di  -  venerdì 30 maggio 2008

asfaltoAlcuni ricercatori dell’ Università del Wisconsin-Madison (UW-Madison), stanno cercando di capire come poter trasformare il tanto famigerato (quanto indispensabile) comune asfalto, in un prodotto “eco-friendly”.

Cercare di utilizzare materiali riciclati nella composizione dell’asfalto, cercare di allungare la sua durata di vita e cercare di diminuire i consumi di energia necessaria a stenderlo sulle strade di tutto il mondo, certamente consentirà, con il tempo, di riscontrare un diverso impatto ambientale ed economico.

Hussain Bahia, professore in ingegneria civile all’Università del Wisconsin-Madison (UW-Madison), dichiara che il problema fondamentale che si incontra nello sviluppo, la produzione e l’utilizzo di un asfalto più ecologico è che l’asfalto stesso è diventato un elemento estremamente comune e largamente diffuso praticamente in qualsiasi angolo del pianeta terra. All’interno di un programma nazionale americano chiamato Asphalt Research Consortium (ARC), Bahia userà nel prossimo futuro, 5 milioni di dollari donati alla ricerca, per cercare di rendere l’asfalto un prodotto più sostenibile soprattutto da un punto di vista ambientale. Uno dei primi obiettivi, sempre stando alle parole del docente, è quello di sviluppare quello che viene comunemente chiamato “cold mix” (mix a freddo) per poterlo, entro breve, introdurre negli Stati Uniti.

Paesi come l’Africa e l’India hanno utilizzato ed utilizzano tutt’ora questo mix “a freddo” da decenni e i ricercatori del Wisconsin sostengono che, proprio questa tecnica di utilizzo, può richiedere una quantità di energia fino a sette volte inferiore rispetto al comune mix “a caldo”. Bahia vuole proprio arrivare a questo: ottenere le stesse alte performance del prodotto “a caldo” utilizzando invece la tecnica “a freddo”.

Inoltre, si sta cercando di sperimentare nuove combinazioni di elementi da mescolare tra loro per ottenere asfalti più sicuri, duraturi ed ecologici con l’utilizzo, in gran parte, di materiale riciclato.

Il nuovo centro di ricerca Modified Asphalt Research Center (MARC), crede fortemente nello sviluppo di queste nuove mescole a freddo ed è per questo, che sta realizzando nuovi test di qualità, sicurezza e sostenibilità, con cambi di temperatura, studi sull’usura e “prove su strada”: per poter lanciare, entro breve, questa tecnica sul mercato mondiale

5 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    piccole migliorie su un prodotto così diffuso possono fare la differenza… sicuramente è una delle strade da percorrere! ;-)

  • # 2
    Sandman
     scrive: 

    perchè l’asfalto inquina? questa mi è nuova…l’ho sempre pensato come inerte, ma non è banalissimo bitume, catrame misto a ghiaia??

  • # 3
    Camillo Miller
     scrive: 

    credo che il problema dell’inquinamento sia relativo soprattutto ala fase di produzione…

  • # 4
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    L’alternativa potrebbe essere il geopolimero, che è anche un’alternativa (già usata all’estero ineuropa) al comune ed inquinante portland
    http://www.icc2.org (negli special events: geopolymers)

    Le piste aeree militari (tipo quelle che fecero nella desert storm 2) le fanno in quel modo perchè operative in poche ore e si possono usare materie prime naturali (il cemento classico in natura non lo trovi).
    Ovviamente chi produce cemento classico o asfalto tradizionale non ne vuol sentire parlare…

    Ciao

  • # 5
    Sandman
     scrive: 

    sarà sempre come al solito un problema di costi…

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