di  -  mercoledì 2 luglio 2008

the wing house

L’idea di costruire una casa riciclando un vecchio Boeing 747 era venuta a Francie Rehwald, già nel lontano 2005. Solo adesso, dopo anni passati a trovare una carcassa di aereo adatta e a cercare di ottenere i permessi edilizi necessari, il sogno sta per diventare realtà. I lavori sembra siano finalmente iniziati…

La notizia ha fatto molto scalpore e ha avuto risonanza sulla maggior parte dei media mondiali; la casa, denominata coerentemente “The Wing House” ha un design molto elegante ed essenziale, mostra effettivamente parti di un velivolo incastonate in essa e, secondo l’ideatrice, è un chiaro esempio di architettura sostenibile. Sarà mai vero?

Il progetto, realizzato dall’architetto David Hertz, prevede l’utilizzo di un 747 nella sua interezza. Le grandi ali verranno usate per la creazione delle due principali sezioni del tetto di quella, come si può vedere dal disegno sopra, che diventerà una vera e propria casa multi-livello. Tutte le sezioni dell’aeroplano diventeranno parte integrante dell’abitazione, la cabina di pilotaggio verrà trasformata in un tempio per la meditazione, la fusoliera diverrà uno studio d’arte e, le parti restanti, andranno a formare altre sei palazzine collegate tra loro (includendo anche una stalla per animali rari). Solo l’aeroplano è costato dall donna la bellezza di 40.000 dollari, circa la metà di quello che è stato speso in totale per trasportarlo con degli elicotteri sul sito prescelto per l’edificazione.

Ma sarà davvero un progetto eco-friendly? Sicuramente toglierà dalle scatole un grosso rottame ingombrante e, inoltre, come ribadito più e più volte dalla Rehwald, esso rappresenta un ottimo esempio di riutilizzo di materiale di scarto, anche perchè è davvero la prima volta che un aereo viene utilizzato in architettura in questo modo: combinandolo con cemento armato ed altri materiali costruttivi per la realizzazione di una struttura omogenea. Il tutto verrà ovviamente alimentato con energie alternative a basso impatto ambientale e tecniche di costruzione sostenibili.

Secondo me però, questa costruzione sembra molto di più ad un eco-mostro (un altro palazzone in mezzo al verde), piuttosto che ad una costruzione sostenibile soprattutto se teniamo conto che gli aeroplani vengono attualmente quasi totalmente riciclati.

Che succede agli aerei che vanno in pensione? In Europa esiste un aircraft recycling center all’aeroporto Châteauroux-Déols nella Francia centrale dove smantellano completamente aeroplani caduti in disuso. Rimuovono parti utilizzabili come pezzi di ricambio: motori, sedili, pezzi meccanici; eliminano le componenti tossiche: batterie, gas; dividono il metallo per poterlo reciclare (arrivando fino all’80% della massa totale). Un aeroplano è composto circa al 70% da metallo, dove l’85% è rappresentato da alluminio, il 10% da acciaio, il 3% da titanio e il 2% da rame.

Dimenticavo, la casa sorgerà a Malibu, sulle colline di Hollywood, in California.

6 Commenti »

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  • # 1
    francesco
     scrive: 

    fico!
    A stoccolma ci fanno un ostello (nonso se e’ gia’ funzionante) con un 747.
    Fra l’altro hanno pure un ostello veliero in quella splendida citta’.

    Sempre in Svezia a Lund (vicino a Malmö) c’era un ostello in un treno (ci sono stato nell’94).
    si ricicla tutto insomma da quelle parti.

  • # 2
    carobeppe
     scrive: 

    A Taneto di Gattatico hanno riciclato una vecchia stazione con tanto di vecchie carrozze ferroviarie per fare un circolo arci (http://www.arcifuori.it)…

  • # 3
    Giulio
     scrive: 

    Secondo me è molto più produttivo il riciclaggio classico…

  • # 4
    Tommy
     scrive: 

    Una stalla per animali rari…
    Diciamo che gli avanzavano le stanze…

  • # 5
    Asterio
     scrive: 

    Se viene un venticello anche solo un po’ sostenuto… ci sono buone probabilità che il tetto se ne “voli via”

  • # 6
    Asterio
     scrive: 

    Se si alza un vento un po’ sostenuto c’è il rischio reale che il tetto se ne voli via!

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