di  -  martedì 30 ottobre 2012

Questo pezzo fa il paio con un contributo pubblicato ieri da Simone, in merito alla sentenza che ha colpito i membri della commissione Grandi Rischi. Tutto quanto leggerete non tiene ovviamente conto delle motivazioni della sentenza, che verranno depositate fra alcune settimane. Abbiamo ritenuto di esprimerci sul tema comunque, prima che altri argomenti seppelliscano l’attuale dibattito, dispostissimi a prendere atto di qualunque nuovo elemento emerga nei prossimi giorni.

Ricordiamo che piu di due anni fa ho commentato in queste pagine le accuse sferrate contro gli scienziati della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi. I componenti di questa commissione, infatti, che altro non è che l’organo di consulenza tecnico scientifica del Dipartimento della protezione civile, sono stati accusati di avere avuto delle responsabilità per la morte di molti dei cittatini e residenti Aquilani, poiché invece di dare l’allarme sulla presenza di un imminente terremoto, hanno lasciato che la popolazione venisse tranquillizzata. In particolare, è sotto accusa la conclusione della riunione tenutasi a L’Aquila in data 31.03.2009, quando i membri della commissione non sono riusciti a fornire informazioni sufficientemente utili alla popolazione.

Prima di entrare nei dettagli, esporrò subito la mia opinione. Rimango dell’idea, come ho scritto nel mio post di due anni fa, che è sempre troppo facile puntare il dito verso la scienza, dimenticandosi che la scienza non è un’opinione, ma la sua interpretazione può esserlo. È però anche vero che la commissione grandi rischi qualche responsabilità ce l’ha. Non sta a me giudicare se la sentenza è giusta, sbagliata o esagerata (anche se faccio fatica a pensare che non sia esagerata), i magistrati sono lì per questo, ma da appassionata di comunicazione scientifica posso solo dire che trovo questa sentenza l’ennesima prova che gli scienziati devono uscire dalla propria torre d’avorio e cominciare a spiegare alla gente quello che stanno facendo, facendosi capire da tutti. Ormai la scienza non è più rinchiusa tra le mura di qualche laboratorio o nella vita di qualche ricco studioso, ormai coinvolge tutti.

I medici devono saper spiegare perché una medicazione è valida e una no, o quali sono le conseguenze dell’inseminazione artficiale, delle cure ormonali e così via. I fisici devono saper spiegare quali sono i rischi legati al nucleare e alle radiazioni ionizzanti, o alle radiazioni non ionizzanti dei cellulari. I geologi devono spiegare perché non si può costruire un hotel sulla cima di una scogliera, o quello che sappiamo su terremoti, tsunami e eruzioni vulcaniche. Dare risposte di cui la popolazione deve semplicemente fidarsi non basta più. E devono essere gli scienziati in prima persona a parlare, non lasciare che politici o altri personaggi interpretino la loro posizione secondo la propria agenda del momento.

E, secondo me, questo è quello che è successo all’Aquila. La commissione ha analizzato la situazione e, in pratica, deciso che non avevano idea di cosa sarebbe successo. Vuol forse dire che pensavano non ci sarebbe stato un terremoto? No! Ma non vuol dire nemmeno che pensavano che ci sarebbe stato. Semplicemente non ne avevano la più pallida idea. Perché? Semplicemente perché non c’è modo di predire un terremoto. Ebbene, era questo che dovevano dire, chiaramente, con la propria voce, a tutti. Volete andarvene? Andatevene. Volete restare? Restate. Perché, ahimè, noi non possiamo aiutarvi a decidere. Invece quale messaggio è passato? Quello di De Bernardis, in cima alla lista degli imputati, che ha detto: “non c’è un pericolo, io l’ho detto al Sindaco di Sulmona, la comunità scientifica mi continua a confermare che anzi è una situazione favorevole perciò uno scarico di energia continuo, e quindi sostanzialmente ci sono anche degli eventi piuttosto intensi, non sono intensissimi, quindi in qualche modo abbiamo avuto abbiamo visto pochi danni”.

Ora, non dico di essere Stephen Hawkings o Brian Greene, ma se mi dicessero di spiegare la connessione tra sciame sismico e un conseguente terremoto, non mi sognerei minimamente di dirlo così. Quello che immagino De Bernardis volesse dire è che se il terremoto ha un’energia potenziale di 100, può rilasciarla tutta insieme, ma può anche rilasciarla un po’ alla volta. Le scosse precedenti si portano via un po’ dell’energia totale, ma resta il fatto che il terremoto finale ne ha comunque tanta! Ben lontano da dire che “non c’è un pericolo”. Tra l’altro sembra anche che questa frase sia in realtà falsa: vediamo da questo post di Marco Cattaneo, scritto poco dopo il terremoto, che uno sciame sismico non ha una correlazione sufficiente con il “big one” da poter servire da riferimento, né in un senso né nell’altro.

Il problema di questa cattiva interpretazione è spiegato bene nel post del matematico Maurizio Codogno. La logica è una scienza molto importante che, se non capita bene, può portare a conclusioni molto sbagliate. L’esempio tipico è: tutte le stelle sono fatte di gas. Marlyne Monroe è una stella. Quindi Marlyne Monroe è fatta di gas. L’induzione funziona solo se applicata nel modo corretto. In questo caso assumere che siccome lo sciame sismico non implica che ci sarà un grande terremoto non vuol assolutamente dire che la presenza dello sciame sismico implica che NON ci sarà un terremoto. È una bella differenza.

Insomma, la commissione non avrebbe potuto prevedere il terremoto. E su questo siamo tutti d’accordo. Al contrario di quello che molti pensano, nessuno li ha accusati di questo. Come è possibile leggere direttamente dalla requisitoria, il problema è che non è stato comunicato nel modo corretto il rischio che avrebbe potuto esserci un terremoto. E questo si sapeva. Si sapeva perché quella è una zona altamente sismica e prima o poi un terremoto di quelli potenti c’era da aspettarselo. Il problema è che secondo l’accusa  “Sono state fornite dopo la riunione informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione”.

Secondo i PM gli imputati “sono venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione” soprattutto, direi, dal punto di vista dell’informazione. Queste notizie rassicuranti “hanno indotto le vittime a restare nelle case”. Questa conclusione dei PM è secondo me dovuta al fatto che nessuno ha capito che il rapporto della commissione non era rassicurante, la popolazione non aveva nessuna ragione per interpretarlo così. Però è successo, e secondo me è impossibile non dare qualche responsabilità alla commissione: se sei uno scienziato è tuo dovere spiegare nei minimi dettagli quello che sai e quello che non sai. Invece hanno lasciato la parola alla stampa e alla politica (come sappiamo dalle intercettazioni fatte a Bertolaso), lasciando così la patata bollente in mano ad altri, che l’hanno usata secondo i propri interessi.

Quindi secondo me siamo di fronte a un processo al capro espitatorio di turno, ma uno scienziato responsabile dovrebbe evitare di finire in una situazione del genere, spiegando il proprio lavoro e la propria opinione nel modo migliore e più dettagliato possibile. Detto questo, mi auguro che ci si renda conto della differenza tra omicido e imperfezioni nella comunicazione…

19 Commenti »

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  • # 1
    Mortimer86
     scrive: 

    Concordo in parte con l’articolo.
    Sono dell’idea che la sentenza (giusta IMHO) non condanni gli scienziati come rappresentanti della scienza, ma gli scienziati in quanto persone. Persone che sono state chiamate (e pagate) per dare un loro parere in nome della scenza.
    Dichiarando pubblicamente (e apponendo le firme sul documento che ricalcava le dichiarazioni pubbliche) che non vi era pericolo, solo per ragioni mediatiche, sono venuti meno a ciò per cui erano stati interpellati e hanno messo in cattiva luce la scienza di cui si volevano fare portavoce.

    Per cui sono stati puniti per aver agito in malafede, dato che sapevano che non era possibile prevedere un terremoto, ma neppure escluderlo come invece hanno fatto.

    Sono stati succubi di una mano che non era quella della scienza ed è giusto che sia stato dato un segnale per evitare che altri “luminari” cedano facilmente a pressioni politiche.

  • # 2
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Beh, il fatto è che il documento firmato da loro non dice che non c’è pericolo. Il problema è la comunicazione con i media che è stata portata avanti.

  • # 3
    Mortimer86
     scrive: 

    Si, peccato che il verbale sia stato firmato il giorno DOPO il terremoto, quindi prima dell’evento vi erano solo le rassicuranti dichiarazioni in pubblico, senza che nessuno ne prendesse le distanze.

  • # 4
    avve
     scrive: 

    L’articolo è chiarissimo e condivisibile. Rimane il fatto che 6 anni di carcere (ammesso che verranno mai scontati) sono indubbiamente eccessivi, per una responsabilità colposa in un ruolo comunque di rischio.
    Il problema secondo me è l’inadeguatezza dell’assetto legislativo per trattare casi analoghi. Un problema di competenza politica, e che quindi andrebbe risolto senza attendere che l’iter giudiziario percorra i rimanenti 2 gradi di giudizio.

  • # 5
    Etom
     scrive: 

    Non sò voi, ma 6 anni di carcere per essere una delle cause della morte di TANTE persone, non mi sembrano poi così tanti in senso assoluto.

    Loro facevano parte di una commissione appositamente creata per ridurre i rischii per la popolazione, erano pagati per quello e per tanto ne hanno responsabilità.

    Se non se la sentivano, potevano rifiutare, non penso che siano stati costretti a far parte di quella commissione.

    Purtroppo, soprattutto in Italia, la persone con incarichi di elevata responsabilità, sono pronte subito a prendersi ogni merito quando “ci azzeccano”, quando no, invece nessuno ne ha colpa.

    Che con una lettura attenta ai cavilli, loro intendessero altro, penso sia del tutto irrilevante. Dovevano esplicitamente ammettere di non poter dire nulla, perchè non potevano saperne nulla.
    Se hanno avuto pressioni dalla politica per dare quelle conclusioni non importa, era nello loro responsabilità non piegarsi a logiche politiche ed essere assolutamente oggettivi nelle dichiarazioni, che dovevano sottoscrivere con il loro nome.

  • # 6
    Ago72
     scrive: 

    @Etom

    Ritengo la commissione colpevole, per i punti splendidamente indicati da Eleonora, ma di omicidio assolutamente no! Quelli che oggi abbiamo condannato, fanno parte della stessa categoria e a volte dello stesso istituto, che da anni, molto prima del terremoto raccomandavano la messa in sicurezza delle case, con interventi antisismici. Invece la politica non solo ha ignorato questi rischi, ma ha lasciato costruire in modo “insensato”. I terremoti non si possono prevedere, ma oggi nel 2012 sentire che una casa costruita negli ultimi 20 anni, crolla per un terremoto, mi lascia senza parole. Ci sono tutte le tecnologie e i vari modi per fare informazione e formazione su come comportarsi durante un terremoto (vedi giappone).

  • # 7
    Andrea
     scrive: 

    Ottima analisi. Come scienziato concordo appieno.

    Come ingegnere devo dire però che concordo anche sul problema posto da Mortimer. Il verbale, letto non come una discussione accademica ma come una perizia, fatta su commissione presenta alcuni errori che vanno oltre alla mera comunicazione.

    Il verbale della rinuone mostra contraddizioni ma questa è una cosa normale in un dibattito in cui differenti ipotesi si confrontano.
    Il problema sono le conclusioni in cui nonostante i vari “disclamer” presenti in fase di argomentazione, dicono chiaramente che non c’è NESSUN motivo per pensare che a seguito di uno sciame sismico possa presagire ad un terremoto.

    Ok a far le pulci questo non vuol necessariamente dire che non può mai succedere, visti i “non si sa mai” in fase di argomentazione ma questo non è un articolo scientifico ma una perizia che doveva rispondere alla domanda “ci può essere un terremoto dopo questo sciame sismico”, domanda fatta da non competenti in materia, che in genere non sono in grado di comprendere le argomentazioni e quindi si basano solo sulle conclusioni.

    Ed a leggere solo la conclusione… pare escludere completamente la possibilità di un terremoto forte.

    Altro punto poco comunicativo nella valutazione dei danni possibili “per questo tipo di fenomeni”, dove stimano danni non strutturali e quindi consigliano di controllare cornicioni et simili… questo perchè basato sullo scienario di sciame sismico senza scosse forti, non e chiaro che il “disclamer” del non si sa mai è acora che aleggia nell’aria.

    Purtroppo in una perizia comunicare le cose così è un errore, ok sono scienziati ma nel momento in cui li pagano per fare una consulenza, sono anche consulente e devono saper fare il loro lavoro.

    Se non vogliono resposabilità civile, ma solo accademica che continuino a firmare articoli scientifici e non consulenze e perizie. In quanto un ipotesi sbagliata finisse anche su Science non uccide nessuno, in una consulenza invece può causare danni e morte.

  • # 8
    banryu
     scrive: 

    Ho letto parte del documento di requisitoria.
    Il punto interessante e delicato (secondo me, e lo dico da non giurista, cioèc da ignorante in materia) è la parte che verifica il NESSO CAUSALE.

    E’ centrale l’apporto delle testimonianze dei prossimi delle vittime nello stabilire se il messaggio della commissione fosse stato elemento determinante nell’influenzare la scelta (l’atto volitivo) delle stesse di rimanere in casa la notte del fatto, invece che mantenere un’atteggiamento diverso (aka, pernottare altrove) già messo in atto altre volte in situazioni analoghe.

    Solo io vedo un problema in questo?

    Per ora penso che la commissione abbia le sue responsabilità, ma penso anche che sia servita come capro espiatorio.

  • # 9
    Mede
     scrive: 

    si, tutto corretto, ma non ci scordiamo che erano stati convocati perché qualcuno stava gettando panico nella popolazione. Il che tra parentesi è un reato penale, e non ha senso che la magistratura si arroghi il diritto di decidere in tal senso in modo CONTRARIO a ciò che la scienza può dimostrare, solo perché si è verificato un caso limite, improbabile ma non impossibile e totalmente a posteriori. La domanda da porre è questa: perché non hanno denunciato gli scienziati il giorno stesso in cui avrebbero sbagliato a fare la previsione? perché a posteriori? è evidente che se non ci fosse stato il terremoto nessuno sarebbe stato condannato, quindi la condanna è solo un fatto probabilistico. Per me è assolutamente DEMENZIALE.

    Il problema di comunicazione rimane, e rimane soprattutto perché la gente è un pochino deficiente e non si informa. Di fatto anche se avessero avuto una comunicazione corretta, la gente avrebbe potuto dormire fuori per un mese o due (un vero disastro), poi sarebbe tornata a casa e magari il terremoto avrebbe colpito in quel momento. Questo è il significato di non poter prevedere un terremoto. e cioè:”quando non c’erano le scosse eri tranquillo? allora perché hai paura oggi? non ce n’è alcun bisogno perché non è aumentato il rischio a breve termine.
    Preoccupati del fatto che vivi in una casa di sabbia piuttosto.

  • # 10
    cristian
     scrive: 

    L’articolo non tiene conto di diversi fattori
    1) i membri della commissione sono persone, e come tali soggette anche a difetti, quali pressioni politiche e da parte di terzi. Non tutte le persone nel mondo hanno un’ etica ed una moralità senza compromessi. Mi riferisco in particolare alla telefonata tra Bertolaso e Bernardo De Bernardinis che si può ascoltare facendo una banale ricerca su Google.
    2) La riunione è del 31.03.2009, quindi ovviamente prima del sisma (non dopo come ha scritto qualcuno nei commenti). In questa riunione come si puà leggere chiaramente dal verbale, anche questo presente su internet, in pratica non vi è nessuna conclusione.
    Viene invece fatto intendere un nulla di fatto, in sostanza in quella riunione non viene detto nulla. “E’ improbabile che si verifichi un sisma, ma non si può escludere… le sequenze non dicono nulla”
    Il verbale è inconcludente proprio perché non si arriva a diramare un comunicato chiaro e definitivo. Dunque quella riunione a cosa serviva?
    La dichiarazione logica e chiara (che non è stata fatta) doveva essere: le parti concordano nel ” comunicare che non possiamo prevedere un sisma, quindi è bene nel dubbio prendere tutte le precauzioni del caso”.

    3) La sentenza quindi è parzialmente giusta, perché la commissione non ha fatto il suo lavoro, e probabilmente è stata volutamente portata da altri ad operare in questo modo. E’ solo parzialmente esatta, perchè secondo me ci sono certamente anche tante altre responsabilità da valutare. E’ troppo pesante, perché gli esperti dovevano solo limitarsi ad un comunicato preciso, mentre la prevenzione, il controllo degli edifici non era un compito della commissione. E ci sono prove di amministratori che hanno cercato in tutti i modi di evitare di muoversi per controllare gli edifici. Non vi è quindi nessuna certezza, che a seconda dell’esito della riunione avrebbero ridotto il numero delle vittime.

    In conclusione resta il fatto che gli esperti nella commissione si sono dimostrati incapaci di arrivare ad una conclusione, dove per conclusione si intende un comunicato imparziale e definitivo.

    Poi per sapere se è un processo alla scienza o altro, dovremmo attendere le motivazioni della sentenza.

  • # 11
    n0v0
     scrive: 

    secondo me la condanna è eccessiva. Concordo sul difetto di comunicazione, ma la cosa finisce lì. Dato che sono medico immagino di conoscere almeno un po’ l’importanza della comunicazione, soprattutto quando si hanno in mano delle vite. Il problema è che qui c’è la massima incertezza. Un terremoto viene quando gli pare.

    Quelli da condannare A MORTE sono coloro che hanno, consapevolmente e deliberatamente, costruito edifici fatti di pasta frolla in un territorio altamente sismico. Quelli che hanno approvato condoni su condoni. Quelli che hanno certificato edifici assolutamente non a norma.

    Perché quando si ha a che fare con qualcosa di non prevedibile, bisogna agire nella PREVENZIONE PRIMARIA (proprio come per molte malattie, eliminando i fattori di rischio, e se poi ti capita lo stesso sei stato sfigato, ma almeno ci hai provato).

    Quindi serve l’edilizia antisismica, la cui normativa esiste fin dagli anni ’70. Questo non è stato fatto. I responsabili delle morti, se proprio si vuole cercare un colpevole, sono quelli dell’ edilizia. Ma dato che sono migliaia di persone, dal semplice muratore al costruttore, resteranno impuniti.

    Summum Ius, Summa Iniuria diceva Cicerone.

  • # 12
    CP
     scrive: 

    n0v0 scrive:
    Quelli da condannare A MORTE sono coloro che hanno, consapevolmente e deliberatamente, costruito edifici fatti di pasta frolla in un territorio altamente sismico.

    Peccato che a quanto pare tra coloro che usano costruire edifici di “pastafrolla” sembra esserci uno dei componenti della commissione grandi rischi, Gianmichele Calvi padre del progetto C. a. s. e.;
    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/10/30/news/aquila_case_molla-45552919/

    Quindi se Calvi finisse ora a giudizio per frode, sarebbe anche questo un processo alla scienza?

  • # 13
    Mede
     scrive: 

    il fatto centrale comunque è che il giudice non può dimostrare che gli scienziati abbiano sbagliato, anche se avessero rassicurato. tutta la comunità scientifica è schierata con queste persone, dal giappone hanno fatto perfino sapere che al loro posto avrebbero detto le stesse cose in quella circostanza…
    Io penso che il giudice abbia preso una toppa per pura e semplice ignoranza, ed è estremamente ipocrita da uno che se pure ha sbagliato e viene corretto negli altri gradi di giudizio non ne paga alcuna conseguenza.
    Sono del parere che l’opinione preconcetta del giudice e la mancanza di una base comprensiva da parte sua della situazione hanno svolto un ruolo in questa sentenza a dir poco grottesca. aspettiamo le motivazioni ma secondo me non c’è nulla da aggiungere alla sentenza, è abbastanza chiara….

  • # 14
    francesco
     scrive: 

    Io ritengo insufficiente la condanna, a fronte delle telefonate di bertolaso dove dice “non dobbiamo dire la verita'”, ecco solo per questo avrei dato 30 anni, sono pagati dal popolo per informare il popolo e siccome non sanno (e mi domando che ci fanno li) sparano cazzate a pagamento (nostro), basta dire: non sappiamo cosa accadrà con esattezza ma nella peggiore delle ipotesi avverrà un terremoto abbastanza forte da far crollare tutto.
    ma no loro devono fare il meno possibile… sono li per prendere i soldi mica per lavorare… io spero che muoiano tutti i loro familiari… tutti e che loro restino in vita fino a 200 anni.

  • # 15
    Flare
     scrive: 

    Spesso viene preso tutto in maniera manichea; in questo caso: o non succederà nulla, fate finta di niente, o avverrà un terremoto, si salvi chi può.
    Invece andrebbe valutato il rischio e bisognerebbe prepararsi all’evenienza.

    Questo però non vuol dire che devi tenere la gene fuori casa per mesi per niente, perché anche se valuti un rischio, non sai quando, ma neanche esattamente dove, e nemmeno se… Vuol dire invece che devi fare prevenzione e preparazione: fare esercitazioni, adeguare le strutture e così via. In Giappone un terremoto come questo non avrebbe fatto nulla. E come dice giustamente Eleonora, qua si sapeva bene che fosse una zona sismica e se non altro le norme antisismiche non le hanno inventate nel 2009. Non dico che non ci siano responsabilità del tutto, ma gli scienziati qua mi sembrano gli ultimi.

    Bertolaso avrebbe convocato una riunione della Commissione Grandi Rischi solo per evitare allarmismi e fornire rassicurazioni e non per dare pareri scientifici; che per quanto sia discutibile, c’è da dire che avvenne in un contesto in cui c’era qualcuno che creava allarme e sosteneva di potere prevedere i terremoti (sbagliando per altro anche il posto), con cittadini già nel panico che uscivano di casa per niente. Mi chiedo se ci sarebbe stata una comunicazione più aperta, se non ci fosse stato questo allarmismo e confusione fuori luogo. A costui, Giuliani, invece non è stato fatto nulla. Anzi ora è presidente di una fondazione a suo nome e leggo su Abruzzo24ore, che avrebbe commentato:

    “Una sentenza storica che dovrà essere presa ad esempio da tutta la comunità scientifica internazionale […] Le responsabilità scientifiche sono chiaramente emerse dalle varie testimonianze […] chi doveva comportarsi in un certo modo non lo ha fatto. I giudici, a cui va il mio plauso, hanno dovuto coniugare il diritto con la scienza e per due anni sono stati sotto pressione. La sentenza e’ un esempio per tutti gli errori commessi […] e’ necessario avere le persone giuste nei posti giusti”

    Che dire piuttosto di edifici che non avrebbero dovuto crollare?
    Intanto la sentenza per il crollo della casa dello studente arriverà forse a dicembre e a momenti la cancellavano.

  • # 16
    sky
     scrive: 

    la realtà, che ci piaccia o meno, è che il futuro non ce lo può prevedere nessuno, nemmeno la scienza.

    Se una persona dell’Aquila avesse telefonato ad una chiromante per sapere se ci sarebbe stato o meno il terremoto e quella le avesse detto “Non sento alcuna vibrazione cosmica che mi spinga a credere che questa notte vi sarà un terremoto” penseremmo davvero che il suo sia omicidio colposo?

    Il problema è che a degli scienziati è stata posta una domanda da chiromanti e questi hanno scelto di dare una risposta ineccepibile: non abbiamo nessun indizio che ci porti a pensare che debba esserci un terremoto.

    E’ una frase sbagliata? Per saperlo non bisogna guardare (come fanno gli ignoranti) se poi il terremoto c’è stato, ma se i dati statistici in loro possesso indicavano una conseguenza causale tra l’evento sciame sismico e l’evento grande terremoto. A seguito di ogni terremoto si verifica uno sciame sismico. Normalmente questo porta a… nulla. Fine. Dopo lo sciame la terra smette di tremare. Si chiamano… scosse di assestamento.

    Quindi… a mio parere… non sono colpevoli di omicidio colposo.

  • # 17
    Daniele
     scrive: 

    Ma stiamo scherzando? 6 anni ai membri della commissione (e a Selvaggi, ex direttore CNT che era lì solo per accompagnare Boschi, non fu nemmeno ufficialmente convocato) e NESSUNO che paghi per i decenni di sregolatezza nel costruire?? I politici, i comuni, le regioni dove sono e la Protezione Civile? L’INGV è da decenni che sostiene che il rischio che avvenga una forte scossa nell’aquilano è tutt’altro che improbabile. Esiste la mappa di pericolosità sismica dal 2004, in Gazzetta Ufficiale dal 2006, Legge dello Stato, perché nessuno l’ha fatta applicare e controlla che sia rispettata? Non sappiamo quando esattamente avverà il sisma, ma questo cosa cambia? Bisogna costruire come se vivessimo in un paese sismico, perché ci viviamo! Vi consiglio di leggere gli statement e le reazioni delle comunità scientifiche per il mondo… AGU, SSA, EGU, ESC, TIT, ecc…
    Solo una appunto su Calvi. Gli isolatori sviluppati da Eucentre (un articolo che li chiama “molle” andrebbe cestinato in partenza) sono l’avanguardia mondiale, in quel processo si parla di ditte che li hanno fisicamente costruiti, le quali li hanno realizzati fuori specifiche (non si mettono in dubbio le specifiche!) truffando. Buttare merda su Calvi vuol dire farlo su uno dei massimi centri specializzati in pericolosità sismica del mondo, uno dei pochi fiori all’occhiello della scienza rimasti in Italia.

  • # 18
    LASCO
     scrive: 

    Io vorrei capire meglio qual’è lo statuto interno (com’è regolamentata) della commissione grandi rischi.
    Infatti credo che in situazioni delicate come quella di cui si parla, sia necessario un intermediario che trasformi le conclusioni degli scienziati in informazioni da comunicare alla società.
    Perché basta cambiare una parola per creare molti problemi.

    Il linguaggio della scienza si è allontanato da quello comune da più di un secolo ormai (basti pensare alla meccanica quantistica o alla teoria delle probabilità che risulta attinente al problema dei terremoti).
    Per questo servono intemediari.

    Adesso non so se chiunque faccia parte della commissione grandi rischi possa fare dichiarazioni pubbliche, oppure se solo alcuni (che non sono scienziati, come Bertolaso e De Bernardis) siano autorizzati a farle.

  • # 19
    Lino Masoni
     scrive: 

    “L’omeopatia è inefficace. Costosa. Perfettamente inutile. Di nessun fondamento scientifico, neppure plausibile davanti al buon senso d’un perfetto ignorante. In pratica, una truffa ai danni delle persone più deboli ed esposte: i malati”

    Una frase del genere, ma abissalmente meno esplicita, è costata anni di contenziosi legali ad un noto personaggio…

    Quale fiducia si può concedere alla Giustizia?

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