di  -  lunedì 2 giugno 2008

nanofibreL’ormai stra-noto MIT, Massachusetts Institute of Technology ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni riguardo alla creazione di un nuovo panno composto da nanofibre. Un panno che, ad una prima occhiata, sembra in tutto e per tutto uguale alla carta da cucina e che potrebbe, in futuro, diventare un importante strumento per la rimozione di petrolio e di altre sostanze inquinanti organiche.

Gli scienziati americani, dichiarano di aver creato una membrana che è capace di assorbire più di 20 volte il suo peso in olio e che può essere riutilizzata svariate volte per applicazioni future. Inoltre, lo stesso olio assorbito può essere riciclato.

“Quello che abbiamo scoperto è che possiamo creare, da un intreccio di nanofibre, una ‘carta’ capace di assorbire in maniera selettiva liquidi idrofobi dall’acqua”, afferma Francesco Stellacci, professore associato del dipartimento di Materials Science and Engineering e capo del progetto. Non male se pensiamo che quasi 200.000 tonnellate di petrolio sono state versate nel mare negli ultimi dieci anni, disastri come quello della Prestigie in Galizia nel 2003 (e non solo) sarebbero stati sicuramente risolti più velocemente ed efficacemente.

Oltre alle applicazioni ecologiche, la carta di nanotessuto può anche essere efficacemente utilizzata per filtrare e purificare l’acqua con dei costi irrisori perché, come dichiara Jing Kong, collega di Stellacci, le nanofibre che compongono questo passo, a differenza di altri nanomateriali, possono essere fabbricate in grandi quantità.

Stellacci afferma che ci sono ovviamente altri materiali in grado di assorbire olio dall’acqua, però “il loro livello di selettività non è così altro come il nostro”. In altre parole: i materiali convenzionali assorbono comunque un po’ d’acqua, cosa che li rende meno efficaci nella “cattura” di sostanze contaminanti.

“Il nostro materiale può essere lasciato in acqua per mesi e, quando lo si va a riprendere, è ancora asciutto”, continua Stellacci. “Però, allo stesso tempo, se l’acqua contiene alcuni contaminanti idrofobi, questi verranno assorbiti”.

Fatti di ossido di potassio manganese, i nanotessuti risultano stabili alle alte temperature. Per questo, l’olio raccolto può facilmente essere rimosso aumentando la temperatura fino al punto di ebollizione dell’olio stesso, facendo così evaporare il liquido che potrà poi essere ricondensato a parte. Membrana e olio possono così essere entrambi riutilizzati.

Qui il video dimostrativo: rimozione di uno strato di benzina da una data quantità d’acqua: GUARDA

4 Commenti »

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  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Veramente interessante! l’olio in acqua e’ una piaga, e la separazione non e’ sempre facilissima. Con un oggetto del genere si puo’ estrarre l’olio anche per via meccanica, strizzandolo!

  • # 2
    Mass
     scrive: 

    Davvero interessante. Avevo letto qualche articolo in giro… speriamo possa ripulire i mari! Potremmo avere mari più puliti ad esempio nelle vicinanze di porti o delle raffinerie.
    L’importante è che si sappia usare e non metterla da parte questa invenzione come tante altre che sono li fine a se stesse.

  • # 3
    Sabbia
     scrive: 

    Se il costo di produzione non fosse alto
    Se non diventasse inquinante anche lui – come si ricicla?

    potrebbe essere una bella novità.

  • # 4
    Gas Knows Best » Blog Archive » nanocosi…
     scrive: 

    […] qua e la mi sono imbattuto in un articolo che mi e’ sembrato davvero interessante: Si parla di […]

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