di  -  lunedì 10 settembre 2012

E’ notizia attuale e molto sentita, non solamente in Sardegna, la protesta dei minatori della CarboSulcis riguardo la possibilità che venga realizzato un impianto termoelettrico piuttosto particolare, il quale permetterebbe, almeno nelle intenzioni, di utilizzare il carbone presente nel sottosuolo della regione del Sulcis, territorio a sud-ovest della Sardegna, ricchissimo di questa risorsa e già noto e sfruttato durante il periodo fascista, risorsa (il carbone in generale) che attualmente costituisce la fonte energetica più interessante grazie allo sviluppo di tecnologie che ne hanno ridotto fortemente l’impatto ambientale.

Tale protesta ha alimentato diversi dibattiti, principalmente sviluppati sul fronte delle problematiche occupazionali, con sporadici e spesso fuorvianti accenni alle questioni tecniche, pertanto andremo quest’oggi (e proseguiremo nelle prossime settimane) ad analizzare un po’ meglio le tecnologie legate all’impiego del carbone per arrivare poi a parlare del tanto discusso “Impianto Integrato Sulcis“.

IL CARBONE COME RISORSA ENERGETICA TRA PRESENTE E FUTURO PROSSIMO

Sebbene a riguardo degli impianti termoelettrici molto sia stato già scritto in queste pagine, poco si è parlato del carbone, nonostante questa fonte fossile rappresenti uno degli attori più importanti nello scenario delle fonti energetiche impiegate nel mondo, il cui impiego è con molta probabilità destinato a crescere (come già sperimentato recentemente in Germania) per sostenere l’uscita di alcuni paesi dall’energia nucleare.

Il tanto discusso (e temuto) carbone, in realtà, ha subito un forte interessamento della ricerca tecnico-scientifica al fine di sviluppare tecnologie capaci di ridurne le emissioni, e tali attività hanno portato a sensibili miglioramenti su tale fronte.

Negli impianti più obsoleti il carbone veniva combusto utilizzando bruciatori a griglia fissa, analogamente a quanto esposto quando abbiamo parlato di termovalorizzatori, pertanto la sua pezzatura era piuttosto grossolana e la combustione non permetteva di raggiungere un’elevata efficienza del processo.

Impianti di questo tipo sono oramai archeologia industriale e probabilmente non più presenti, quantomeno nei paesi industrialmente avanzati, dove la tipologia di impianto adottata impiega caldaie alimentate a polverino di carbone, sia di tipo “a letto trascinato” che a “letto fluido“.

Indubbiamente nell’immaginario collettivo il carbone viene associato (erroneamente) agli impianti più obsoleti (e per certi versi simili all’impiego domestico del carbone tipico del passato) mentre già oggi, mediante l’adozione di tutte quelle soluzioni di post trattamento dei fumi, imposte per legge secondo limiti di emissione periodicamente aggiornati, rappresenta una soluzione caratterizzata da emissioni limitate, sebbene il post trattamento dei fumi richieda ingenti quantità di carbonato di calcio per la riduzione degli ossidi di zolfo.

Le motivazioni ad un uso sempre crescente del carbone sono sostanzialmente di due:

  • disponibilità in diversi paesi non geo-politicamente instabili
  • basso costo della risorsa
A queste due motivazioni si devono aggiungere considerazioni sull’incremento del costo del petrolio (ed alla sua disponibilità legata a paesi geo-politicamente instabili), tali da favorire l’impiego del carbone rispetto a derivati petroliferi, al miglioramento sensibile degli Impianti Termoelettrici a Vapore, senza dimenticare la disponibilità di tecnologie oramai consolidate di Gassificazione, capaci di rendere il carbone interessante anche in quelle tipologie di impianto come le Turbine a Gas e gli Impianti a Ciclo Combinato che necessitano di combustibili gassosi (o liquidi ma di alta qualità).

Con questo anche per oggi è tutto, vi invito a continuare a seguire la rubrica e vi rinnovo l’appuntamento a lunedì prossimo, sempre su AppuntiDigitali, sempre  con la rubrica Energia e Futuro.

20 Commenti »

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  • # 1
    Axx
     scrive: 

    Peccato che l’articolo sia solo un’introduzione, aspetto interessato i prossimi articoli che pubblicherai a riguardo!

    Le mie conoscenze di impianti termoelettrici in generale si ferma al livello (scarso) dei banchi universitari, ergo ero, fino alla lettura di questo incipit, uno degli ignoranti denigratori degli impianti a carbone (non che mi sia mai voluto interessare ulteriormente a dir la verità).

    Ai prossimi articoli quindi :-)

  • # 2
    Alessandro
     scrive: 

    Alla fine prevalgono i fanatici integralisti anti tecnologia.

    Come si e’ visto anche in Giappone: zero morti e zero tumori per fukushima. Ma i giornali hanno fatto breccia con le lore paure per deviare la verita’ fino a rovinare il mercato energetico.

  • # 3
    x Alessandro
     scrive: 

    E’ vero che non ci sono stati morti ma questo non significa nulla. Se pensi a questo punto che le centrali nucleari sono super sicure ti invito ad andare ad abitare nei dintorni di fukushima o di chernobil…sempre che ti sia consentito.

  • # 4
    asdone
     scrive: 

    @alessandro perche non vai in giappone a dare una mano insieme all’illustre veronesi?
    che che sia una tac.

  • # 5
    Slender
     scrive: 

    Sembra un manifesto pro-carbone e quindi pro-combustibili fossili. Considerare il carbone come “RISORSA ENERGETICA TRA PRESENTE E FUTURO PROSSIMO” mi sembra un espressione da demente (senza offesa). I combustibili fossili sono risorse da XX° secolo, ormai nel XXI° siamo in grado di fare molto meglio e questo tipo di articolo è il riflesso di abitudini obsolete ed arcaiche.

    Mettere in avanti come motivazioni :

    – disponibilità in diversi paesi non geo-politicamente instabili
    – basso costo della risorsa

    Sono argomenti cosi palesemente deboli perché non prendono nemmeno in considerazioni la salute della gente e l’ambiente.
    Che si farà ogni volta che un nuovo impianto dovrà aprire ? Sarà come a Taranto dove la gente dovrà scegliere tra salute ed occupazione ?
    Chiedete a quelli che abitano già vicino ad impianti a carbone (tipo Cerano nel Brindisino) e vedete cosa vi dicono.
    Articolo deludente.

  • # 6
    arkanoid
     scrive: 

    @Slender

    L’articolo è sullo stile di quelli di Simone, che non entrano “quasi) mai nel dettaglio, ma parlano di una cosa. Se il carbone possa essere il futuro, almeno finchè sarà conveniente, o lo sai perchè lo hai studiato, oppure non lo impiari da questo articolo.
    Per cui qualsiasi conclusione, pro o contro, non puoi certo farla se la tua cultura in merito è superficiale, visto che di superficiale in queste diatribe non c’è proprio niente.

  • # 7
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    E’ evidente che la risposta sia preconcetta e di stampo ideologico.

    Difatti s’è ben guardato dal citare quali risorse sarebbero “migliori” (messo tra virgolette perché dietro questa parola ci sarebbe di che discutere) per poter fare un confronto (sempre che abbia senso farlo).

  • # 8
    Neutrino76
     scrive: 

    Francamente anche io sono un po’ inorridito di fronte al titolo di questo articolo. Ho capito che ormai ci sono delle tecnologie per ridurre fortemente l’impatto ambientale del carbone ma, signori miei, qua si sta cercando di cavare sangue da una rapa: il carbone è un combustibile fossile e avrà sempre delle controindicazioni non indifferenti. Come tentare di rendere veramente ecologico il motore a combustione….
    Inorridisco quando vedo che ci si concentra nel portare avanti una risorsa energetica vecchia di secoli invece di puntare su nuove fonti energetiche…

  • # 9
    Sisko212
     scrive: 

    Capisco che il carbone, come altre fonti fossili o il nucleare abbia parecchie controindicazioni, ma purtroppo, almeno per i prossimi 100 anni, non vedo altre soluzioni praticabili.
    Le energie rinnovabili, non mi pare, bastino a coprire la fame energetica mondiale… anche l’italia nonostate i grandi investimenti in fotovoltaico-eolico-idroelettrico, non riesce a coprire manco il 30% del fabbisogno.
    Senza tenere conto poi della grande variabilità di queste fonti.
    Già ora, lessi da qualche parte, che abbiamo il problema con il fotovoltaico, in alcune stagioni particolarmente assolate, del picco giornaliero di produzione che, a causa delle nostre vecchie centrali, è difficile da gestire, poichè non è facile ridurre la quantità prodotta da esse, per consumare quella resa disponibile dagli impianti solari.
    Non parliamo poi di fusione nucleare che è ben al di là dal venire… non credo basteranno i 30 o 50 anni come qualcuno afferma… già il progetto Iter è un mezzo fallimento, che nessuno vuole dichiarare tale, perchè ormai si sono spesi miliardi di $/€
    D’altronde il nostro stile di vita richiede energia… e molta.
    Se il carbone può essere una soluzione a medio termine, ovviamente con tutte le tecnologie attuali, e con tutti i criteri di sicurezza, credo sia il caso di esplorarne le potenzialità.

  • # 10
    Slender
     scrive: 

    Per quelli ancora bloccati nel secolo scorso, e si chiedono che strada seguire invece di quella del carbone consiglio di vedersi questa puntata di Presa Diretta : http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f9497e13-fa2f-4ffa-a826-619f2adff61b.html#p=0

    Non solo per la prima parte dedicata a Fukushima (molto interessante) ma soprattutto per la seconda parte, per me cruciale.

  • # 11
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Slender

    sempre senza offesa, per me è demente chi non è capace di comprendere il significato di un titolo senza tirare in ballo prese di posizione ridicole.

    Da quanto scrivi sembra quasi che un argomento che non ti piace non si possa affrontare, ma mi spiace, questo non è un forum ed i miei post non sono manifesti pro o contro qualcosa (leggi il commento di arkanoid)…

    Riguardo Presa Diretta ti invito a scrivere un breve riassunto nei commenti in modo da darci l’idea del contenuto che è stata trattato e che tu tieni ad evidenziare, con ovviamente un po’ di dati… molti argomenti sono stati trattati tra queste pagine e vorrei evitare di ripetermi ad ogni post con cose già scritte il precedenza

    @Neutrino76

    Il carbone sta ricevendo da svariati anni un forte interesse, prima di tutto ad opera della Germania… piaccia o non piaccia l’energia la consumiamo e vengono scelte le tecnologie che permettono di farlo sulla base di svariati parametri… il discorso “puntare sulle nuove tecnologie” e ritenere certe cose obsolete è fondamentalmente sbagliato e distaccato dalla realtà perché di ricerca se ne fa su tutti i campi, solo che alcuni di questi producono dei risultati utilizzabili ed altri meno, e si usa ciò che è maturo, con buona pace dei complottisti di ogni sorta (ci sono sempre esistiti e sempre esisteranno, cambieranno solo l’obiettivo del loro inveire contro)… ti assicuro che si spendono vagonate di soldi soprattutto sui campi emergenti (e ti parlo per esperienza diretta), ma quando accendiamo una lampadina la corrente la vogliamo subito e quindi dobbiamo produrla ora

  • # 12
    GianlucaC
     scrive: 

    @Slender e a tutti quelli che denigrano il carbone: andatevi a vedere come funziona un impianto IGCC, e le relative emissioni in atmosfera, poi ne riparliamo.

  • # 13
    Slender
     scrive: 

    L’unica cosa che mi da fastidio è il tono troppo distaccato del articolo che cerca di concentrarsi su lati tecnici mettendo da parte il lato politico (relazioni con i paesi esteri che hanno queste risorse devono per forza essere buone e quindi implica fare compromessi), il lato ambiente/salute (perché chiamare puliti impianti che bruciano qualcosa è da pazzo) e il lato sociale facendo credere che il carbone è una buona soluzione solo perché costa poco.
    La 1ma parte cruciale del presa diretta (mi tocca anche fare il lavoro per voi, ma non c’è l’avete 1h50 per guardare una puntata molto interessante ?) è quella dove il massimo esperto del CNR di energia pulita, Massimo Armaroli indica che per soddisfare gran parte del fabbisogno in energia dell’Italia con il fotovoltaico, basterebbe coprire una superficie pari a quella della provincia di Piacenza (2400km²). E per fare ciò, non bisogna cementificare di più, ma basterebbe coprire i tetti che già esistono.
    Ma questo non è la parte più importante, è quella dopo dove si parla di risparmio energetico. Perché ragazzi, qui il problema non è che manca l’energia, il vero problema è che c’è troppo spreco !
    Maggior parte del energia prodotta viene usata per il termico, cioè per riscaldare (acqua calda, riscaldamento…) ed è qui il vero speco di energia perché le case non sono fatte bene e si perde molto.
    Quindi la soluzione per me non è produrre di più, ma consumare meno.

    PS: so bene che questo non è un forum, ma uno non può (e secondo me non deve) scrivere di una fonte energetica sporca facendo gioco di parole per cercare di metterla sotto una luce più convincente. E’ questo che a me non piace, non il fatto di parlarne. Se ne parli devi prendere in considerazione tutte le conseguenze del suo utilizzo e non solo il lato tecnico. Poi uno penso è libero di commentare un articolo che non gli è piaciuto. So bene che l’Italia secondo il Freedom House ha una stampa “partly free” (http://www.freedomhouse.org/country/italy), quindi se non ti piacciono i commenti negativi (che come quelli positivi sono qui per sollevare il dibattito), puoi anche confermare quello che dice la Freedom House e disabilitare i commenti.

  • # 14
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    L’unica cosa che mi da fastidio è il tono troppo distaccato del articolo che cerca di concentrarsi su lati tecnici mettendo da parte il lato politico

    se ti dà fastidio vai pure a leggere dove viene soddisfatto il tuo desiderio di leggere ciò che desideri, altrimenti adattati a ciò che scrive l’autore e limitati a quel contesto… è il normale rapporto tra autore e lettore, se non ti piace trasformati in autore e scrivi gli articoli nei modi e toni che preferisci

    mi tocca anche fare il lavoro per voi, ma non c’è l’avete 1h50 per guardare una puntata molto interessante ?

    se accenni ad una cosa fallo completamente, tempo da perdere ne ho poco e non ho voglia di sorbirmi una puntata di un’ora e mezza di cose trite e ritrite, sulle quali tra l’altro ho già parlato abbondantemente negli oltre 100 articoli lungo questi tre anni di AD, anzi, magari trova tu 1h50′ per leggerli (ti assicuro che sono tecnici anche quando parlo di FV od eolico, ma sono sicuro che in quelli non farai la sparata all’opposto sul titolo)

    Perché ragazzi, qui il problema non è che manca l’energia, il vero problema è che c’è troppo spreco !

    su questo sono perfettamente d’accordo, ma se avessi letto i miei articoli (trovando la famosa 1h50′) avresti già letto qualcosa a riguardo e saresti stato forse meno prevenuto

    ma consumare meno

    concordo, ma spero che su questo punto tu sia uno di quelli che diano il buon esempio e che non utilizzi auto, riscaldamento a gas, metano in cucina, ecc. ecc…. troppi parlano di ambiente, spero che vivano coerentemente con quanto propagandano sebbene ne dubiti fortemente

    PS: so bene che questo non è un forum, ma uno non può (e secondo me non deve) scrivere di una fonte energetica sporca facendo gioco di parole per cercare di metterla sotto una luce più convincente.

    subito dopo parli di libertà, anche questa è libertà… l’autore tratta l’argomento nella maniera che ritiene più adatta, se non piace si è liberi di andare oltre…

    Poi uno penso è libero di commentare un articolo che non gli è piaciuto. So bene che l’Italia secondo il Freedom House ha una stampa “partly free” (http://www.freedomhouse.org/country/italy), quindi se non ti piacciono i commenti negativi (che come quelli positivi sono qui per sollevare il dibattito), puoi anche confermare quello che dice la Freedom House e disabilitare i commenti.

    i commenti sono liberi e benvenuti, ma i tuoi sono (non sembrano, SONO) del tono “non dovete parlare bene di qualcosa che ritengo meriti solo un approccio negativo” e ti sfuggono due punti:

    1)non c’è nessun tono positivo o gioco di parole per dimostrare alcunché… mi limito (tra l’altro al momento solo introducendo l’argomento) a discutere tecnicamente una fonte energetica (che ti piaccia o meno ti assicuro che nel mondo tutti ne stanno incrementando l’uso e quindi è doveroso spenderci quattro parole tecniche, visto che a riguardo c’è molta ignoranza tecnica)
    2)quello che tu ritieni corretto si chiama limitazione della libertà di espressione
    3)proprio perché anche tu sei libero di esprimerti (nei limiti della netiquette) i commenti sono aperti, lo sono sempre stati e sempre lo saranno, ma quantomeno quando commenti non partire per la tangente e ragiona sul contenuto del post, se poi non ti piace passa oltre, la libertà di stampa ed espressione permette anche a te di scrivere un blog come preferisci

  • # 15
    GianlucaC
     scrive: 

    [quote]L’unica cosa che mi da fastidio è il tono troppo distaccato del articolo che cerca di concentrarsi su lati tecnici mettendo da parte il lato politico (relazioni con i paesi esteri che hanno queste risorse devono per forza essere buone e quindi implica fare compromessi), il lato ambiente/salute (perché chiamare puliti impianti che bruciano qualcosa è da pazzo) e il lato sociale facendo credere che il carbone è una buona soluzione solo perché costa poco.[/quote]

    1. Uno dei punti di forza del carbone è che risulta ben distribuito sul nostro pianeta, e fortunatamente non è solo nelle mani di Paesi geopoliticamente instabili. Quindi non c’è proprio nessun compromesso: è un mercato molto concorrenziale, a differenza, per esempio, di gas naturale e petrolio.

    2. Non sai di cosa stai parlando, perché evidentemente non conosci processi come la gassificazione. Ti esorto nuovamente ad informarti sugli impianti IGCC, che oltre ad avere svariati vantaggi dal punto di vista tecnico/economico, hanno emissioni di diversi ordini di grandezza inferiori rispetto ad un impianto a vapore tradizionale (a polverino di carbone, ecc…). Di sicuro non saranno “puliti” in senso stretto, ma parliamo comunque di emissioni estremamente ridotte.

    3. Il carbone è una buona soluzione proprio perché costa poco, è ben distribuito sulla superficie del pianeta, è abbondante (rispetto a petrolio e gas naturale), è facile ed economico da trasportare e, SOPRATTUTTO, si può gassificare ottenendo un prodotto chiamato syngas (gas di sintesi) che con gli opportuni trattamenti risulta eccezionalmente pulito.

    Quelli come voi che parlano di futuro ed energie rinnovabili senza cognizione di causa pensano che queste ultime siano la cura di tutti i mali, che dietro alla loro “scarsa diffusione” (ammesso che sia giusto parlare di scarsa diffusione, perché se penso al fotovoltaico l’Italia è uno dei Paesi che ci ha puntato di più in assoluto; poi dovremmo discutere del fatto che la nostra rete non è così “smart” da reggere senza problemi tale produzione, ma questo è un altro discorso…) ci sia qualche intrigo massonico… Non è così. Dovete mettervi in testa che le fonti non rinnovabili saranno utilizzate ancora MOLTO a lungo. In particolare, il nostro Paese (e molti altri, del resto) ha assicurato il suo futuro energetico sull’utilizzo del gas naturale, a scapito del petrolio: è una scelta corretta, perché tra i vari combustibili (petrolio e carbone) è senz’altro il più pulito. Peccato però che tra i tre, il gas naturale sia anche il più costoso; in special modo per l’Italia, che è costretta ad importarlo da Paesi geopoliticamente PARECCHIO instabili come Algeria, Libia e Russia. E’ proprio qui che entra prepotentemente in gioco il carbone: possiamo importarlo da numerosi Paesi “più tranquilli” a prezzi bassi e concorrenziali, e tramite gassificazione possiamo trasformarlo in syngas. Detto in altri termini, potremmo unire i vantaggi del carbone (basso costo, alta disponibilità) a quelli del gas (“pulito”, utilizzabile anche nelle turbine a gas e quindi nei cicli combinati, ecc.). Questi sono fatti oggettivi. Ora vi sfido ad affermare che il carbone sia “antiquato” e “non pulito”.

  • # 16
    Neutrino76
     scrive: 

    @Autore del post: quello che dici è vero, ci serve energia e la vogliamo subito. L’uomo in fondo tende a queste contraddizioni: si lamenta di una cosa in linea teorica ma poi, quando gli serve, è molto più facile pretenderla che cercare una nuova soluzione. Un po’ come quando si tenta (solo teoricamente) di fumare. Malgrado la tua risposta, continuo a inorridire perchè, a fronte di una seppur reale considerazione della realtà (il meccanismo di cui ho parlato sopra), mi pare che qui si voglia giustificare la ricerca su una fonte che comunque è ricca di controindicazioni. Per continuare l’analogia di cui sopra è come dire “ricerco una sostanza che possa contrastare l’effetto del fumo ma evito di fare l’unica cosa che andrebbe veramente fatta: smettere di fumare”.
    Ci si suicida lentamente, solo che è molto più semplice razionalizzare tale pratica che tentare di cambiare atteggiamento. E’ un meccanismo individuale che si applica al macroscopico della società.
    Sarebbe stato più opportuno mettere la cosa in questo modo “ancora non abbiamo la forza di cambiare certe posizioni e continuiamo in questa pratica anche se poco salutare”; qua invece sempre di assistere a un’apologia del carbone….

  • # 17
    Neutrino76
     scrive: 

    edit: “qua invece sembra di assistere a un’apologia del carbone….””

  • # 18
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Neutrino76

    è molto più facile pretenderla che cercare una nuova soluzione

    guarda che nuove soluzioni se ne cercano, ed i finanziamenti a riguardo sono molto elevati, causando molte difficoltà ad accedere ai finanziamenti per chi si occupa delle tecnologie tradizionali (che poi guardando bene anche le rinnovabili non inventano nulla di nuovo)

    “ricerco una sostanza che possa contrastare l’effetto del fumo ma evito di fare l’unica cosa che andrebbe veramente fatta: smettere di fumare”.

    confondi il paziente con il ricercatore… il secondo dovrebbe cercare le cose che possono aiutare il primo, ciò non toglie che il primo è libero di farne a meno (e smettere di fumare spontaneamente… ovvero ridurre i suoi consumi, magari azzerarli, finché non ci saranno soluzioni tecnologiche capace di soddisfarli completamente)

    Sarebbe stato più opportuno mettere la cosa in questo modo “ancora non abbiamo la forza di cambiare certe posizioni e continuiamo in questa pratica anche se poco salutare”

    se leggessi i miei articoli per bene vedresti che non parlo di “emissioni zero” et similia… parlo delle cose come stanno, a qualcuno può dare fastidio o non piacere, ma purtroppo lo scenario (e mi pare di averci speso svariate decine di articoli a descriverne il perché, sarebbe il caso di leggerli se non si conosce lo scenario) è questo

    qua invece sembra di assistere a un’apologia del carbone…

    a me sembra che per certi lettori tutto quello che non riguarda le rinnovabili (e ne ho parlato lungamente in lunghe serie di post) non vada affrontato se non come viene fatto nei tanti forum “ecologisti”… mi spiace ma non è il mio modo di affrontare gli argomenti

  • # 19
    Neutrino76
     scrive: 

    @Autore del post: ripeto: hai ottimi argomenti di risposta ma credo che stiamo ragionando su due linee di pensiero diverse. Non sono un fazioso ecologista estremista e so che gli estremi non vanno mai bene perchè si perde il contatto con la realtà. Tuttavia, di base, rimane un argomento di base inequivocabile: il carbone è una delle fonti energetiche più inquinanti per natura e quello che si investe per ridurre la sua nocività andrebbe impiegato altrove.

    “””ma purtroppo lo scenario (e mi pare di averci speso svariate decine di articoli a descriverne il perché, sarebbe il caso di leggerli se non si conosce lo scenario) è questo””” <<

    giusto, ho capito, sei solo un divulgatore. Quello che, al limite, si contesta, non è la vericidità delle questioni, ma il sottile l'entusiasmo sotto il pelo dell'acqua (quasi nostalgico) per una fonte energetica inadatta ormai. Un ricercatore o scienziato che sia, non dovrebbe essere proiettato sempre verso l'evoluzione?

  • # 20
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    il carbone è una delle fonti energetiche più inquinanti per natura e quello che si investe per ridurre la sua nocività andrebbe impiegato altrove

    il carbone è inquinante per via dei processi che si usano per trasformarlo in energia, proprio per questo si cerca di migliorare la tecnologia ed i processi… di fondi altrove, anche in campo improduttivi, se ne investono e spesso perfino troppi

    ho capito, sei solo un divulgatore. Quello che, al limite, si contesta, non è la vericidità delle questioni, ma il sottile l’entusiasmo sotto il pelo dell’acqua (quasi nostalgico) per una fonte energetica inadatta ormai. Un ricercatore o scienziato che sia, non dovrebbe essere proiettato sempre verso l’evoluzione?

    è un po’ vecchio ma comunque qualche idea la dà
    http://www.appuntidigitali.it/gli-autori/simone-serra/

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