di  -  mercoledì 16 luglio 2008

PearEra nell’aria: dopo mesi passati a reiterare la violazione della EULA di Apple, producendo e commercializzando hardware clonato con Leopard preinstallato, sembra che Psystar abbia ricevuto una denuncia da Apple. Mentre scrivo, l’istanza non è ancora stata depositata.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordiamo che Psystar è un produttore divenuto celebre dopo aver annunciato e pare anche consegnato sistemi desktop – perfino server! – con OS X preinstallato, a prezzi ovviamente molto competitivi, denominati OpenPC e OpenServer.

Psystar non fa finta di ignorare la EULA di Apple, ma semplicemente la ritiene non sostenibile in sede legale: “È come se la Honda ti dicesse su quali strade puoi guidare le sue auto e su quali no” è la posizione espressa in merito da Rudy Pedraza, CEO dell’azienda basata in Florida e salita agli onori delle cronache per aver commercializzato per prima un hackintosh “chiavi in mano”.

Una posizione potenzialmente rivoluzionaria, dal momento che una revisione della EULA Apple imposta dall’alto, comporterebbe una grossa forzatura del modello di business di una delle aziende più fiorenti della Silicon Valley. Una forzatura dagli esiti imprevedibili ma potenzialmente drammatici, contraria al nucleo delle strategie di Jobs, ribadite nel 1997 con l’immediata cancellazione degli accordi di licensing con OEM terzi. Il che mi dà la lieve impressione che alla fine sarà Psystar a chiudere le saracinesche.

Una forzatura che tra l’altro avrebbe l’effetto di portare Apple in competizione diretta con Microsoft – e farle perdere un’ottima fetta delle laute revenue che ricava dall’hardware – contraria dunque alla convivenza pacifica immaginata dall’allora iCEO e potenzialmente ricca di ricadute – come tenerne fuori iPod e iPhone?
Chi mi legge sa benissimo che ritengo l’hackintosh – nella sua attuale incarnazione – niente più che un gioco da smanettoni: difficoltà negli aggiornamenti, parziali incompatibilità, sono fattori che minano alla base la user experience di OS X: uno dei punti di forza dell’OS di Cupertino e della piattaforma Mac in generale nonché un asset centrale nella strategia di mercato di Apple, che l’azienda potrebbe avere ben diritto di difendere in sede legale.

Infine, sarà una coincidenza, ma la tempistica della denuncia, come supponevo qualche giorno fa, mi pare in qualche modo sincronizzata col rilascio del primo netbook convertito in hackintosh: un MSI Wind, di cui si è parlato in queste pagine. Il segmento netbook vede infatti Apple ancora latitante: un prodotto economico, esteticamente piacevole e con Leopard installato, potrebbe tentare un pubblico vasto, minacciando le ricche casse di Apple.

Insomma, fedele alla scuola “colpirne uno per educarne cento” Apple pare abbia infine lanciato un siluro contro Psystar. La quale da oggi farà bene a iniziare a cercare uno sponsor con le tasche piene e qualche buon motivo per odiare san Steve da Cupertino. Io un’idea sul candidato ce l’avrei, ma entriamo nel campo della fantascienza.

12 Commenti »

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  • # 1
    Parappaman
     scrive: 

    Era quasi ora… ormai c’era gente che li iniziava a considerare una reale alternativa ai Mac dal tanto tempo che sono in giro!
    Comunque, oltre alla licenza Apple, questi accrocchi violano anche la licenza del progetto OpenX86, quindi in sede legale difenderne l’esistenza sarebbe futile come cercare uno sconto al supermercato…

    Piccolo OT: come si fa a considerare i netbook “prodotto economico”? Costano generalmente quanto un 15″ con processore dual core di fascia bassa e masterizzatore DVD integrato. Piccolo sì, diverso sì, persino utile và, ma economico… proprio no!

  • # 2
    Tommy
     scrive: 

    ancora con sta storia?? vabbè inutile insistere…

  • # 3
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    x Parappaman

    quando contestate l’economicità dei netbook continuate a non capire né il prodotto né la fascia in cui sono collocati.
    Definirli antieconomici perché li paragonate ad un 15″ equivale a paragonare una macchina di classe B o C con un fuoristrada, ovvero non ha alcun senso.

    Prima dell’avvento degli EEEPC e similari un UMPC costava minimo minimo un migliaio di Euro a salire (vedere i Vaio da 9-10-11″ e lì siamo/eravamo tra i 2K e i 3K). Ora seppur con caratteristiche HW inferiori il costo è di una frazione che va da 1/4 fino anche ad un 1/10 con le dovute relative proporzioni.
    Ecco perché sono economici.
    Il confronto con i desktop replacement non si pone perché la portabilità semplicemente non è confrontabile. Gli UMPC (lowcost) si posizionano in un segmento che va dall’agenda elettronica al palmare.

    Sulla questione Psystar, non ci sarà nessuna rivoluzione perché dal punto di vista legale non vi è alcun appiglio per la compagnia e il paragone con Honda è totalmente fuoriluogo: ci sono delle clausole contrattuali che vanno rispettate e non si applicano certo a tutti i computer (ovvero le strade) ma solo ai Mac sui quali Apple ha diritto di fare e proporre quello che vuole (e l’utente ha diritto di non accettare non siglando il contratto).
    Punto e fine.

  • # 4
    Soldiersix
     scrive: 

    Difficile recepire che i netbook economici lo sono in quanto i colleghi blasonati di dimensioni pari o simili costano ASSAI (ASSAI, MOLTO, MUCHO, MUCH) di più?
    ASSAI = molto, MOLTO = più di poco.
    Se non è chiaro il concetto di quantità, pazienza…

    Per quel che riguarda i clone mac, perchè (perchè) a qualcuno rode così tanto che possano esistere PC economici in grado di far funzionare perfettamente OSX?
    Perchè? Why? Se poi non funziona perfettamente non è mica colpa di Apple, e questo chi usa i cloni lo sa benissimo.
    Perchè si rode? Mah!

  • # 5
    Parappaman
     scrive: 

    Oddio, ho scatenato un putiferio! O_O
    Vabbè, non voglio passare per artefice di flame o altro, per di più con argomenti non inerenti alla news trattata, ma concedetemi almeno di dire che il paragone che ho fatto tra i netbook e un 15″ classico è a questo punto sbagliato almeno quanto quello tra un netbook da 400€ e un UMPC da 2000€. In ogni caso, dopo il punto fatto da Jacopo (“Gli UMPC (lowcost) si posizionano in un segmento che va dall’agenda elettronica al palmare”) in futuro cercherò di non vederli come notebook in sè, ma prodotti diversi; di sicuro eviterò una considerazione come quella che ho fatto poco fa.

    @Soldiersix: non credo che a qualcuno tra noi comuni utenti “roda” questo fatto, sicuramente gli unici a rodere di questa situazione sono quelli alla Apple dati gli sforzi profusi nell’evitare che questo accada.

  • # 6
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    x Parappa nessun putiferio figurati :)

    Però continui a sbagliare ritenendo allo stesso modo forzati i due paragoni.
    Gli UMPC da 400 Euro potranno non essere paragonati forse come funzionalità ai modelli che ne costano 2000, questo può anche essere ma la filosofia che li accomuna è senz’altro la medesima: portabilità (quindi dimensioni contenute e alta autonomia) e connettività in primis.
    I 15″ invece sono un tutt’altro tipo di prodotto, molto + flessibile da un lato (perchè la potenza computazionale ti permette di +), ma castrato dall’altro perché certo non puoi portarlo in giro come fosse un libro.

    E gli UMPC diventati low cost sono ora accessibili a tasche di utenti di qualsiasi tipo, mentre prima non lo erano, costando due stipendi o + di un medio lavoratore dipendente

  • # 7
    -=[AL3X]=-
     scrive: 

    Secondo me la tesi di Pystar non stà in piedi e il paragona con la Honda è ridicolo.

    Per il semplice fatto che la moto la compri dall’azienda che la produce, il paragone sarebbe stato comprare un CBR dalla Aprilia…

    Dubito che la Pystar x ogni OpenPC venduto acquisti un mac (pagando il so), se lo facesse fallirebbe ovviamente.
    Quindi vede un prodotto che non è suo, alias copiato alias illegale.
    La discussione non è sul fatto che la apple vincoli o meno il suo SO ai mac, ma che la Pystar COPIA il loro so.

    A mio avviso non hanno modo di difendersi.

    Ma staremo a vedere. =)

  • # 8
    Pietro Cocchi
     scrive: 

    Io penso che se compro un S.O. pagandolo fior di quattrini poi posso installarmelo anche sulla macchinetta del caffè ; il contratto capestro della Apple è privo di ogni fondamento giuridico ed anzi mina le basi del diritto ;spero proprio che i giudici americani gli diano una bella batosta!

  • # 9
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    x Pietro:

    se tu compri un prodotto sigli automaticamente un contratto di compravendita con l’altra parte che te lo fornisce.
    In assenza di ulteriori clausole l’accordo viene normato dalle usuali leggi che regolano i contratti, ma in questo caso, ci sono clausole vessatorie da rispettare e che sono parte integrante dell’EULA (come ce ne sono anche per Windows).
    Apple è unica licenziataria e del software e del hardware e quindi è libera di venderli nelle modalità che preferisce, tanto quanto l’utente è libero di non accettare le condizioni del contratto non comprando i suoi prodotti.

    Le basi del diritto non sono proprio in discussione; per altro nel caso specifico di Psystar vi sono palesi violazioni che vanno contro non solo Apple stessa ma anche le persone che hanno ideato l’OSX86Project.

  • # 10
    glm2006ITALY
     scrive: 

    ho scoperto ora questo bel blog….

    Vediamo se indovino
    “Io un’idea sul candidato ce l’avrei, ma entriamo nel campo della fantascienza.”

    Il titolare si chiama Bills e la società inizia per “M” :D ?

  • # 11
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Non lo escluderei. Dopo il caso SCO non mi sorprenderebbe affatto. Ma, ripeto, per ora è fantascienza.

  • # 12
    Roberto
     scrive: 

    Sono utente Macintosh da 15 anni, ho speso molti soldi per hardware con la mela.
    Oggi leggo di questa coraggiosa azienda di nome Psystar, alla quale faccio i miei auguri. Cara Apple, hai voluto abbandonare l’idea del “think different” e vantarti che sulle tue macchine si può installare Windows, per guadagnare di più?
    Adesso sono una bella fetta di cazzi tuoi, fine della pacchia.

    Roberto Garis ( Torino )

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