di  -  venerdì 25 luglio 2008

Botte da orbi!Mentre qui fuori imperversa la più ruspante edizione delle selezioni per Miss Italia che abbia mai visto, con tanto di paffute candidate coperte da pudichi e quantomai appropriati veli bianchi, il vostro reporter dal passato indomitamente siede davanti alla tastiera, per raccontarvi un nuovo episodio della scoppiettante rubrica dedicata alla nostalgia informatica.

Interrompiamo temporaneamente la serie dedicata ai sistemi vintage per trattare un gioco che ha segnato la storia dell’industria videoludica e costretto milioni di giocatori – compreso, ovviamente, il sottoscritto – davanti al monitor per innumerevoli ore. Parliamo di Dungeon Master, forse il più premiato RPG di tutti i tempi, quasi sicuramente il primo a supportare una modalità di gioco in real time anziché un sistema basato sui turni.

Partorito dalla FTL (acronimo di Faster Than Light), una delle tante gloriose software house cadute sotto la pressione dei nascenti colossi negli anni ’90, Dungeon Master debuttò nel 1987 su Atari ST, per poi essere portato su una serie di altre piattaforme fra cui Amiga (con l’espansione), X68000, Apple II, FM Towns, PC.

Il gioco si svolge in una prospettiva tridimensionale, accompagnata da una serie di pannelli laterali utili per gestire l’organizzazione del gruppo – un party di 4 personaggi da scegliere all’inizio del gioco fra molti disponibili – gli incantesimi e il movimento.

La missione del gioco – la cui trama fu partorita da Nancy Holder, in seguito autrice degli script di Buffy the vampire slayer e Smallville – è sfidare Lord Chaos, un boss mostruosamente coriaceo che pianifica la conquista del mondo, andandosene a spasso per un dungeon di 13 livelli più uno (quello in cui si scelgono i personaggi), arredato di oggetti magici di ogni tipo e, manco a dirlo, centinaia di creature ostili.

Varcato l’ingresso, che si chiude subito alle spalle del giocatore, tocca quindi scegliere i 4 personaggi, fra 24 differenti per classe, equipaggiamento, caratteristiche fisiche e skill. La scelta solitamente ricade su un paio di guerrieri ignoranti, capaci di picchiare come fabbri in prima linea, accompagnati da due esperti di magia nelle retrovie.

I personaggi possono essere resuscitati, mantenendo skill e caratteristiche invariate, o piuttosto reincarnati, con caratteristiche migliori e skill azzerate. Partendo dalle caratteristiche, è infatti tecnicamente possibile evolvere qualunque personaggio verso gli skill desiderati, con la sola pratica. Non è che si possa facilmente far arrivare Halk (uno dei guerrieri più tosti) a rivaleggiare con Chani (una delle maghe più toste) nelle arti magiche, né vicecersa, beninteso.

Unico limite rispetto ai potenzialmente illimitati progressi ottenibili con l’allenamento, è il cibo: i personaggi devono bere e mangiare a intervalli regolari, pena la morte. Nulla di meglio che portarsi in una zona popolata da mostri “potabili” e prossima a una fontana, passare quindi ore a lanciare oggetti, bastonare tutto quel che si muove e lanciare incantesimi, per vedere skill e caratteristiche dei personaggi aumentare.

Un passatempo noioso direte, ma assolutamente indispensabile: Dungeon Master è tosto fino ad essere frustrante, e se ciò non bastasse, si svolge in mappe complesse, piene di trappole, passaggi e livelli segreti ed enigmi che farebbero la felicità di Bartezzaghi.

Con l’andare avanti dei livelli arrivano mostri capaci di bastonare, avvelenare – guai a non avere una pozione pronta sotto mano – e perfino cuocere il party con una sola fireball, per arrivare infine al buon Lord Chaos, che lancia incantesimi al massimo livello di potenza e può essere eliminato solo se prima si riesce a rinchiuderlo in una gabbia magica, la Flux Cage – ringrazio ancora K per la dritta!

Merita una menzione lo straordinario sistema d’incantesimi, composto da 4 serie di 6 simboli, dove le serie identificano rispettivamente il livello di potenza, l’influenza elementale, la forma e la classe. Ecco quindi che il fuoco può essere modellato in una fireball, usato per fare luce magica o per creare uno scudo attorno al party, il tutto con un’efficacia e un dispendio di mana proporzionate al primo simbolo di potenza scelto.

Lo spessore della trama, la difficoltà leggendaria, il sistema di gioco innovativo e l’atmosfera cupa e tenebrosa, fanno di Dungeon Master un capolavoro senza tempo, che nemmeno i sequel e gli innumerevoli omologhi – Eye of the Beholder e Ultima Underworld per citarne due – sono riusciti ad eguagliare nella mia memoria di videogamer.

In tempo di console superdotate, grafica fotorealistica e alta definizione, gli ingredienti che hanno fatto grande DM sono ancora quelli essenziali per distinguere un videogame che resta nella storia da uno dei tanti pronti per il sempre più popolato dimenticatoio videoludico.

Se siete arrivati fino a qui, non perdetevi la straordinaria Dungeon Master Encyclopaedia, con tonnellate d’informazioni, mappe, trucchi e soprattutto versioni del mitico capolavoro della FTL giocabili su computer moderni.

21 Commenti »

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  • # 1
    Cesare
     scrive: 

    Uno dei pochi giochi per Amiga che non ho mai nemmeno provato, ma sembra impressionante.

    Il problema, al solito, sarà trovare il tempo per farlo. :|

  • # 2
    hexaae
     scrive: 

    Per Amiga (che ho ancora perfettamente funzionante con connessione a internet via PCMCIA che esce dall’A1200) ho giocato e finito solo Eye Of The Beholder II. E senza farmi le mappe (!!!), usavo i sassi e le ossa come Pollicino! :)
    Un capolavoro. DM e EOBI li ho saltati purtroppo ma…. sorpresona: esiste una nuova versione di EOBI e EOBII per Amiga AGA con grafica a 256 colori (!!) come su PC e auto-mapping aggiunto (!!) e con sonoro Amiga, ed è quindi la miglior versione mai uscita (e non ufficiale ovviamente, oltre che gratuita!).
    Potete trovare informazioni sul forum EAB:
    http://eab.abime.net/showthread.php?t=24189
    http://eab.abime.net/showthread.php?t=27267
    http://eab.abime.net/showthread.php?t=24296

  • # 3
    hexaae
     scrive: 

    Link più diretto dove trovare EOBI e II AGA 256 colori + automapping (funzionano anche con WinUAE ovviamente):
    http://eab.abime.net/showpost.php?p=289624&postcount=696

  • # 4
    korn
     scrive: 

    sta rubrica da male :(

    :)

  • # 5
    korn
     scrive: 

    fa male :D

  • # 6
    Kersal
     scrive: 

    Mamma mia quanto l’ho giocato…

    era davvero fatto bene…molto studiato…ho i lacrimoniiii

  • # 7
    BrightSoul
     scrive: 

    Mi sembra un gioco che richiede una seria dose di impegno, già muoversi in quel dungeon senza minimappa è difficile. Io non ho giocato a Dungeon Master, ma mi ricordo di Ultima Underworld e di quanto fosse oltremodo complicato capire dove andare e cosa fare.

    Per certi versi i giochi dei giorni nostri sono stati semplificati per venire incontro alle esigenze del grande pubblico composto sempre più da casual players. Forse è meglio così, quando gioco mi piace divertirmi, non sentirmi frustrato. Oh, senza nulla togliere alla varietà e completezza di Dungeon Master.

  • # 8
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Si, una volta i giocatori e i giochi erano parecchio più tosti (i giocatori di ultima generazione li straccio tutti senza problemi alla prima volta).

    Molti giochi oggi si basano su trame e idee ottime, molto innovativi, ma sono di una facilità eccessiva.
    La cosa strana è che a volte salendo di difficoltà spesso eccedono e mi viene da chiedermi se gli sviluppatori li testano veramente oppure no.

    Gran bei ricordi comunque!

    Sigh!

  • # 9
    hexaae
     scrive: 

    Sono d’accordo però più che di difficoltà parlerei di apprendimento. Una volta erano più complicati come apprendimento e creavano “un mondo a sé”…
    Quelli di oggi sono più facili e immediati (non è difficile sparare in 3D a tutto ciò che si muove! ;P) e c’è meno “background” e meno da pensare a come fare, eccetto sempre qualche rara eccezione…

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Che sia la curva di apprendimento più rapida, la minor profondità della trama o quello che volete, in effetti l’impressione è che molti giochi moderni siano prodotti usa e getta.

  • # 11
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Ah e per la cronaca se DM era tosto, Chaos Strikes Back (il seguito) era semplicemente inaffrontabile fin dal primo livello.

  • # 12
    Thx
     scrive: 

    “La scelta solitamente ricade su un paio di guerrieri ignoranti, capaci di picchiare come fabbri in prima linea, accompagnati da due esperti di magia nelle retrovie.”

    Fantastica questa :D

  • # 13
    Paolo
     scrive: 

    Grandi questi dungeon crawlers! Ho giocato e finito a malapena Eye of the Beholder II (con tutte le mappe “made in K” del Paglianti e anche così non era una passeggiata di salute), ho tentato di finire Eye of the Beholder I ma mi sono bloccato al primo dungeon, ho anche tentato di finire Might & Magic II ma niente già al terzo random encounter erano mazzate!…Che dire giochini ostici nonchè agnostici, uno dei pochi motivi per cui apprezzo il progresso tecnologico: mappe automatiche, interfaccie utenti migliori ecc.

  • # 14
    skan
     scrive: 

    Miticissimo! Ci ho giocato così tanto che mi ricordo ANCORA gli incantesimi a memoria, e pure metà delle mappe! ;D
    Le mappe! Fatte a mano, sui fogli a quadretti! :D

    Soddisfazione infinita nel finirlo, ma ancora di più a finire Chaos Strikes Back! EBBENE SI! L’HO FINITO! \o/

    Altro dungeon crawler leggendario e Amiga-only fu il primissimo gioco della Raven Software pubblicato da EA, tale “Black Crypt”. Tanto bello che l’ho preso originale appena uscito.

    Aaahhh! Che tempi, quei tempi! :…)

  • # 15
    Dungeon Master by FTL! Il ritorno…20 anni dopo!(?) « Oracolo dei Venti
     scrive: 

    […] Comunque, per chi volesse approfondire l’argomento, segnalo l’ottimo articolo (ed il relativo link): Dungeon Master: il padre degli RPG in real time […]

  • # 16
    Eye of the Beholder e gli altri: i videogiochi basati su AD&D - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] una visuale tridimensionale in prima persona e un’azione in real time, analogamente al precedente Dungeon Master, porta i giocatori a confrontarsi e scontrarsi con personaggi e creature leggendari dell’AD&D […]

  • # 17
    Antigoriu Masudda
     scrive: 

    Dungeon Master (nella versione per Amiga) è in assoluto il miglior gioco di ruolo in tempo reale mai prodotto sulla faccia del pianeta. A dire il vero, la mia famiglia non era completamente a digiuno di giochi di ruolo per computer fin dai primi anni 80. Ricordo molto bene il gioco “Dungeons & Dragons” per l’Intellivision, consolle prodotta dalla Mattel alla fine degli anni 70. Nel gioco in questione, un party di 3 arcieri doveva recuperare una preziosa corona d’oro contenuta nelle cavità di un vulcano. Inutile precisare che il tesoro era custodito da due creaturine non proprio addomesticate: due dragoni alati, ognuno dei quali era a guardia di una parte della corona.
    Prima di raggiungere il vulcano, i tre avventurieri dovevano attraversare un territorio ostile e visitare numerose caverne popolate da vari tipi di mostri: ratti e serpenti giganti, demoni, draghi (senza ali), ragni e pipistrelli di dimensioni colossali. L’esplorazione di tali caverne era fondamentale per recuperare armi (soprattutto frecce) e oggetti (come le chiavi) per proseguire l’avventura.
    Il gioco D&D, pur essendo molto semplice (parliamo dei primi anni 80) fu probabilmente il primo videogioco di ruolo in tempo reale (può essere considerato come il papà di Dungeon Master).
    Con l’arrivo di Dungeon Master (versione originale per Amiga acquistato da un distributore chiamato Soft Mail) entro le mura domestiche, posso affermare che la quiete di tutto il condominio venne improvvisamente a mancare. Le notti (in particolare quelle estive) in passato tranquille e silenziose vennero turbate dalle lunghe sessioni di gioco che si svolgevano in casa mia. Infatti Dungeon Master (a differenza di tutti gli altri giochi) presentava delle conseguenze particolari sui giocatori (in particolare sul sottoscritto): urla, imprecazioni, crisi di pianto, bestemmie facevano da sfondo alle lunghe ore trascorse davanti allo schermo. Inutili le telefonate dell’amministratore del condominio volte a ristabilire l’ordine nel fabbricato. La risposta più gettonata era: “non è colpa nostra, se la prenda con quelli della FTL”. La risposta dell’amministratore? Non può essere riportata in queste pagine, il commento sarebbe tempestivamente cancellato dal mio “fratello spirituale” Alessio Di Domizio.
    Una sessione di gioco a DM in casa mia impegnava non meno di 4 persone: la prima aveva il compito di “muovere” i personaggi all’interno del labirinto agendo sui tasti cursore dell’Amiga 500. La seconda (seduta accanto alla prima) con l’ausilio del mouse si curava della raccolta degli oggetti, del lancio delle armi, della formulazione degli incantesimi, ecc… Nelle retrovie erano presenti altri due “giocatori” (non meno importanti dei primi per la buona riuscita dell’impresa). Uno di questi (armato di dizionario di Inglese – oltre 1.000.000 di voci) aveva l’incarico di tradurre tempestivamente le numerose iscrizioni presenti sulle pareti del labirinto. L’altro (munito di carta a quadretti, righello, matite e penne di vari colori) doveva tracciare (in tempo record) una mappa del dungeon esplorato.
    Dopo alcune ore di gioco (in particolare nelle notti più calde) ai 4 “eroi” visti sopra si aggiungeva un 5° personaggio; quest’ultimo con l’aiuto di un ventaglio (sottratto regolarmente a mia madre) si occupava di controllare la temperatura del monitor RGB che rischiva spesso la “fusione a caldo”.
    In ogni caso la buona riuscita della missione di DM era legata al gioco di squadra. In mancanza di questo, il destino dei personaggi del gioco era segnato. Era sufficiente una traduzione errata delle iscrizioni per trovarsi tra le tenaglie di uno scorpione gigante ovvero una mappa tracciata con poca precisione per perdersi nei cunicoli del labirinto e… morire di fame e di sete!
    Dopo mesi di tentativi (e di notti insonni) riuscimmo a completare il gioco: il bastone magico (Firestaff) fu recuperato con successo e introdotto (ancora caldo) nel retto di Lord Chaos, liberando così il mondo dall’essere più malvagio in assoluto, dopo Adolf Hitler.
    A dire il vero, la sequenza finale ci lasciò un pò delusi (mio padre disse che dopo tanta fatica, un’animazione con Serena Grandi – all’epoca ancora in forma – sarebbe stata più che meritata).
    Il seguito di DM (Chaos strikes back), molto più complesso, a mio parere non fu all’altezza del predecessore. Negli anni successivi venne prodotto anche DM 2 dalla Interplay, ma anche in questo caso il primo capitolo è stato (e per alcuni versi lo è anche oggi) il videogioco di ruolo per eccellenza.
    Buona notte a tutti! A presto!

  • # 18
    flare
     scrive: 

    Dungeon Master, quanto ho amato questo gioco, aveva tutto quello che si puo’ desiderare, una struttura RPG ben fatta e bilanciata, una grafica ottima ma la cosa che tutti quanti ancora ricorderanno era l’incredibile atmosfera che evocava. Bastava abbassare la luce e alzare il volume dello stereo per essere catapultati in un sotteraneo oscuro e pericoloso. Capisco che il livello di difficolta’ possa sembrare alto per chi e’ abituato ai giochi fps per cerebrolesi di oggi ma ai tempi era gestibile.
    Per chi non lo conosce ci vorrebbe un innesto alla paycheck per dimenticare tutto quello che e’ successo dopo e rigiocare questo capolavoro come se fossero i fantastici e irripetibili anni 90 :)

    grazie per l’articolo

  • # 19
    Massimiliano
     scrive: 

    @Antigoru
    … mi sembra di rivedere quello che accadeva noi … ora mi vien da ridere quando un sabato notte eravamo intenti a giocare e ovviamente per recuperare l’energia si doveva far dormire il gruppo … e lo schermo diventava nero.
    Bhe erano le 3.00 di notte e io con gli amici ci eravamo praticamente quasi appisolati sulle sedie quando una mummia che si era avvicinata al gruppo di personaggi ci colpisce e fa AHHHHH …. bhe dovevate vedere noi che abbiamo fatto un salto e gridando a naostra volta dalla spavento ….. STUPENDO … ma quando mai accade ora hihihih
    PS: poi a gridare furono i miei dall’incazzatura di essere stati svegliati alle 3 di notte hihihih
    CIAO GRANDI TEMPI!!!!!

  • # 20
    Lela
     scrive: 

    Avevo forse 15 o 16 anni quando insieme alla mia fedelissima caposquadra mi sono avventurata per settimane dentro ai labirinti infiniti di DM… UN MITO!!! Anche il nostro era un gioco di squadra perfetto e coordinato, impossibile altrimenti uscirne vivi… Lasciavamo indumenti o oggetti per segnare i cunicoli già visitati… Che incubo, ma che tensione e adrenalina… UN MITO!!! Ancora oggi, a 44 anni, mi resta il cruccio di aver penato tanto, fino ai denti, tra mostri, assalti, cibo, magie, morti e resurrezioni, enigmi… E DI ESSERE RIMASTA BLOCCATA e VITTIMA al 12 capitolo…Per sempre.

  • # 21
    Marco
     scrive: 

    Giocato su Amiga, è stato qualcosa che nessun altro videogioco ha eguagliato dal mio punto di vista.
    Quando ho scoperto che la FTL era l’ex Gargoyle Games ho capito che era composta da autentici geni (avevo precedentemente giocato su ZX Spectrum a TirNaNog e DunDarach)

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