di  -  martedì 23 ottobre 2012

Credit: ESO/L. Calçada/Nick Risinger (skysurvey.org)

In questa rubrica abbiamo parlato spesso di pianeti extrasolari. Una delle ragioni è che è un campo della ricerca molto “hot” in questo momento. Lo vediamo apparire nella visione dell’ESA per il prossimo decennio, e  anno dopo anno le scoperte si accumulano: prima ci si limitava a studiare orbite di grandi pianeti sullo stile di Giove, poi si è cominciato a cercare pianeti più simili alla Terra, magari abitabili. Le tecniche sono sempre più accurate e pochi giorni fa è apparso sulla rivista Nature un articolo molto interessante: tramite l’osservatorio di  La Silla, in Chile, è stato osservato il pianeta di tipo terrestre più vicino in assoluto.

La stella più vicina a noi è in realtà un sistema stellare triplo chiamato Alpha Centauri. Due stelle molto simili al nostro Sole (una leggermente più grande, Alpha Centauri A e una leggermente più piccola, Alpha Centauri B) orbitano una attorno all’altra, mentre una terza stella, molto fredda e rossa, chiamata Proxima Centauri ha un’orbita più distante. Trovare un sistema planetario attorno a questo sistema è un sogno di sempre, visto che dista solo 4.4 anni luce da noi. Finalmente questo sogno si è avverato, grazie allo strumento di altissima precisione HARPS. HARPS è uno spettrografo che riesce a misurare differenze di circa 3.5 km/h nella misura della velocità radiale di una stella. Queste oscillazioni possono essere associate alla presenza di un pianeta, di cui si può intuire la massa e la distanza dalla stella.

In questo caso, però, Xavier Dumusque dell’Osservatorio di Ginevra, e il suo gruppo di ricercatori, hanno superato ogni limite, spremendo lo strumento al massimo. Sono infatti riusciti a misurare una differenza nella velocità di Alpha Centauri B di soli 1.8 km/h, praticamente la velocità di un vecchietto che cammina col bastone.

Queste osservazioni hanno portato alla scoperta di un pianeta chiamato Alpha Centauri Bb, che ha una massa solo leggermente inferiore a quella della Terra. Certo, la sua orbita vicinissima ad Alpha Centauri B lo rende più un grande Mercurio che una piccola Terra, ma il fatto che esita rende molto plausibile pensare che faccia in realtà parte di un sistema planetario più numeroso. Da questo pianeta si vede Alpha Centauri B come stella principale, che scalda il pianeta fino a oltre 1200 gradi Celsius, ma Alpha Centauri A, sebbene lontana, risulta comunque un oggetto molto luminoso nel cielo del pianeta.

Questa scoperta si affianca a tutte le altre fatte dallo strumento HARPS: 75 pianeti extrasolari a partire dall’anno di installazione, il 2002. Stiamo imparando insomma che un sistema planetario attorno alle stelle non è affatto un evento raro, anzi, perfino Alpha Centauri, praticamente il nostro vicino di casa, ha un pianeta simile alla Terra. Questo ci fa capire come sia statisticamente molto probabile che nell’immensità della nostra Galassia ci siano molti altri pianeti simili alla Terra. La Via Lattea contiene da 2 a 4 x 10^11 stelle, mezzo Tera (o trilione) di stelle! Solo guardandoci un po’ attorno, con strumenti molto precisi, ma ancora lontani da poter osservare facilmente pianeti piccoli come la Terra con facilità, abbiamo trovato 842 pianeti extrasolari di ogni dimensione e attorno a 664 stelle diverse. Possiamo solo immaginare la varietà di sistemi solari ospitati nella nostra Galassia, che è solo una delle tantissime galassie presenti nell’Universo.

Certo le distanze interstellari e intergalattiche sono tali da rendere impossibile una vera conoscenza ravvicinata di questi sistemi, ma l’uomo continuerà a fare quello che gli astrofisici dell’Osservatorio di Ginevra hanno fatto finora, assieme ai ricercatori di tutto il mondo e di tutte le epoche: cercare.

14 Commenti »

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  • # 1
    Cipo
     scrive: 

    quindi il pianeta orbita attorno ad una delle stelle, non attorno al centro di gravità del sistema…
    comunque in un sistema triplo le orbite non dovrebbero essere instabili? voglio dire: considerando i parametri che in teoria dovrebbero premettere un pianeta abitabile, difficilmente troveremo un pianeta adatto alla vita in un sistema così, sbaglio?

  • # 2
    ivan
     scrive: 

    Non è detto che la vita nn si possa sviluppare su questi sistemi. Tutto quello che si sa sono ipotesi, principalmente basate sul sistema in cui viviamo adesso. Non abbiamo quindi riferimenti per poter dire se siamo un caso unico o raro. Secondo me la vita si adatta e sviluppa anche dove meno potremmo pensare…

  • # 3
    Wilfrick
     scrive: 

    Beh, se pensi alla vita come la conosciamo noi è logico che allora diventa davvero difficile trovare esseri viventi, su un pianeta extrasolare che deve, per forza di cose, essere come la terra.
    Ma, secondo me, è molto probabile che ci siano forme di vita che nemmeno ci immaginiamo, che prosperano in ambienti completamente diversi dal nostro. Sarebbe davvero “geocentrico” pensare che la vita debba sicuramente essere biologicamente come sulla terra.
    Noi siamo “a base” di carbonio e necessitiamo di acqua ed ossigeno, ma chissà cosa c’è in giro per l’universo, magari forme a base di titanio che inalano elio, che ne so… ma sicuramente non dobbiamo fossilizzarci nel ritenere che la vita sia possibile unicamente con la presenza di acqua e clima “mite”.
    Pensa solo a quelle creature terrestri che hanno il sangue blu avendo emocianina anzichè emoglobina (ci sono atomi di rame anzichè ferro che legano l’ossigeno)… solo questo sembra assurdo, eppure a livello biologico siamo vicinissimi… immaginiamo su altri pianeti che strane cose possono essere “capitate” nella formazione della vita…

  • # 4
    MillenMario
     scrive: 

    Esiste una miriade di possibilità che in qualche parte dell’universo vi sia un pianeta simile alla terra?

    Si certo come no… La Terra stessa ne è la riprova!

    Inutile sforzarsi di guardare lontano… visto che la velocità della luce non è cosa da umani… però osservando attentamente il nostro pianeta è proprio sicuro che magari un’altro ungule al millimetro non ci sia, ma è certo che da qualche parte con storie e genesi diverse possano esistere pianeti con cielo terra acqua e fuoco.. e quindi con vita!

    Poi se realmente ne esisterà uno o più, non cambia nulla visto che Proxima Centauri, dista 4,22 anni luce circa 39.924.282.594.290,976km viaggiando a Mac5 ci vorrebbero 6458985730,0024228305183459522423 ore o meglio 269.124.405,41676761793826441467676 giorni che farebbero 737.327,13812813046010483401281305 ANNI!

    740mila anni sono tempi di natura geologica!

    In 740mila anni solari che speranza abbiamo noi di toccare mondi simili alla terra?

    Nessuno… visto che magari nel tempo di andata e ritorno saranno passati 1milione480mila anni terrestri e quindi in senso geologico, pure per la terra 1milone e mezzo di anni da luogo ad un’intera era geologica e quindi magari anche solo per la semplice deriva dei continenti sarà irriconoscibile!

    Con questo non dico che sia male pensare e cercare con occhio e strumenti nuovi pianeti abitabili o con la vita come la Terra, ma che il pensare di raggiungerli è semplicemente ridicolo.

    Comunque noi umani misuriamo gli anni, ma batteri o insetti misurano pure i secondi!

    In 740mila anni potremo pure estinguerci, oppure mutarci in un qualche altro essere più umano e meno bestiale di oggi!

    Ok certo tutto interessante ma molto favolistico fantascientifico e poco reale è l’eventualità di toccare vita non terrestre … Almeno che… nei prossimi 740mila o un milione e mezzo di anni su Marte spunti o rispuntino acqua e vita!
    Impossibile?
    No anzi forse (grazie all’uomo) potrebbe avvenire più facilmente che Marte diventi il nuovo pianeta blu del sistema solare!
    Fantascienza? No solo puro calcolo probabilistico tra tempo di Vita, evoluzione ed ere geologiche.

    Intanto che voi Cercate… magari un pianeta vivo, lontano milioni di anni luce, si sta spegnendo ora e noi oggi lo vediamo come era prima di spegnersi.

    Interessante … ma spero che la ricerca effettuata serva a qualcosa di più,(come per esempio per confermare modelli o teorie sui modelli matematici fisici ed astrofisici che condizionano lo stesso esistere della vita nel e del’universo altrimenti… questi astrofisici mandiamoli pure tutti a zappare la Terra invece di pagarli per accecarsi con periscopi e seghe mentali sul’esistenza di pianeti più o meno similTerrestri.!!!

  • # 5
    babbuino81
     scrive: 

    MillenMario non sai niente.
    Lo shuttle raggiungeva mach 25 ed era un astronave anni 70. se ora si sbattessero e se ci fossero finanziamenti potrebbero raggiungere velocità ben superiori.
    4 anni luce significa che la luce impiega 4 anni a raggiungere tale distanza, quindi noi vediamo il sistema Centauri come 4 anni fa, non è preistoria…

  • # 6
    stefano
     scrive: 

    Perchè ogni volta la gente arriva solo a livello di pensare che un contatto fra specie senzienti possa avvenire solo per contatto fisico?
    Eppure son le stesse persone che spargono perle preziose in giro per la rete e che sanno di essere lette da persone che effettivamente non “toccheranno” mai.
    Se anche “incontrassimo” una specie a ben 20 anni luce, farebbe schifo?
    Ok, tra un
    -ciao, come stai?
    -io bene, grazie, e tu?
    passerebbero 40 anni, quindi magari bisognerebbe inventarsi un modo più intelligente per scambiarsi informazioni.
    Ma sarebbe in ogni caso fattibilissimo. E vantaggioso, penso.

  • # 7
    Antonio Barba
     scrive: 

    La ricerca sui pianeti extrasolari è sempre molto affascinante ed educativa.
    Non ho ben capito che orbita abbia questo pianeta citato nell’articolo, una semplice orbita ellittica attorno ad una “singola” stella, oppure fa un giro più complesso intorno ad entrambe? Proxima è talmente distante dalle altre due che potremmo considerarlo come una specie di fratello maggiore di Giove che gli ronza intorno?

  • # 8
    MillenMario
     scrive: 

    @babbuino

    senza offesa mi rivolgo Al BaBBuino, va beh ok diciamo che possiamo andare a mac 100 …. allora 730mila anni diventerebbero 36mila anni…..

    Facciamo pure che si possa raggiungere in 18mila anni … ma ti rendi conto per noi umani quanti sono diciottoMilaAnni… i babilonesi vissero solo 4mila anni fa quindi 18 – 20 mila anni fa forse qualche homo sapiens del mesolitico che viveva nelle caverne durante l’ultima grande glaciazione, se fosse partito con una navicella, oggi magari sarebbe di ritorno ….

    Certo che Alfacentauri è a 4,5anni luce da noi, ma nulla può viaggiare alla velocità della luce…. lo sai?

    Quindi possiamo solo vedere… senza toccare!

    Comunque anche se non so quale sia la massima velocità raggiungibile nel vuoto, credo che comunque a noi umani sia possibile solo viaggiare a velocità notevolmente più basse di quelle della luce che va a circa MAC-873.mila!

    Quello che si vede con gli strumenti dalla terra è ovvio ed è certo che magari solo per conoscere la via lattea bisogna fare i conti con i 100.Mila anni luce della sua estensione.

    Mi basta pensare a questo 100mila anni luce per farmi capire che pensare di trovare forme di vita nell’universo, o pianeti abitabili vicini abbastanza per colonizzarli, è non solo pura fantascienza, ma anche una assurda sciocchezza!

    L’unica consolazione che potrebbe darci una ricerca del genere è quella di sapere che in fondo da qualche parte un “paradiso” potrebbe anche esistere.

    Per il resto non trovo utilità nel sapere che un pianeta a 4anni luce da noi è pieno zeppo di esseri come se fosse la terra.

    Mentre se queste ricerche possono confermare che le condizioni per la vita nell’universo non sono poi così rare come dicono le religioni … allora è ok.

    infatti il mio commento precedente iniziava +o- così…

    “Esistono davvero miriadi di possibilità che in qualche parte dell’universo vi sia un pianeta simile alla terra?

    Si certo come no… La Terra stessa ne è la riprova!”

    E finivo….

    “spero che la ricerca effettuata serva a qualcosa di più,(come per esempio per confermare modelli o teorie sui modelli matematici fisici ed astrofisici che condizionano lo stesso esistere della vita nel e del’universo altrimenti… questi astrofisici mandiamoli pure tutti a zappare la Terra invece di pagarli per accecarsi con periscopi e seghe mentali sul’esistenza di pianeti più o meno similTerrestri.!!!”

    e ora
    Aggiungo che pur possa essere interessante la ricerca dei pianeti similTerra, sarebbe meglio che questa non fosse il fine ultimo, ma solo un effetto collaterale… e che se lo scopo della ricerca fosse più incentrata a conoscere non solo l’universo, ma anche la nostra terra che calpestiamo con rabbia e senza alcun rispetto per tutto quello che invece lei (GAIA) lontana anni luce da qualsiasi altro pianeta abitabile ha fatto da sempre per noi e la nostra evoluzione!

    ma forse queste notizie vengono fuori solo per fare sensazionalismo per venderle meglio, ma poi, come qualunque cosa priva di utilità immediata, verranno dimenticate ben presto, magari incalzate da nuovi sensazionalismi che servono solo per vendere notizie a noi inutili, ma utilissime a chi le confeziona.

  • # 9
    Jackaos
     scrive: 

    @MillenMario

    Fai gli stessi discorsi della Hack; è molto simpatica la Hack, e credo anche molto competente, ma una persona che crede nell’utopia marxista non dovrebbe porsi limiti come fa lei, è un pò strano.
    Si danno troppe cose per scontate, gli esseri umani hanno già dimostrato di avere un bel potenziale, e di saper trasformare la fantasia in realtà. Sappiamo così poco del cosmo e di noi stessi che mettersi dei paletti mi sembra quantomeno sciocco. Non do per scontato che arricveremo a certe “distanze”, potremmo anche non farcela semplicemente a campare su questa terra, oppure far sopravvivere la nostra civiltà per altri 5 miliardi di anni e poi finire qui dove siamo. Si potrebbero però trovare altri modi oltre a quello di muoversi nello spazio inteso in senso classico, non credi?
    Secono me, considerando cosa sia l’uomo, e vedendo ciò che ha fatto fino ad adesso, è lecito ( e giusto, se non doveroso ) pensare e dire che l’impossibile sia l’unica meta degna di un essere umano.

  • # 10
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    @Antonio,
    questo pianeta orbita solo attorno a una delle tre stelle, ignorando le altre che sono troppo lontane.
    Proxima centauri è una stella piccola e fredda… ma pur sempre una stella. Quindi si è una sorella maggiore di Giove, è proprio una sorellona!

  • # 11
    paolot
     scrive: 

    Un dubbio.

    Le elaborazioni fatte sui dati raccolti finora da HARPS per Alfa Centauri, sono state condotte espressamente con lo scopo di cercare quel tipo di segnali e quindi il tipo di pianeta che li producesse (non molto grande e vicino ad una delle stelle)?
    Oppure, finora si è potuto rivelare soltanto quel pianeta (e non altri), perché si è riusciti ad osservare soltanto quella variazione di velocità radiale provocata da quel pianeta e non, invece, altri valori?

    Pianeti molto grandi a distanze non grandi provocano sicuramente oscillazioni di maggior ampiezza nella velocità radiale di una stella, rispetto a quelle osservate da HARPS.
    Pianeti anche grandi, ma lontani da una stella, causano piccole oscillazioni.
    Quindi, se ci sono altri pianeti che ruotano intorno alle stelle del sistema Alfa Centauri, è possibile che HARPS riesca a osservarli?
    Oppure è necessario ricorrere ad altre tecniche di osservazione (o aumentare la sensibilità di HARPS –> HARPS-N)?

  • # 12
    floc
     scrive: 

    si’ cmq ci serve un motore a velocita’ luce ALMENO

  • # 13
    Jackaos
     scrive: 

    Non è detto, anzi, se dovessimo sperare in un motore che spinga a velocità luce allora la vedrei più come la vede la Hack o MillenMario; la velocità luce non basta, anche riuscissimo a sospendere la vita degli astronauti con l’ibernazione e far reggere ai loro corpi, o a evitare di fargli reggere, quella velocità, saremmo ancora troppo lenti. Per questo credo che gli autori di fantascienza e forse anche gli scienziati abbiano descritto teletrasporti e “salti iperspaziali”; non bisogna muoversi percorrendo lo spazio, ma bisogna evitare di farlo! Oppure curvarlo al punto che percorrerlo equivalga a una distanza breve in linea retta, per così dire…
    Non bisogna basarsi su ciò che si conosce in maniera rigida, o meglio, bisogna basarsi su ciò che si conosce, tenendo bene a mente che ci può essere anche molto che non si conosce, oppure anche poco, ma un poco che vale e che magari è decisivo.
    Ci vuole più fantasia, bisogna uscire dagli schemi, rimescolare ciò che sappiamo in modo da avere ciò che ancora non c’è, poi magari la fantasia non è detto che possa effettuarsi in una contingenza con la realtà… ma bisogna anche considerare che apparentemente la realtà non è un qualcosa di fermo e rigido, ma piuttosto dinamica e “sorprendente”: oggi non è ieri. Inoltre, se non bastasse la nostra fantasia a rimescolare creativamente gli elementi della realtà, c’è sempre la caoticità e fantasticità della realtà stessa, che si rimescola da sola in continuazione ( spesso è stato il caso che ha portato a delle “scoperte” )… e di cui probabilmente noi ci potremmo definire come una estrema ( la più estrema che si conosca ) espressione di questa caratteristica.
    Tornando in tema, quindi, la ricerca di questi pianeti, oltre che a farci conoscere meglio ciò che ci circonda, e possibilmente meglio anche il luogo in cui viviamo, è assolutamente utile, e indirettamente, percorrere questa via che adesso alcuni di voi vedono come un vicolo cieco ( e magari lo sarà pensando a colonizzazioni et similia ), potrebbe portarci a trovare qualche stradina laterale interessante lungo il cammmino. E infine, anche se il nostro sistema socio-economico dice diversamente ( e in parte a ragione ), la ricerca si fa per passione, non solo per utilità, si fa per la gioia e il piacere di conoscere; fra tutti i campi scientifici poi, penso che quello dell’astronomia, astrofisica ecc, abbia ed abbia avuto più degli altri ( così “terreni” )una propulsione derivata da questi sentimenti. Chi può dire con certezza cosa sarà?

  • # 14
    Marco
     scrive: 

    “la velocità luce non basta, anche riuscissimo a sospendere la vita degli astronauti con l’ibernazione”

    Vorrei ricordare che, grazie agli effetti relativistici sul fluire del tempo, un viaggio ad una velocità prossima a quella della luce che sulla terra durerebbe anni per gli astronauti durerebbe molto meno (vedi il paradosso dei gemelli).

    “far reggere ai loro corpi, o a evitare di fargli reggere, quella velocità”

    Reggere l’accelerazione, casomai.

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