di  -  mercoledì 7 novembre 2012

Recentemente sono capitato su una pagina di Branch in cui alcuni giornalisti hi-tech statunitensi discutono del prezzo dell’iPad Mini. Un prezzo che ad alcuni è sembrato elevato, pur considerando la qualità produttiva del prodotto e la maggior dimensione dello schermo rispetto alla concorrenza targata Google e Amazon.

Nulla da dire: Apple non si è propriamente calata le braghe per contenere il prezzo. Ha mantenuto specifiche tecniche valide benché piuttosto conservative e preservato un margine non troppo diverso rispetto a quello che ne ha fatto la fortuna in borsa. D’altronde la posizione di Apple nel mercato tablet è ancora sufficientemente forte da consentirle di fare il prezzo (e di non scendere a compromessi sulla qualità costruttiva).

C’è poi un aspetto che vale la pena di sottolineare relativamente ad iPad Mini: tutta la gamma di prodotti iOS porta soldi nelle casse di Apple primariamente attraverso l’hardware. Google e Amazon al contrario sviluppano margini esigui se non inesistenti sui propri tablet in forza di un diverso modello di business, più dipendente dai contenuti. Gioca poi un ruolo primario la posizione di mercato, che li costringere a innescare una price war per estendere la base utente e avviare quell’effetto volano sul software e i contenuti che oggi molto contribuisce alla forza di iOS.

Ciò premesso, iPad mini assumerà il ruolo “storico” di abbassare sensibilmente il prezzo medio di vendita di iPad, con conseguenze rilevanti: le vendite del mini andranno inevitabilmente a cannibalizzare quelle dell’iPad, sia del 2 ormai prossimo alla dismissione, che del 4, per tutti coloro che troveranno il nuovo formato più pratico nei propri scenari di fruizione.

Personalmente dopo aver maneggiato il mini, il 4 mi è parso… un mattone. Già non ho mai trovato il formato da 9,7″ troppo idoneo a scenari d’uso diversi dal divano. Se fossi abituato a fare presentazioni con l’iPad – molti commerciali lo usano quotidianamente a questo scopo – probabilmente rinuncerei con riluttanza allo schermo da 9,7″. Non essendo questo il caso ho modo di godermi tutti i vantaggi del nuovo nato in casa Apple sul divano senza rimpianti nel resto della giornata.

Non mi dispiace neppure che il mini sia ancor più orientato del “fratello maggiore” alla fruizione di contenuti: da fedele utente di Dropbox, ho voluto dare una chance a iCloud via iWork per iOS. Ebbene, mi è bastato un minuto per vedere vanificate le mie speranze su un’autentica trasportabilità dei dati fra Mac e iPad: basta aprire un documento di media complessità per perdere tutte le formattazioni. Paradossalmente l’iPad rende in questo scenario – cruciale a mio modo di vedere – molto più sensato l’approccio web-centrico di Google Docs.

Complessivamente, da utente, credo che l’iPad Mini finirà per essere l’unico iPad di cui sentirò il bisogno. Cercando di allargare la prospettiva, credo rimanga ferma una considerazione che esprimevo già qualche mese fa riguardo alle aree di sovrapposizione nella gamma Apple:

Ma con un iPad mini 3G a questo punto sempre in tasca, non finirei per usare meno l’iPhone, o meglio, per usarlo più che altro come telefono, che poi è la funzione a minor valore aggiunto che propone?

19 Commenti »

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  • # 1
    Davide Costantini
     scrive: 

    Il prezzo è corretto, semmai sono i concorrenti ad abbassare notevolmente l’asticella.

    IHS ha stimato 189 dollari (solo un dollaro in più di quanto avevo misurato) per i componenti più la manifattura.

    Più o meno in linea con i fratelli maggiori. Per fare un confronto, l’iPhone 5 sta intorno ai 200 dollari ma viene venduto ad un prezzo molto molto superiore.

    Con gli iPad Apple è molto competitiva specie considerando la qualità del prodotto.

  • # 2
    Davide Costantini
     scrive: 

    Aggiungo, infatti il Google Nexus 10, prodotto paragonabile all’iPad 4gen come dotazione costa “solo” 100 euro in meno.

    Sul costo dello chassis (la voce mechanical parts) risparmiano parecchio ma su schermo e SoC stiamo lì. Considerando anche che a parità di diagonale la superficie del Nexus è inferiore (diverso ratio).

  • # 3
    Floriano
     scrive: 

    Ho visto gente usare tavolette da 7″ sull’orecchio come cellulare, anche con questo ci riusciranno?

  • # 4
    Davide Costantini
     scrive: 

    Floriano, il mini come tutti gli iPad non telefona. A meno che tu non voglia usare applicativi come Skype.

    Telefonarci sarebbe davvero scomodo, per le videochiamate invece è interessante.

  • # 5
    g.
     scrive: 

    io invece sono dell’idea opposta… un prodotto da 7 pollici non lo porterei mai in giro con me (tanto quanto quello da 9 o più) e se devo usarlo in casa, molto meglio la versione da 9,7″.
    Se devo andare in giro va benissimo l’iphone5 che per i miei gusti è anche troppo grosso. E il tab da 7″ è un po’ limitato nella dimensione per quello che ne farei a casa… come vedi c’è anche chi la pensa diversamente :-)
    Sono un appassionato di tecnologia, ma portarmi in giro padelle sempre più grosse per qualcosa che si può fare senza problemi con qualcosa di più contenuto, lo ritengo esagerato… ovvio che io non ho lo smartphone per un utilizzo intensivo, mi serve per cercare qualcosa al volo o come navigatore o per telefonare… per il resto non c’è niente di così urgente da non poter fare a casa con un pc o un tablet più grossi.
    ciao

  • # 6
    floirano
     scrive: 

    @4 in effett il mio amico usa il galaxy tab da 7″ :)

    ps. non sapevo questo limite dell’ipad…

  • # 7
    phabio76
     scrive: 

    7.9″ (quasi 8), non 7″. C’è una bella differenza!
    Avete visto le foto a confronto con il FireHD e il Nexus7?
    Oltre alle dimensioni bisogna poi considerare la qualità del display, e sotto questo aspetto il mini esce sconfitto.
    http://arstechnica.com/apple/2012/11/the-skinny-on-the-mini-its-not-the-size-that-counts/

  • # 8
    Sono una sedia
     scrive: 

    Tutto sta qui, Apple vende device, Google e Amazon vendono servizi.
    Google e Amazon potrebbero anche regalare i device (e sicuramente lo faranno una volta che diventino cheap come gli orologini Casio che si trovano nei flaconi di detersivo o allegati alle riviste da un euro) per scannarsi alla conquista di clienti da legare ai loro servizi.
    Ma la disponibilità di orologini da pochi centesimi perfettamente accurati non ha mai scardinato il lucroso mercato di oggetti molto più cool in titanio, nitroplutonio, sarcaxxio, con le fasi delle lune di saturno, con 16 cronometri che nessuno usa mai, col vetro in zaffiro a forma di trapezoedro lucente e cinturino in pelle di tapirlongo…
    Si tratta semplicemente di un mercato diverso, e Apple, se riesce a mantenere il suo fattore coolness, può continuare vendere i suoi device come fanno centinaia di marche di orologi di lusso in un mondo in cui produrre un orologio costa centesimi.

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Apple può sviluppare i dispositivi più belli del mondo, ma per venderli deve comunque mantenersi al livello della concorrenza sui servizi associati (mappe, cloud, app e contenuti). Il rischio è perdere terreno su quei fronti (e su mappe e cloud sono indietro); che dal punto di vista costruttivo siano una spanna avanti mi pare difficilmente contestabile, ma non basta.

  • # 10
    Sono una sedia
     scrive: 

    @Alessio
    Nel mercato consumerizzato non è più necessariamente così.
    Gli orologini da 1 euro hanno lo stesso oscillatore al quarzo di orologi da 100 o 1000, e generalmente sono molto più precisi di orlogi meccanici a 15 rubini da 10000…
    La pila si cambia più facilmente su questi che su astruse se*he mentali di design.
    La plastica è più duratura della pelle di petauro volante scamosciato del madagascar inferiore e non rovina i polsini delle camice come i cinturini in nitruro di acciaio meteoritico dell’antartide.
    Ma quelli da 1 euro sono più brutti: non fanno crepare di invidia gli amici del calcetto al barre, non invogliano a pratiche riproduttive furbe/i arriviste/i carine/i conosciute/i il venerdì sera al privè, e non fanno nemmneno rischiare di essere rapinati!
    Insomma, non assolvono alla funzione di V1agr* psicosociale del SUV per chi vive in centro, della tv da 80 pollici in un soggiorno di 2 metri di lato, dell’ultimo melafonino o melatablet, e questo è il punto.

  • # 11
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ 10
    È sempre lo stesso discorso, l’ho sentito mille volte…

    Personalmente ho un’opinione radicalmente diversa e una sistematica intolleranza per le UI rattoppate, per le plastiche per scricchiolano, per tutto quello che è pura funzionalità senza un minimo di spirito.
    Se potessi comprare un Ulysse Nardin lo farei per il fascino di un calendario perpetuo tradotto ad ingranaggi meccanici, non certo per sfoggiarlo all’aperitivo. Credi che me ne fregherebbe qualcosa che l’orologio del fustino del dixan è più preciso? Se potessi farmi fare un’Hayabusa Turbo credi m’interesserebbe qualcosa di sapere che ci sono modi più intelligenti per andare dal punto A al punto B? Potrei andare avanti ore parlando di Hi-Fi, automobili, armi, scarpe…

    Credo che, dal punto di vista meramente costruttivo, Apple riesca oggi ad offrire prodotti che, nell’uso, danno una sensazione di qualità superiore a quanto riescono a fare i competitor. Il che non basta per scegliere un prodotto Apple, per n ragioni che ho già citato, ma comunque orienta favorevolmente la decisione.

    Dopodiché i soldi non c’entrano niente e non c’è in generale nessun giudizio di valore: è tutta una questione di sensibilità personale, non c’è una legge che valga per tutti, e chi non sa che farsene di ogni cosa che non siano le specifiche tecniche, semplicemente non è in target.

    Per vivere in pace basta perdere quel tanto di spocchia che ti fa giudicare le abitudini di consumo altrui in base alle tue.

  • # 12
    Sono una sedia
     scrive: 

    Infatti all’utente Mela, comunque voglia definire originato il suo bisogno di Cia1is per l’ego, non interessa che le mappe siano precise o meno, il fatto che Apple non abbia uno store per beni fisici come Amazon, un motore di ricerca, un servizio mail, una strategia social online e tante altre cose che hanno i competitor.
    Il bene che compra è semplcemente un tipo di bene diverso, è il design, la cooloness, il marchio, l’hype.
    Occhio che non mi rivolgo agli utenti storici della Mela, a quelli che si aspettano un determinato livello di servizio e giustamente hanno contestato tanto le nuove mappe quanto la consumerizzazione di Lion, ma mi riferisco al nuovo, romai maggioritario target della Mela, quello dei prodotti consumerizzati, quelli che da marchio di nicchia lo hanno portato ad essere la società con la più alta capitalizzazione di mercato.
    Quelli che comprano una Aston Martin per la meccanica, la finezza e la storia che sta dietro al marchio sono uno su 10, gli altri 9, e la nuova Mela l’ha capito, la comprano perchè “è la macchina di gemsbònd”.

    Viceversa, il mio discorso non vuole essere pro o contro una delle aziende, Google e Amazon vendono i servizi a cui si accede con i tablet, quindi per loro è meglio che se ne vendano tanti, anche scrausi, per avere tanti accessi, tante ipressions, tanti ads, tanti iscritti e così via.
    Il device in questo caso non è il prodotto, come per Apple, su cui in un modo o in un altro costruire il vantaggio competitivo vero o percepito come tale dall’utente.
    Il device per Google e Amazon è il male necessario per distribuire il loro prodotto, i servizi. Fosse possibile farne miliardi aggratis, anche brutti come la fame, sarebbe più in linea con le loro potenzialità competitive, basate appunto sulla qualità e quantità dei servizi.

    Il mercato è, all’apparenza, lo stesso (tanto da scatenare furiose cause legali sul design del rettangolo), ma solo all’apparenza: Apple e Google/Amazon stanno giocando due partite diversissime e per questo la vittoria di una non danneggerà più di tanto l’altra parte, come avverrebbe se si facessero concorrenza realmente sui device o sui servizi.
    Per questo non cerdo abbia molto senso paragonare i device, o i servizi, dei due schieramenti.

    Insomma, come spesso accade (non a caso per una azienda che si chiama Apple), confrontando le sue strategie di vendita con quelle di altre aziende si rischia dei confrontare mele con pere.

  • # 13
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Quelli che comprano una Aston Martin per la meccanica, la finezza e la storia che sta dietro al marchio sono uno su 10, gli altri 9, e la nuova Mela l’ha capito, la comprano perchè “è la macchina di gemsbònd”.

    Immagino tu non abbia molti “hard data” a supporto di questa affermazione. E poi magari quando sali su un’Aston Martin ti capita di sensibilizzarti ad elementi che, fin quando andavi in giro sulla Panda, non facevi caso.

    Il mercato è, all’apparenza, lo stesso (tanto da scatenare furiose cause legali sul design del rettangolo), ma solo all’apparenza: Apple e Google/Amazon stanno giocando due partite diversissime e per questo la vittoria di una non danneggerà più di tanto l’altra parte, come avverrebbe se si facessero concorrenza realmente sui device o sui servizi.
    Per questo non cerdo abbia molto senso paragonare i device, o i servizi, dei due schieramenti.

    Insomma, come spesso accade (non a caso per una azienda che si chiama Apple), confrontando le sue strategie di vendita con quelle di altre aziende si rischia dei confrontare mele con pere.

    Eppure sulla rete abbondano le flame war sul confronto dei prezzi fra un dispositivo e l’altro. Ignorando per l’appunto i modelli di business retrostanti e – spessissimo – prendendo quelli che ti propongono piattaforme gratuite come benefattori dell’umanità, quando invece lo fanno come tutti per lucro, solo che il prodotto su cui si lucra non è il tablet ma suo il fruitore.

  • # 14
    Christian
     scrive: 

    Io mi sarei anche stufato di leggere per l’ennesima volta la teoria che si compra un prodotto Apple per il look. Credo di averli acquistati fino ad oggi perché migliori della concorrenza, che è stata manifestamente travolta dai prodotti con iOS, che fosse per l’iPod touch, per iPhone o per iPad, gli altri semplicemente non c’erano, e questo è un vantaggio.

    Dal 2007 ad oggi, chi sta cadendo giusto ora dalle nuvole, può scegliere dove andare a schiantarsi, gli altri si ritrovano mani e piedi legati dalle tecniche di lock-in comuni a tutti questi prodotti. E anni di Windows hanno mostrato come sia difficile per le masse separarsi da ciò che conoscono e usano da anni.

    Proviamo a guardare per una volta agli aspetti positivi; un paese come il nostro, entrato nella campagna elettorale delle presidenziali USA come prima avrebbero fatto Congo e Nigeria, c’è la possibilità di relegare al tablet molte operazioni comuni e di fare un favore al paese. Ricordo che i nostri comuni hanno l’obbligo di ridurre o spegnere l’illuminazione stradale perché siamo importatori energetici con la bilancia economica in disequilibrio.

    Se aggiungiamo che siamo anche uno dei paesi ex sviluppati con la minore automazione e la più bassa produttività davanti al computer, allora il tablet diventa un toccasana per sottrarre i più a compiti di cui non sono all’altezza.

    Ma vi sembra normale che la discussione si fermi sempre agli aspetti superficiali, lo schermo, i pollici, la risoluzione, i megahertz e mai le possibilità, le soluzioni, le passioni, l’intrattenimento, etc.

    Io ho letto per anni meraviglie su questo Android, fin dalla vers. 1.6 e francamente ho bollato fin da subito come degli stupidi tutti gli individui che si dilettavano a parlare di cosa che non comprendo. Poi nel tempo le situazioni si evolvono e l’asticella della verità con esse, e oggi siamo di fronte a prodotti più maturi, ma non iniziamo con altre barzellette su come certe imprese realizzano gli utili.

    Il modello Google si basa sulla vendita di pubblicità e pure i servizi avevano lo stesso fine: in Italia Google è paragonabile a Publitalia80, raccoglie informazioni e ne vende dati sintetici assieme alla profilazione degli utenti. Android è un mezzo dato ai produttori di hardware per far girare il mulino di Google e questi produttori fanno i tablet per guadagnarci, lo scrivono pure, osano farlo nonostante la rete dei peones si ostini a raccontare il contrario.

    Amazon vende i propri tablet al doppio degli entry-level cinesi, e non li costruisce, dunque li acquista per ricavarne profitti in seguito. Tutti sanno che Amazon è specializzata nella coda lunga, ossia nella vendita di prodotti per i quali si è esaurito il picco della domanda. In questa fase i prezzi all’ingrosso crollano e si crea lo spazio per profitti maggiori, che compensano le minori entrate sull’hardware cinese ma di qualità dignitosa.

    Ma quello è lo strumento di lock-in e sarebbe ora di rendersene conto. Benedetta maturità, in Italia ci sono 28 milioni di persone che non l’hanno conseguita con gli studi, e molte altre neppure altrove.

    Se parlassero di cosa ha fatto il 98 percento dei possessori delle precedenti versioni di Android prima di comprare il successivo dispositivo, scoprirebbero che finora l’unico affare l’hanno fatto i venditori di hardware.

    Infatti i contenuti pro-capite non si avvicinano neppure a una frazione di questi valori.

  • # 15
    Christian
     scrive: 

    O conoscete uno che dopo aver speso € 729 per un iPhone 5 abbia fatto fatturare di più sui contenuti?

    Non succede neppure per i più economici, specie dalle nostre parti, chi compra l’hardware poi è arrivato, tranne nel caso di Apple. Chissà come mai. La forza delle vostre ragioni provate a cercarla nei bilanci di queste compagnie.

  • # 16
    Christian
     scrive: 

    Anche perché la plastica non è tra le materie prime in ascesa sui listini, forse aumenta di più il cibo.

  • # 17
    Giallu
     scrive: 

    Peggio dell’acquirente Apple con le fette di salame sugli occhi, specie di cui spesso si esagera il numero quando in realtà è una percentuale molto piccola di “aficionados”, sono gli hater anti Apple, questi si in numero esagerato, che non perdono occasione di intervenire in ogni discussione su iPad e iPhone per ribadire che “io si che ho capito tutto, poveri stolti, sono meglio di voi!”, salvo poi dimostrare superficialità preoccupante quando si cerca di capire da dove partono certe considerazioni.

    Ma come faceva notare Di Domizio, il “casual buyer” è dietro l’angolo in ogni settore. Mi immagino perciò l’utente hater, nel tentativo infruttuoso di far aprire gli occhi l’utenza, indossare le Nike, mettere il Moncler nell’armadio, comprare la fotocamera con millemila megapixel, sognare una Golf. Poveri fessi i golfisti, io ho una Panda modificata con potenza paragonabile e me la sono assemblata da solo a metà prezzo!

  • # 18
    Sauro
     scrive: 

    Il mini ė esattamente quello che volevo! Io vengo dall’iPod touch 1g. con cui ho navigato
    per anni in internet e usato applicazioni. Il mini fa questo in modo egregio e ha uno schermo
    praticamente quadruplo. Lo schermo non sembra di pessima qualità come ho letto da qualche
    recensione (forse perchė non vengo da un retina?) ed ė leggero, solido e veloce, sempre.
    Da consigliare a chi non ha un iPad o chi ha un droidpad :-)
    La differenza con un 7″ c’ė, eccome, in termini di area visualizzabile, tutto ė decisamente più grande
    Il prezzo ė congruo all’oggetto e avendolo in mano posso dire che per ora li vale.
    L’unica mia perplessità riguarda la longevità del prodotto. Quanti iOs posso aspettarmi? Probabilmente
    solo il 7…

  • # 19
    Gio
     scrive: 

    Non sono d’accordo sul discorso prezzo e hw e schermo…perche se è vero che su iPad hai assemblaggio di qualita superiore e diagonale maggiore, hai anche uno schermo a livello di RIS e qualità inferiore al nexus 7 o al fire HD….anche a livello hw mancano tante cose all’iPad mini, come GPS e NFC.
    Diciamo che iPad mini al prezzo venduto è in linea coi prodotti Apple e ha da una parte assemblaggio, materiali e fotocamera posteriore…dall’altra manca di alcune funzioni attuali e poca RAM e RIS penosa, secondo me venduto a 299 sarebbe un must, così non ci vedo un grande affare, al netto delle eventuali discussioni tra avere uni schermo da 7 o 8 pollici.

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