di  -  martedì 6 novembre 2012

Che la fisica sia una delle scienze con la maggior predominanza maschile non è una scoperta: è molto più difficile trovare donne in un dipartimento di fisica che in un dipartimento di biologia, per non parlare di scienze sociali. Ma qual è la ragione di questa disparità? Un articolo scientifico pubblicato nella rivista “Gender and Society” ha cercato di rispondere a questa domanda o, piuttosto, ad analizzare le risposte date dagli scienziati stessi. Infatti è particolarmente significativo capire come gli scienziati delle varie discipline vivono questa disparità. Gli autori hanno intervistato 3455 scienziati a vari livelli di carriera dei dipartimenti di fisica e di biologia in diverse università americane e il risultato è, a mio parere, sconcertante.

Innanzi tutto gli intervistati dovevano rispondere se la ragione della differenza è dovuta a una delle quattro seguenti motivazioni:

– Maggiore abilità naturale per le donne a studiare biologia
– Preferenza delle donne per la biologia
– Maggiore discriminazione verso le donne in fisica
– meno mentori per donne in fisica

I risultati sono riportati nella figura seguente:

Già queste risposte incutono un po’ di angoscia, almeno a me. La prima cosa che noto è che gli studenti sono più ottimisti e non vedono una maggiore discriminazione per le donne in fisica, mentre con l’avanzare della carriera le donne se ne rendono conto e come. Al contrario gli uomini continuano nella propria carriera senza rendersi conto di questo problema. Mi stupisce enormemente anche vedere come i giovani dottorandi e post-doc di genere maschile ritengano che le donne non siano adatte a far fisica e che siano predisposte a fare pittosto biologia.

L’articolo continua interpretando alcune frasi estratte da interviste più complete. Per esempio alcuni uomini hanno detto:

“differenze morfologiche e biologiche rendono gli uomini migliori in materie come matematica e fisica ad alto livello” — professore associato, genetica

“Ci sono delle differenze cerebrali tra uomo e donna che spiegano questo divario” — dottorando, biologia

“In genere le donne sono meno interessate alla matematica.” — professore, biologia

“ Fisica è più difficile per le ragazze, e devi pensare molto, calcolare, applicare la logica. Probabilmente questo è difficile per le ragazze” — dottorando, fisica

“ La scienza è un campo dominato dagli uomini per un lunghissimo periodo di tempo, ci vorrà molto tempo perché questo possa cambiare” — dottorando, biologia

“Le donne devono fare una scelta perché alla fine sono le prime a dover rinunciare alla carriera se hanno figli” — postdoc, biologia

Alcune frasi dette dalle donne, invece, sono:

“Credo che le donne vogliano avere la sensazione che quello che stanno facendo possa aiutare qualcuno… Forse ci sono più donne in biologia perché possono dire “Oh, scoprirò la cura per il cancro”— postdoc, biologia

“Fisica è più astratta e biologia è più concreta. È più raro che le donne amino cose astratte” — professoressa assiciata, fisica

“A una mia amica veniva sempre detto ‘Non sei brava in matematica’, finché non si è trovata prendere il massimo dei voti al corso di calcolo funzionale a molte variabili. Sai, era spaventata dalla matematica durante tutte le superiori” — dottoranda, fisica

“I dipartimenti dominati dagli uomini possono essere veramente spiacevoli per le donne. Gli uomini possono essere dei veri cretini in queste situazioni.” — professoressa associata, biologia

“Conosco un sacco di donne in chimica e fisica e che sono bravissime in quello che fanno, ma spesso vengono relegate in un angolo o ignorate dai loro colleghi semplicemente perché sono in poche.” — professoressa associata, biologia

“Questo problema non verrà risolto finché non troviamo un modo per aiutare le madri a gestire sia i figli che la carriera” — professoressa associata, fisica

Insomma, l’articolo mette in evidenza come pochissimi uomini, specialmente in fisica e specialmente a livelli più avanzati di carriera, riescano ad ammettere che ci sia una vera discriminazione o che sia l’ambiente sociale, piuttosto che la materia in se, a rendere difficile alle donne fare fisica. Le conclusioni dell’autrice Elaine Howard Ecklund e dei suoi colleghi sono molto interessanti, invece. Suggeriscono che evidenziare maggiormente gli aspetti pratici di fisica potrebbe aiutare ad attirare più donne, e sarebbe anche una buona idea spiegare ai giovani ricercatori maschi che non ci sono differenze fisiche che possano rendere gli uomini più portati per la matematica. Per chi non ci credesse, ci sono studi che lo dimostrano.

La mia esperienza è che la discrimazione nei confronti delle donne in fisica c’è ancora eccome. La voce di una giovane donna conta sempre meno di quella di un uomo, si deve sudare molto solo per farsi ascoltare e farsi prendere sul serio. Certo, molte dinne ce la fanno, ma la maggior parte di loro devono rinunciare non solo ad avere figli, ma spesso anche ad avere un marito. Molte donne in fisica devono rendersi dure e forti per sopravvivere e farsi strada in questo ambiente. Certo, qualcuna è più fortunata e finisce in un circolo di persone migliori, ma purtroppo sono ancora una minoranza. E poi, diciamo la verità, cosa possiamo aspettarci da un posto che appende cartelli come quello in cima a questo articolo? Quella è una foto presa nell’edificio in cui lavoravo al CERN. Evidentemente lì si aspettavano che le donne facessero un altro tipo di lavoro, non la ricercatrice….

29 Commenti »

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  • # 1
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Il triste caso di Rosalind Franklin non lascia molti dubbi sul fatto che ancora non possiamo dirci immuni da pregiudizi sulle donne, e non solo per quello che riguarda il campo scientifico.
    L’ostacolo maggiore che vedo nella parificazione uomo-donna è il fatto che in tanti paesi la responsabilità di mettere al mondo dei figli ricada ancora unicamente sulle spalle della donna e non ci siano leggi che permettano un maggiore coinvolgimento della controparte maschile.

  • # 2
    poz
     scrive: 

    Sarebbe però interessante andare a vedere quante matricole donne ci sono nelle facoltà di fisica. Se c’è un rapporto 1:10 tra matricole donne e uomini è difficile che poi si raggiunga la parità nei ranghi accademici. Poi possiamo discutere perchè si iscrivono poche donne alla facoltà di fisica….

  • # 3
    pippovfr
     scrive: 

    Al mio corso di scienze informatiche c’erano 5-6 ragazze su 150 iscritti, da quel che ho visto la situazione era simile anche nella maggior parte delle facolta tecniche quali meccanica, elettrionca, fisica e via dicendo.
    La situazione era opposta su materie umanistiche, sociali o artistiche, dove gli uomini erano una netta minoranza (ma questo non sembra essere un problema, lo è solo quando sono le donne a quanto pare).
    Ricordo inoltre che le donne rappresentabo piu del 50% degli studenti universitari in Italia.
    E naturale che ci siano ambiti per cui in genere uno dei due sessi è maggiormente portato rispetto all’altro, e non c’è niente di offensivo se qualcuno pensa che sia dovuto a differenze morfologiche o biologiche (potrebbe anche essere cosi per quel poco che ne sappiamo). Basta vedere nelle scuole materne ed elementari dove insegnano praticamente solo donne, nessuno si lamenta di questa cosa ed anzi è opinione diffusa che gli uomini sono meno adatti. E di settori lavorativi in cui le donne sono la maggior parte ce ne sono assai, basta guardare segretarie, assistenti sociali, psicologhe o infermiere… come la mettiamo allora, dov’è che ‘le vittime sono sempre solo donne’ come sento dire spesso?
    Il problema sarebbe se alle donne dicessere ‘tu non puoi iscriverti a Fisica perche sei una donna’, questa sarebbe una vera discriminazione ma cosi non succede, le donne sono libere di frequentare i corsi e cercarsi un lavoro nel settore come tutti gli altri per cui il problema non si pone, questi discorsi pieni di vittimismo per me sono solo dei piagnistei.

  • # 4
    Alessandro
     scrive: 

    Io non frequento l’ambiente scientifico, ma sono nel ramo dell’informatica che (immagino) dovrebbe avere problemi analoghi.
    E ho sempre avuto la passione per la scienza, quindi non é raro che mi sia trovato a parlarne con amici e amiche.

    Da quello che ho visto, le donne non sono semplicemente interessate a questi argomenti. Una mia amica, decisamente piú in gamba di me, brillantemente laureata e anche diplomata al conservatorio, trilingue etc.. una volta non voleva proprio crederci quando ci siamo trovati a parlare della relativitá del tempo. Era convinta che fosse solo una esotica teoria che dovesse essere dimostrata. Io ero letteralmente senza parole.

    L’idea che mi sono fatto é questa: poiché le donne, in gran parte, ad argomenti come scienza, tecnologia, sport e motori non sono minimamente interessate, si forma nella mente l’idea che non ne sappiano granché. E questa idea é corretta quasi sempre (nella vita di ogni giorno).
    Difficile poi non essere influenzati da questa idea che si é sedimentata nel nostro inconscio, anche quando si ha a che fare con professioniste.

    E, infatti, in quegli ambiti anche altamente specialistici ma nei quali non si é formata (o si é ormai dissolta) l’idea che alle donne non interessi l’argomento, la discriminazione é infinitamente piú lieve. Si pensi alla medicina, all’avvocatura, all’editoria.

    Non sempre é necessario scomodare il maschilismo :-)

  • # 5
    Alessandro
     scrive: 

    …E un consiglio, alle donne, me la sento di darlo: ogni volta che parlate di qualche argomento storicamente ‘maschile’, e venite ignorate o quasi, oltre a prendervela con noi brutti maschilisti, ringraziate anche le vostre amiche donne che per tanto tempo (e oggi ancora) mostrano zero interesse per questi argomenti.

    Io, come uomo, da mia moglie, mia madre e mia suocera vengo quasi ignorato ogni volta che provo a occuparmi di qualcosa che riguarda le mie bimbe o la casa.
    Ringrazio tutti gli uomini del passato che non si sono mai voluti occupare di queste cose :-(

    E in ogni caso, anche se ci fossero differenze biologiche alla base di questi diversi interessi, che problema c’é? Che siamo diversi lo si puó vedere ad occhio nudo, sia fisicamente che emotivamente. Perché queste differenze non dovrebbero riguardare anche la sfera intellettiva?
    Io, ad esempio, non so assolutamente come faccia mia moglie a gestire tutti gli appuntamenti, la burocrazia, gli impegni, visite mediche per le piccole, bollette, conti.
    Io mi perdo subito…

  • # 6
    muvideo
     scrive: 

    Ciao
    forse non ho capito bene i grafici ma (citandoti):

    “Già queste risposte incutono un po’ di angoscia, almeno a me. La prima cosa che noto è che gli studenti sono più ottimisti e non vedono una maggiore discriminazione per le donne in fisica, mentre con l’avanzare della carriera le donne se ne rendono conto e come.”

    Un paio di considerazioni:
    – ci potrebbe essere anche differenza temporale tra le
    esperienze, magari in passato era peggio e chi e’ avanti
    con la carriera ha affrontato l’ambiente anche in tempi
    piu’ remoti.
    – Chi e’ piu’ avanti nella carriera potrebbe accumulare
    piu’ episodi di discriminazione, guardando l’ultimo
    grafico potrei anche immaginare che le maggiori difficolta’
    ci siano quando si diventa assistenti.


    Al contrario gli uomini continuano nella propria carriera senza rendersi conto di questo problema.

    Non mi e’ difficile immaginarlo, chi e’ “vittima” se ne ricorda
    bene che e’ osservatore tende a dimenticare o sminuire.


    Mi stupisce enormemente anche vedere come i giovani dottorandi e post-doc di genere maschile ritengano che le donne non siano adatte a far fisica e che siano predisposte a fare pittosto biologia.

    Il secondo grafico riguardante predisposizioni “naturali”
    sembra non mostrare differenze significative tra i sessi,
    mentre il terzo che riguarda chi pensa che sia a causa di
    una eventuale preferenza personale verso biologia piuttosto
    che fisica sembra che contenga una buona percentuale anche
    di donne.

    Fabio.

  • # 7
    Enrica
     scrive: 

    Caro Alessandro, quanto dici è vero, ma non ti sei posto la domanda sul perchè? Forse anche tu pensi che le donne hanno meno propensione a certi argomenti difficili, che non debbono essere necessariamente tecnico-scientifici (il mio professore di filosofia al liceo sosteneva che le donne non capiscono la filosofia). Non ti è venuto il piccolo dubbio che esistono discipline e carriere da cui le donne sono state tenute fuori per secoli, e che tutto ciò abbia influenzato anche il presente? Che le mamme perpetuano con la loro educazione una separazione stereotipata dei ruoli? Il tuo è un discorso molto pericoloso, per anni in passato alcuni “scienziati” hanno tentato di dimostrare che esistevano diverse propensioni e capacità intellettive nelle diverse razze umane..e i risultati sono stati piuttosto disastrosi. Cerca di non fare di ogni erba un fascio, soprattutto basandoti sulle donne che frequenti tu.
    Inoltre l’articolo verte su un altro tema, laddove una donna ha conseguito come il collega maschio una laurea o dottorato in una certa disciplina (e quindi era interessata, no?), non ha le stesse chance del maschio. E per inciso, il tetto di cristallo esiste anche in biologia…

  • # 8
    Alessandro Botta
     scrive: 

    Personalmente sono DISGUSTATO dai risultati evidenziati da questa ricerca.
    Nel mio piccolo non ho mai pensato che uomini e donne siano uguali, ma che essi debbano avere pari opportunità e dignità in ogni ambito, ambiente e luogo.
    Io penso che dal punto di vista biologico-cerebrale uomini e donne siano sostanzialmente identici, e che queste differenze di “interessi” derivino da fattori socio/ambientali: l’educazione dei genitori e della società, la ripartizione dei compiti della vita quotidiana (gravidanza, assistenza ai famigliari ecc.) ed infine… Pregiudizi, convinzioni e stereotipi vari.
    Non è un mistero che spesso le femmine vengano indirizzate fin dalle scuole superiori verso indirizzi “umanistici” di studio, a differenza dei maschi che invece vengono instradati in quantità molto maggiori verso i rami “tecnico/scientifici” del mondo dell’istruzione… Conseguenza?
    Se “educhiamo” le femmine a seguire una certa strada, i risultati non possono che essere questi: discriminazione, pregiudizio, ghettizzazione o quasi (laddove qualche persona coraggiosa provasse a entrare in questi ambienti o a scardinare questi meccanismi).
    NB: tutto questo però vale anche nel caso dei maschi, i quali subiscono lo stesso trattamento in alcuni ambiti quali: l’educazione pre-scolare e primaria, le facoltà di scienze dell’educazione e psicologia (frequentate in quasi totalità da femmine). La domanda a questo punto però è: “Sebbene le donne siano evidentemente più discriminate, perchè i maschi non evidenziano le situazioni analoghe?”

    Questi erano i miei 2 cents.

  • # 9
    muvideo
     scrive: 

    Vabbe’, nel commento #6 ho fatto un casino con le citazioni,
    non sono molto leggibili, spero sia comprensibile comunque.

  • # 10
    Enrica
     scrive: 

    Ho 65 anni anni e mi deprime molto leggere frasi come: “E’ naturale che ci siano ambiti per cui in genere uno dei due sessi è maggiormente portato rispetto all’altro, e non c’è niente di offensivo se qualcuno pensa che sia dovuto a differenze morfologiche o biologiche (potrebbe anche essere così per quel poco che ne sappiamo”. Sono laureata in biologia, posso affermare che un po’ ne sappiamo sulle diversità fra generi, magari qualche mio collega maschio, ne saprà più di me su quelle “differenze” che fanno propendere la donna alle professioni più “materne”, maestra e infermiera dovute alla sua fisiologia, rispetto al “broker” in borsa, professione maschile per eccellenza. Ne so abbastanza però per dire che sicuramente ci sono differenze nella massa muscolare dell’uomo rispetto alla donna, e che esistono caratteristiche fisiche ed ormonali da far si che in origine, il maschio provvedesse alla caccia e alla difesa della femmina più debole e quest’ultima si dedicasse alla prole. Se qualche maschio se ne fosse dimenticato, ci sono stati diversi millenni di evoluzione e stratificazione socio-culturale per appiattire abbastanza queste differenze. A parte il fatto che il maschio non può fare figli, e che la femmina ha un cromosoma X più evoluto, non parlerei con troppa faciloneria di “Che siamo diversi lo si puó vedere ad occhio nudo, sia fisicamente che emotivamente. Perché queste differenze non dovrebbero riguardare anche la sfera intellettiva?”
    Tra questa affermazione e quella di dire che i neri sono più portati al lavoro manuale e gli ebrei all’usura ci corre molto poco. Magari poi, è vero, invece di piagnucolare sul fatto che i baroni maschi prediligono far fare carriera ad altri maschi, finalmente noi donne dovremmo smetterla di ricorrere a mezzucci per farci accettare come l’altra metà del cielo, e di ringraziare che ci permettano addirittura di iscriverci alle “loro” facoltà. Dovremmo cominciare ad educare meglio i nostri figli, specialmente maschi, ad esempio a condividere i doveri per le necessità quotidiane, compreso giocare coi figli e ricordarsi di pagare la bolletta. Troppo comodo dire: non ci sono portato!

  • # 11
    Alessandro
     scrive: 

    -“Che siamo diversi lo si puó vedere ad occhio nudo, sia fisicamente che emotivamente. Perché queste differenze non dovrebbero riguardare anche la sfera intellettiva?”
    Tra questa affermazione e quella di dire che i neri sono più portati al lavoro manuale e gli ebrei all’usura ci corre molto poco.

    Capisco la tua posizione, ma stai attenta anche tu a non confondere una posizione oggettiva e scientifica con una tendente al politically-correct di maniera.

    Tra ‘i bianchi’ e ‘i neri’ esistono differenze eccome: dalla pigmentazione della pelle alla composizione muscolare, dall’altezza media alla morfologia del volto.
    Sono, queste, differenze che dovrebbero far prevalere una ‘razza’ sull’altra? Certo che no. Chi, in passato, ha usato vere o presunte differenze non ha certo fatto scienza. Né la fa chi oggi vorrebbe vedere sempre e comunque uguaglianza.

    -Troppo comodo dire: non ci sono portato!

    No no, sono proprio negato: memoria scarsa, tendenza a fantasticare e completa inettitudine verso la burocrazia.

    In compenso mia moglie non ne vuole sapere di guidare (nonostante siano 10 anni, fin da quando ci siamo conosciuti, che la sprono a fare uso della sua patente).
    Se non ci tengono le donne (generalizzazione voluta per ottenere una iperbole, non fraintendere) a far valere la propria emancipazione, chi dovrebbe farlo?

  • # 12
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Non capisco come si faccia a parlare di “evidenti” differenze intellettive tra uomo e donna quando non è stato mai prodotto uno straccio di prova, essendo inoltre mistersiosa la mente umana in generale.
    Inoltre anche le differenze fisiche tra uomo e donna non hanno certo delle conseguenze qualitative su quello che può o non può fare una donna…

  • # 13
    Notturnia
     scrive: 

    non è possibile che non siano interessate alla fisica quanto i maschi ?..

    avete mai visto quante donne ci sono ad architettura o a lingue ?.. allora il discorso li non sarebbe l’ooposto ?..

    mi pare un discorso ridicolo..

    le donne fanno cose differenti da quelle che fanno gli uomini nella stragrande maggioranza dei casi..

    quante donne falegname conoscete ?.. o donne che abbiano l’hobby della falegnameria ?.. io nessuna.. ma conosco molti uomini con quella passione..

    Donne che adorano smontare motori di macchine/moto ?.. forse una ne conosco.. ma di uomini parecchi..

    uomini che adorano dipingere ?.. non ne conosco.. donne ?.. ne conosco.. vedi mia moglie..

    etc.. uomini a cui piace fare ore ed ore di centri commerciali per vedere decine e decine di negozi ?.. nessuno.. donne ?.. quasi tutte..

    non è che uno è meglio o peggio dell’altro.. è che siamo diversi.. e la diversità balza all’occhio.. non è razzismo.. siamo diversi e per fortuna direi io.. sai che noia se uomini e donne fossero uguali e se fossero uguali in tutto ?..

    una noia mortale..

    è bello vedere che ci sono donne brave in fisica così come uomini bravi in lingue antiche.. ma non per questo sarebbe MEGLIO o PEGGIO se ci fosse 50-50 in tutto.. che cavolo di diversità poi ci resterebbe ?.. le coppie non sono ben assortite proprio perchè ci sono tante piccole differenze ?..

    boh.. non capisco chi si offende nel sentire che uomini e donne sono differenti..
    e non credo che una donna che studia fisica sia più emancipata di una che non studia fisica..

    spero che quella che studia fisica lo faccia perchè le piace e non per una stupida affermazione di femminismo..

    sarebbe come un uomo che studi architettura solo perchè vuole dimostrare di essere capace a far meglio delle donne.. sarebbero due falliti nel mio modo di pensare.. dovrebbero fare quello che fanno per loro stessi.. e se poi non capita di trovare donne che studiano fisica non vedo il dramma.. non trovo neanche molte donne in miniera o molte donne in edilizia o molte donne in altoforno.. ma non mi pare che li sia sentito come un difetto dalle donne quello di non andare a fare lavori pericolosi ..

    boh..

  • # 14
    bob
     scrive: 

    Cito alcuni che hanno, giustamente, parlato di settori in cui la presenza femminile è dominante, basti pensare agli asili, alle scuole primarie, ecc.

  • # 15
    sky
     scrive: 

    bah, sono convinto che gli interessi siano al 90% figli della società in cui si vive. Se fossimo vissuti in una società in cui le donne si occupavano di motori e gli uomini di shopping indovina un po’… il discorso sarebbe opposto.

    il fatto che in fisica vi siano meno donne può essere dovuto a mille motivi e non credo che il disinteresse possa essere l’unica spiegazione.

    Di sicuro però posso pensare che quella del numero di iscrizioni sia una bufala bella e buona. Al mio corso di laurea in matematica il primo anno c’erano 6 ragazzi e 25 ragazze. Ma come dottorandi ora ci sono solo 2 ragazzi. Le ragazze si sono laureate ma hanno deciso di dedicarsi ad altro. E di sicuro il problema non è l’emarginazione allora o il basso numero di iscritti.

    Se penso anche ai periodi in cui vi erano le garette dei giochi matematici ora che ci ripenso le ragazze erano abbastanza rare. Eppure le iscrizioni erano aperte a tutti. e con rare intendo piu un 1 su 50 che un 1 su 5…

    Con questo ovviamente non si arriva a dire che la donna sia meno intelligente dell’uomo. Solo che la donna esprime al meglio il suo potenziale in altri settori altrettanto complicati. Ma non serve molto ingegno per capire che se su 10 fisici 9 sono uomini e su 10 nobel 9 sono assegnati ad uomini scienziati uomini e scienziati donne hanno uguale capacità di arrivare a risultati di rilievo.

  • # 16
    Andrea
     scrive: 

    Citazione: Certo, molte dinne ce la fanno, ma la maggior parte di loro devono rinunciare non solo ad avere figli, ma spesso anche ad avere un marito.

    Commento: Beh complimenti..ne è valsa la pena rinunciare al lavoro principale di una donna per i soldi e la fama?

  • # 17
    Cristian
     scrive: 

    Mi sono sempre chiesto perché ne seguenti lavori c’è una grossa disparità tra sessi:

    – Minatori
    – Macellai
    – Muratori/Carpentieri
    – Operatori ecologici
    … e così via.

    Certo luoghi comuni si potrà dire, ma quante donne avete sentito lamentarsi per la disparità in questi campi? Ci sono delle “barriere maschiliste” per questo tipo di lavori? si possono avere dei grafici anche per queste categorie di lavori per capire il perché? dai… suvvia! i problemi seri e veri sono altri, in QUESTA parte del mondo c’è una buona parità tra i sessi, e in taluni casi la parità e molto a favore del lato femminile (vedi separazione con figli).

    Tempo fa era saltato fuori che gli articoli di wikipedia erano scritti per la maggior parte da uomini, e subito le femministe giù a criticare, ora vorrei capire cosa frena le donne a scrivere articoli su un’enciclopedia libera…

  • # 18
    Flare
     scrive: 

    Queste differenze per lo più di origine culturale: maschi e femmine vengono educati e condizionati fin da bambini. Dai giochi diversi allo scoraggiare certi comportamenti non consoni allo stereotipo di genere (ad esempio ai maschietti: “non piangere come una femminuccia”) e così via. Non tutti si rendono conto di quanto sia pervasivo questo condizionamento. Come hanno detto anche altri, oltre agli stupidi pregiudizi, più che discriminazione, alla maggior parte delle ragazze certe cose semplicemente non interessano e viceversa i ragazzi.

    Molto di ciò che si ritiene essere da uomo o da donna però è un artificio culturale, tant’è che alcune professioni un tempo tradizionalmente maschili (ad esempio l’avvocato) sono cambiate o stanno cambiando.

  • # 19
    MammaMia
     scrive: 

    Essere Donne o Uomini… che altro serve per la fisica?

    A si certo una mente elastica aperta e mola ma molta passione.

    La differenza tra i due sessi è solo nella funzione di riproduzione.

    L’uomo può essere padre anche a 50-60 anni… la donna a 50 è in menopausa… quindi nel periodo tra i 20 e i 40 anni, l’uomo può pure rinunciare a procreare, la donna invece è in piena fase di affannosa ricerca di trovare un uomo per avere figli… è un richiamo molto forte, solo dopo i 60 la donna prende più coscienza del proprio ruolo nei campi non procreativi…

    Purtroppo l’uomo sapendo che la sua paternità non è un problema, è più rilassato della donna… che invece per far carriera deve annullare il desiderio di creare nuova vita, prima che la sua stessa natura di donna la escluda per sempre dalla procreazione.

    Lo vedo tutti i giorni anche nella società civile comune, la donna oggi diventa madre per la prima volta tra i 25 o 35 anni e tra i 40 o 45 anni … è ovvio che poi una donna che si applica nella fisica, deve studiare almeno fino a 25-26 anni e poi deve impegnarsi in ricerca almeno fino a 30-35 anni… e la finestra per figliare va da 36 fino a 40-45 … è ovvio capire che è proprio quest’ultima l’età dove l’affermazione scientifica è più plausibile, ma purtroppo la donna deve reprimere la propria spinta ormonale a cercare un compagno degno per figliare con un buona stabilità di coppia e sicurezza economica consona alle esigenze familiari.

    Nulla toglie alle donne se invece rinunciano alla spinta riproduttiva surrogandola con lo studio, la ricerca e la divulgazione scientifica del proprio lavoro donandolo al mondo come una madre dona suo figlio (frutto del suo seno).

    E’ come accade con chi va in convento, rinuncia alle pulsioni riproduttive e le sublimano in maternità, paternità diffusa a tutto il mondo.

    Ecco perchè la donna non fa molta strada… deve essere forte di spirito e sublimare la maternità in un parto più di livello mentale e una maternità più astratta di quella che la natura evolutiva dell’ essere umani a geneticamente programmato specificatamente per la donna.

  • # 20
    Cristian
     scrive: 

    Nessuno ti punta una pistola alla testa se non vuoi avere prole, è un non problema la prole. La vita è fatta di scelte, non si possono barrare solo le caselline che ci piacciono.

    Se senti l’irrefrenabile impulso di procreare devi fare una scelta, o dedichi tempo alla tua prole o alle pubblicazioni, o fai come superman e fai entrambi.

    Prima di addossare al mondo il proprio insuccesso, guardiamoci dentro e cerchiamo di capire, cosa voglio? il mio obiettivo è realisticamente realizzabile? cosa fare per ottenere ciò che voglio?

    P.s.
    Con tutto il rispetto per Eleonora, di cui leggo sempre con piacere gli articoli scientifici, l’esempio del cartello è un’arma un pochino a doppio taglio, perché a questo punto gli uomini dovrebbero essere alterati dal fatto che nel cartello di “Lavori in corso” è stilizzato un uomo, è un problema? io non ho mai sento un uomo sentirsi denigrato per questo, eppure i lavori stradali non sono uno dei lavori più ambiti…

  • # 21
    Giacomo
     scrive: 

    Boh, oggigiorno le femmine hanno piena libertà di iscriversi a qualunque facoltà, eppure nell’ambito delle scienze dure se ne vedono sempre poche… cosa facciamo, istituiamo le quote rosa pure lì, con superamento di esami automatico e laurea garantita, nonché lavoro immediato e sicuro?

  • # 22
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Personalmente non credo che figli e maternità possano incidere.

    A prescindere dal tipo di occupazione, ormai si tende ad avere figli molto tardi, ben dopo i 30 anni.

    Quindi in un periodo in cui, se sei bravo/a, dovresti aver trovato una sistemazione in ambito accademico o di ricerca privata.

    Senza nulla togliere che l’arrivo di un bambino ti cambia la vita, e che ciò vada senz’altro a pesare molto di più sulla madre.

    Infine le differenze fra uomini e donne ovviamente biologicamente ci sono, e non riguardano soltanto il sesso, ma anche i muscoli e il cervello (se non ricordo male nelle donne i due emisferi hanno più collegamenti; un medico mi correggerà se sbaglio).

    Credo, comunque, che sia tutto da dimostrare che tali differenze possano incidere nello studio e nell’applicazione delle varie materie.

  • # 23
    robin
     scrive: 

    Il pericolo di queste facoltà scientifiche secondo me è di diventare una specie di montato; l’impressione che ho è che ognuno creda di essere il cinico della situazione, basta sentire queste persono che parlano di differenze morfologiche, e questo è favorito da tutti questi film, questi stereotipi di basso livello che descrivono i fisici e i matematici come degli spostati. Detto questo il problema delle donne è generale, ci sono posti in italia dove non possono nemmeno uscire di casa senza permesso

  • # 24
    Flare
     scrive: 

    @Cesare: le differenze biologiche nelle strutture dei cervelli maschili e femminili non sono così marcate come si crede; non solo, ma il cervello è anche estremamente duttile e adattabile. A tal proposito, propongo un’interessante lettura:

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3176412/

    There are only a few brain characteristics for which the term sexually dimorphic […] most documented sex differences in the brain, however, and in particular in regions involved in behavior, emotion, and cognition, there is a considerable overlap between the distributions of the two sexes.
    […]
    Current data on the effects of environmental events on brain structure strongly suggest that heterogeneity in the “male/female” type of an individual’s brain characteristics is the rule, rather than the exception.
    […]
    Evidence that the structure of the brain is responsive to pre- and post-natal manipulations and that these may affect sex differences in brain structure is not new […] there is no “true dimorphism” that is obscured by genetically and environmentally induced variability. There are no “true” “male” and “female” brains out there to discover. The true nature of the brain is that its form is highly variable. This variability is created by the interaction of genes (on sex chromosomes and on autosomal chromosomes), hormones (gonadal and others) and environment, in utero and throughout life.

    E nel cervello umano, i fattori sociali poi contano tantissimo.

    Concordo sulla muscolatura, ma a parte che siamo in un’epoca in cui abbiamo macchinari più forti di qualsiasi muscolo, non servono tutti questi bicipiti per studiare fisica. :)

  • # 25
    Sono una panca
     scrive: 

    >Giacomo scrive:
    >Boh, oggigiorno le femmine hanno piena libertà di iscriversi a qualunque facoltà, eppure >nell’ambito delle scienze dure se ne vedono sempre poche… cosa facciamo, istituiamo le quote >rosa pure lì, con superamento di esami automatico e laurea garantita, nonché lavoro immediato e >sicuro?

    Grande!!!!!

  • # 26
    nerdosello
     scrive: 

    Un mio carissimo professore di Fisica modello vecchio stampo (una persona fantastica e che aveva davvero a cuore l’istruzione) mi disse una volta che ha avuto tantissime ragazze super-brave, ma nessuna “genia”. I pochi geni che ha avuto erano maschi. Ha riconosciuto che in media le ragazze erano sempre molto più brave della media maschile.

    My 2 cents

  • # 27
    Tom
     scrive: 

    “L’articolo mette in evidenza come pochissimi uomini, specialmente in fisica e specialmente a livelli più avanzati di carriera, riescano ad ammettere che ci sia una vera discriminazione o che sia l’ambiente sociale”.
    Davvero strano, dalla mia esperienza risulta il contrario. L’argomento ricorre spessissimo tra i fisici e, parlando con decine di colleghi, posso dire che sono praticamente tutti d’accordo sul fatto che tale disparità uomo/donna abbia origine di natura sociale (non certo genetica o legata ad attitudini innate)… In fisica così come in politica, o in tante altre discipline. Anche in biologia, basta vedere il rapporto donne/uomini tra gli studenti e confrontarlo con quello ottenuto tra i professori ordinari.

  • # 28
    Hal
     scrive: 

    La storia dl cartello contestualizza e ridefinisce l’importanza e lo spessore di un simile articolo.

  • # 29
    ElpJo84
     scrive: 

    Invece di difendere ipocritamente le donne, è più corretto dire che, a parità di scelte scolastiche, sono gli uomini ad essere molto più fissati con la tecnologia.

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