di  -  mercoledì 23 maggio 2012

In un silenzio quasi imbarazzante da parte di molta dell’editoria IT targata USA, la IPO di Facebook ha fatto flop. La più grande IPO della storia del Nasdaq, incensata e glorificata, gossippata, analizzata da ogni possibile punto di vista, contornata da analisi psico-sociologiche sui suoi protagonisti, accompagnata dal rullo dei soliti tambourine men startuppari, ha chiuso il secondo giorno di contrattazioni oltre la soglia del -10% rispetto al prezzo di collocamento, andando anche peggio il giorno successivo.

Non desidero addentrarmi in analisi finanziarie né assumermi il ruolo – peraltro immeritato – di quello che dice “io l’avevo detto”: la mia critica a Facebook è sempre stata rivolta all’abbattimento della privacy, che è poi l’ossessione di Zuckerberg. Proprio per questo ci vedo da tempo un potenziale pubblicitario estremamente interessante.

Essendo piuttosto attento alla maniera in cui la realtà viene raccontata dai mass media, particolarmente in momenti critici e in rapida evoluzione, vorrei condividere con voi un esempio che per me è già diventato un classico. Proviene da Business Insider, testata nota per l’uso abbondante e diffuso di toni sopra le righe e titoli strillati. Siamo (nel final update) alla fine di venerdì 18, la prima giornata di trattative; l’atteso boom non c’è stato, il titolo è tornato al prezzo di collocamento; il senso di sorpresa è forte ma…

Le banche che hanno sottoscritto la quotazione di Facebook, hanno fissato un prezzo di $ 38, dunque non c’è stato alcun “boom”. È una cattiva notizia per chi aveva intenzione di acquistare le azioni e rivenderle al volo per fare rapidamente profitto. È [tuttavia] una grande notizia per Facebook, perché significa che le banche hanno stabilito il prezzo in maniera perfetta. In effetti potrebbero aver fatto meglio che prezzarla perfettamente. Potrebbero aver reso a Facebook un grande servizio.

Potete leggere il resto su questa pagina di Business Insider.

Fare il mestiere del reporter di un evento così importante non è facile. Ancor meno lo è sviluppare analisi sensate “in tempo reale”. Inoltre il senno di poi sul mercato vale poco, molto meno delle azioni di FB. Ma azzeccare esattamente il contrario di quello che entro pochi minuti si proverà vero, escludendo la malafede, è un’impresa unica e degna di menzione. Analizziamo il paragrafo pezzo per pezzo:

Le banche che hanno sottoscritto la quotazione di Facebook, hanno fissato un prezzo di $ 38, dunque non c’è stato alcun “boom”.

Formalmente nulla da obiettare. Ma facile che proprio quel prezzo abbia garantito l’assenza di un boom, e il successivo “sboom”.

È una cattiva notizia per chi aveva intenzione di acquistare le azioni e rivenderle al volo per fare rapidamente profitto.

Infatti ad oggi gli unici che hanno fatto qualche profitto sul titolo FB nel mercato pubblico, sono quelli che hanno comprato a $38 e hanno rivenduto poche ore dopo a meno di $42, o coloro che hanno raschiato margini ancora inferiori in tempi ancor più brevi nelle successive fluttuazioni. Chi ha tenuto ha perso, e non poco.

È [tuttavia] una grande notizia per Facebook, perché significa che le banche hanno stabilito il prezzo in maniera perfetta.

Qui basta un link, anzi due.

In effetti potrebbero aver fatto meglio che prezzarla perfettamente. Potrebbero aver reso a Facebook un grande servizio.

Il sentimento comune è in effetti tutto il contrario: Morgan Stanley avrebbe alzato troppo il prezzo, ben oltre le capacità di Facebook di produrre utili, portandolo in un terreno di entusiasmo del tutto ingiustificato. Un analista Internet della stessa Morgan Stanley pare poi abbia tagliato le previsioni durante il roadshow della IPO, ovverosia proprio il rush finale di quella corsa la cui destinazione è la fiducia degli investitori prima dell’inizio delle trattative. Dunque Morgan Stanley appare come il primo responsabile della situazione che si è venuta a determinare.

Ad onor del vero non è stata solo Business Insider a cadere nel tranello di questa banale spiegazione riparatoria. Come riporta PandoDaily, il “prezzo perfetto” come spiegazione della mancanza di boom, era uno dei buzz più frequenti immediatamente dopo l’inizio delle trattative. Ma Jay Yarow, l’autore del pezzo citato, è andato oltre, ci ha messo dell’ottimismo totalmente ingiustificato, che i minuti immediatamente successivi hanno non solo contraddetto, ma del tutto invertito.

Cosa concluderne? Ho in mente, in modo del tutto astratto e indimostrato, due posizioni molto divergenti: da un lato l’ingenua sciocchezza da Failblog, dall’altro qualcosa di peggio. Qualcosa che ha a che vedere con il tentativo di influenzare la componente emotiva delle trattative post-IPO.

Se non conclusioni definitive, spero tuttavia di aver gettato il seme di un sano scetticismo rispetto alle analisi a caldo su questioni IPO e simili. Forse il “silenzio imbarazzante” delle testate tecnologiche che seguo, di cui parlavo nel primo paragrafo, imbarazzante non è, ed anzi, è segno che faccio bene a continuare a seguirle.

17 Commenti »

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  • # 1
    Davide Costantini
     scrive: 

    L’IPO di Facebook non è stata stellare. Questo è positivo per l’azienda dal punto di vista dei costi bancari per l’operazione.

    L’azienda non è in crisi, è sana e profittevole, e Zuck ha saldamente il potere. Diciamo che gli effetti sono più mediatici da un punto di vista di competitività.

    Per i mercati, ogni operatore quando investe fa le sue valutazioni. Credo che se le azioni scenderanno ancora, possibile, potrebbero essere un buon acquisto. Poi dipende da come s’intende il trading, se come hobby o come professione.

    Comunque ho parecchi dubbi riguardo alle azioni delle banche sottoscrittrici che avrebbero riveduto le stime informando solo parte dei clienti:

    http://www.reuters.com/article/2012/05/22/us-facebook-forecasts-idUSBRE84L06920120522

    http://www.businessinsider.com/facebook-bankers-earnings-forecasts-2012-5

    Azione alquando discutibile e, se fosse confermata, credo una precisa violazione delle norme sui mercati finanziari statunitensi.

  • # 2
    Davide Costantini
     scrive: 

    Ah non vorrei essere frainteso, l’IPO era stata così caricata dai media e non che i risultati sono deludenti per quanto riguarda il prezzo di vendita. Anche Amazon ha aperto al ribasso e se non sbaglio Google dovette rivedere le stime quando si quotò. Entrambe vanno forte oggi.

    Ed il prezzo di partenza era oggettivamente alto. Ad ora, (chiusura del mercato di ieri alle 16, ora New Yokr), l’azienda capitalizza 70 miliardi. Sono un bel po’ di dindini. Non è male.

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Ho amici che erano pronti a giocarsi tutti i risparmi in azioni FB a qualunque prezzo. Credo che l’hype sia stato un po’ troppo alto, e che abbia distrutto molta ricchezza che meglio sarebbe stata impiegata altrove.
    Credo poi che anche la valutazione pre-IPO fosse un po’ gonfiata, che FB in generale fosse un po’ troppo coccolata nel mercato privato, sulla base di dinamiche di crescita (utenti) che poco hanno a che vedere con la capacità di generare utili. È una manchevolezza significativa che dovrebbe innescare qualche mea culpa, ma questa è l’opinione di un ignorante in materia, voglio sottolinearlo.

    Dopodiché l’azienda è solida e quel che vogliamo. Magari un po’ meno di isteria aiuta tutti a misurare meglio la reale opportunità di investire.

  • # 4
    Davide Costantini
     scrive: 

    Uff, è stressante non poter modificare i post. Ho lasciato una virgola e creato ancora più casino. Voglio dire: l’IPO è stata deludente dal punto di vista del prezzo, è andato sempre in basso.

  • # 5
    Davide Costantini
     scrive: 

    Beh nel lungo periodo il valore crescerà di molto. Sono abbastanza tranquillo su questo. Giocarsi i risparmi su Facebook, al di là dell’hype, sarebbe pericoloso con qualsiasi IPO.

    Poi le notizie su Morgan Stanley & Co. sono abbastanza inquietanti, di fatto c’erano investitori che giocavano con più informazione della concorrenza. Molto male.

  • # 6
    [D]
     scrive: 

    Il vero ROI di faccialibro deriva dal furto legalizzato delle identità e della privacy dei suoi utenti. Strumenti come faccialibro hanno senso in una società che vuole fregarsi questi dati ma si scontra con sistemi e leggi che glielo impediscono direttamente.
    La domanda che dobbiamo porci è la seguente: se faccialibro in un’ottica futura non viene più considerato utile a questo scopo è perchè sono in atto movimenti maggiori che cancelleranno poco per volta il diritto alla privacy della gente ?
    Cioè, ragionando come un cagnaccio della finanza che ha conoscenze e sa già a grandi linee quali saranno le tendenze del futuro a livello di governi e leggi future, perchè dovrei prendere parte adesso in un qualcosa che potrebbe diventare semplicemente inutile ?

  • # 7
    Davide Costantini
     scrive: 

    Altre news inquietanti. Secondo Business Insider l’analisi al ribasso è dovuta a dichiarazione di un executive di Facebook. L’azienda starebbe raccogliendo meno delle aspettative durante il Q2.

    Sarà vero? Lo scopriremo vivendo credo…

    http://www.businessinsider.com/exclusive-heres-the-inside-story-of-what-happened-on-the-facebook-ipo-2012-5

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Davide
    Devo dire che BI ultimamente lo prendo mooooolto con le pinze.

  • # 9
    Davide Costantini
     scrive: 

    Infatti aspettiamo che è meglio ;)

  • # 10
    Sospettoso
     scrive: 

    Premetto: quello di Facebook, al netto della crisi mondiale, e’ comunque un ottimo risultato per la proprieta’.

    I volumi iniziali di scambio di azioni Facebook a me fanno pensare ad una azione del tutto calcolata e premeditata. Scalpare miliardi tramite hst nelle prime ore, disfarsi delle azioni alla fine della prima giornata, ricomprarle qualche giorno dopo.

    Facebook ha una quotazione IPO semplicemente irreale, ma questo lo sapevano tutti, ma proprio tutti. L’artata pressione mediatica sta spingendo le mucche esattamente dove serve che vadano, nel macello che e’ gia’ pronto.

  • # 11
    Davide Costantini
     scrive: 

    Il mercato finanziario è un posto brutto dove tentare di fare i furbi. Almeno se non si ha una certa esperienza, dove certa vuol dire molta. E adeguata preparazione.

    Credo anch’io che dato l’hype ci sono molti investitori che hanno giocato per fare un bel po’ di soldi. E il rumor sul rapporto a ribasso di Morgan Stanley, Goldman Sachs e JPMorgan Chase ne sono la dimostrazione. Comunque, questi problemi ce l’hanno tutte le IPO del mondo in una certa misura.

    Sul valore, credo che il mercato sia stato abbastanza concreto. Del resto c’è stato un calo a 70 miliardi. Per simpatia direi che può valerne 50, ma in verità il prezzo di un titolo dipende dalle strategie degli operatori oltre che dalle rispettive valutazioni. Di sicuro 38 dollari ad azione era un prezzo elevato.

  • # 12
    Giacomo
     scrive: 

    E sì che avevo una mezza (ma proprio mezza) idea di investirci qualche risparmio.. per fortuna sono stato fermo.
    Evidentemente a oggi se si vuol sperare di fare qualche guadagno “sicuro” occorre sempre affidarsi alle aziende che producono ferraglia tangibile, vedi Apple.. chi ha comprato sue azioni una decina d’anni fa ha fatto l’affare della vita.
    Per quanto riguarda la quotazione di FB ho letto che addirittura ci sono state banche che hanno comprato pesantemente per non far scendere ulteriormente il titolo.

  • # 13
    Davide Costantini
     scrive: 

    E alla fine è arrivata la class action. Con tutto questo casino era inevitabile: http://www.latimes.com/business/money/la-fi-mo-facebook-suit-20120523,0,1966122.story

  • # 14
    Notturnia
     scrive: 

    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201205231647352955&chkAgenzie=TMFI&titolo=Class action contro Facebook, Morgan Stanley si difende

    scusate se mi permetto.. ma l’IPO di facebook non era proprio bella ne pulita..
    ricordo anche io che la quotazione doveva essere attorno ai 33$ e poi è stata pompata da morgan stanley a 38 e hanno pure venduto il 25% in più di azioni tanto che alla fine ho deciso di non aderire e ho lasciato stare.. e a buon vedere.. quando ha aperto in gap-up a 42$ era palese l’intenzione di vendere le azioni da parte dei sottoscrittori come MS, zukkerberg etc.. ci hanno fatto i soldi.. decine di miliardi e poi hanno lasciato la barca che ha perso il 33% in 3 giorni.. da 42 a 31$ ed oggi sta respirando un po’ ma la sensazione di molti è che scenda sotto i 30$..

    è stata gonfiata da chi doveva venderla perchè avevano interessi a farlo.. erano azionisti.. e hanno taciuto molte informazioni..

    era troppo bello per essere vero.. ma la cosa oscena è che chi ci ha guadagnato è fuori :-D tipo zukkerberg.. ha venduto le sue azioni e adesso è ricco .. è stato bravissimo ed ha speculato il giusto.. bravo lui..

    p.s. Apple in questi mesi ha perso un 10% performando meglio della media.. ma vederla a 1000$ come si vocifera.. boh.. senza jobs non so..

    cmq.. FB (nasdaq) lo seguo.. ma dubito che ci investirò.. non ha fondamentali.. ed è per quello che si è sgonfiato in 3 giorni di un terzo del suo valore..

  • # 15
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @Notturnia
    L’immagine di Gekko ribaltata non è casuale, greed did not work questa volta.
    Ti risulta che Zuk abbia venduto le sue azioni in massa? A che quota sarebbe adesso? Cmq di fatto resta CEO, quindi gli interessi a monetizzare in modo brutto dalla sua azienda dopotutto non ce li ha.

    FB rimane un’azienda molto promettente IMHO. Non avrà ancora margini da urlo, ma ha una base utenti enorme, una lista DEM elevata al cubo di quasi un miliardo di utenti. È un gigantesco limone, devono solo imparare a spremerlo.

    Apple post Jobs: altra bella questione, ma IMHO vista la differenza di P/E, la storia, i fondamentali etc. il paragone con FB è molto lontano. Su Apple ho l’impressione che penda la spada di damocle della crisi e l’incertezza sulla pipeline di prodotti. Come a dire che passato Jobs, una parte del credito dovranno riconquistarselo. Perciò di riacquisti di azioni penso ne vedremo altri.

  • # 16
    Davide Costantini
     scrive: 

    Notturnia, i numeri che hai citato sono un po’ sballati.

    Zuck ha tirato fuori 1,1 miliardi di dollari dalla vendita. E non riesco a trovare info sui volumi del mercato primario dell’IPO. Comunque le 421 milioni di azioni, per il prezzo massimo che si è visto (45 dollari) fanno 19 miliardi. Il valore massimo possibile.

    Dato il prezzo basso, è facile che le azioni non siano andate tutte in pasto al mercato (se puoi comprare a 32 perché prendere in via primaria a 38??), per cui i valori che hai citato vanno ridimensionati.

    Comunque, è evidente che c’è stata molta meno correttezza del solito e i rischi per l’azienda, ora che la SEC è partita, potrebbero esserci. Per ora il mercato non sembra preoccupato, il valore è stabile a 32 dollari, in leggero aumento.

  • # 17
    Notturnia
     scrive: 

    @Davide Costantini
    i valori che ho citato io sono di 3 giorni di contrattazione e non uno solo

    se guardi il grafico dei movimenti della prima ora di contrattazione vedrai che sono andate via moltissime a prezzo alto.. oltre i 40$ l’una contro una collocazione di 38$ che era già gonfiata.

    e in merito alla tua ultima frase.. è sbagliata.. il valore è di 31.91 in chiusura venerdì dopo l’ennesima perdita di 3,4% che non la fa sembrare ne stabile ne in leggero aumento.

    che la ditta abbia una certa solidità si.. ma è stat messa sul mercato gonfiandone artificialmente il valore e sta andando verso il valore che era ipotizzato dal mercato nella prima IPO presentata.

    inoltre Zukkerberg resta il capo perchè detiene il 56% del diritto di voto in consiglio a prescindere dal numero di azioni detenute.

    la SEC è stata messa in mezzo.. ora son curioso di vedere se e cosa farà visto come è stato gestito..

    l’unica cosa che mi fa pensare è che l’amministratore delegato di FB non ha venduto le sue azioni il day-1 .. così facendo ad oggi ha perso una valanga di soldi.. possibile che zukkerberg non gli abbia detto niente ?

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