di  -  lunedì 8 ottobre 2012

Scusandomi per l’assenza di lunedì scorso, quest’oggi parleremo di un argomento che si distacca dalla serie sul Carbone come ricorsa energetica per il futuro, sebbene sia ad esso correlabile (e spesso discusso come punto fondamentale proprio per il rilancio del carbone), pertanto iniziamo ad affrontare la tecnologia CCS – Carbon Capture and Storage, per poi riprendere la prossima settimana la serie sul carbone andando a parlare di una tecnologia che deriva dal CCS ma che vede il carbone con un ruolo da protagonista.

CARBON CAPTURE & STORAGE (CCS) – CATTURA E STOCCAGGIO DELLA CO2

Il processo di cattura e stoccaggio della CO2 costituisce un elemento fondamentale nel panorama delle ricerche sviluppate sui combustibili fossili e sugli impianti termoelettrici che li utilizzano, ed il principio fondamentale su cui si fonda consiste nel recupero della CO2 e nel suo confinamento in un deposito adatto a contenerla per un periodo di tempo sufficientemente lungo.

La cattura della CO2 può avvenire secondo differenti modalità, agendo prima della combustione (attraverso un processo di gassificazione, come usualmente avviene nei cosiddetti impianti IGCC – Integrated Gasification Combined Cycle) oppure successivamente alla stessa separandolo la CO2 mediante opportuni solventi dai gas combusti.

Esiste anche un ulteriore processo, molto promettente ma ancora non largamente utilizzato, che prevede la combustione con un comburente costituito da ossigeno puro (Ossicombustione) in modo da evitare la formazione di composti inquinanti oltre alla CO2 e H2O, rendendo più semplice ed economica la successiva separazione delle due specie prodotte, ma tutto ciò richiede a monte un processo di separazione preliminare dell’ossigeno dall’aria.

L’anidride carbonica così separata viene confinata sostanzialmente in due modi:

  • in depositi sotterranei, che possono consistere in strati particolarmente porosi e perimetralmente impermeabili, saturati di una soluzione detta “salamoia” e resi così capaci di assorbire e trattenere la CO2:
  • in giacimenti di idrocarburi oramai esauriti

E’ inoltre possibile utilizzare per il confinamento della CO2 giacimenti di idrocarburi non tecnicamente sfruttabili con le soluzioni tradizionali, utilizzando la stessa come vettore per favorire l’estrazione degli idrocarburi presenti attraverso la pressurizzazione del giacimento, rimanendo confinata in esso, come mostrato nella seguente immagine:

Tale tecnologia è per certi aspetti già impiegata, sebbene il vettore sia in genere vapore o gas naturale, pertanto l’impiego della CO2 ne rappresenta una variante che permette di unire due obiettivi (estrazione degli idrocarburi e confinamento della CO2)

Analogamente ai giacimenti di idrocarburi, possono venire impiegati anche i giacimenti di carbone non più sfruttabili, ad esempio perché troppo profondi, e con tale processo si ottiene il cosiddetto ECBM – Enhanced Coal Bed Methane Recovery, ovvero l’estrazione del metano adsorbito nel carbone con la contemporanea cattura della CO2 da parte di questo.

COAL CAPTURE & STORAGE – PROBLEMATICHE

Le tecnologie CCS, sebbene rappresentino un argomento di forte studio, trovano ancora scarsa applicazione per svariati motivi dalla natura piuttosto varia, infatti a problematiche di natura tecnologica si uniscono problematiche di natura energetica ed economica.

Tra i problemi che spesso vengono evidenziati vi sono il rischio di fuoriuscita della CO2 successivamente al suo stoccaggio, ad esempio a causa di eventi sismici ed inoltre, con riferimento agli accumuli nei depositi acquiferi, la ancora scarsa conoscenza nei loro riguardi ne limita fortemente lo sfruttamento delle potenzialità che appaiono molto elevate.

A tutto ciò si unisce il costo energetico da sostenere per l’intero processo, costo che si ripercuote nel consumo di energia dell’impianto (e quindi nel rendimento) che secondo varie fonti è più o meno sensibile (tra il 10 ed il 40% dell’energia prodotta dall’impianto) ma comunque sempre piuttosto elevato.

Anche per oggi è tutto, ma torneremo la prossima settimana per parlare della tecnologia ECBM, sempre su AppuntiDigitali, sempre con la rubrica Energia e Futuro.

5 Commenti »

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  • # 1
    Alessandro
     scrive: 

    Per risparmiare co2 sarebbe meglio mettere animali e umani ma anche alberi e piante in contenitori di plastica pesante ermetici e buttarli in fondo alle profondita’ oceaniche.

    Ma se il Dio Al Gore che ha convinto i potenti e gli stupidi della terra che Co2 invece di essere il cibo e l’elemento della vita e’ il suo veleno da eliminare, perche’ non si trasferiscono sul sole?

    Ma un pianeta senza vita basata sul carbonio ed ossigeno a che serve?

    Immutabile come Marte per 3 miliardi di anni. A chi gliene frega.

    La Terra e’ particolare per il clima variabile e le tante forme di vita che si scambiano co2

  • # 2
    Charles D.
     scrive: 

    come sempre accade quando arriva un ospite inatteso, nascondiamo la polvere sotto il tappetino.

    Esistono invece impianti che con l’aiuto dell’Energia solare creano carburanti dal gas serra.
    http://www.tomshw.it/cont/news/energia-solare-per-creare-carburante-dal-gas-serra/9781/1.html

    Diciamo che stoccare la CO2 sotto terra potrebbe essere un modo come un altro per poi riutilizzarla scindendo i due atomi di ossigeno da quello di carbonio per ricombinarli con l’idrogeno per avere nuovi carburanti oppure per liberare l’ossigeno e sequestrare il carbonio per utilizzarlo nella microelettronica… nanotubi…

    L’uomo è troppo stupido o troppo intelligente ma comunque sia se il massimo dell’intelligenza arriva solo a nascondere la polvere sotto il tappetino … allora sarebbe meglio che fosse anche più stupido di una scimmia!

  • # 3
    Ostrich
     scrive: 

    Cattura e Sequestro della CO2……..?????

    E il riscatto quando avverrebbe e quanto ci costerebbe … ha ha ha ha…

    In tempi di crisi … non è più conveniente rapire ricchi industriali, ma forse sequestrare le loro deiezioni potrebbe risultare molto lucroso… immagino già quanti incentivi si sprecheranno per metter questi gas malefici in gattabuia e quanti se ne spenderanno per favorire questo o quello che a umma a umma poi faranno solo finta… e si intascheranno miliardi alle nostre spalle.

    No non basterà seppellire la CO2 ma sarebbe meglio creare un ciclo virtuoso di produzione di un qualche cosa di nuovo riciclando la CO2 restituendo all’atmosfera la sua giusta quota di ossigeno!

  • # 4
    Elia
     scrive: 

    @Alessandro

    Sei un grande! Ti quoto in tutto, ottimo commento! ;)

  • # 5
    Notturnia
     scrive: 

    sarei felice di vedere un progetto simile attuato in italia in tempi utili per vederlo funzionare prima della mia morte..

    fra l’altro.. con i soldi che adesso sprecheremo per il sulcis e altre menate.. sarebbe bello farlo li.. giusto per unire l’utile allo spreco e fare qualcosa di innovativo per non perdere completamente denaro..

    magari sarà inutile.. ma ne verrà fuori qualcosa per il futuro.. anche il sistemaeliostatico francese si è rivelato inutile.. decenni fa.. ma adesso in spagna producono con profitto energia elettrica dal vapore generato dal sole in modo da due a tre volte più efficientemente che con l’FV popolare..

    chi lo sa.. magari anche questo progetto porterà dei benefici fra 40 anni.. ma se non lo si fa non lo si saprà mai..

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