di  -  martedì 29 maggio 2012

Recentemente il Presidente della Repubblica Napolitano ha avuto modo di chiarire la sua posizione sul rapporto Internet-politica. Un rapporto che il boom del Movimento 5 Stelle ha portato alla ribalta. Secondo Napolitano “La rete non è il luogo delle decisioni politiche […] I partiti sono le cinghie di trasmissione delle istanze dei cittadini verso le istituzioni. La sfera delle decisioni politiche non si tocca”.

L’opinione di Napolitano, politico di lungo corso nelle fila della sinistra italiana, è prevedibilmente fondata sulla centralità dei partiti. Una centralità cui i processi sociali che si mettono in moto su Internet non offrirebbero alternative.

A bruciapelo mi verrebbe da rispondere che qualunque movimento sociale di peso demografico consistente, in una democrazia, merita di essere preso in considerazione, che si formi su Internet o altrove. Non perché Internet sia estraneo a eterodirezione o populismo, non perché la rete sia tutta “dal basso”, come a certi parolai piace far credere. Semplicemente perché su Internet si concentrano, confrontano e affinano opinioni, perché  dai processi che iniziano in Internet emergono istanze che vanno valutate nel merito, non in base alla provenienza, particolarmente se ci ricordiamo che siamo nel 2012 ed Internet, nella sola Italia, è uno strumento quotidiano per milioni di cittadini.

Tuttavia il focus dell’obiezione di Napolitano, se si legge oltre i titoli e i grassetti, è la decisione, ovverosia la sintesi delle varie istanze in questione. La domanda più pertinente, a questi fini, è dunque: può Internet riassumere il ruolo decisionale della politica? Può in altre parole schiudere le porte a quel concetto di democrazia diretta a 360° – la cui popolarità è di solito inversamente proporzionale a quella della classe politica in carica?

I pochi e selezionatissimi aficionados della rubrica semisegreta intitolata al tarlo, conoscono la mia posizione in merito: un secco no. Un no che, ovviamente, non condona e non dimentica le imperfezioni del sistema delegato.

Sarebbe già tanto se Internet riuscisse a diventare – finalmente nei fatti, il potenziale ormai lo conoscono anche i sassi – strumento di pressione dal basso, il luogo in cui le lobby istituzionali – quelle che finanziano le campagne elettorali e partecipano indirettamente alla formazione delle liste elettorali – vengono controbilanciate da movimenti più vicini agli interessi dei gruppi le cui istanze esulano dalle attenzioni (e, ahimè, spesso delle collusioni e dei clientelismi) della politica di palazzo.

Solo la politica può condurci verso questo desiderabilissimo esito, e in tutta franchezza mi piacerebbe che il Presidente della Repubblica, dopo aver ricordato cosa con Internet non si può fare, mostrasse sensibilità anche per ciò che in Internet si può fare, peraltro meglio che in un sistema mediatico radicato nel secolo scorso ed istituzionalmente eterodiretto.

39 Commenti »

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  • # 1
    [D]
     scrive: 

    Il presidente della repubblica è un’entità inutile di un sistema che di democratico ha solo il nome.
    Prendi una monarchia, cambiaci i personaggi, cambia il loro titolo ed hai ottenuto la nostra “democrazia”.
    L’intero sistema va riformato verso una vera democrazia dove le persone sono veri cittadini e non sudditi con un’etichetta attaccata all’orecchio come un parco buoi, dei quali ci si ricorda solo durante quella farsa che sono le elezioni ed i referendum.
    Napolitano e tutti i suoi lecchini devono capirlo in fretta tutto questo perchè la mancanza di lavoro e di benessere non acconsente più alle masse di annebbiare il cervello con la droga del consumismo. La gente si sta svegliando, sta capendo e presto reclamerà il posto che le spetta di diritto: prima con le buone, poi…

    Due nomi a caso giusto per indicare come finirà tutto questo: Luigi XV e Nicola II Romanov.

  • # 2
    Riccardo
     scrive: 

    Bah credo che l’umanità abbia da fare ancora molta strada per usare Internet come strumento di partecipazione democratica poiché secondo me il senso critico in molte persone è ancora acerbo e la maggioranza proporrebbe sempre soluzioni “finali” dei problemi stile medioevo…

  • # 3
    pivellone
     scrive: 

    @[D]

    E quale sarebbe la vera democrazia?

  • # 4
    [D]
     scrive: 

    Vera democrazia è quella dove intanto si da senso alla parola “democrazia” ovvero “governo del popolo”.
    Quando il popolo vuole una cosa quella dev’essere compiuta. Quando il popolo non la vuole, va smantellata.
    Il popolo decide, il popolo sceglie ed i loro rappresentanti ottemperano senza discutere, senza perdere tempo.
    Nel nostro attuale sistema i rappresentanti si sono sostituiti ad una corte di nobili e si fanno mantenere come nel ‘700, hanno creato un debito insostenibile e poi esigono che siamo noi a pagarlo.
    Se la gente crede veramente nella democrazia è chiamata a dimostrarlo nei fatti: dobbiamo darci una data e quel giorno esigere civilmente ma per l’ultima volta che lor signori levino le tende. All’ennesimo rifiuto si montano le ghigliottine.

  • # 5
    Doraneko
     scrive: 

    Non per essere polemico, secondo me non è una questione così “consistente” perchè il Presidente ci debba fare un intervento e noi ci si debba scervellare.
    L’Italia è nella situazione che è perchè in passato sono state fatte delle scelte sbagliate, dal lato del cittadino per quanto riguarda i suoi rappresentanti, dal lato del politico per quanto riguarda la propria condotta e le linee guida.
    Se tutta questa smania per internet dovesse risultare un errore, amen!Saremmo perfettamente in linea col passato.
    Adesso però c’è la piccolissima possibilità che le cose possano migliorare, visto che si aggiunge qualche ingrediente alla solita pappa rimescolata da 50 anni a sta parte.

  • # 6
    Renato
     scrive: 

    Ho sottomano il materiale della prossima votazione popolare del 17 giugno che tratta i seguenti temi:

    1- iniziativa popolare “accesso alla proprieta’ grazie al risparmio per l’alloggio”
    2- iniziativa popolare “per il rafforzamento dei diritti popolari in politica estera (accordi internazionali: decida il popolo!)
    3- Modifica della legge federale sull’assicurazione malattia

    e a livello comunale:
    referendum contro la proposta di vendita di un terreno per la realizzazione di un edificio parzialmente offerto ad anziani

    posso votare da casa spedendo la busta gia’ affrancata entro le ore 12.00 della domenica della votazione.

    e questa e’ solo una delle tante votazioni che ricevo a casa mia, in media ogni 3/4 mesi. Cosa c’e’ di strano? Abito in Svizzera.

    Il web e’ solo un mezzo in piu’ dove ci si puo’ informare, conoscere e discutere. Al massimo il web puo’ essere il termometro di una democrazia, basta vedere in quali paesi e’ censurato (Cina? paesi arabi?) e in quali si cerca di farlo (Italia).

    Se si vuole dare piu’ potere al popolo dovete rendere piu’ facile la possibilita’ di indire referendum e iniziative popolari (ma in Italia esistono?) e togliere quella scandalosa soglia del 50%.
    Solo cosi’ il cambiamento potra’ cominciare dal basso, ma tutti questi paletti sembrano stati messi apposta per evitare cio’.

    Poi legge elettorale, riforma dei partiti e meritocrazia vengono da se. Bastava che andavano in votazione i due referendum lanciati da Grillo e gia’ molto poteva essere stato fatto. Ma che fine hanno fatto?

  • # 7
    Arunax
     scrive: 

    @[D]

    Così come l’hai descritto, il tuo sistema assomiglia moltissimo ad una dittatura: il popolo si esprime tramite le elezioni. Lo ha fatto nelle precedenti elezioni politiche, nel qual caso posso dire che non sono d’accordo con l’opinione del popolo; lo ha fatto nelle ultime amministrative, dove capisco certamente di più. Un governo come lo proponi tu, dove “si fa quello che dice il popolo”, pone due problemi:

    1) chi è “il popolo”? non tutti hanno opinioni, e non tutti esprimono l’opinione che hanno. il fatto che esista una opinione dominante fra chi ha voce non esclude affatto che esistano opinioni anche maggioritarie fra chi non le esprime pubblicamente. quando qualcuno si erge a interprete dell’intero popolo (“le elezioni non servono”, “il parlamento non serve”, ecc.), è un brutto segno: nella storia questo è stato il modo in cui si sono instaurate le dittature – tanto per citarne tre, il Terrore, il Fascismo e il Nazismo (ma vale anche per moltissime altre).

    2) la democrazia vera esige regole, che vanno rispettate sempre. esige una corte costituzionale, che va rispettata sempre anche quando non si è d’accordo. esige elezioni anche formalmente corrette, che eleggano rappresentanti che – per quanto possano essere indegni – sono legittimati da un voto e dalla legge. In democrazia la forma è sostanza, nelle dittature molto meno. Non è un caso che la nostra Costituzione non dice che “la sovranità appartiene al popolo” tout-court, ma che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”: i costituenti uscivano da una dittatura e sapevano bene che la sovranità popolare è una delle parole che più facilmente esce dalla bocca dei dittatori. La democrazia vera è la repubblica (=cosa di tutti) in cui la sovranità è del popolo e della legge: da un lato la legge proviene dal popolo, ma dall’altro il popolo non può andare contro la legge.

    Sui tuoi neppure tanto sottili inviti alla violenza, dico solo che per me si commentano da soli…

    Tornando in topic, credo che internet possa essere un ottimo “luogo” per scambiarsi opinioni, discutere, formare un’idea politica; non può però mancare il filtro della rappresentatività. Prima di tutto perché spesso il discorso su internet degenera molto rapidamente (ma qui si potrebbe dire che i nostri illustri rappresentanti non sono poi molto meglio), ma soprattutto per il discorso che ho fatto sopra: internet non è un diagramma statisticamente rappresentativo delle opinioni degli italiani. i gruppi che alzano di più la voce e che si fanno sentire di più non è affatto detto che siano i più numerosi. Ad esempio, oggi su twitter spopola l’invito al Presidente di annullare la parata del 2 giugno (#no2giugno), invito che abitando a Bologna condivido pienamente; ma siamo sicuri che la maggior parte degli italiani siano d’accordo? Può essere come non essere: il fatto che su twitter ci siano 100000 #no2giugno e 1000 #si2giugno (sparo numeri a caso) è però solo un indizio, non racconta necessariamente la realtà poiché non ha alcun valore statistico.

    In altre parole, io non credo affatto che la realtà senza regole di internet debba sostituire il Parlamento (una roba che va in giro dicendo Grillo ogni tanto…); semmai si tratta di una meravigliosa piazza, un’agorà dove discutere, scambiarsi opinioni, formarsi, capire meglio la realtà. Per poi votare più consapevolmente. Chissà, magari in futuro – quando il mezzo sarà maturo – eleggere i propri rappresentanti da casa, molto più spesso; contattarli per far sentire la propria opinione (questo con alcuni si può già fare), e mille altre cose…

  • # 8
    [D]
     scrive: 

    @Doraneko

    E’ troppo comodo dire che noi abbiamo scelto i rappresentanti sbagliati: non ce n’era uno giusto da scegliere.
    E poi scegliere in base a cosa ? Tutti e dico tutti, salivano sul palco e promettevano cose che poi puntualmente finivano per non mantenere.
    Quello che manca nel nostro sistema è che se il politico non rispetta quanto promesso nei tempi e nei modi, dev’essere rimosso all’istante e cacciato da ogni ufficio della politica.
    Meglio tardi che mai dobbiamo cominciare ad applicare questo sistema e cacciarli tutti.

    @Arunax

    Il popolo vota gente che promette determinati risultati. Questi risultati non si vedono o si presentano addirittura i loro opposti ? Si scacciano i truffatori che si sono spacciati per rappresentanti.
    Ultimamente il popolo non ha neanche votato: c’hanno detto “questi sono i nuovi, inchinatevi a loro”.
    Se riprenderti in mano la tua fetta di potere la chiami dittatura, paga e sii felice, fatti rubare tutto col sorriso.
    Credi pure di salvare l’italia permettendone la distruzione del suo tessuto produttivo.

    Il pistolotto sull’opinioni tienilo per te. Chi di fronte a questo scempio non vuole agire allora si merita qualcosa molto peggiore di una dittatura: una democrazia finta, cioè quanto abbiamo adesso.

    Tutta la storia sulla costituzione è molto simpatica ma nei fatti si dimostra terribilmente debole a cominciare dal fatto che degli organismi non eletti e non rappresentanti del popolo (non rispettano la volontà di chi li ha eletti, quindi automaticamente non ci rappresentano) possono rimaneggiarla come a loro fa più comodo.
    Questa è truffa. E’ come giocare al monopoli con qualcuno che, pur di vincere, cambia le regole della partita in corso.

    Comunque sia non ti preoccupare: non vuoi tornare ad una vera democrazia ? Aspetta 6 mesi, un anno al massimo e finirai a fare il passo dell’oca perchè lor signori a cominciare dal nostro “caro” presidente hanno deciso di farci andare tutti a fondo e quando (non se) ci arriveremo allora diventerà necessità universale risalire la china con qualsiasi mezzo, altro che le mie ghigliottine.
    Sta (anzi state tutti) pure comodi in poltrona e mentre ci siete recuperate la camicia nera del nonno che 60 anni di naftalina non vanno via con un paio d’ore appesa al balcone.

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Renato
    Il sistema svizzero in questo merito è estremamente interessante. Hai dati sulle percentuali di partecipazione alle votazioni popolari?

    In generale credo che fra politica e popolazione, in Italia esista un muro di reciproca sfiducia che può in qualche modo essere bucato. Forse lo stesso richiedere partecipazione in maniera diretta, in un popolo maturo e dotato di senso civico, può innescare un processo positivo di informazione spontanea, rispetto al quale Internet può dare un grosso contributo.

    L’errore è considerare aprioristicamente la rete una minaccia o una scorciatoia, ed è proprio quel che accade.

  • # 10
    Renato
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio

    Purtroppo per essere un modello di democrazia diretta in quanto a partecipazione al voto in Svizzera le percentuali sono piuttosto basse,tra il 40 e il 50%, a questo incide molto il fatto che le votazioni avvengono a ritmi molto sostenuti e non sempre gli argomenti trattati suscitano un grande interesse popolare.
    A questo indirizzo c’e’ un approfondimento molto interessante:
    http://www.ch.ch/abstimmungen_und_wahlen/02186/02191/02323/index.html?lang=it
    C’e’ anche da dire che un modello come quello elvetico presuppone una maturita’ civile che secondo me in Italia non esiste (senza offesa)
    Per farti un paio di esempi, l’aumento della benzina di 20cts/litro (per finanziare il completamento della rete autostradale) e l’introduzione della tassa annua per l’ autostrada (la vignetta, prima erano gratuite) sono state approvate dal popolo via referendum, come il divieto di erigere minareti (su questo avevo votato a favore dei minareti e non sono cosi’ sicuro che sia conforme al diritto internazionale) o i vari referendum sulla limitazione degli stranieri sempre respinti.
    Comunque sia in diversi cantoni si sta gia’ testando il voto elettronico via internet e gli svizzeri all’estero gia’ dal 2011 votano tramite web.
    D’altro canto ci sono anche cantoni attaccati alla tradizione in cui si vota ancora in piazza per alzata di mano (landsgemeinde) e siamo anche il paese a cui e’ stato concesso il diritto di voto alle donne solo nel 1971!

  • # 11
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Renato
    Circa la maturità civile della popolazione italiana non ho difficoltà a convenire. D’altronde credo che l’educazione civica vada coltivata nei cittadini più che insegnata ai cittadini, ma qui la insegniamo solo, e pure male.

    La causa di questo stato di cose è da rintracciarsi in una spirale verso il basso che vede specularmente impegnati governo ed elettori. Auspicare un’inversione di tendenza tramite iniezioni di democrazia diretta in questo sistema è scambiare le conseguenze con le cause.

    Riguardo alla benzina ed altri provvedimenti restrittivi o di tassazione, non mi pare però tu abbia scelto un buon esempio. Anche in Italia funzionerebbe un sistema di tassazione di scopo – opportunamente rendicontato. Non viene praticato e nessuno sa dove esattamente vanno a finire gli introiti dei soliti rincari su benzina e sigarette, e comprensibilmente (anche se non giustificabilmente) questi rincari vengono vissuti dalla popolazione come un “pizzo di stato”. Forse anche in Svizzera una simile tassazione ingiustificata e orizzontale sortirebbe senso di ribellione.

    Dimmi piuttosto di come tutti qui sono forcaioli nell’auspicare leggi restrittive dell’altrui delinquenza, e tutti diventano garantisti e insofferenti dell’invadenza dello stato quando quelle leggi ledono i loro interessi. Dimmi di come si santificano i giudici da morti dopo averli calunniati da vivi. Questi sarebbero buoni esempi! :-)

  • # 12
    Renato
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio

    La differenza e’ che in Italia i balzelli vengono imposti dall’alto mentre in Svizzera possono essere respinti o approvati tramite votazione popolare, in pratica: se il governo decide di mettere una tassa sui nani da giardino, il gruppo pro nani da giardino lancia un referendum contro questa tassa e se vengono raccolte 50k firme in 100 giorni, ti arrivera’ a casa una bella busta con un libretto in cui tra le varie votazioni c’e’ quella per la tassa sui nanetti da giardino, gli argomenti dei referendisti e quelli del consiglio federale che consiglia di approvare la tassa.
    In questo modo sono stati approvati i 20 cts sulla benzina o la vignetta negli anni 90, gli argomenti del consiglio federale hanno convinto il popolo che queste tasse erano utili. Questo intendevo dire quando parlavo di maturita’ civile, avere anche il coraggio di prendere decisioni simili se questo puo’ portare vantaggi alla collettivita’.
    Il referendum naturalmente puo’ essere anche propositivo (100k firme in 18 mesi)oppure obbligatorio (per esempio per modificare la costituzione)

  • # 13
    [D]
     scrive: 

    Bel posto la Svizzera. Da noi invece si fa il referendum per togliere il finanziamento pubblico ai partiti e questo ci torna come rimborso elettorale, rimborso fittizio tra l’altro, visto che non esistono pezze giustificative delle spese sostenute.
    La verità è che gli italiani sono sempre stati sudditi: impero, regno barbarico, papato, signoria, impero/regno bis ed infine dittatura.
    Paradossalmente il governo più democratico popolare degli ultimi 2000 è stato proprio il fascismo, roba da chiodi.
    Chi dice che adesso siamo in democrazia si guardi bene intorno e si domandi se la democrazia è una cosa che si può imporre come prezzo di sconfitta di una guerra.
    Guardi i nomi di chi ci comanda e li confronti con le teste d’uovo di 60 anni fa: troverà fior di casi di omonimia solo che non è un caso, sono le stesse identiche persone.
    Siamo sudditi di una monarchia che si spaccia per democrazia.
    Altro che referendum per posta, internet e palle varie: sono solo contentini per farci credere in qualcosa che non è mai esistito.

  • # 14
    Arunax
     scrive: 

    @[D]

    al contrario, io voglio la democrazia e la voglio vera. Solo che quella che descrivi tu non è affatto una democrazia, è una dittatura, che per inciso non è affatto meglio di una finta (?) democrazia. Ma del resto, se dici che il governo più democratico popolare degli ultimi 2000 anni è stato proprio il fascismo, ti firmi da solo!
    Per inciso, condivido pienamente il fatto che la democrazia non si può imporre con una guerra, e anche che gli italiani amano essere sudditi. Ma la democrazia è governo del popolo, di cui bisogna rispettare la volontà anche se non è quella che crediamo migliore per esso (altrimenti non siamo meglio degli aristocratici, di coloro cioè che vogliono “il governo dei migliori”).

    Andando più sul formale, tu dici “non rispettano la volontà di chi li ha eletti, quindi non ci rappresentano”. Sei in errore. Tu non eleggi idee. Tu non eleggi neppure partiti. Tu eleggi liste elettorali, liste fatte di persone, persone che vanno in parlamento a rappresentare altre persone. Costoro sostengono di portare avanti certe idee, magari organizzate in un partito (ma non necessariamente), ma a conti fatti tu non eleggi le idee, eleggi loro. Sta all’intelligenza delle persone non rieleggerle se non hanno mantenuto le presenze. Poi se le persone non sono intelligenti o non si comportano in modo intelligente è un altro discorso… ma allora che vuoi fare? imporre l’intelligenza? far votare solo le persone intelligenti? assai poco democratico mi sembra…

    Discorsi come i tuoi, lo ripeto, si trovano facilmente nei libri di storia. Nei capitoli immediatamente precedenti le dittature più disastrose della storia. Per questo devo ammettere che mi preoccupano molto… del resto, tu stesso me lo confermi dicendo che il governo più democratico popolare degli ultimi 2000 anni è stato il fascismo, regime noto per avere abolito le elezioni, imposto la cultura fascista in tutta Italia, perseguitato gli oppositori politici, istituito le leggi razziali, condotto senza mezzi per affrontarla l’Italia nella guerra più terrificante della sua storia. Proprio democratico popolare…

  • # 15
    [D]
     scrive: 

    Senti Arunax te lo spiegherò in termini semplici, potessi ti farei il disegnino ma mancano gli strumenti adatti.
    Democrazia vuol dire che si elegge attraverso il voto qualcuno che promette determinate cose. Se quel qualcuno, una volta eletto, non mantiene quanto ha promesso ma addirittura fa cose che vanno nell’esatta opposta direzione a quelle promesse, quel qualcuno va rimosso.
    Democrazia vuol dire che noi popolo diciamo una cosa e loro, nostri rappresentanti, ascoltano, obbediscono ed ottemperano perchè è il loro preciso ed unico scopo.
    I cosidetti nostri rappresentanti invece non ascoltano: prendono i voti e vanno a farsi i fattacci loro.
    E’ quindi compito della gente risvegliarsi dal torpore e cacciarli. Prima li si invita con le buone poi li si va a stanare con le cattive senza stare tanto a guardare la bandiere perchè tanto al momento del dunque hanno dimostrato tutti di essere farabutti uguale.
    Questa non è dittatura ma il processo doloroso quanto necessario per ristabilire la vera democrazia.

    Se la gente non si risveglia e fa come te, allora autorizza pochi ad avviare un processo che ci condurrà tutti alla dittatura, forma di governo che trova terreno particolarmente fertile nei periodi di miseria economica, morale e sociale.

    Uno o più suicidi al giorno, disoccupazione di massa in continuo aumento, classe politica che di fronte alle tragedie pensa di inventare nuove tasse per massacrare la gente invece di contribuire con i propri soldi e che si scandalizza se si cerca di far ridurre i soldi ai partiti cosa ti sembrano se non miseria economica, morale e sociale ?

    Noi attualmente siamo in bilico: possiamo muoverci tutti insieme verso una vera democrazia o possiamo stare buoni ed attendere che dalle rovine dell’Emilia emerga un nuovo duce. In quest’ultimo caso però possiamo stare tranquilli che finiranno tutte le belle parole sulla democrazia: chi avrà ancora idee strane verrà curato con legnate e purga. Dopo poi, come ci ricorda la buona vecchia storia, vista la portata internazionale che avrà un simile risvolto storico finiranno per ricrearsi le condizioni che ci porteranno ad una nuova guerra.

    A fare i poltronari rivivremo l’ultimo secolo: a noi tutti la scelta.

  • # 16
    Rux
     scrive: 

    la democrazia non ha da esser giusta od infallibile…

    la democrazia può sbagliare, deve sbagliare a volte, addirittura è necessario che sbagli di tanto in tanto, purché non si rompa il legame con l’unico vero capo: il popolo stesso.
    chi sbaglia con la propria testa in realtà non sbaglia mai

    il rappresentante ha tutto il diritto di farsi eleggere promettendo X e poi non fare un cazzo, è il popolo che però diamine deve svegliarsi e dargli un’epica pedata nel didietro alla prima occasione. se il popolo dorme, non si lamenti.
    finché si continuerà a votare le idee anziché le persone non se ne uscirà.

    ed in ultima istanza, la democrazia impone al popolo una immensa responsabilità, quella del controllo.
    il popolo ha il dovere di pretendere trasparenza ed ha il dovere di esprimere un’opinione su ciò che vede. se quando le cose vanno bene se ne sbatte e si ricorda di lamentarsi solo quando le cose vanno male… beh… allora dovremmo chiederci, siamo sicuri che tutto il marcio stia in parlamento? forse all’oggettivo schifo romano dovremmo aggiungere una generosa dose di autocritica

    io sia chiaro, sono molto molto scettico sulla faccenda internet. ad oggi la rete fa molta molta fatica ad esprimere qualcosa di raffinato, compiuto, organico, non è ascoltata perché in primis non è facilmente ascoltabile. bisogna ancora far la tara alla comunicazione internet, molto più edulcorata e incline alle facilonerie da 4 soldi.

    MA…. come si dice nell’articolo se, a torto od a ragione la rete rappresenta una parte consistente del paese allora la si DEVE ascoltare… e se la rete spara cazzate, che si facciano cazzate.
    è così che funziona la democrazia.
    quando primo e secondo stato stanno a bere tè pregiati nei salotti buoni mentre il popolino è estromesso non c’è democrazia, anche se il governo fosse saggio ed illuminato.
    il problema è che lo status quo delle cose è agl’italiani in primis che è andato bene finora…

  • # 17
    Giulio
     scrive: 

    Secondo me basterebbe poco a modernizzare il nostro paese… cominciamo ad esempio mettere un vincolo al numero di volte (massimo 2 ad esempio) che ci si può sedere in parlamento, ed estendere questa cosa a tutta l’amministrazione pubblica.

    E’ necessario un ricambio.

    Inoltre forse per velocizzare i processi decisionali sarebbe auspicabile avere un sistema parlamentare con una sola camera.

    Chiaramente il pre-requisito di tutto ciò è una riforma della Giustizia degna di questo nome, perché senza quella non andiamo da nessuna parte.

  • # 18
    pivellone
     scrive: 

    La nostra democrazia funziona meravigliosamente.
    I nostri governanti sono la perfetta rappresentanza del popolo italiano: sbruffoni, truffatori, marchettari e corrotti.
    Non esiste spiegazione alternativa: come diceva qualcuno in un post precedente il sistema della democrazia nel tempo avrebbe rimosso tali politici, se considerati inadeguati.
    Invece continuiamo a trovarceli sempre davanti e -di fatto- non abbiamo cambiato governo negli ultimi 20 anni.
    Perchè? Perchè tutto sommato ci piace questo modo di fare: ammiriamo un premier donnaiolo e furbetto perchè è come vorremmo essere tutti, non ci scandalizziamo di fronte a politici che invitano ad evadere le tasse perchè le tasse sono brutte e sporche e non ci piace pagarle, tolleriamo partiti che rubano i soldi dei contribuenti per pagare l’università ai figli perchè tanto “sono soldi loro, che gli utilizzino come meglio credono”.
    Inutile invocare le forche, occorre prima civilizzare gli italiani (possibile?) e poi avremo automaticamente rappresentanti degni.
    In democrazia.

  • # 19
    [D]
     scrive: 

    Ti rendi conto che la tua ultima frase è proprio un invito a nozze a chi intende civilizzare gli italiani a suon di mazzate e medicine contro stitichezza ?

  • # 20
    pivellone
     scrive: 

    No, non me ne rendo conto.

    Io intendo che gli italiani, fintanto che rimarranno incivili, difficilmente potranno essere rappresentati da governanti degni.
    E ho dubbi che questa inciviltà possa essere risolta per evidenti limiti storici-culturali (l’Italia è un paese dove lo “stato” è sempre stato visto come ente oppressore), da qui il dubbio sulla fattibilità di questo mutamento.

    Da che pulpito poi, da uno che scrive “Paradossalmente il governo più democratico popolare degli ultimi 2000 è stato proprio il fascismo”.

  • # 21
    Arunax
     scrive: 

    @[D]

    Onestamente dubito che chiunque dica qualcosa come “il fascismo è stato il regime più democratico popolare degli ultimi 2000 anni” possa insegnarmi qualcosa sulla democrazia. Io non ho affatto detto di stare fermi a farsi comandare da altri, a fare i poltronari. Anzi, credo di partecipare più che ampiamente alla discussione sociale, politica; di darmi da fare perché le cose cambino in meglio. Ma secondo le regole.

    La “vera democrazia” che proponi tu è solo una dittatura sotto un altro nome, e le parole che usi tu sono le parole di un vero fascista. Non ho altro da aggiungere.

  • # 22
    [D]
     scrive: 

    “Io intendo che gli italiani, fintanto che rimarranno incivili, difficilmente potranno essere rappresentati da governanti degni.”

    Infatti ma se qualcosa viene ritenuto incivile da qualcuno, quel qualcuno allora finirà per sentirsi in diritto di “civilizzarlo”.
    La storia è piena di aneddoti di civiltà e popolazioni che in nome di una loro presunta superiorità civile e morale, finivano per fare fuori coloro che ritenevano “incivili”.
    D’altro canto, il senso della democrazia deve nascere dalla gente, non è una cosa che si può importare e l’unico modo per illuminare gli ottenebrati, brutto a dirsi, passa proprio dalle vie di fatto.
    E’ un po’ come il bambino che non ascolta la mamma e s’ingozza di caramelle e porcherie: quando finirà per farsi due giorni riverso sul water a vomitare l’anima, imparerà anche a mangiare più sano.

    @Arunax

    Stai per caso dicendo che 2000 anni di sudditanza verso questo o quel signore erano meglio ? Il fascismo a confronto è stata la cosa migliore perchè è stata l’unica. Sai quel concetto dell’unico partecipante, unico vincitore…

    Di certo quello che è seguito non è stata vera democrazia altrimenti non avremmo istituzioni come i senatori a vita che hanno visto nascere la repubblica e di sto passo finiranno anche per vederla morire, senza aver mai schiodato il sedere dal senato.

    Se aprissi veramente gli occhi ti renderesti conto che la discussione sociale alla quale aneli è solo un giochino organizzato ad arte per farti credere parte di qualcosa che in realtà esiste solo nella tua testa perchè al momento buono pochi decidono e tu, la testa, l’abbassi di corsa ed obbedisci pure più in fretta.

    Comunque sia mettiti comodo, vivi nell’illusione che la tua parola conta qualcosa. Te l’ho già detto: 6 mesi, un anno al massimo e sarai pure te a fare i saggi ginnici, a disegnare fasci e svastiche nell’erba come tutti gli altri. Dirai di no ? Alzerai il baule ? Verrai riportato all’ordine in men che non si dica. Crederai di avere ancora parola in capitolo in qualcosa ? Le legnate faranno sì che il tuo unico credo tornerà ad essere quello vecchio: credere obbedire combattere.

  • # 23
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ 22
    Sei pregato di capire che queste frasi sul fascismo sono incoerenti con le politiche di moderazione del sito. Qualunque successiva menzione anche solo di rimando apologetica del fascismo verrà moderata.

  • # 24
    yossarian
     scrive: 

    nelle parole di napolitano (non me la sento di chiamarlo presidente di una repubblica inesistente), ci vedo solo tanta paura che la situazione possa sfuggire al controllo dei partiti, quel controllo che ha permesso, anzi ha mandato, mi si passi il giro di parole, fuori controllo la spesa pubblica. Dal mio punto di vista questo è quanto di più positivo possa accadere, ovvero la delegittimazione di un sistema che di democratico non ha più nemmeno la facciata

  • # 25
    [D]
     scrive: 

    Senta Di Domizio, capisco che la logica e la verità sono delle brutte bestie da digerire ma prima si digerisce la pillola e meno andrà di traverso. Pensi, pensate pure quello che volete tanto avete, abbiamo, ancora un anno di libertà. Dopo, tra le spinte antidemocratiche della UE (si vada a leggere cosa pensa di bello Trichet della democrazia, roba attuale mica di 80 anni fa) e quelle che inevitabilmente prenderanno piede all’interno degli stati stessi, oramai completamente devastati sul piano, ripeto, economico, sociale e morale saranno finite tutte le palle sulla libertà di pensiero e parola.
    Non lo chiameremo fascismo ? Lo chiameremo Puffolandia allora, ma il succo della faccenda rimarrà esattamente lo stesso. La storia dovrebbe insegnarci a non ripetere certi errori ma la pigrizia persevera nel proprio egoismo di non agire quindi quanto è successo non potrà fare altro che ripresentarsi, ovviamente aggiornato alle nuove tecnologie di controllo delle masse.

    Un anno, si faccia un segno sul calendario, conti i giorni e preghi che non siano ancora di meno.

  • # 26
    Giacomo
     scrive: 

    Sinceramente non mi aspetto che chi è nato in un’epoca antecedente alla comparsa della televisione e delle autostrade, tanto per inquadrare cronologicamente “l’era geologica”, possa soltanto capire, figuriamoci apprezzare, anche criticamente, le evoluzioni tecnologiche e culturali della società odierna.
    Come diceva quello scienziato (perché una nuova teoria scientifica venga accettata occorre attendere soprattutto la dipartita per vecchiaia dei suoi oppositori), così occorre fare oggi con questa classe politica semplicemente vecchia e inadeguata.
    I 65 anni per andare in pensione dovrebbero valere soprattutto per chi si trova a governare, sia nel loro interesse, ma soprattuto per quello della società, che con una gerontocrazia a capo può solo appassire maliconicamente, come sta succedendo oggi..

  • # 27
    [D]
     scrive: 

    “così occorre fare oggi con questa classe politica semplicemente vecchia e inadeguata.”

    Attendere quindi ? E quanto di grazia ? A giudicare da certi tipetti baby pensionati, direi almeno un’altra trentina di anni.
    Concretamente le sembra possibile che le cose reggano nello stato in cui versano per altri sei lustri ?
    E poi c’è sempre il passaggio di consegne perchè anche i parassiti sanno riprodursi.
    E poi ci si chiede perchè capitano le rivoluzioni…

  • # 28
    Giacomo
     scrive: 

    @ [D]
    le rivoluzioni cruente sono una scorciatoia, ma raramente hanno portato a uno sbocco positivo, tranne che nel caso francese; io spero in un cambiamento pacifico, ma non mi stupirei se le cose sfuggissero di mano e prendessero una brutta piega..

  • # 29
    [C]
     scrive: 

    @[D]

    Vedo che lei è l’unico in questi lidi ad aver scelto la pillola rossa: [youtube.com/watch?v=spOBkd0P5Mc]

    Purtroppo gli altri non sanno ancora di cosa stanno parlando, sono ancorati ancora al giochino di controllo, tu sei di destra e io di sinistra, o qualsiasi altra etichetta serva il loro ego manipolato per sentirsi al sicuro…

    Complimenti [D], ma non cerchi di far ingoiare la pillola rossa per forza a chi non ha l’esofago adatto ad ingoiarla… Li lasci nel loro sapere condizionato…

    @Giacomo

    La rivoluzione francese è esattamente ciò che i poteri hanno stabilito per arrivare ad una finta democrazia e far credere al popolino di essere morto per la loro libertà… ma la storia le ha raccontato tutt’altro sin dall’infanzia, come mai potrebbe comprendermi?

    Se non capite prima la strategia del “Problema” “Reazione” “Soluzione” non capirete la realtà che circonda i vostri sonni atavici…

  • # 30
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @29
    La nostra intrinseca deficienza ci consente tuttavia di fare ottimamente a meno della sua saggezza. Voglia cortesemente abbassarsi al nostro livello e argomentare le sue affermazioni o accettare il consiglio di dirottare il suo illuminato giudizio verso altri lidi.

  • # 31
    [C]
     scrive: 

    @Sig. Di Domizio

    Mi creda non era mia intenzione offendere la sua persona, ma non posso illuminarla se prima non si sforza da solo di cercare di allargare i suoi orizzonti (lo si evince da come ha risposto al sig. [D] in merito all’utilizzo della parola fascismo)

    Un vero illuminato del passato disse:

    “cercate e troverete”; ma la ricerca deve partire da sè stessi non aspettarsi risposte da altri, che consapevoli non certo di essere superiori, ma solamente informati non possono far altro che indicarle la porta, ma spetta poi a lei aprirla…

    Rileggendo meglio il mio post precedenta, potrà scorgere il dito che le indica la porta, decida in tutta serenità se aprirla o guardare altrove… le dico solo che la realtà è molto diversa da quella che crediamo (o che ci è stato fatto credere) che sia…

    La ringrazio per l’Attenzione

    [C]

  • # 33
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ c
    Guardi è molto semplice: se qualcuno domattina si sveglia di cattivo umore e decide che le frasi dell’utente da lei citato sul fascismo costituiscono apologia, segnala il sito alla polizia postale procurandoci una grana. Se lei permette ci cauteliamo anche a costo di chiedere ai nostri utenti un minimo di contegno rispetto a ciò che rimangono al contrario liberi di scrivere su siti di loro proprietà.

  • # 34
    Uebmaestro
     scrive: 

    I thread di commenti di questo post sono esemplificativi di cosa puo’ fare “internet” per la politica, in Italia.

    A mio giudizio è meglio evitare il coinvolgimento di questo strumento; rispetto all’attuale modello di partecipazione, vedo ampi margini di peggioramento ancora inesplorati.

  • # 35
    Massimiliano Pizzirani
     scrive: 

    Internet non può essere uno strumento di governo, né da solo può portare a cambiamenti politici. La rivolta in Egitto ne è stata la dimostrazione: si era sbandierato tanto che i manifestanti si erano trovati su facebook e twitter per organizzare la protesta, e poi alla fine non ha portato che a una semianarchia in cui la gente scende in piazza ogni volta che si forma un nuovo governo, sempre protestando e sempre senza avere nessuna idea di chi e cosa vuole al governo.
    Sono necessari dei capi che organizzino, abbiano delle idee e si propongano come rappresentanti di esse, si tratti di un partito o di un movimento, non è che ci sia nulla di sbagliato o antidemocratico in questo. Se il sistema italiano è corrotto non è perchè esistono i partiti, ma perchè i partiti sono al di sopra delle leggi e i politici sanno che possono rubare e fregarsene di fare il loro lavoro senza dover temere mai di essere puniti. è la punizione dei colpevoli, non solo tra i partiti e i singoli politici, ma anche tra i giornalisti servi del potere come Vespa, Ferrara, Diaco, e tanti altri, che col loro lavoro tengono insieme questa struttura dello stato dandole legittimità e credibilità.
    La rete può aiutare in tanti modi la crescita dello stato e dei cittadini. internet può essere usato per superare la censura dei media, per insegnare e imparare, per discutere, per conoscere gente simile e gente diversa, per rendersi conto di come sono realtà socialmente e geograficamente diverse e lontane da noi… ma questo non dà potere al popolo, quindi non aiuta nel processo di democratizzazione, può solo aiutare il popolo a gestire in maniera migliore e più consapevole il potere che già ha, ma se non ce l’ha non è il web che può darglielo, se lo deve prendere nella vita fisica. Per questo i politici italiani e tutti quelli che al potere ci ruotano attorno non devono essere particolarmente preoccupati della rete, sanno che finché la gente continuerà a lamentarsi e a invocare le forche tanto per sfogarsi e sentirsi grande non accadrà mai niente, è l’equivalente delle barzellette contro Mussolini al tempo del fascismo, Mussolini non le amava ma lasciava correre perchè sapeva che gli italiani si sentivano furbi per il fatto di raccontarle impunemente, e si accontentavano della soddisfazione di questa piccola e meschina furberia. Quindi internet se male usato non solo può non contribuire alla crescita dei cittadini e alla democrazia, ma può spingere inconsapevolmente verso la dittatura perchè diventa una inutile valvola di sfogo delle frustrazioni. è vero che siamo liberi di scrivere quello che vogliamo, che abbiamo “libertà di parola”, ma la democrazia non si può fermare a questo, che importanza ha che io possa dire quello che voglio se poi quello che dico, anche quando è bellissimo e giusto e si tratta di grandi idee, non ha alcun effetto sul mondo reale? Finora il sistema politico italiano, come anche quello americano e credo della maggior parte degli altri paesi democratici, si è basato sull’idea che i cittadini sono liberi di esprimere le loro idee e di votare, poi però i politici fanno quello che gli pare, e se ai cittadini non sta bene sono liberi di lamentarsene e di votare per qualcun altro nella elezione successiva (senza alcuna garanzia che quel qualcun altro non si comporti nello stesso modo, anzi con la certezza o quasi che lo farà).
    La soluzione di questo problema sta nella pressione che si riesce ad esercitare sui politici, e per pressione intendo pressione fisica. Quando ai tempi di tangentopoli venne proposto di abolire la legge sull’immunità dei parlamentari essa fu votata perchè i politici avevano paura di essere linciati dalla folla, altrimenti perchè mai avrebbero dovuto andare contro i loro interessi e rischiare di finire in galera? internet dunque può servire per creare cultura, per istruire, per creare nuove idee, ma poi bisogna che tutto questo si traduca in qualcosa nel mondo fisico altrimenti le due cose rimarranno sempre totalmente staccate, e i cittadini saranno delle specie di giornalisti che raccontano e commentano fatti che non possono in alcun modo cambiare. è falso pensare che sia necessario cambiare i politici e basta, anche se è necessario punire i politici corrotti e i partiti inutili che fingono di fare opposizione (il pd) o di avere una presunta missione politica (la lega). ma il problema non sta tanto negli uomini quanto nel sistema: anche Berlusconi sarebbe potuto essere un discreto governante se avesse avuto il fiato sul collo della popolazione, se fosse stato obbligato a rinunciare alle sue aziende, a presentarsi nei tribunali, e a informarsi dei problemi del paese e di ciò che si discuteva in parlamento invece che fare i suoi comodi facendo dichiarazioni basate unicamente su ciò che ritiene sia più popolare dire (come la sua ultima uscita sulla possibilità di tornare alla lira). Una buona democrazia si basa proprio sulla teoria per cui non è necessario che ci siano grandi statisti (anche se ovviamente sarebbe preferibile) al governo, ma basta che i politici siano responsabili di fronte al popolo e quest’ultimo sia partecipe della vita politica per avere un governo moderato nei modi e sensato nelle decisioni. La democrazia peggiore è invece quella che si è formata in questi anni, quella che Aristotele avrebbe chiamato “oclocrazia” (“il governo dei peggiori”), in cui non c’è alcuna responsabilità dei governanti né alcuna partecipazione del popolo, ma siccome nominalmente si tratta di una democrazia non c’è neppure alcun diritto alla rivoluzione o a qualunque movimento al di fuori dei partiti standard, perchè tutto ciò che esula dal normale viene bollato come antidemocratico, sovversivo o terrorista.

  • # 36
    wdasm32
     scrive: 

    io penso che [D] habbia ragione e aspetto con ansia la nostra “rivoluzione francese”

  • # 37
    wdasm32
     scrive: 

    ehm naturalmente mi scuso per l’imperdonabile errore che ho visto ora rileggendo..

  • # 38
    banryu
     scrive: 

    @wdasm32:

    ehm naturalmente mi scuso per l’imperdonabile errore che ho visto ora rileggendo..

    Cioè il fatto di arrivare/rassegnarsi all’uso della violenza come soluzione dei problemi?

  • # 39
    sisko212
     scrive: 

    Per quello che mi riguarda la democrazia è solo un strumento che consente il cambio dei gruppi di potere senza usare metodi cruenti… oggi il potere è di un gruppo e domani è di un altro, senza che ci siano state guerre, scontri, rivolte, etc. che fino al secolo scorso erano la normalità.
    La sostanza comunque, è che il singolo non conta nulla, se non usato come “giustificazione” dei gruppi di potere, ossia, oggi governa X e domani Y perchè, si dice, è stato eletto dalla gente… in realtà è pura illusione.
    Napolitano non è altro che uno dei rappresentanti di uno dei gruppi di potere… e per quanto riguarda internet, dubito ne capisca qualche cosa… a ’90 e passa anni di età, i pensieri sono altri.

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