di  -  martedì 17 aprile 2012

Il  6 Aprile scorso è venuto a mancare, all’età di 76 anni, Fang Lizhi, noto fisico cinese, specializzato in cosmologia e professore all’Università dell’Arizona, di cui si può leggere un intenso necrologio sul NYTimes.

Sebbene il prof. Fang fosse un fisico di tutto rispetto, è soprattutto ricordato per il suo attivismo politico. Infatti, sebbene inizialmente avesse la tessera del partito comunista cinese, è in seguito diventato molto critico nei confronti del partito, fino ad essere costretto all’esilio.

Alla fine del 1986 molti studenti si stavano attivando contro il regime, tanto che nei campus universitari della città di Hefei, dove Fang era professore, si leggevano centinaia di volantini scritti a mano, con frasi molto intense, come “datemi la libertà o datemi la morte”. Fang ha parlato molto ai propri studenti, spiegando il valore della libertà. Infatti egli stesso ha dovuto subire pressioni, perché i poteri assoluti non conoscono bandiere o nazionalità, e mostrano sempre gli stessi orribili lati.  Nel 1972 Fang pubblicò un articolo, “A solution of the cosmological equations in scalar-tensor theory, with mass and blackbody radiation”, condannato dal governo cinese in quanto di definizione “metafisica capitalista”. Il Big Bang non è concepibile nella dottrina comunista, poiché Engels aveva già chiaramente spiegato come l’Universo sia sempre esistito, infinito nello spazio e nel tempo.

Una condanna di questo tipo nulla ha da invidiare all’inquisizione a cui si è dovuto sottoporre Galileo, e alla resistenza della Chiesa nell’accettare fatti scientifici come la sfericità della Terra, la sua orbita attorno al Sole, o l’evoluzione della vita sulla Terra. Fang ha sempre ritentuo che il dovere e il successo dello scienziato stia nella sua inventiva, passione, integrità morale e spirito critico. Per questo negli anni antecedenti al 1989 ha parlato coi propri studenti e ha discusso con loro questi valori fondamentali per uno scienziato (e, credo io, per qualsiasi essere umano).

I suoi problemi non sono cominciati qui, però, poiché era già stato espulso dal partito nel 1956, durante la campagna anti-destra di Mao Zedong, che attaccava intellettuali e pensatori che sembravano dissociarsi dalle linee di partito. Nel 1966 la Rivoluzione Culturale cinese lo ha portato a un’altra condanna, prima costringendolo in prigione e poi a lavorare la terra coi contadini di Anhui. In questa occasione ha avuto modo di portarsi con se un solo libro: “Teoria classica dei Campi”  di Landau e Lifshitz. Nel 1986 Fang ha dovuto affrontare nuovi problemi, venendo denunciato da Deng Xiaoping come dissidente, mentre i suoi lavori sono passati al vaglio di celle del partito. Nel 1989 ha risposto scrivendo una lettera aperta al leader Xiaoping, chiedendo di rilasciare i prigionieri politici. Questa lettera, assieme al generale scontento giovanile, ha portato alla grande rivolta culminata il 4 Giugno 1989 nella piazza di Tiananmen, dove centinaia di studenti sono stati sterminati dalle truppe comuniste. Celebre è la foto in cui un singolo studente si è parato di fronte a una colonna di carri armati per fermare l’attacco. Dal giugno 1989 fino al giugno 1990 Fang si è rifugiato, assieme alla propria famiglia, nell’ambasciata americana, che dopo un anno è riuscito ad abbandonare a bordo di un aereo dell’Air Force, dopo una lunga trattativa tra Henri Kissinger e Deng Xiaoping. In questa occasione Fang Lizhi ha vinto il premio Robert F. Kennedy per i diritti umani.

La scienza e il pensiero strategico, inteso come metodo di ragionamento efficiente e non necessariamente “puro” è stato sempre mal visto degli assolutismi, che siano essi di natura politica o religiosa. Il metodo di pensiero non fisso su delle verità assolute, ma volubile a seconda dell’effetto che si vuole ottenere, poi sviluppatosi in metodo scientifico, è l’esatto opposto delle ideologie assolutiste. Nella scienza non esite una Verità, poiché la verità stessa è soggetta alla dinamica della natura e può cambiare a seconda del punto di vista e dell’osservazione stessa.

È quindi facile da comprendere come un potere assoluto che si propone di controllare la massa della popolazione tramite un set prefabbricato di verità non possa accettare tale tipologia di ragionamento. Questo è vero dai tempi di Alessandro Magno, un grande pensatore e studioso, che era aperto alla conoscenza dei propri avversari, tanto da raccogliere tutto il sapere delle popolazioni che incontrava nella libreria più grande di tutti i tempi. La filosofia assolutista della Roma cristiana non poteva accettare tale sacrilegio, e per questo ha dato alle fiamme la libreria più completa dell’antichità. In Cina la filosofia scientifica ha spopolato per secoli, come si può vedere dall’approccio di Sun Tzu e Su Pin all’arte della guerra, ma anch’essi hanno fatto una brutta fine: i libri dei filosofi “scientifici” (una mia definizione data dal loro approccio nella soluzione dei problemi) sono stati messi al bando durante il periodo maoista, per venir sostituiti dal famoso libretto rosso.

Eppure la tecnica di tipo scientifico (o almeno che modernamente si chiama metodo scientifico) è riconosciuta vincente da tutti, e per questo è così temuta. Il potere vuole mantenerla entro i sottili ranghi dei pochi eletti, per meglio controllare la popolazione. Così, per esempio, in Italia le verità assolute proposte dal fascismo spingevano alla chiusura verso lo straniero e verso il relativismo, mentre la stessa campagna propagandistica fascista era gestita da Michele Orano, uno scienziato che studiò la psicologia delle masse.

Il professor  Fang Lizhi, insomma, ha fatto una delle cose più odiose a qualsiasi potere assoluto: non solo si è messo a pensare, ma ha anche indotto i giovani a farlo. È bene invece ricordarsi sempre che lo spirito critico, il metodo scientifico che ci insegna come non ci siano verità assolute, ma solo una nostra comprensione e descrizione di ciò che vediamo e sentiamo, sia un fattore fondamentale dell’intelligenza umana. È un fattore essenziale soprattutto per essere liberi poiché è solo tramite il pensiero che possiamo comprendere la natura e noi stessi. Non a caso il termine eresia deriva dal greco αἵρεσιςhaìresis derivato a sua volta dal verbo αἱρέω (hairèō) il cui significato può essere tradotto come “potere di scegliere”. È la scelta, la nostra scelta di pensare e di capire per conto nostro che ci rende eretici di fronte ai poteri assoluti, ma che ci rende anche liberi.

22 Commenti »

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  • # 1
    muvideo
     scrive: 

    Primo commento su questo sito.
    Complimenti ad Eleonora Presani,
    un bell’articolo.
    Potrebbe sembrare lontano dalla nostra
    (tragica) quotidianita’ italiana,
    ma credo che sia perfettamente centrato.

  • # 2
    Cipo
     scrive: 

    Grazie Eleonora, è sempre interessante leggerti :)

  • # 3
    sandro
     scrive: 

    l’articolo non e’ certamente lontano dal quotidiano, anzi ,si evince che si sta parlando proprio della gestione del pensiero, cioe’ della gestione delle nostre vite in ogni aspetto. In effetti non c’e’ molto da considerare tranne che il pensiero critico e’ l’unico metodo di pensiero affidabile che esista e che ogni persona realmente razionale usa. il resto? fuffa. punto. cio’ significa che le religioni in quanto assolutismi sono insensate come ogni forma di assolutismo ideologico tipo appunto fascismo, nazionalsocialismo etc.. vere e proprie forme di controllo mentale delle masse e null’altro.

  • # 4
    Nat
     scrive: 

    Complimenti per l’articolo: ne viene fuori l’immagine di un uomo che ha lasciato il segno, in tutti i sensi.

    @sandro: non sono del tutto daccordo con il tuo discorso che reputo un tantino assolutistico. Penso anch’io che l’unico metodo di ragionamento che puo’ tentare di sondare la realta’ in modo obbiettivo sia quello scientifico, e come tale dovrebbe essere l’unico sulla base del quale si possano decidere limiti e regole da applicare globalmete. Tuttavia gli altri tipi di pensiero: ideologico, religioso, rispondono ad altre esigenze dell’essere umano, e possono spingere la mente ad indagare verso cose che vanno al di la’ di cio’ che ci sta’ davanti agli occhi. La cosa importante e’ non confonderli.

  • # 5
    sandro
     scrive: 

    @nat il pensiero religioso non risponde ad alcuna esigenza umana, non spinge la mente ad indagare alcunche’, spinge i boccaloni a spegnere il pensiero critico. O si pensa o si crede, non ci sono storie.

  • # 6
    Nat
     scrive: 

    @sandro: esistono domande a cui l’uomo non ha risposte scientifiche, domande che assillano da millenni l’umanita’, domande a cui filosofia e religione hanno cercato e cercano di dare una risposta. Si puo’ credere e avere conforto da certe risposte senza per questo considerarle verita’ assolute e senza pretendere che il mondo si regoli sulla base della fede. Il problema e’ che questa distinzione viene fatta raramente. Ci sono e ci sono stati molti scienziati credenti, quindi non definirei le persone credenti automaticamente incapaci di pensare. Lo dico da agnostico, tanto per mettere in chiaro che non c’e’ alcuna difesa di parte nelle mie parole.

  • # 7
    Flare
     scrive: 

    Bell’articolo e la tua conclusione, Eleonora, mi è piaciuta molto e concordo in pieno! :)

  • # 8
    Enrico
     scrive: 

    Interessante il discorso sulle verità assolute, in particolare la conclusione: “È bene invece ricordarsi sempre che lo spirito critico, il metodo scientifico che ci insegna come non ci siano verità assolute, ma solo una nostra comprensione e descrizione di ciò che vediamo e sentiamo, sia un fattore fondamentale dell’intelligenza umana.”

    Credo che vada fatto un distinguo di “verità assolute”, mi piace pensare alla nostra “comprensione della realtà” come fosse un “limite matematico”: la nostra comprensione è quella curva che si avvicina sempre di più alla retta della realtà senza mai raggiungerla pienamente.

    In quest’ottica, l’idea della non esistenza di verità assolute, perché limitate alla nostra osservazione, mi può stare bene.
    Ma solo se rimaniamo nel campo prettamente scientifico dell’osservazione della realtà.

    Da credente cristiano, ritengo che ci siano altri elementi che trascendono la realtà e che pertanto non sono indagabili tramite un metodo puramente scientifico. Sono i problemi che ha evidenziato anche Nat, quelle domande che l’uomo si pone dall’alba dei tempi: “chi sono?”, “perché esisto?” etc.

    Per farla breve, posso trovarmi d’accordo sulla non assolutezza della verità scientifica perché sempre in cammino alla ricerca della Verità del mondo, perché in qualche modo questo mondo dovrà pur esser fatto! :)

    Insomma, è un bel tema quello della verità che si lega a mille aspetti della nostra vita (per esempio, senza verità non può esserci giustizia).

    Grazie, ciao

    Enrico

  • # 9
    mASSIMO m
     scrive: 

    Stupendo articolo.
    Grazie E. !

  • # 10
    Christian A.
     scrive: 

    Dott.ssa Presani per favore non uniamo delle interessanti discussioni a delle bugie storiche. Alessandro Magno ebbe una formazione ed educazione sicuramente dottissima, ma definirlo “pensatore e studioso” è alquanto peculiare visto che é piú conosciuto come “il conquistatore”. Dopo la maggiore età passó infatti tutta la sua vita in guerra conquistando uno degli imperi più grandi che l’umanità abbia mai visto. E la guerra non si fa pensando e studiando.
    La Biblioteca Alessandrina porta il suo nome non perchè fu fondata da lui, ma perchè risiedeva in una città fondata da lui e cioè Alessandria d’Egitto. La biblioteca fu fondata dalla dinastia Tolemaica ( derivante da uno dei suoi generali che si spartirono l’impero di Alessandro alla sua morte ).
    Tantomeno é vero che la Roma Cristiana volle distruggere la biblioteca come atto assolutistico contro la sapienza pagana. La biblioteca fu incendiata varie volte a seguito delle numerose guerre del tempo. Il primo ad incendiarla fu probabilmente il dotto e pagano Giulio Cesare. L’editto a cui fa probabilmente riferimento la dott.ssa Presani é quello di Teodosio I che probabilmente neanche toccó la grande biblioteca di Alessandria.

  • # 11
    sandro
     scrive: 

    credenti cristiani = poveri di pensiero critico, inevitabilmente manipolati dal condizionamento strumentale cattocristiano.

  • # 12
    banryu
     scrive: 

    @sandro: grazie del commento costruttivo. Ma veramente. Costruttivo.

  • # 13
    bob
     scrive: 

    E comunque “La fisica non spiega un bel nulla. La scienza ha sempre rallentato il futuro” (cit.)

  • # 14
    Gnome
     scrive: 

    “Nel 1989 ha risposto scrivendo una lettera aperta al leader Xiaoping””

    Xiaoping e’ il nome , non il cognome ! E’ come se scriveste nel 2012 ha risposto scrivendo una lettera aperta al presidente Giorgio (Napolitano).

    In Cina dalla fine degli anni settanta, per tutti gli anni ottanta, fino almeno al 98, spopolava un ibrido blasfemo di qigong, magia e scienza. Venivano organizzati dal partito innumerevoli seminari dove professori universitari, quadri del partito e santoni discutevano delle ripercussione scientifiche dei poteri miracolosi del qigong.

  • # 15
    Gendo Ikari
     scrive: 

    Bell’articolo, piacevole da leggere anche.

    @sandro
    Il discorso e’ molto piu’ complesso di quanto sembri.

  • # 16
    luca
     scrive: 

    Scusa Sandro ma ti vedo chiuso, assolutista ed a senso unico proprio come quelli che critichi tanto… un pò paradossale…

  • # 17
    marosini
     scrive: 

    cara Eleonora, condivido appieno l’apprezzamento per la figura del fisico cinese e per il suo ruolo. Tuttavia credo sia molto importante tenere sotto controllo l’aggettivo “scientifico”, e usarlo con parsimonia. Perchè nell’ambito delle scienze dure ha un senso preciso, e la capacità di esprimere una tensione effettivamente liberatoria, che diviene però molto più incerta non appena i temi si fanno più confusi.
    Credo di capire che cosa intendi, ma riconoscere a Sun Tzu un qualsivoglia carattere di filosofia scientifica credo possa essere fonte di confusione.
    Allo stesso modo proprio la pretesa scientificità avocata dalle varie sociologie positiviste, materialiste eccetera è stata un argomento retorico sfruttato per instaurare ideologie ben precise.

    Grazie, come sempre!

  • # 18
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    marosini,
    è vero che la pretesa scientificità viene spesso usata per insinuare ideologie… però è appunto pretesa.
    Per l’uso del termine “scientifico” hai ragione, per questo ho cercato di usare le virgolette. Quello che intendo è che l’approccio deve essere sempre critico e spesso flessibile a modificarsi per adattarsi a ciò che si osseva. La meccanica newtoniana non è sbagliata o falsificata dalla meccanica quantistica, è solo che la meccanica quantistica la include e si estende in campi che newton non potva descrivere. In questo senso l’approccio di sun tzu di essere in grado di modificare la propria posizione senza perdere il controllo è un approccio critico che mi ricorda il metodo scientifico…. mi rendo conto che la terminologia non è proprio corretta, ma spero di aver reso l’idea.

  • # 19
    maverick
     scrive: 

    riflessioni sulla scienza e altro di uno scienziato dell’università di Pisa:

    http://www.youtube.com/watch?gl=IT&v=nq3GJbleyek

  • # 20
    massimo
     scrive: 

    Bellissima la frase finale dell’articolo! Ma non soso solo i poteri assoluti ad avere paura della cultura,della libera scienza, del libero pensiero. Tutti i poteri ne hanno paura. Quanto più colto è il popolo, tanto più si avvicina alla “verità” e diventa un pericolo per il potere. Basta vedere ciò che hanno fatto in Italia alla Scuola, all’Università, alla Ricerca, e quanto il potere si è fatto più forte e arrogante proprio con i fondi tolti a settori vitali. Gli Italiani hanno sperimentato di tutto, dopo aristocrazia e dittatura, hanno assaggiato la democrazia, sono affogati nella partitocrazia, si sono nascosti nella mignottocrazia, e ora la nullocrazia!! Per uscire dalla lunga notte in cui ci hanno precipitato ci vorranno generazioni di gente onesta che spazzino via legioni di farabutti, truffatori, ladri, mafiosi ecc. Non farò in tempo a vedere come andrà!! Buon 25 Aprile… e tenete duro. P.S. @ Bob,di chi è quella citazione da incorniciare???

  • # 21
    Frank
     scrive: 

    Che la biblioteca di Alessandria sia stata distrutta dal Cristianesimo è tutto da dimostrare.

    Si veda, per esempio: http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_di_Alessandria

  • # 22
    Mario
     scrive: 

    Un bell’articolo… copiato al 40%.
    Dal libro “Cavalcare la tigre” di Giorgio Nardone, che nell’ultima parte è riportato in maniera quasi integrale.
    Non si fa.

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