di  -  giovedì 18 ottobre 2007

SMAU 2007

“Ci sentiamo dopo lo SMAU” era una frase tipica di qualche anno fa.
Oddio, dal punto di vista tecnologico, di parecchi anni fa.
Alla fine degli anni ’90 il mondo tecnologico italiano si fermava, per un buon mesetto, in attesa dell’Evento degli Eventi, della Boa Tecnologica da doppiare per sapere cosa sarebbe accaduto all’offerta tecnologica dei prossimi mesi; e, perchè no, pure all’adeguamente (di solito sempre verso il basso) dei listini dei vari produttori.

SMAU era enorme, sproporzionato e pure un peletto confuso, ma tutti gli operatori dell’IT ne erano coinvolti e congelavano quasi la propria attività per una buona trentina di  giorni. Vuoi perchè erano espositori, e quindi erano impegnati a mettere in piedi il tutto, vuoi perchè visitatori e operatori del settore, che tenevano quindi buoni i propri clienti in attesa della fine del lieto evento.
Conosciamo tutti poi la fine che in qualche modo ha fatto: ingrandendosi in maniera esagerata è diventata una fiera campionaria confusa dove una netta distinzione tra chi forniva cosa e a chi, andava sempre più dileguandosi.

Ricordo quando lavoravo per un importante distributore di informatica che ci fu assegnato uno stand di una certa dimensione nei padiglioni dedicati genericamente all’Hardware. Di fianco a noi c’era una società che vendeva quei tabelloni per le scritte scorrevoli a led, di fronte un fornitore di accessori per cellulari e dall’altro lato una società (per i tempi all’avanguardia) che presentava una soluzione di sicurezza basata sulla scansione della retina.

Questo e la continua fame di visitatori da parte dell’organizzazione, che ha portato a vedere correre per gli stand delle masse informi di “zainetti” (così identificavamo gli studenti all’epoca) anche e soprattutto durante le famose giornate “deidcate agli operatori”, ha sempre più screditato in qualche modo la manifestazione, che ha perso sempre di più i suoi connotati ipertecnologici per trasformarsi in una sorta di baraccone promozionale (con concerti, celebrità e hostess in abiti via via più succinti).

Ma SMAU non è entrato in crisi solo per questo. In generale una manifestazione di quel genere non ha più senso, e la ragione la sappiamo tutti.
Al di là della formula proposta (Circo per la massa o evento dedicato ai soli operatori) una manifestazione del genere ha perso senso grazie alla “autostrada dell’informazione”, grazie ai siti, grazie al tam-tam digitale.
Da un lato un bene, sia mai. Ma una certa nostalgia non tanto per la manifestazione in sè, ma per quello che significava rimane.
Era una specie di Natale Tecnologico, con tutto quel senso di attesa per vedere “cosa avrebbero annunciato di nuovo”. Ed in fondo, tutto sommato, un certo “STOP” al correre frenetico delle offerte e dei listini, non era mica male.

Però che strano: un settore relativamente giovane come l’IT si è già bruciato la maggior parte dei propri eventi quando invece il settore automobilistico (ad esempio) ne è rimasto immune, con tutto il mercato in attesa dei vari saloni dell’auto e degli immancabili annunci e prototipi in esposizione.

Forse che tutta questa velocità dell’informazione non sia un così gran bene ?

5 Commenti »

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  • # 1
    Alberto
     scrive: 

    Bene o male che sia è una realtà: la velocità che ha bruciato gli eventi fisici è strettamente legata alla velocità di internet.

    In realtà ho anche io una certa nostalgia dei bei tempi andati del vecchio SMAU.
    Temo di essere stato tra i precursori degli zainetti nelle giornate solo operatori: ricordo ancora lo stupore degli espositori nel vedere me e il gruppetto di miei amici, zainetti in spalle, aggirarci tra gli stand in mezzo a gente in giacca e cravatta.
    Mi divertivo un modo a stupirli rispondendo allo loro ovvia domanda “ma voi cosa ci fate qui?” con la bastardissima risposta “siamo figli di papà” :)
    Ovviamente non era vero: anche se era proprio grazie al papà che potevo entrare non era certo per il motivo che lasciavo loro credere :)

  • # 2
    Adso da Melk (Autore del post)
     scrive: 

    ah! gli “zainetti”…

    avrei aneddoti a non finire di cose successe durante lo SMAU che comprendono i simpatici e giovini “bigiatori” che ti trovavi allo stand alle 9 del mattino con frasi tipo

    “voi cosa regalate?”

    signur.. però che nostalgia :)

  • # 3
    carobeppe
     scrive: 

    Bei tempi… in verità io allo SMAU sono stato stamani assieme a miei amici, spacciandoci come operatori professionali (giovincelli, dai 20 ai 22 anni… il business vola anche per noi!). Beh, non ho trovato né il vecchio SMAU incasin-tecnologico né ciò che dovrebbe essere il nuovo SMAU, ovvero una cosa PRO, precisa e compassata. Ho trovato un salone neanche poi così grande (due miseri mezzi padiglioni), pieno di vuoto e di stand con le stesse cose che si vedono già in giro su internet. E’ vero, ormai lo SMAU ci circonda, basta avviare firefox ed aprire un qualsiasi sito come hwupgrade, tomshw, PI o zeusnews per sapere quali gingilli hanno inventato. Prima si è bruciato il futurshow, ora pure lo SMAU… l’anno prossimo volevo andare al CeBIT, ma ci penserò su un po'; di sicuro oggi ho fatto il funerale a SMAU!

  • # 4
    Ivan
     scrive: 

    Non saprei, una fiera è sempre una fiera.
    Personalmente sono stato allo SMAU solo un paio di volte, ma ricordo che chi mi ci portava, negli ultimi anni, si lamentava “…che ha perso sempre di più i suoi connotati ipertecnologici per trasformarsi in una sorta di baraccone promozionale (con concerti, celebrità e hostess in abiti via via più succinti).”
    Quindi ritengo che sia l’aspetto commerciale-promozionale che abbia seppellito lo SMAU.

    Avrei sempre piacere di visitare una fiera dove posso vedere (dal vivo) cose che magari già conosco.
    Ma queste cose come vengono presentate?

  • # 5
    josorrentino
     scrive: 

    Qui in italia abbiamo l’abitudine di gonfiare gli eventi fino a farli incenerire. Poi ne creiamo altri uguali e ripetiamo il ciclo…Es. il SIM-HIFI, sostituito ora dal valido TOP-AUDIO che però stà prendendo la solita strada, etc…

    Dimenticavo, il Salone dell’Auto di Torino, non mi sembra si sia salvato…

    All’estero, CEBIT, Salone dell’auto di Ginevra, etc. mi sembra migliorino continuamente…

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