di  -  lunedì 23 aprile 2012

Un argomento molto dibattuto riguardo le fonti di energia disponibili per il futuro è quello sulla disponibilità di Petrolio,  e della conseguente necessità di orientarsi verso fonti alternative.

Poiché tanto si parla di questa importante risorsa, la quale nel bene e nel male tanto ha contribuito allo sviluppo industriale, economico e sociale di tutti noi, è sicuramente utile andare a scoprire un po’ di storia su di esso, pertanto iniziamo oggi una serie di post che ci porteranno a scoprirne le origini, gli impieghi e le problematiche ad esso connesse.

DALL’OLIO DI PIETRA AL PETROLIO – LA STORIA IN BREVE

Se oggi diamo per scontata l’importanza come fonte energetica del petrolio, poco o nulla è conosciuto dalle masse riguardo le origini e le prime applicazioni del petrolio nella storia dell’uomo.

La prima caratteristica del petrolio è racchiusa nel nome stesso: petrolio – olio di pietra, derivato dal greco πέτρα – roccia e έλαιο – olio, pertanto già dal nome è facile intuire alcune informazioni legate alla sua scoperta, evento piuttosto antico e probabilmente antecedente alle già antiche testimonianze ufficiali, le più antiche delle quali sono da attribuirsi ad Omero nell’Iliade.

Poiché la datazione dell’opera di Omero è di per se difficile con esattezza (secondo alcuni studiosi risale al IX secolo a.C., mentre secondo altri risulta più recente, VIII secolo a.C.), altrettanto difficile è definire con precisione la testimonianza in essa riportata, ma comunque è evidente che l’impiego del petrolio (non nella forma nella quale lo conosciamo oggi) fosse già noto come componente per armi incendiarie e simili.

Essendo noto tale impiego, è altrettanto presumibile che venisse impiegato anche per applicazioni meno cruente in quanto permetteva di ottenere fiamme difficili da spegnere e persistenti, ma risultano anche applicazioni quale materiale impermeabilizzante per scafi di imbarcazioni.

E parlando di citazioni storiche, non si può trascurare che anche Marco Polo nel suo Il Milione fa riferimento ad un particolare olio che sgorga abbondantemente dal terreno in una regione oggi rappresentata principalmente dalla Georgia.

Nonostante la certezza del suo impiego in così remote epoche, ancora nulla qui è stato detto sulle modalità della sua scoperta, ed è proprio in risposta a questa domanda che il nome, olio di pietra, ci può aiutare.

E’ sicuramente impossibile anche solo ipotizzare che siano stati realizzati pozzi petroliferi in tali epoche (il primo pozzo petrolifero è apparso nel 1859), ma è abbastanza facile ritenere che sia stato trovato del petrolio affiorante in cave o simili, e per la sua natura oleosa sia stato ritenuto un olio trasudato dalle rocce.

Probabilmente molte applicazioni e virtù saranno state attribuite al petrolio, ma per trovare delle applicazioni “moderne” così come le conosciamo noi bisogna attendere, come già detto il 1859, precisamente il 27 agosto, anno nel quale venne eretto (ad opera di Edwin Drake) a Titusville in Pennsylvania il primo pozzo petrolifero, del quale si può vedere un’immagine storica qui sotto:

(sulla destra Edwin Drake)

Se la prima installazione petrolifera è stata quasi più un esperimento dovuto alla caparbietà del suo inventore, la consapevolezza sviluppata sulle caratteristiche e sulle potenzialità del petrolio come combustibile hanno portato ad un rapido sviluppo dell’estrazione del petrolio, così come si può apprezzare nella seguente foto, rappresentante la situazione a Titusville a soli tre anni dalla prima installazione:

Tale sviluppo ha permesso l’impiego del petrolio come fonte energetica  per svariate applicazioni, sfruttando le caratteristiche che lo indicavano in netto vantaggio (come la storia ha poi dimostrato) rispetto al comune combustibile di quell’epoca, il carbone, ed ha visto l’entrata in scena di personaggi che hanno segnato l’economia internazionale come John Davison Rockefeller e la sua Standard Oil.

Con questa breve introduzione storica si conclude il post di oggi, pertanto vi rinnovo l’appuntamento consueto a lunedì prossimo, sempre su AppuntiDigitali, sempre con la rubrica Energia e Futuro.

5 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Può darsi che il roveto ardente del monte Oreb/Sinai di Mosè possa essere riconducibile proprio all’uso del petrolio.

  • # 2
    Andrea
     scrive: 

    Quello bruciava e non si consumava (il roveto), non l’olio..

  • # 3
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Forse non sono stato chiaro.

    Mi riferivo al fatto che dietro la metafora del roveto ardente che non si consumava mai forse c’era una pozza di petrolio all’aria aperta che era stata accesa e che rimaneva ad ardere…

  • # 4
    dantes76
     scrive: 

    Una pozza di petrolio che parlava??

  • # 5
    Pawel
     scrive: 

    I primi pozzi in USA?
    La storia del petrolio “moderna” è tutta europea.
    Da Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Ignacy_%C5%81ukasiewicz (in inglese, non c’è ancora in italiano), più precisa quella in lingua polacca. La prima rafineria al mondo a Kleczany http://goo.gl/maps/ufwt2 .

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.