di  -  giovedì 13 dicembre 2012

Nel 2006, quando sentivo parlare di smartphone Apple, pensavo: come farà un parvenue a contrastare lo strapotere di Nokia? Pochi anni hanno dimostrato quanto insensato fosse quel dubbio: la configurazione del mercato è cambiata radicalmente, ai danni dei precedenti leader, grazie ad una ventata di innovazione tecnologica iniziata da Apple.

Una “disruption” nel settore TV paragonabile a quella introdotta nel 2007 da iPhone, presuppone una configurazione di mercato analoga: tecnologie già disponibili pronte a rimpiazzare quelle esistenti, flessibilità dei partner – rispetto a una domanda che si presuppone alta. Chiarisco meglio questo secondo punto: iPhone ha rinegoziato, a sfavore delle TLC, il rapporto standard fra produttore di terminali e operatore. Ha potuto farlo in forza della domanda che è stato in grado di scatenare, oltre che della capacità persuasiva di Jobs al tavolo delle trattative.

Apple arrivava dagli operatori proponendo, oltre ad una nuova interfaccia, anche l’esperienza maturata con iPod+iTunes, prodotti di enorme successo nei rispettivi settori. Il telefono, come certamente avranno sostenuto in sede di trattative, è l’estensione naturale all’iPod, un oggetto che è già nelle tasche di milioni di individui, agganciato alla piattaforma leader di distribuzione di contenuti musicali.

C’è qualcosa di simile in vista nel settore TV? Qualche circuito da chiudere, come quello iPod+telefono? Apple da tempo spinge il concetto di retina display sui propri dispositivi: la fantomatica TV Apple sarebbe una TV 4k? Con quali contenuti? Veicolati come?

C’è poi un altro problema di non poco conto. I detentori di contenuti video hanno imparato la lezione dai colleghi della musica e vogliono mantenere un controllo serrato sulla distribuzione. Un controllo fondato sulla frammentazione e competizione dei partner distributivi, non certo sul rapporto con un partner che controlla una quota maggioritaria del mercato.

Fra questi partner peraltro, Apple non gode certo di una posizione preminente: i contenuti disponibili su Apple TV sono pochi e non aggiornatissimi e la stessa Google, che con Youtube ha parecchie leghe di vantaggio sulla distribuzione digitale di contenuti video, sul mercato TV finora ha prodotto risultati di nessuna evidenza.

Certo, un accordo di alto profilo con partner pay TV potrebbe risolvere questo problema ma basterebbe un bouquet fornito e un’interfaccia disegnata da Jony Ive, a vendere una TV HD ai prezzi di Apple?

L’unico scenario che intravedo non è basato necessariamente su una TV dedicata ma su un’ottimizzazione dei modelli distributivi esistenti, con la complicità di Internet e di una buona organizzazione dei contenuti. Come ognuno degli oltre 100 milioni di iPhone venduti è un marketplace per i contenuti di vecchi e nuovi editori, una Apple TV da 99€/$ che vende milioni di unità al mese, dalla quale è possibile acquistare i pacchetti di qualunque Pay TV nazionale – in tutta Europa e America – come fossero app potrebbe generare fatturati e sinergie interessanti con l’ecosistema iOS. Ma come sempre, tra il dire e il fare…

8 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Davide Costantini
     scrive: 

    La vedo come te Alessio. Siamo forse troppo poco fantasiosi?

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Ammesso che i produttori di PayTV siano disposti a cedere una quota di quanto venduto su Apple TV. Ammesso anche che ci sia modo di veicolare questi contenuti in modo più efficiente che la sola Internet. Ammesso che la Apple TV riesca a garantire significativi incrementi nella diffusione dei bouquet Sky per esempio…

  • # 3
    Giovanni
     scrive: 

    Analizzando il mercato italiano vedo un fallimento nel tentare di portare contenuti da web a tv; abbiamo l’offerta di Fastweb che è fallita, altri “produttori” non ne vedo che prosperino in questo mercato.

    Consideriamo anche come nasce la tv: un mezzo alternativo alla radio come fornitore di servizi d’intrattenimento e con l’aggiunta delle immagini ai servizi d’informazione che forniva la radio (con i problemi di tempistica che una diretta tv ha su una radiofonica).

    Secondo me finchè non si chiarirà esattamente come dovrà essere la tv del futuro e che evoluzione avrà dal modello attuale, tutte queste proposte finiranno per essere sempre e solo una nicchia economicamente svantaggiosa per chi fornisce questi servizi visto il basso numero di fruitori.

    In questa fantomatica Apple TV che cos’avremo di nuovo rispetto ai modelli attuali? Solo il loghino con la mela morsicata che farà accorrere la solita massa oppure ci saranno contenuti sostanziosi? Alla fine bisognerò anche vedere come sarà la facilità d’utilizzo del mezzo e poi, a dirla tutta, questi modelli di TV cosa vorranno fare? Soppiantare il PC nelle sue molteplici forme o affiancarlo?

    Ripeto, finchè non si chiarirà quale sarà il loro settore d’utilizzo queste TV rimarranno solo dei colossali esercizi d’ingegno destinati al flop. Senza pensare ai problemi dove la banda larga è un’utopia e questi baracconi rimarrebero solo con la funzione di far vedere semplicemente la TV.

    Ciao. :)

  • # 4
    Antonio Barba
     scrive: 

    “basterebbe un bouquet fornito e un’interfaccia disegnata da Jony Ive, a vendere una TV HD ai prezzi di Apple?”

    IHMO sì.
    Il consumatore medio (non mi va di chiamarlo “cliente” o “utente”, troppo rispetto) ha associato il marchio Apple ad uno status symbol.
    Probabilmente compreranno queste TV senza farsi minimamente il conto del rapporto costi/benefici.

    Una volta raggiunta una certa base di installato, saranno le Major a fare la fila per distribuire i propri contenuti su Apple TV.

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Se Apple fosse capace di smuovere questa massa di utenti acritici – che in certa parte esiste, non lo nego – venderebbe molte più Apple TV di quante ne vende, a 99€ è più facile dei 2500 che servirebbero per un 50″ Apple :-)

  • # 6
    [D]
     scrive: 

    Ma quali dubbi e dubbi.
    Quando arriverà iTV faranno gli spot dove verrà vantato uno spessore infimo (al limite della resistenza meccanica tanto che al porto ne butteranno a mare metà carico che non ha retto le vibrazioni del container) uno stile rettangolare arrotondato ultra innovativo (va riconosciuto un immenso sforzo di brainstoirming prendere un ipad, allargarlo fino a 50″ e montarci un sostegno dietro… roba da studio di design e Le Corbusier dopo indigestione di cozze) e soprattutto funzionalità da Mivar (intese come quantità non come qualità, perchè i Mivar tirano avanti 30 anni, iTV sarà in iAssistenza entro il primo anno dove verranno consigliati Apple Care sul secondo anno di garanzia o modello nuovo).

    Ovviamente ci sarà sempre la fila di beoti con la busta paga in mano pronti a farsi fare il finanziamento perchè una LCD normale non fa abbastanza chic per loro grandi uomini…

  • # 7
    floriano
     scrive: 

    @6 dimentichi il lo schermo touch :D

    ps pe come la vedo io ci sono questi cosi che mi incuriosiscono parecchio
    http://www.amazon.it/MK802A-Super-Android-Google-Player/dp/B009RD2HC0/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1355440508&sr=8-2

  • # 8
    Uebmaestro
     scrive: 

    Apple Tv? E cosa se ne farebbe Apple di una TV a proprio marchio?

    Apple ha già la tecnologia per sostituirla: basta un miniMac che mandi in streaming al vostro TV LED (Samsung, Sony, Philips… Mivar (-: ).

    Apple, come giustamente evidenziato dall’articolo, sarà interessata a distribuire tramite iTunes i contenuti, quindi dovrà darsi da fare con i produttori di enterntainment.

    Andrà a dare noia a Netflix, ma non Sony, Samsung, Mivar… :-)

    Vedremo se i fatti mi smentiranno…

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.