di  -  martedì 17 giugno 2008

Ho sempre guardato iniziative come OLPC con notevole scetticismo: mi sembrano semplicemente l’unico modo possibile per aggredire mercati caratterizzati da bassissimo potere di acquisto. L’affollamento creatosi nel settore che l’iniziativa di Negroponte ha inaugurato, sembra d’altronde confermare questa teoria.

Ho sempre ritenuto invece, che iniziative come quella di Computer Aid fossero molto più meritorie, poiché capaci di risolvere il problema dell’informatizzazione con un approccio tra l’altro capace di impattare sull’annoso problema dell’e-waste (che guarda caso va a finire sempre nei paesi con regolamentazioni più rilassate, ossia i più poveri): il ricondizionamento dei computer.

Che Microsoft, a differenza di Computer Aid, non sia un’organizzazione no-profit è cosa ben nota, ma ugualmente lodevole è il fatto che si sia impegnata in un’iniziativa finalizzata al ricondizionamento di computer, poi forniti con software MS e venduti ad un prezzo molto più basso di quello di un PC nuovo.

L’iniziativa, denominata Green Laptop, inizierà dall’Uganda e metterà a disposizione della popolazione laptop ricondizionati ad un prezzo di 175 dollari (un terzo del prezzo di un sistema nuovo in loco), compreso il software e una garanzia di un anno.

Così invece di inondare il continente africano con fiumi di nuovi gingilli destinati a diventare presto rifiuti altamente tossici, Microsoft si adopera per salvare dei computer ancora fruibili dal trasformarsi in immondizia e metterli a disposizione a prezzo vantaggioso a chi ne ha bisogno.

Il tutto avvalendosi di una società finanziata primariamente con danaro pubblico e privato locale, che potrebbe a sua volta generare un indotto positivo per la popolazione.

Che dire? Terrò d’occhio lo sviluppo dell’iniziativa. So che ai più critici la cosa sembrerà un semplice mezzuccio per garantire la predominanza della piattaforma Windows anche nei mercati emergenti ma, dopo tante chiacchiere pseudo-filantropiche, questo potrebbe finalmente rappresentare un passo nella direzione giusta, compiuto da un’azienda che ha le spalle per portarlo a compimento.

Meglio un uovo oggi che una gallina, forse, domani.

Fonte: DailyTech

3 Commenti »

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  • # 1
    Boris
     scrive: 

    Usare pc ricondizionati sarebbe una soluzione non solo per’africa, ma anche per tanti enti pubblici eper tanti utenti privati che magari non hanno bisogno di far girare l’ultimissimo software disponibile.
    Boris

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Sarebbe un’ottima soluzione anche per molti utenti occidentali, ma finché abbiamo soldi dobbiamo cacciarli temo…

  • # 3
    Giovanni
     scrive: 

    Bè se erano dei signori li davano gratis del resto sono PC destinati al macero invece così hanno trovato come smaltirli guadagnandoci.A me questa cosa non mi è chiara vabbè Ciao

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