di  -  giovedì 12 giugno 2008

modellini radiocomandati di Formula1Jacques Villenuve non ne ha mai fatto mistero: usava i videogame per imparare velocemente i circuiti nuovi e tenersi allenato (mentalmente, ovvio). Di pari passo con la crescente somiglianza al mondo vero, e insieme all’utilizzo di modelli fisico-matematici sempre più aderenti alla realtà, è cresciuto anche l’interesse di persone che del virtuale fanno una professione e ad alto livello.

Il futuro potrebbe essere ancora più intrecciato, e questi campioni potrebbero trovare nei mondi virtuali una seconda opportunità, se la società olandese iOpener riuscirà a terminare lo sviluppo del suo progetto .

Basandosi su una serie di rilevatori GPS molto accurati e in tempo reale il sistema è in grado di riprodurre il movimento di un veicolo da corsa in un metaverso, permettendo a chiunque di correre contro i grandi campioni. La maggior precisione del sistema è data da una serie di stazioni aggiuntive in grado di correggere il dato del GPS, rendendolo preciso sino a uno scarto di 2 metri: questo differenziale è unito ad un sistema montato sulla vettura che misura accelerazione, angolo e deviazione e alla normale telemetria, riducendo ulteriormente lo scarto a 30 centimetri.

Il software sviluppato è poi ovviamente in grado di amalgamare i dati tra i giocatori virtuali e i veri piloti, così se un virtuale scontra un reale avrà probabilmente la peggio e si danneggerà, mentre se un reale ti passa attraverso doppiandoti, nel gioco si vedrà un normale sorpasso.

Perché all’inizio dell’articolo parlavo di una seconda chance? perché ritengo abbastanza probabile che oltre a correre durante i veri gran premi, ci possano essere delle gare fatte appositamente per il metaverso, e i candidati ideali per guidare le macchine vere (anche per una questione di immagine e marketing, oltre che per avere un buon livello di difficoltà nel gioco) sarebbero proprio gli ex-piloti di Formula 1. Andando leggermente oltre potrebbe anche accadere che si trovi un nuovo talento della F1 in un mondo virtuale, un ragazzo in grado di dare la paga a un ex-campione, un ragazzo che potrebbe essere poi contattato da una scuderia per provare davvero. Una ulteriore commistione tra virtuale e reale.

6 Commenti »

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  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Ci sono persone (me compreso) che nei simulatori di volo sono in grado di “dare la paga” a piloti militari di professione. Peccato che il mio fisico non regga i G di una virata stretta, che mi viene tanto bene sul simulatore … ma che nella realta’, su un aliante gia’ a 5g mi fa stare male.

    Conosco una persona in grado di far atterrare un cessna su un grattacielo, mandandolo in stallo a pochi centimetri dalla sommita’ del terrazzo. Sempre lui, e’ in grado di far atterrare un 747 su una pista piu’ corta di quella di una portaerei … usando flight simulator :D

    Fare una gara su un simulatore e’ molto piu’ “facile”, perche’ non hai stimoli esterni, non sottoponi il tuo fisico alle pressioni, calore, rarefazione d’aria … e soprattutto, non rischi la tua vita ne quella degli altri.

    Interessante come gioco, ma e’ sicuramente impari.

  • # 2
    ardelo
     scrive: 

    Fare una curva al limite nel virtuale è ben diverso dal fare una curva al limite nel reale…In virtuale uno può essere bravo quanto vuole, ma ricordiamoci che è comodamente seduto sul divano di casa…se si schianta su un muro carica il salvataggio precedente…nella realtà non esiste il caricamento rapido ;)

    certo, magari c’è qualcuno che riesce a riproporre la sua bravura in virtuale anche in reale..

  • # 3
    Sandman
     scrive: 

    esatto nella realtà sono le pressioni esterne a farti sbagliare o a metterti in crisi, cosa che nel virtuale non c’è e quindi è ovvio che è + facile…vorrei vedere un gamer che si definisce un ottimo pilota nel gioco a sterzare con 200kg di pressione in curva sul collo…

  • # 4
    roberto
     scrive: 

    senza considerare che magari quel ragazzo che da la paga ai campioni è uno di quegli incrociatori terrestri che vedo spesso in webcam sul live che ad occhio pesano più dell’auto che dovrebbero guidare :(

  • # 5
    matic
     scrive: 

    D’altra parte su una vettura o aereo reale si riescono a percepire i limiti del proprio mezzo molto più facilmente che in una simulazione: spesso si dice che i migliori piloti pilotino anche con il sedere, vicinissimi alla derapata o allo stallo e in grado di capire esattamente quando sta per succedere più dalle microreazioni fisiche che dalla lettura degli strumenti di bordo.

  • # 6
    elevul
     scrive: 

    IMHO arriveremo alla coesione reale-virtuale solo quando avremo 2 cose:
    1. Collegamento mentale cervello-macchina
    2. Computer capaci di calcolare la traettoria delle molecole di acqua derivate da un impatto sul parabrezza in tempo reale( è solo un esempio della precisione necessaria).
    Solo allora potremo davvero dire che una persona brava nei videogiochi può esserlo anche nel reale, perché le sensazioni sarebbero le stesse.
    Chissà quando ci arriveremo… :(

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