di  -  venerdì 13 giugno 2008

John McCain

La corsa alle presidenziali americane che si concluderà nel novembre 2008 ci ha ci ha consegnato 2 candidati dal volto nuovo: Barak Obama per i democratici e John McCain per i repubblicani.
Il senatore reduce del Vietnam si è dimostrato un conservatore sui generis, andando controcorrente rispetto al tradizionale bacino di voti.

Eppure, in merito al problema della privacy, particolarmente sentito nella tradizione anglo-americana, la posizione sembra ora in linea con quanto fatto dall’amministrazione Bush in questi anni. L’attentato alle Torri Gemelle è stato lo spartiacque che ha consentito, in nome della necessità di autodifesa, di prevaricare alcuni dei diritti individuali stabiliti nella Costituzione.
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Proclamando infatti la nazione in stato di guerra il Presidente, che ricopre anche la carica di commander-in-chief (comandante in capo delle Forze Armate) acquista automaticamente maggiori poteri esecutivi tra cui la facoltà di poter ordinare l’intercettazione di qualunque tipo di comunicazione effettuata su suolo americano.
Nel dicembre 2007 però McCain aveva criticato questo approccio perché svincolato dal normale iter legislativo e il quale prevede che il presidente non possa scavalcare il ruolo del Congresso (il senato americano).

La connection tra le telco e le agenzie governative (CIA, FBI, NSA solo per citarne alcune) stabilita nel Foreign Intelligence Surveillance Act andrebbe quindi rivista.

Ma Lunedì della scorsa settimana ecco la sorpresa e una nuova dichiarazione che smentisce quella precedente: “L’Amministrazione e le società di telecomunicazione non devono chiedere scusa per le azioni intraprese e che la maggior parte dei cittadini, capisce siano state intraprese come risposta all’attacco dell’11 settembre 2001 e in piena sintonia con la Costituzione.

Non sappiamo cosa il futuro riserverà per questa nazione nella lotta al terrorismo estremista islamico, ma John McCain farà tutto il possibile per proteggere gli Americani da questo tipo di minacce, compreso richiedere assistenza alle società di telecomunicazione per raccogliere informazioni e prove contro le minacce che provengono da Stati stranieri, come autorizzato dal secondo articolo della Costituzione.”

La cinematografia che si è sbizzarrita in questi anni, da i Signori della Truffa a Nemico Pubblico, ormai è stata superata nella realtà, a partire dal progetto Echelon.
Ma cosa ci aspetta in futuro? E il prossimo presidente made in USA rappresenterà davvero una novità, lasciando alla Rete la libertà di evolversi senza essere monitorata e controllata?

Fonte: Wired.com

3 Commenti »

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  • # 1
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Il problema della libertà assoluta è che tende all’anarchia.
    L’altro problema grosso è che senza istituzioni non riusciamo a mettere ordine a niente nè a limitare la violenza.
    La verità è che siamo tanto cattivi quanto lo eravamo 100.000 anni fà.
    Abbiamo sempre ammazzato donne e bambini, ci siamo sempre dovuti difendere da interessi “violenti” di altri.
    Il concetto che la propria libertà personale è limitata dalla libertà altrui non ci è mai andato giù geneticamente.

  • # 2
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Sì però al di là della facile speculazione sul nascere “cattivi” o meno (Rousseau per esempio aveva un’idea diametralmente opposta), ci sono tutta una serie di scale di grigi in mezzo.

    Nel momento in cui lo Stato con la pretesa di maggiore sicurezza entra nella sfera personale tanto da poter monitorare e schedare qualsiasi movimento noi facciamo, sarebbe il caso almeno di porsi il problema di porre un limite a tutto questo.
    Non ci dimentichiamo che il controllo è sempre stato uno dei tratti distintivi delle dittature.
    Il passo per arrivarci da uno status quo democratico non è breve ma nemmeno troppo lungo se guardiamo i regimi totalitari del 20° secolo.

  • # 3
    Ilruz
     scrive: 

    “Non sappiamo cosa il futuro riserverà per questa nazione nella lotta al terrorismo estremista islamico”

    Mi puzza di guerra santa – bastava togliere i riferimenti alla religione, e il comunicato diventava asettico, senza nulla togliere alla quantita’ di informazione distribuita.

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