di  -  venerdì 29 giugno 2012

Nel post Un Easter Egg per l’orco WordPerfect, abbiamo già menzionato gli stravaganti Easter Eggs, ovvero le “sorprese” che alcune volte le software house inseriscono nei loro prodotti.

 Nella lettura del libro “Commodore: A Company on the Edge”, che consiglio caldamente di leggere a tutti gli appassionati che seguono questa rubrica, si parla di uno dei primi “ovetti” della storia, scritto con buona probabilità dallo stesso Bill Gates.

Ma nel concreto, di cosa stiamo parlando?

Facciamo un salto nel 1979, l’era in cui Micro-soft non era certo il colosso di oggi, ma comunque si difendeva egregiamente fornendo il BASIC per un numero decisamente ampio di produttori hardware. Gates, comunque, è già impegnato fattivamente nella tutela dei propri software, come ci ricorda la famosa lettere indirizzata all’Homebrew Computer Club del 3 febbraio 1976: An Open Letter to Hobbyists.

Durante il CES invernale del 1978, Commodore presenta un prototipo del PET e John Feagans (uno degli ingegneri impegnati nel suo sviluppo) racconta:

“He was looking over his shoulder. Gates walked up to our machine and played around with it. Gates typed a simple command and the screen displayed the word MICROSOFT. If you put WAIT 6502 and then a number, it would print MICROSOFT that many times. Gates cleared the screen and walked away, unaware i had observed his deed.”

[“… Gates si avvicinò alla nostra macchina e smanettò con essa. Gates digitò un semplice comando e sullo schermo apparve la parala MICROSOFT. Se si scriveva WAIT 6502 e poi un numero, il sistema avrebbe stampato Microsoft il numero di volte corrispondenti. Gates effettuò il clear dello schermo e se ne andò, ignaro che avessi visto ciò che aveva fatto.”]

Di fatti si tratta di una sorta di firma che evidenzia come il “Commodore Basic 2.0” sia stato scritto da Microsoft.

 

Da Commodore a… Microsoft

La cosa, nonostante non sia un problema reale, infastidisce Commodore che al CES di gennaio del 1979, presentando le nuove versioni del PET, rilascia in proprio anche con una nuova release del BASIC da cui è stato rimosso l’easter egg.

In questa occasione Gates effettua la stessa prova ma, chiaramente, l’esito non è quello atteso e John Feagans con Bill Seiler (altro componente del PET team) non nascondono la loro soddisfazione nel vederlo andar via decisamente “attapirato”.

Qualche anno dopo è la Apple ad inserire un proprio Easter Egg all’interno del codice contenuto nella ROM per l’Apple II.

La decisione di Jobs segue la causa contro la Franklin Computer che nei primi anni ‘80 crea un clone dell’Apple II (ACE) copiandone persino la ROM e la documentazione. Chiaramente la casa di Cupertino fa causa alla Franklin costringendola a ritirare il proprio sistema dal mercato.

Ma Jobs desidera per il futuro uno strumento veloce per poter dimostrare facilmente, sia in pubblico che in sede legale, che ci si trova davanti ad una copia dei propri prodotti. Così nasce l’icona “Stolen From Apple” [rubato da Apple], nascosta all’interno della ROM e richiamabile velocemente tramite la pressione di una specifica combinazione di tasti.

 Stolen from Apple

Come le icone che successivamente caratterizzeranno il Mac, la “Stolen from Apple” viene realizzata da Susan Kare, mentre la sua codifica/compressione è affidata a Steve Capps.

Anche un altro dei protagonisti informatici del periodo sembra avesse ceduto alla moda degli “ovetti”, anche se non se ne ha una controprova reale. Gary Kildall, padre del CP/M e fondatore della Digital Reasearch Inc, ha sempre sostenuto che il DOS fosse un clone del proprio sistema operativo, e, a tal proposito, Jerry Pournelle (scrittore Americano di fantascienza) ha affermato che il professore era stato in grado di dimostrargli che il DOS conteneva del codice CP/M poiché, digitando un particolare comando dal prompt, compariva proprio il suo nome (Gary). Pournelle, comunque, non ha mai voluto rilevare quale fosse questo comando in modo da comprovare le proprie affermazioni, alimentando l’alone di leggenda che ha portato l’episodio ad essere menzionato anche nel noto libro They Made America.

Ora lascio lo spazio ai vostri commenti.. conoscete quale altro easter egg “storico”?

13 Commenti »

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  • # 1
    [D]
     scrive: 

    Sinceramente vista la qualità del commodore basic, fossi stato al posto di Gates mi sarei risparmiato la fatica di firmarla tanto era già risaputo chi era il produttore del linguaggio.
    L’iconcina di apple mi incuriosisce invece perchè questa mania di voler apparire creando una bitmap ed aggiungendo tutto il codice per gestirla in rom, avrebbe potuto ritorcersi contro dal momento che più codice = più rischio di essere sgamata e quindi cancellata dalla rom clonata
    Secondo me sarebbe stato più furbo scrivere una piccola riga di codice volta a criptare un testo di copyright che sarebbe stato ripetuto a raffica sullo schermo: stesso risultato con minor costo e minori rischi.

  • # 2
    Antonio Barba
     scrive: 

    Ho letto il libro e mi è piaciuto tanto! Specialmente mi piace come descrive nel dettaglio le relazioni tra Chuck Peddle e Apple, che sono state fondamentali per portare la Mela dov’è oggi.

    Aspetto il secondo volume dedicato al periodo post Jack Tramiel.

  • # 3
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Forse non è “storico”, ma a me piace l’easter egg del comando di amministrazione di Debian apt-get:

    sudo apt-get moo
    (__)
    (oo)
    /——\/
    / | ||
    * /\—/\
    ~~ ~~
    ….”Have you mooed today?”…

  • # 4
    Massimo M
     scrive: 

    COn una rom ed il reverse engineering del codice è possibile vedere dov’è l’ester egg ed il comando da dare. O sbaglio?

  • # 5
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Massimo M… Corretto!
    Infatti un certo “Steve Jasik” realizzò un disassembler/debugger MacNosy disassembler/debugger, che gli premise di isolare la “stolen from Apple” dal resto del codice della ROM

  • # 6
    phabio76
     scrive: 

    Sempre a proposito del BASIC realizzato per Commodore, apprendo dallo stesso libro che Tramiel fu l’unico nella storia a “fregare” Gates, rifiutandosi di pagare una fee per ogni copia installata sui prodotti Commodore. Tramiel sborsò 25 mila dollari per avere una licenza non esclusiva e continuò ad usare quel BASIC pressochè invariato su tutti i milioni di computer venduti negli anni a seguire.

  • # 7
    Matteos
     scrive: 

    Non è proprio la stessa cosa, ma io avevo un computer che ogni tanto prendeva e suonava la canzoncina di tanti auguri al boot anziché fare il classico beep. Mi è successo 3 o 4 volte, si parla dei tempi Windows 3.1 ed Intel 80486 per capirsi.
    Non ho mai approfondito la cosa, bastava premere un tasto ed il boot andava regolare.

    Poi mi ricordo una specie di boiata su DOS che mi stampava VIVA MEXICO a video ogni 3×2.

    E tanto per chiudere, c’era quella cosa tipo simulazione di volo 3D nera e blu dentro MS Excel 97 (o era Word?).

  • # 8
    Max
     scrive: 

    Grande Tramiel, gli sta proprio bene a Bill Gates! Doveva fare di peggio. Gates che tutelava il suo “grande” software quando invece ha scopiazzato in giro come un forsennato.
    Basta ricordarci che Gates pose fine ad amiga a fine anni ’90 (detenuta da Gateway 2000, primo distributore di pc in Nord America al tempo, che grazie a questa sarebbe tornata in vendita in nord america) imponendo a Getaway 2000 di interrompere la fornitura di licenze windows per i pc da questa distribuiti, qualora la piattaforma amiga fosse stata venduta in nord america.
    Così Amiga terminò di essere un computer di massa.
    La paura di gates era tanta, per cui ora non c’è nulla da commentare!

  • # 9
    Tony73
     scrive: 

    Non so se è una leggenda metropolitana o meno, ma parecchi anni fà girava insistente la voce che i primi modelli di Amiga 1000 avevano un easter egg che, in base ad una sequenza di tasti, dava + o – la seguente frase: “we build amiga and fuck the commodore!”

    Non ho mai constatato di persona ovviamente, ma nei primi anni ’90 era abbastanza di pubblico dominio come rumor..

  • # 10
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non è una leggende metropolitana. C’è. E se apri una vecchia ROM del Kickstart (non ricordo se fino alla 1.2 fosse presente; mi pare di sì; poi ovviamente è stata rimossa) con un editor esadecimale la trovi, assieme ad altre scritte.

    C’è anche un east egg romantico. Ricordo soltanto che si doveva aprire il programma di configurazione della stampante, selezionare qualcosa (ma non lo ricordo), e cliccare in fila sui 4 tasti dei due mouse visualizzati, il tutto per 4 volte. Usciva qualcosa come “RJ & … love forever” (con … il nome della ragazza).

  • # 11
    lakar
     scrive: 

    @Max
    Gates non ha posto fine ad Amiga perché fu Commodore a farlo nel 1994! Amiga terminò di essere un computer di massa già a metà anni novanta causa incompetenza di Commodore e a fine anni novanta lo quota di mercato era quasi nulla e le aziende di software si erano quasi tutte ritirate. Gateway vendette il marchio Amiga nel 2000 senza aver presentato uno straccio di prototipo della nuova macchina ma solo tanto fumo e promesse. Nella migliore delle ipotesi quando sarebbe arrivato il nuovo Amiga di Gateway? 2001, 2002? Si erano persi troppi anni e ormai i buoi erano scappati.
    E che paura poteva avere Gates che nel 2000 deteneva circa il 95% del mercato?
    No, dai, ma sei serio? Mi mancava proprio che la fine di Amiga fosse colpa di Microsoft…

  • # 12
    spyrotsk
     scrive: 

    @Matteos:
    si quello della canzoncina è l’AMI BIOS che il 13 novembre suonava la canzoncina per il compleanno della fondazione dell’azienda :)

    C’era solo 1 versione del bios che “suonava” la canzoncina, non mi ricordo la versione :( sò che era attorno agli anni 93-94 che uscì questa cosa :)

  • # 13
    spyrotsk
     scrive: 

    http://www.youtube.com/watch?v=wnlrqhz_Zx0&feature=related

    e questo chi se lo ricorda? :D

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