.o., prendendosi meriti che non ha di certo.
    Lo stesso faccio per MS per quella miseria che ha importato dall’open source, ma almeno lei non si vanta né sfotte, visto che ha fatto praticamente tutto in casa, tirando fuori il vil denaro.

    Su Mach preciso che esisteva già prima di essere adottato da NeXTStep prima ed Apple dopo. Non è, quindi, stato sviluppato congiuntamente da dipendenti MS e NeXT/Apple, che tra l’altro lo sono diventati in un secondo tempo (dopo la laurea).
    Sì, sapevo che un altro collaboratore era diventato poi dipendente Apple, ma nel contesto volevo semplicemente far notare, evidenziandolo, che il principale sviluppatore di Mach è (stato poi) un dipendente MS. Insomma, sembra una barzelletta, visto che Mach è stato poi usato da Apple per porlo alla base del “suo” s.o.. :D

    Giusto per precisare. ;)

  • # 51
    Dietro Psystar un colosso che vuole separare Mac OS da Apple? - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] sospetto sorto a molti [in agosto già se ne parlava su AD – ndr], ed anche ad Apple, è che Psystar sia solo un fantoccio, mosso a dovere da una grossa […]

  • # 52
    Riflessioni sulla quasi-bancarotta di Psystar - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] coloro che, come Apple, ritengono che dietro Psystar vi fossero manovratori occulti interessati a scardinare il suo modello di business e azzerarne i guadagni, ulteriori chiarimenti […]

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