di  -  martedì 24 giugno 2008

PirataBasta porre in condivisione un file, anche senza trasmetterlo a terzi, per essere accusabili di distribuzione non autorizzata di opere protette. È questa la tesi emersa nel celebre processo Capitol Records, et al VS Jammie Thomas, in un parere espresso in merito dalla MPAA.

Per il medesimo processo, qualche tempo fa ci occupammo del parere di Jennifer Pariser, avvocato della Sony BMG, secondo cui la semplice copia per uso personale di un album regolarmente acquistato, rappresenta un modo carino di affermare che [si sia rubata] una sola copia.

Qualche mese fa la signora Thomas è stata condannata in primo grado al pagamento di 9250 dollari per brano condiviso, per un totale di 222.000 dollari, nella totale assenza di prove che dimostrassero la trasmissione di quei file verso terzi.

Il giudice Davis, dopo la sentenza, ha tuttavia ammesso un possibile errore di metodo, e ha invitato le parti in causa e altri soggetti competenti in materia, ad esprimere un parere.

In questa occasione la MPAA, omologa cinematografica della RIAA, ha espresso un’opinione che conferma la ratio della sentenza precedente: anche nell’impossibilità di provare l’effettiva distribuzione, basta la condivisione a giustificare una condanna per distribuzione illecita di materiale protetto.

La questione descritta rappresenta un punto cruciale nella lotta fra detentori di diritti e utenti di sistemi di file sharing: la tesi dell’equivalenza fra condivisione e distribuzione consentirebbe la chiusura in direttissima dei processi contro i file sharer. D’altro canto lo stesso Copyright Act carica l’accusa della prova dell’effettiva distribuzione.

La strada che porterà alla risoluzione di questo caso appare ancora molto lunga. È però ormai assodato che soluzioni e metodi proposti dai detentori di diritti, oltre che ad andare contro il buon senso fino a sfiorare il ridicolo, implicano delle forzature molto problematiche sul sistema giudiziario.

Fonte: Ars Technica

14 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    cioè, se io ho un’auto che va a più di 130 km/h e la tengo in box vengo multato per eccesso di velocità perchè “potrei correrci”? :-D

  • # 2
    dioveht
     scrive: 

    @Paganetor

    Bhe, non è proprio la stessa cosa… Sarebbe come dici tu se tu avessi i tuoi mp3 “parcheggiati” sul tuo hd e basta.

    E’ proprio nel momento in cui li condividi che fai qualcosa di illegale. Condividi con altri materiale che non è tuo.

  • # 3
    nicolas
     scrive: 

    Fanno bene, che sbattano al fresco un po di gente e chiudano sti ca$$o di P2P.

  • # 4
    Angelicus
     scrive: 

    ma va mori ammazzato!!! il p2p non é usato solo per queste cose, primo; per esempio, senza torrent non potrei scaricare le iso di sabayon linux a 780kbyte/s….

    e poi.. penso che dovremmo TUTTI fare sciopero dal comprare qualsiasi cosa audio/video…. che sti deficenti capiscano che devono abbassare i prezzi!!!

  • # 5
    Baran
     scrive: 

    @Angelicus:
    emm… i toni sono un po da rivedere :)

    Cmq e’ vero… sarei felice se si smettesse di legare saldamente p2p a violazione copyright.

    io spesso uso torrent per condividere lo zip delle foto delle vacanze con tutti gli amici che c’erano, per scaricare le iso di linux o gli ultimi anime open.

    ed e’ anche vero che il prezzo di un CD e’ spesso esagerato.

  • # 6
    eFFeeMMe
     scrive: 

    Quoto Angelicus.

    E’ terribile come ci sia gente così male informata da essere pronta a rinunciare in tutta leggerezza a un grande avanzamento tecnologico e alla completà libertà che offre.

    Non pirato giochi, ma per quanto riguarda l’ audio dire che le major discografiche non fanno cartello è cecità, e faccio il possibile perché i miei soldi vadano agli artisti e non agli scadenti distributori/’protettori’.

  • # 7
    imho
     scrive: 

    Sarebbe ora di dare una regolata al fenomeno del P2P “illegale”…non si può nascondere che anche nei fatti P2P è sinonimo di illegalità di certo si scarica anche materiale perfettamente legale vedi distro Linux o cmq materiale non coperto da copyright ma la quantità di materiale illegale è nettamente maggiore….servono leggi serie (quindi con pena adeguate..multe d’importo simbolico o quasi) e soprattutto colpire chi infrange la legge…lo sappiamo tutti che “beccare” chi scarica materiale illegale è la cosa più semplice del mondo…allora perchè non c’è la volonta di farlo? perchè si colpiscono solo poche persone con pene assurde solo per dare un monito agli altri?

  • # 8
    AlessioF
     scrive: 

    Ricordo che una volta:
    Mp3 era illegale
    DivX era illegale
    Ora sono tuttora standard di fatto usati da tutti i player.

    e lo stesso dovrà accadere per i torrent o p2p che sia.

  • # 9
    BrightSoul
     scrive: 

    sembra una cosa sentita in una barzelletta…
    http://barzellette.dada.net/barzellette/scheda.shtml?obj=21085|14303&r=1

    Intanto però la tizia è stata condannata.

  • # 10
    welloworld
     scrive: 

    Anche le società di armi vendono più armi in nero (illegale) che a governi dichiaratamente. Perché non se ne parla nemmeno sapendo che è più grave vendere un arma che condividere 10000 brani o altro?!!!

  • # 11
    GB
     scrive: 

    Come non darti ragione….infatti sappiamo tutti che TUTTI i problemi della nostra galassia sono da ricondurre allo scambio di materiale cop da copy….risolto quello sparirebbe la fame nel mondo, le malattie (tutte) i vostri figli smetterebbero perfino di fumarsi le canne……dai gente riportiamo i piedi per terra, che sarebbe ora.

    Come diceva un vecchio adagio, non si lamenti chi è colpa del suo male…può essere visto da ambo le parti.
    Infatti ci sono sempre + punti di vista.

  • # 12
    Ilruz
     scrive: 

    Il prossimo passo e’ multarti se tieni lo stereo a volume alto, perche’ “qualcun’altro potrebbe sentire”: sentire ad alto volume e’ un modo carino per dire che abusando dei diritti della RIAA.

    Mah, il proibizionismo agli americani non gli ha insegnato niente?

  • # 13
    P2P: nemmeno i leecher sono al sicuro - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] questa una paradossale conseguenza della molto discussa teoria del making available – di cui abbiamo parlato qualche tempo fa in riferimento al caso Jammie Thomas –  secondo la quale, per l’appunto basta rendere […]

  • # 14
    Jammie Thomas: condanna annullata, figuraccia della RIAA - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] per suo uso personale […] possiamo dire cha ha rubato una canzone”, o quella secondo cui basta condividere un file , anche senza che sia provata la trasmissione a terzi, per essere accusabili di distribuzione non […]

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