di  -  mercoledì 23 luglio 2008

friendfeed E alla fine è esploso. Dopo un periodo di latenza in cui gli utenti erano registrati ma utilizzavano poco FriendFeed, ora in molti ne stanno scoprendo ed apprezzando le potenzialità. L’onda è partita come quasi sempre accade dagli Stati Uniti, ma ora anche la blogosfera italiana se ne è innamorata.

Un’altra moda effimera, come è accaduto per Jaiku e Plurk? Forse no. FriendFeed ha le carte in regola per distinguersi da molti degli altri social network, per almeno un paio motivi:

  1. consente di aggregare tutto quello che si scrive altrove; Facebook, Tumblr, Twitter, il blog, ma anche Youtube, Flickr, e praticamente qualsiasi altro sito o social network che renda disponibile i propri contenuti tramite un feed.
    Tutto quello che scriviamo pubblicamente sul web, il nostro lifestreaming, viene riversato nella nostra pagina di FriendFeed;
  2. lo stesso vale per i nostri amici, contatti, conoscenti, insomma per quelle persone che decidiamo di seguire, di leggere, le cui foto o i cui video ci interessano. Ora abbiamo tutto quello che ci interessa in un unico spazio, ed anche con una certa flessibilità di gestione; ad esempio di un utente possiamo scegliere di seguire quello che scrive nel blog, ma non quello che posta su twitter, o viceversa.

Non solo, c’è una mossa apparentemente poco rilevante, ma che invece reputo molto intelligente, direi persino furba. Molti social network hanno visto i propri sogni di gloria infrangersi contro la fedeltà della community di twitter, che non ha abbandonato il network dell’uccellino azzurro nonostante i suoi continui disservizi. FriendFeed riesce ad aggirare questo ostacolo offrendo agli utenti la possibilità di rispondere contemporaneamente sia su Twitter che su FriendFeed. In questo modo l’utente è indotto a rimanere su FriendFeed, che offre molto di più in termini di fonti di informazione, ed immancabilmente finisce col postare più qui che dall’altra parte.

E’ evidente che sarebbe tecnicamente possibile anche postare veri e propri messaggi su Twitter via Friedfeed e non solo delle risposte [cosiddette @replies], ma ciò avrebbe probabilmente reso meno rapida la diffusione di FriendFeed, perché minori sarebbero state le motivazioni a seguire “la grande conversazione” tramite il nuovo social network. Così invece la community è costretta a spostarsi.

Naturalmente i pregi di questo nuovo strumento non si fermano a questo piccolo espediente strategico; un’altra interessante caratteristica introdotta è il fatto di vedere i messaggi di utenti che non seguiamo, ad esempio quando questi vengono commentati da un nostro contatto. Questo rende il sistema molto più aperto e dinamico rispetto agli altri social network, anche se in qualche caso aumenta il rumore.

FriendFeed permette anche di condividere filmati e file audio, e come abbiamo già accennato, è piuttosto flessibile nella gestione dei feed che ci interessano rispetto a quelli che preferiamo trascurare. Abbastanza flessibile, ma forse da questo punto di vista qualcosa in più si potrebbe fare, in modo da rendere effettivamente possibile rimescolare tutto quello che si aggrega e riproporlo come unico feed o flusso.

Insomma, se passate molto tempo sul web e seguite più di qualche feed, vi consiglio di provare ad aggregarli su Friendfeed, scoprirete uno strumento utile, comodo e di cui difficilmente potrete fare a meno. Attenti però a non farvi prendere la mano, come in ogni cosa, ci vuole misura.

6 Commenti »

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  • # 1
    iro
     scrive: 

    posso fare u piccolo commento OT?

    a me sto web 2.0 ha un po rotto!
    nel senso, un po va bene, questo ne è un valido esempio, ma non esageriamo! Conosco persone che sono dipendenti da myspace, facebook e simili: non sono felici se non hanno millemila contatti al giorno e passano il tempo a visitare profili e simili…che 2 OO

    Io francamente non sento per nulla la necessità di strumenti come quello presentato nell’articolo, non voglio estendere la mia socialità nel web, mi rifiuto categoricamente di considerare amiche delle persone che non ho ne visto ne toccato.
    Preferisco avere amici in carne ed ossa e uscire a bere una birra in compagnia, il resto lo trovo deprimente.
    e non lo dico da neo luddista contro i sistemi informatici in genere, anzi: a metà degli anni novanta ho cavalcato l’onda delle chat usandole molto (e trovando pure la fidanzata ai tempi) poi si è passati ai forum, poi al web 2.0, posseggo profili myspace, netlog e facebook…utilizzo quotidianamente il pc per il mio lavoro quindo ripeto, non ho nulla contro i pc, ma francamente trovo avvilente constatare come oramai in molti riversino gran parte della loro afettività nei social network

  • # 2
    davide
     scrive: 

    iro, che dire ?? solo… PAROLE SANTE !!! andate a fare sport, a divertirvi, a scop..are… anche io uso il pc (anzi lo adoro) e navigo, ma chissenefrega di seguire i feed di millemila coglioni che si sentono protagonisti quando nella vita sono zero… e che mi fotte di far vedere ai suddetti coglioni cosa faccio, le mie foto, i miei pensieri ?? me li tengo x me e x i miei amici in carne e ossa!

  • # 3
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @iro – @davide
    Opinioni rispettabilissime, ma personali. Sono tantissimi gli utenti che apprezzano ed utilizzano il social networking, e non solo per il “cazzeggio”.

    Abbiate pazienza, ma Myspace e Facebook non sono proprio la massima espressione del web2.0, forse prima di esprimere un giudizio definitivo l’argomento meriterebbe un po’ di attenzione in piu’.

    Chiaramente poi, liberissimi di confermare la vostra opinione, in ogni caso si tratta di strumenti, uno li usa se trova una utlita’ o un piacere nel farlo. Nessuno e’ obbligato.
    ;)

  • # 4
    dema86
     scrive: 

    Sarà, ma io utilizzo facebook solo per inserire i contatti della gente che conosco di persona, così se non li vedo per un po’ di tempo (amici in erasmus per esempio) posso scambiarci comunque due parole…
    Sono d’accordo con te quando dici che nessuno obbligato, e che un’opportunità come quella offerta da servizi di questo genere può essere ottima se ben sfruttata, ma temo che come dicono iro e davide, ultimamente c’è un po’ troppa gente che assimila questi servizi in overdose, alienandosi dai normali canali di comunicazione sociale.
    E purtroppo quando si va in overdose le strade sono due:
    1) la disintossicazione (col rischio in somma che il servizio vada a farsi benedire perché “passa di moda”)
    2) La “morte” dell’utilizzatore, e cioé che l’utente si alieni ancora di più arrivando a farne una mania stile coreani su Lineage o robe simili.

  • # 5
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    C’è un punto che nel vostro ragionamento non è stato esplorato.
    Il Web 2.0 (sulla cui definizione potremmo soffermarci per ore) non è rappresentato semplicemente dai siti come FaceBook e MySpace. E’ la centralità dell’utente e il suo essere attivo che cambia la conformazione stessa della Rete ad essere il centro di questa “rivoluzione” o “cambiamento”. Questo si riflette inevitabilmente anche in realtà aziendali che tipicamente sono impermeabili, per la loro dimensione, al contatto con il singolo utente mentre ora, almeno nella parvenza, c’è sicuramente più interazione. Questo vale nel rapporto cliente-produttore ma anche nell’organigramma stesso dell’azienda.

    Non è un caso che i grandi nomi oltre ad aver commissionato studi in materia si siano spesi positivamente per quel che viene definito il “blog aziendale”.
    Alcune di esse lo richiedono esplicitamente ai propri impiegati, perché facilita il brainstorming.

    Come tutte le cose, se prese a dosi massicce fanno male. Se io mi mangio un chilo di ciliegie al giorno vado dal medico, questo non significa dover demonizzare le ciliegie e dire che chi le mangia dovrebbe impiegare il proprio tempo a fare altro.

    Non si può mica fare di un’erba un fascio, sempre e comunque…

  • # 6
    Moltomedia » Blog Archive » FriendFeed: lifestream, friendstream o raccomandation engine?!
     scrive: 

    […] credo che FF rappresenti una minaccia per Twitter e gli altri strumenti di microblogging semplice. FF è una risposta alla frammentazione […]

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