di  -  lunedì 14 luglio 2008

Suntory Mermaid II

Il 2 Luglio, dopo 108 giorni, Ken’ichi Horie, un marinaio giapponese di 69 anni, ha raggiunto (partendo dalle Hawaii) le coste del Giappone navigando in solitaria su una barca alimentata dalla sola forza delle onde. Con un giorno di anticipo, l’arrivo era previsto per il 3 Luglio, la barca giapponese, chiamata Suntory Mermaid II, ha raggiunto il porto di Cape of Hinomisaki nel canale Kii.

6400 kilometri in totale, una tratta che normalmente viene percorsa da una imbarcazione diesel in più o meno 10 giorni. La Suntory Mermaid II: 5 nodi di velocità massima, lunga 9 metri e mezzo, larga 3 e mezzo, 3 tonellate di stazza, è stata integralmente costruita con alluminio riciclato (nulla a che vedere coin zattera-immondizia Junk di cui abbiamo già parlato) e non usa nessun tipo di motore come propulsore. Cosa fa andare realmente la barca avanti, è un sistema di pinne che si aziona con il movimento delle onde (una sorta di pedalò gigante).

Altre energie utilizzate per il funzionamento globale di mezzo “green” sono l’energia solare (elettricità) e, in parte, l’energia eolica.

Barca alimentata ad onde

Un altro modo ecologico per viaggiare che, se perfezionato, potrebbe sostituire i propulsori a combustibile fossile senza, questo infatti è stato fin dall’inizio l’obiettivo del marinaio giapponese: attirare l’attenzione dell’opinione pubblica per una futura commercializzazione del prototipo, soprattutto nel settore delle navi cargo. Magari con un sistema ibrido: onde-vento l’idea di muovere grandi navi non sembra essere poi troppo remota.

Fonte: pinktentacle

7 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Zak84
     scrive: 

    E’ fu così che si ritornò ai galeoni a vela! Non sarebbe una cattiva idea! :D

  • # 2
    elevul
     scrive: 

    @Zak84:
    Tu ci scherzi, ma non sarebbe poi una cattiva idea, con le vele attuali… :D

  • # 3
    Ilruz
     scrive: 

    Se non fosse che la stazza di un galeone e’ un millesimo di quella di un portacontainer attuale, e che i viaggi durerebbero mesi invece che settimane … non tutte le merci possono stare dei mesi dentro un container; alcune perdono di valore (es: elettronica), altre cambiano stato (es: cibo, materiali chimici).

    Io ho un’idea: visto che il nucleare ormai e’ sdoganato, installiamo un piccolo reattore in ogni portacontainer, tanto “non emette CO2″ e l’uranio si trova gia’ raffinato nella terra dei gerani.

  • # 4
    Energia dalle onde del mare - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] ieri il buon Stefano vi proponeva nelle pagine di questo blog l’imbarcazione che si autoalimenta dal moto ondoso. Le onde sono un’immensa fonte di energia, grande come il mare, che si […]

  • # 5
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    @ Ilruz

    Qualche nave con propulsore nucleare esiste già. Guardare questo link (ci sono parecchie immagini):

    http://gcaptain.com/maritime/blog/the-worlds-first-nuclear-merchant-ship-ns-savannah/

  • # 6
    Ilruz
     scrive: 

    @Stefano

    Link interessante. Dice che e’ l’unica nave nucleare commerciale mai costruita; che e’ costata una fortuna … che ha lavorato solo 5 anni perche’ mantenerla costava di piu’ del petrolio che risparmiava, e condannata alla ruggine. Dopo l’11 Settembre e’ stata rimessa in navigazione per motivi di sicurezza :D … lol.

    Considerazioni:
    1. Che l’ha progettata doveva avere un reattore che gli avanzava. Dalla linea sembra una nave militare con una coperta diversa.

    2. Solo un militare puo’ progettare una nave senza calcolare i running cost, che sono l’angoscia perenne e il motivo di vita di qualsiasi armatore.

    Forse l’uranio inizia a scarseggiare anche sotto i gerani, chissa’.

  • # 7
    francesco
     scrive: 

    beh per le navi piu’ grandi perche’ non utilizzare il sole? (di giorno almeno di notte magari a batterie…) pensate ad una superpetroliera coperta di specchi solari, un ettaro buono… per le portacontainer c’e’ il problema del mettere gli specchi sul carico. quindi piu’ difficile. magari un giorno qualche geniaccio inventa delle pellicole cosi ci si potra’ricoprire tutto cio’ che consuma energia.
    saluti

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.