di  -  lunedì 11 marzo 2013

Questa penultima puntata della serie sul volo supersonico non chiude completamente l’argomento aperto parecchie settimane fa, ma porta a compimento un’epoca di sviluppo tecnologico (prettamente in ambito militare) e ci prepara alle prossime puntate nelle quali, ricollegandoci idealmente al primo post di questa serie, andremo a scoprire le sfide direttamente figlie del superamento della barriera di Mach 1 ad opera di Charles “Chuck” Yeager e del Bell X-1, esplorando il mondo del volo ipersonico e dei particolari velivoli della serie X.

LA TECNOLOGIA STEALTH PER UN MODERNO AEREO DA CACCIA

Dalle prime introduzioni negli anni ’60 (Lockheed SR-71 “Blackbird”) agli impieghi più recenti sui bombardieri leggeri e pesanti Lockheed F-117 “Nighthawk” e Northrop-Grumman B-2 “Spirit”), la tecnologia stealth ha visto crescere sempre più la sua importanza e di conseguenza il suo impiego divenendo appannaggio persino, non in forma particolarmente evoluta, anche degli aerei da caccia quali l’Eurofighter e la famiglia Sukhoi “Flanker”, per approdare in forma estrema anche in un modernissimo caccia prodotto dalla collaborazione tra la Lockheed-Martin e la Boeing, denominato F-22 “Raptor”.

Tale velivolo, ad eccezione del “cugino minore” Lockheed-Martin F-35 “Lightning II” di cui parleremo la prossima settimana, rappresenta il più recente velivolo introdotto dalla Difesa USA oltre che il più avanzato caccia da superiorità aerea nello scenario attuale.

IL MASSIMO DELLA TECNOLOGIA PER UN NUOVO CACCIA DI 5a GENERAZIONE

I velivoli finora presentati hanno visto le rispettive realizzazioni come il frutto di programmi stabiliti dalle rispettive autorità di difesa anche più di venti anni prima, anni lungo i quali le varie aziende aeronautiche hanno prima affrontato le nuove problematiche poste nei requisiti, e successivamente sviluppato i rispettivi prototipi, prima di giungere alla realizzazione dei velivoli di pre-produzione veri e propri, sui quali ancora molti esperimenti e studi sono stati condotti prima di giungere alle soluzioni definitive delle versioni di produzione.

Senza fare eccezione a quanto appeno esposto, anche l’aereo protagonista di questa puntata vede la sua genesi in un programma dell’aeronautica USA (USAF – U.S. Air Force) definito ATF – Advanced Tactical Fighter, nell’ambito del quale vennero definite, nel 1981,  le specifiche per un nuovo aereo in grado di sostituire il McDonnell Douglas F-15 “Eagle” nell’impiego come velivolo da superiorità aerea, dotato di tecnologia stealth e capace di operare in in condizioni di supercrociera senza l’ausilio dei postbruciatori.

Se nel 1981 l’F-15 rappresentava senza ombra di dubbio il massimo concentrato di tecnologia all’epoca presente, non deve però apparire strana la richiesta dello studio del sostituto, in quanto le motivazione illustrate poco sopra evidenziano come i tempi di sviluppo per i nuovi velivoli (dotati di quanto di meglio è stato sviluppato sul fronte tecnologico, anche da parte degli avversari) richiedono che si pensi al successore di un aereo quando ancora questo si trova nel pieno della propria “giovinezza”.

Nel 1986 tali specifiche trovano concretezza nella richiesta alle principali aziende aeronautiche USA (riunite in due gruppi) di un progetto che rispondesse a tali requisiti, progetti presentati e selezionati in breve tempo e che portarono alla realizzazione dei prototipi al termine di circa quattro anni da tale data.

I due gruppi che parteciparono erano costituiti da Lockheed – Boeing – General Dynamics (quest’ultima divenuta poi parte della Lockheed, dopo la sua acquisizione nel 1993) da una parte e Northrop – McDonnel Douglas dall’altra, e le rispettive proposte erano denominate YF-22 “Lightning II” e YF-23 “Black Widow II”.

Dai test svolti non emerse in assoluto un velivolo superiore in ogni fronte rispetto all’altro, e sebbene l’YF-23 risultasse superiore all’YF-22 su alcuni fronti (velocità, carico bellico, autonomia e tecnologie proposte, sebbene queste fossero non completamente presenti nei prototipi), sul fronte della manovrabilità e della maturità del progetto risultava superiore il secondo, ed inoltre è probabile che nella scelta di tale velivolo abbia positivamente influito per il gruppo capeggiato dalla Lockheed la buona gestione del progetto F-117 “Nighthawk”, mentre la Northrop era in ritardo sui tempi del B-2 “Spirit” (oltre che sotto pressione sui costi).

La scelta ricadde pertanto sull’YF-22 “Lightning II” ed il gruppo di costruttori vincitori passarono alla fase successiva, ovvero quella della realizzazione degli esemplari di pre-produzione, sui quali svolgere ulteriori test e messa a punto per giungere successivamente alla produzione finale, fase che portò anche al cambiamento del nome da “Lightning II” (poi utilizzato per l’F-35) a “Raptor”.

Nel 2003 vennero consegnati i primi esemplari mentre l’entrata in servizio è avvenuta nel 2005, ma nonostante ad oggi ne siano stati consegnati 187, non risulta ancora avere avuto parte in nessuno degli scenari di guerra che vedono gli USA impegnati.

LOCKHEED-MARTIN BOEING F-22 – LE CARATTERISTICHE

L’F-22 è caratterizzato da avanzate proprietà stealth che ne rendono davvero difficile l’individuazione, ed adotta sistemi avionici all’avanguardia che gli permettono di disturbare i dispositivi avionici dei velivoli nemici (guerra elettronica), oltre che gestire i bersagli puntati in maniera sinergica nei confronti degli altri aerei alleati, permettendo di puntare i bersagli per conto di altri velivoli, e di riconoscere se un bersaglio è già puntato da un altro velivolo.

Un’ulteriore caratteristica è quella di operare come AWACS (sebbene non con la stessa potenza dei aerei dedicati a tale scopo) .

L’apparato propulsivo si avvale di una coppia di TurboFan Pratt & Whitney F119-PW-100 dotati di post bruciatore che consentono una velocità massima pari a Mach 2 con i post-bruciatori attivi e di circa Mach 1.7 senza il loro impiego, velocità che non possono venire comparate semplicemente con gli aerei avversari in quanto, grazie al carico bellico contenuto internamente a tre stive (due laterali ed una centrale, sebbene sia possibile installare dei piloni sub-alari), tale velocità è quella effettiva, mentre per gli altri aerei la velocità massima non corrisponde a quella effettivamente raggiungibile con il normale carico bellico per via della maggiore resistenza aerodinamica in queste condizioni.

I motori sono inoltre dotati di sistemi di scarico vettoriali, in grado cioè di variare l’inclinazione (su un piano verticale) per permettere una maggiore manovrabilità, caratteristica questa che sembra collocare l’F-22 su un livello nettamente superiore ai rivali, permettendo a tale velivolo di primeggiare (come verificato dai test e dagli scontri simulati ai quali è stato sottoposto) nei conflitti aerei anche in caso di notevole inferiorità numerica.

Ovviamente, dato il peso di questo progetto sul sistema di difesa USA (che ne ha inoltre impedito la vendita all’estero), molte informazioni non sono disponibili e pertanto possono solo essere dedotte dagli specialisti del settore.

Con alcune immagini di questo velivolo si avvia alla conclusione anche il post odierno:

F-22

(Lockheed-Martin Boeing F-22 “Raptor” in volo)

f22_Raptor

(Lockheed-Martin Boeing F-22 “Raptor” in volo)

f-22_raptor_3

(Lockheed-Martin Boeing F-22 “Raptor” – Postbruciatori in funzione)

F-22_stiva

(Lockheed-Martin Boeing F-22 “Raptor” – Si può vedere la stiva ventrale aperta con il carico bellico al suo interno)

f-22-raptor

(Lockheed-Martin Boeing F-22 “Raptor” – Sono visibili anche le due stive laterali)

Vi saluto e vi invito a continuare a seguirci con i prossimi appuntamenti della rubrica Energia e Futuro, naturalmente su AppuntiDigitali.

28 Commenti »

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  • # 1
    Leo
     scrive: 

    Complimenti per l’articolo, come al solito.

    Una domanda però mi sorge spontanea.
    Io mi chiedo se un progresso simile allo “stealth” sia stato fatto nei sistemi di rilevamento.
    La domanda mi sorge spontaneamente da quello che io chiamo “il paradosso di Civilization”, infatti in quel gioco si arriva sempre al punto che anche i nemici sviluppano l’atomica, insomma che in qualche modo pareggiano lo sviluppo tecnologico. La dimostrazione di questo è che anche i cinesi pare abbiano sviluppato uno stealth.

    Ritengo ovvio quindi che qualcuno si sia sforzato di trovare un modo per rilevare gli stealth.

    Qualuno ne sa qualcosa?

  • # 2
    Marco
     scrive: 

    attualmente sembra che gli usa riescano con i loro sistemi di rilevazione avanzati a mitigare in parte gli effetti dei sistemi stealth cinesi e al contempo i cinesi non dispongono ancora di sistemi di rilevazione tali da intercettare in sicurezza le unità usa, poi ovviamente mancano dei dati reali per valorizzare o meno queste info ma per ora non trapela altro.
    Più che altro a mio avviso il punto di forza dei nuovi velivoli usa è il fatto che a livello di interscambio di informazioni fra unità ogni singolo velivolo (f22 o 35 che sia) sembra si comportino come dei piccoli awacs in pratic aogni unità può comunicare le variazioni dello scenario di guerra direttamente in tempo reale fra le unità senza passare da altri internodi in pratica un f22 può intercettare un nuovo bersaglio anke solo via strumentale e comandare ad un compagno, magari un f35 in pattuglia e più vicino al nuovo bersaglio, di attaccarlo e in contemporanea passargli tutti i dati sul bersaglio, probabilmente non mi sono spiegato bene ma c’è un documnetario proprio sull’f22 fatto da discovery Chanel che spiegava bene questa cosa

  • # 3
    Alex
     scrive: 

    Ma parlerai anche del fallimentare progetto F35 con cui l’Italia si è legata mani e piedi?

  • # 4
    Marco
     scrive: 

    considerando che l’f35 entrerà in servizio in tutti (o quasi) i paesi membri nato, e considerando che quando furono siglati gli accordi di joint venture per produrlo non c’era neanche l’ombra della crisi economica attuale, e considerando che l’f35 come mezzo non è affatto fallimentare non essendo progettato come velivolo da superiorità aerea come il fratello maggiore f22, e anzi considerando che il progetto dell’f35 è la base di un velivolo modulare che si può modificare per vari usi ( le 3 di base più altre varianti opzionali) e infine contando che sulla carta l’f35 dovrebbe (e potrebbe) sostituire 3/4 delle unità aeree nato escludendo i cargo e le cisterne volanti non lo definirei fallimentare, se poi a parte dar retta ai soliti fantacomplottisti hai delle motivazioni tecniche che affermino che l’f35 è un fallimento bè sarò lieto di darti retta molto volentieri ma fino ad allora pregherei di non immischiare la politica in un blog che fortunatamente è sempre rimasto obbiettivo, ripeto se vuoi discutere di motivazioni tecniche volentieri il resto lascialo ai soliti complottisti

    P.S.
    se proprio devi dare del fallimento ad un velivolo italiano nato da accordi esteri dallo all’AMX di cui paghiamo ancora lo scotto di un velivolo nato male gestito peggio e morto in modo ancora peggiore ma non all’f35

  • # 5
    K. Wild
     scrive: 

    L’F-35 è un sicuro fallimento…per il popolo Italiano!
    Una marchetta demenziale fatta agli USA,con nessuna reale ricaduta economica,creazione di pochissimi posti di lavoro e nessun trasferimento di know how alla ns. industria , perfettamente in linea con l’assurda opera di distruzione del sistema paese iniziata una ventina d’anni fà.
    E noi paghiamo…

  • # 6
    Luca
     scrive: 

    @Marco C’è una bellissima trasmissione di rai3 intitolata “Spese Militari” lì troverai molte motivazioni tecniche progettuali sul perchè l’F35 è fallimentare (al di là di tutte le motivazioni politiche/sociali). La puoi trovare sul sito di rai3.

  • # 7
    Elleby
     scrive: 

    @Leo
    Si i cinesi hanno fatto un aereo con capacità stealth. Ma esattamente, se consideriamo diciamo un valore di 10 per quelle del F-22, quelle del Chengdu J-20 e Shenyang J-31 quanto sono? Sicuramente sono meno di 10, la cosa è oggetto di dibattito fra gli esperti considerando che non si conoscono esattamente le capacità stealth del F-22, ma comunque si parla di piccole frazioni di quel 10 per i cinesi. Calcola che ancor’oggi l’industria aereonautica cinese soffre dell’incapacità di soddisfare la richiesta altissima interna, e deve suo malgrado ricorrere a quella russa per i motori.

    @K. Wild
    Partiamo da questa tua simpatica affermazioni. Nei piani di partecipazione industriale al programma F-35 sono oggi inserite 40 ditte nazionali, di cui 17 grandi, 15 PMI ed 8 di Finmeccanica e Fincantieri. Altre 32, prevalentemente PMI, sono coinvolte in attività conoscitive o gare legate al progetto. A Cameri, direttamente, sono impegnati 10000 dipendenti, per costruzione e manutenzione dei velivoli nostri e olandesi.
    I ritorni già realizzati sono circa 539 milioni di dollari, ma non sono tutti. La valutazione prudenziale sottoscritta formalmente dagli statunitensi indica le opportunità per l’industria italiana in poco più di 13 miliard di dollari nell’arco di programma, senza contare il salto di qualità tecnologica, e quindi di competitività futura. Se sviluppiamo un sufficiente know-how possiamo sfruttarlo per progetti europei o fare da consulenti ai paesi emergenti tipo l’India.

    Se invece di dire fregnaccie, parliamo del fatto che il software del F-35 non potrà essere modificato da noi, allora si c’è lo spazio per parlare degli iniqui accordi stretti con gli USA.

  • # 8
    Da
     scrive: 

    @Marco
    F35 sarà in ogni caso fallimentare
    E’ un aereo nato da specifiche discordanti e assurde, per farla breve, potrà essere anche operativo un giorno ed risulare un buon aereo (ne dubito francamente) ma a che costi? Quanto costerà poi la sua manutenzione e gestione?

    In effetti a noi non ci servirebbe l F35, ci sono molti aerei paragonabili per i nostri usi vedi EFA, Rafale, Gripen ecc ecc
    A noi servirebbe solo per giustufucare i 2miliardi di euro della Cavour, che senza F35 sarebbe un altra (e inutile viste le premesse) portaelicotteri…

    Per quanto riguarda AMX, è vero che non è un fulmine di guerra ma non è assolutamente l’aereo orribile che molti pensano.
    Fa discretamente il lavoro per cui era stato progettato ne più ne meno… Non è un F16, ma neanche voleva esserlo :) L’unica nota stonata il costo di sviluppo

  • # 9
    Marco
     scrive: 

    l’amx fa il suo lavoro ??? vallo a dire a chi deve pagare i rimborsi per i mezi difettosi (fonte interna AI parla del 70% del totale prodotto difettoso) quello è un progetto fallimentare, poi ripeto l’f35 tecnicamente è un ottimo aereo non è assolutamente un progetto fallimentare senza contare , e lo ribadisco, che la joint venture fatta con l’usaf fù instaurata ben prima della crisi economica attuale quindi non è “sua” la colpa senza contare che a livello manutentivo rimane cmq meno gravoso di quello effettuato ai nostr tornado – amx – harrier che cmq hanno ragiunto quasi il loro limite operativo, anhe la Cavour per quanto costosa rimane sempre più conveniente dei continui lavori annuali che venivano svolti sulla garibaldi, ripeto la politica lasciatela fuori da questo blog, qui si parla del mezzo non della politica e ribadisco che fin’ora non è stato detto nessun dato oggettivo sul mezzo che ne garantisca la sua ipotetica inefficenza quindi le chiacchere stanno a zero.

    P.S.
    per una volta piuttosto che fare gli antimilitaristi usate la testa ogni nazione per quanto retrograda ogni tot anni deve aggiornare il proprio arsenale è una cosa fisiologica, ancor più se mantieni accordi di alleanza come nel nostro caso con la nato

  • # 10
    Da
     scrive: 

    Non sto certo parlando di politica,
    ma di problemi oggettivi che stanno affliggendo F35 ben oltre il previsto…
    Poi ti ripeto, probabile che a suon di milioni di dollari tutto si sistemi, ma poi chi pagherà? Pensi che LM regalerà i soldi di R&D aggiuntivi? Già ora un F35 mi pare costi il doppio di quello stimato in origine… E siamo sempre in alto mare. Auguri!

  • # 11
    K. Wild
     scrive: 

    @Marco.
    La mia non è una “simpatica affermazione” ma purtroppo la realtà delle cose e i numeri che spari sono esattamente le scemenze dell’ ammiraglio Di Paola (ci sono più ammiragli e generali che netturbini in questo paese!) e della sua cricca di fenomeni da baraccone psichiatrico.
    Informati meglio magari da fonti che il lavoro lo conoscono realmente,non da chi come “mestiere” fa il cantapalle e il parassita di stato :

    http://www.cittanuova.it/contenuto.php?idContenuto=333380&TipoContenuto=web

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    Quello che cita il tuo articolo manca di una precisazione fondamentale, i 10000 posti di lavoro erano stati preventivati ad inizio progetto (non ricordo esattamente l’anno ma molto molto prima del 2007) ovvio che nel corso degli anni causa crisi economica sono stati effettuati consistenti tagli sul numero di unità da produrre e questo ricade anche sul numero di operai impiegati tutto qui è matematica, a parte ciò (che comunque non è il fulcro del blog) ripeto che l’f35 è un buon caccia e che rispetto al passato (vedi amx) sicuramente è un buon aggiornamento del nostro apparato aereonautico. Se proprio vuoi fare una critica “economica” potrei essere d’accordo che più che comperare l’f35 potevamo potenziare il Typhoon e renderlo prima del previsto a pieno regime (mancano altri 2 step produttivi se non ricordo male) ma ripeto sono scelte vincolate soprattutto dalla nostra appartenenza alla nato

  • # 13
    K. Wild
     scrive: 

    Infatti il thyphoon aveva decisamente piu senso , sopratutto per l’industria nazionale.
    l’F-35 è solo l’ennesima conferma che siamo e restiamo una colonia USA.

  • # 14
    Elleby
     scrive: 

    @K.Wild
    L’articolo da te postato è una conferma della miopia generale. Grazie tante quindi che le stime iniziali siano stato disattese.
    Ipotesi: l’F-35 ha un costo unitario troppo alto.
    Svolgimento: riduciamo il numero di unità prodotto.
    Risultato: costo unitario aumentato, ricadute occupazionali ridotte.
    Per altro, eh, siamo ancora nella fase Low Production Rate, per cui per ora servono poche persone. Tipo in Europa ha ancora da arrivare, per cui giustamente ci sono pochi occupati.
    E per inciso, i soldi l’Italia, visto che era solo Partner di terzo livello, non li avrebbe mai fatti per la maggior parte nella costruzione diretta, ma tramite know-how acquisito e contratti di supporto.
    Riguardo la tua affermazione ma l’Italia è una colonia USA, non è vero in questo frangente, l’Italia è uno dei pochi paesi che è andata a sfidare le aziende USA in America e all’estero, peraltro purtroppo con magri risultati (M-346, G-222, bando Marine One, bando CSAR).

    Il Typhoon non è un aereo da attacco al suolo. E’ un aereo da supremazia aerea che successivamente è stato riadattato all’attacco al suolo. Ma come dimostra la campagna di Libya, la RAF ha dovuto sostituire i Typhoon con i Tornado GR.4, perché l’efficacia di questi ultimi è molto migliore come aerei per l’attacco al suolo, specie per le penetrazioni a bassa quota. L’F-35 colma il gap che lasceranno i Tornado.

  • # 15
    K. Wild
     scrive: 

    @Elleby guarda non è che baso tutto sull’articolo che ho postato!
    La truffa dei numeri gonfiati sull’occupazione la conosco da almeno 3 o 4 anni non certo da quando la masnada di mentecatti al governo “si è accorta della crisi”.Ovvio che ora i numeri andranno a ridursi a causa della riduzione delle commesse,ma quei numeri erano fuori dalla realtà sin dal principio!
    Per il resto condivido ciò che dici è proprio l’essere “partner di terzo livello” il nocciolo della questione,considerando l’esosità dei fondi adoperati.
    Restando sul “tecnico” e “operativo” so bene quali sarebbero i vantaggi dell’F-35 (sempre che funzioni come dovrebbe,e questo non è scontato!) ma quando discuto di queste cose non posso ragionare solamente da appassionato di aereonautica ma anche (sopratutto!) da cittadino che non condivide queste (come tante altre) scelte fatte da un elite che non tiene assolutamente conto delle reali esigenze del paese.
    Non stiamo schierando mezzi e truppe in un ipotetico wargame…anche se alcuni personaggi fuggiti dai reparti di psichiatria rigufiandosi in parlamento sono convinti del contrario (Gnazietto le bombe atomiche sugli F-35 per bombardare l’India a quando?).LOL.

  • # 16
    ncc2000
     scrive: 

    …io “tifavo”, ai tempi, per l’F23, me ne innamorai perdutamente. So che i 2 esemplari lavoricchiano, o hanno lavoricchiato, per la Nasa che li acquisto’.

    Tornando in tema, sappiamo delle note e gravissime problematiche dell’F22 riguardo l’ossigeno per il pilota. Hanno risolto?

  • # 17
    Marco
     scrive: 

    che io sappia si i problemi sono stati risolti anche perchè se non ricordo male l’f22 (a differenza del Typhoon) dovrebbe aver raggiunto l’ultimo step produttivo e quindi anche le prime produzioni dovrebbero essere state aggiornate e nel mezzo hanno risistemato l’impianto di ossigeno, tornando all’f35 volevo solo aggiungere che l’unica variante che ha presentato dei problemi (peraltro ad ora risultano risolti) risulta essere solo la variante SVTOL a decollo verticale per via della complessità del sistema adottato (non tanto l’ugello del motore che ruota di 90° quanto e soprattutto il rotore per la spinta verticale posta dietro la cabina) e si tratta della variante con meno commesse, le altre varianti (quella ad ala fissa e quella ad ali ripiegabili da imbarco) a tutt’oggi stanno andando bene, poi ribadisco che a prescindere dalle proprie idee facendo parte della nato dobbiamo mantenere degli standard che include anche l’aggiornamento dei nostri mezzi che per quanto costoso (solo inizialmente peraltro) alla fine andava fatto, l’unica sfortuna è che in tutto questo è uscita fuori una crisi finanziaria che tutte le nazioni stanno pagando caro tutto qui

  • # 18
    Roberto
     scrive: 

    Oh ma sembra che nessuno legga i giornali qui… basta cercare su google “f-35 problemi tecnici” e saltano fuori subito eh…

    I costi preventivati sono stati superati del 70% e anche l’amministrazione USA pensa ad un ridimensionamento degli ordini.

  • # 19
    Marco
     scrive: 

    Roberto non è che gli usa pensano al ridimensionamento, lo hanno già fatto è per questo che hanno aggiornato gli f/a18 nei super hornet, il problema che nessuno a cui nessuno pensa è che questi programmi vengono stilati molto prima dell’entrata in opera, dal typhoon in poi (quindi anche rafale gripen f22 e f35 compresi e perfino il pak-fa russo) hanno dovuto tutti impattare con le varie crisi economiche di vario genere succeduti in questo ultimo ventennio e tutti questi programmi di aggiornamento (stilati e messi in atto molto prima) non potevano essere cancellati per via delle milliardarie cause di risdarcimento che ci sarebbero state per cui sono andati avanti ma purtroppo nel tempo ridimensionati in numero oltre che adottare la tecnica di suddividere in step produttivi che man mano ammortando i costi nel tempo avrebbero compensato il progressivo inserimento di tutti gli strumenti preventivati all’origine, in pratica i primi esemplari non hanno tutti gli strumenti che poi avrebbero avuto più avanti, il tutto però si traduce che meno pezzi prodotti uguale a costo unitario più elevato, i problemi tecnici dell’f35 sono problemi di gioventù che hanno avuto tutti i mezzi aereonautici (chi non ricorda i motori dei primi tomcat che andavano perennemente in stallo) ma ciò non significa che il mezzo non è buono, comunque alla fin fine il problema è che in un blog dove si parla esclusivamente di tecnica si vuole come al solito inserire la politica o il populismo, ripeto fatelo come giusto che sia ma in altre sedi non qui, dove si discute del mezzo come tale non della politica

  • # 20
    bolkonskij
     scrive: 

    sarà la solita stampa disinformata e panciafichista, ma qui si parla di difettoni strutturali…

    http://www.spiegel.de/wissenschaft/technik/stealth-flugzeug-pentagon-kritisiert-f-35-kampfjet-a-887552.html

    ed è un rapporto del Pentagono (dice lo Spiegel, che sono dei luridi tecnofobi, si sa…)

    http://www.nytimes.com/2012/11/29/us/in-federal-budget-cutting-f-35-fighter-jet-is-at-risk.html?pagewanted=3&ref=f35airplane

    e il nytimes spiega in dettaglio il problema dei costi che – lo so – è politica ma, quando si parla di aviogetti che sfrecceranno nel cielo invincibili anche grazie alla mia busta paga, la politica un pochino c’entra

  • # 21
    bolkonskij
     scrive: 

    ehm.. volevo dire “difettoni (anche) progettuali”

  • # 22
    Marco
     scrive: 

    come ho detto qualke post fa nessun aereo è privo di difetti gravi all’inizio, feci l’esempio del tomcat (aereo che amo) proprio perkè appena nato (f14a) aveva dei motori che andavano sistematicamente in stallo, e per un mezzo molto pesante quale l’f14 era una cosa nn da poco. I difetti/problemi/diavolerie ci sono sempre stati ma nn significa che il mezzo completo al 100% non lo sia, poi alla fin fine ognuno ha il suo punto di vista ed è giusto che ognuno difenda la propria versione tutto qui

  • # 23
    bolkonskij
     scrive: 

    @ Marco

    A proposito degli f-14; sono piuttosto ignoranto in materia, ma penso che un aereo che stalla sia un problema punto, indipendentemente dal peso. Ma appunto l’esempio che fai tu mi permette di ritenere (da ignorante, ribadisco) che forse qui di fronte all’F-35 siamo di fronte a problemi un po’ più pesanti.
    Con il Tomcat risolsero il problema montando motori più potenti (penso); qui invece si sta parlando di errori progettuali (basta scorrere l’elenco).
    O almeno lo dice lo Spiegel (citando il Pentagono, non Libero o Studio aperto…), che fra la’ltro aggiunge che (secondo fonti Pentagono) al momento l’f-35 è inferiore dal punto di vista prestazionale a molti dei caccia che dovrebbe sostituire.

    Sicuramente sono prevenuto, ma quando leggo “Lockheed” non posso fare a meno di ricordare l’omonimo scandalo corruttivo degli anni ’70, quando le aviazioni di mezza Europa, foraggiate dalle mazzette americane, adottarono i famigerati f-104 “widowmaker” al posto dei formidabili Mirage III

  • # 24
    Marco
     scrive: 

    Ho preso a paragone il tomcat solo per far capire come la storia insegna che mezzi partiti male molte volte riescano a diventare ottimi mezzi, relativo allo scandalo f104 ti do ragione anke io dove leggo Lockheed mi vengono i brividi ma è anche vero che oramai le società usa non sono più quelle degli anni 60, relativo invece alle prestazioni bè si sicuramente è così ma c’è da considerare che l’f35 sostituirebbe in teoria quasi tutti i mezzi attualmente in servizio (in pratica a livello caccia ed affini rimarrebbero solo l’f22 e l’f35 nelle sue nmila varianti nel futuro del pentagono) in effetti ache l’hornet era inferiore prestazionalmente al tomcat ma alla fine venne scelto (e recentemente aggiornato a super hornet) proprio per via del fatto che poteva essere adattato a molti ruoli a bassissimo costo di conversione (in pratica dopo le primissime crisi economiche ad inizio 2000 venne di fatto già tagliato il programma jsf dell’f35 e venne subito ordinato il pacchetto super hornet che avrebbe sostituito quasi tutti i mzzi aerei imbarcati e parte di quelli terrestri come l’f16)

  • # 25
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    Sarebbe carino che qualche volta si lasciasse la politica fuori dalle discussioni, chissà cosa succederà quando parlerò di Energia Nucleare (piaccia o non piaccia esiste, si usa e quindi va trattata)

    Sui dossier citati dallo Spiegel non è che si possa pontificare più di tanto, perché qualunque giornale cerca sempre di mostrare sempre le parti più discutibili per fare notizia, vendere copie e quindi sopravvivere… le analisi tecniche sono altra cosa

  • # 26
    Sergio
     scrive: 

    Per chi non l’ha vista, la recente puntata del giornalista
    Jacona di “presa diretta” sugli F35:

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-03052556-4a49-4a6d-8249-7c59169b8890.html#p=0

    si parla di:
    – degli aspetti tecnici e progettuali molto in dettaglio(siamo in tema)
    – della sua funzione tattica e tempi di realizzazione(e siamo in tema
    – degli aspetti economici in Usa e in Italia e delle ricadute occupazionali reali in Italia (non siamo proprio in tema ma insomma già che ci siamo meglio informarsi)

    Magnifica l’intervista con l’ingegnere padre dell’F16!!
    (anche se fa a pezzi il progetto F35)..

  • # 27
    Dan
     scrive: 

    Come fatto notare da bolkonskij l’F-35 è fortemente criticato anche dal Pentagono.
    E in un più recente articolo (di cui ora non trovo il link) lo critica anche il capo del progetto stesso, “gravi problemi di visibilità” e molte altre angherie che ne fanno un mezzo molto discutibile.
    Inoltre, sempre recentemente, ho letto che non ci sarà produzione negli USA ne l’aviazione militare lo userà. E questo la dice lunga…

  • # 28
    sebastiano
     scrive: 

    ciao complimenti per il tuo lavoro di dare informazione in campo aereonautico visto il costo ormai proibitivo delle riviste aereonautiche classiche e con spiccata predisposizione pubblicitarie delle case produttrici, a volte sapere solo i fatti fa bene.MA a parer mio f-35 come tutte le cose fatte dall’uomo può essere un buon veicolo come può risultare un anatra zoppa dipende da cosa voleva il costruttore ormai limiti tecnologici ce ne sono ben pochi, la pianta sembra quella di un F-16 modificato per l’uso imbarcato, con superficie incrementata e per rimediare all’effetto albero di natale dell’F-16 in pieno assetto di combattimento che ne riduceva le prestazioni inglobando il sistema d’arma nella stiva centrale tipo f-111.
    a volte i nuovi aerei sembrano rimpasti storici.
    comunque nel campo stealth è tutto da vedere tanto è celato noi vediamo la superficie del mare non le profondità degli abissi è li che si cela lo stravolgimento delle forme aereodinamiche degli aerei dei prossimi vent’anni. un saluto.

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