di  -  venerdì 13 aprile 2012

Come accennato nel post precedente, OS/2 1.00 viene rilasciato il 2 Aprile del 1987 ed è fortemente legato al nuovo PS/2 di BigBlue. Il nuovo sistema operativo è senza Interfaccia Grafica, permettendo di avere un solo applicativo attivo (utilizzabile) per volta, mentre gli altri sono in modalità “dormiente”. Questa prima versione è a 16 bit (essendo pensata per gli i286), supporta dischi rigidi con dimensioni fino a 32Mb (file system FAT) e fornisce un supporto limitato per le DOS-Application.

Il centro di controllo del sistema è il Program Selector, una sorta di clone di TopView che permette di gestire agevolmente l’App switching.

 

Program Selector

Per vedere la prima GUI di OS/2 bisognerà attendere quasi un anno e mezzo (ottobre 1988), con il rilascio di OS/2 1.10 SE (Standard Edition) e il nuovo Presentation Manager (PM) basato, fondamentalmente, su Microsoft Windows (che nel frattempo ha raggiunto la versione 2).

Nonostante PM semplifichi l’utilizzo del sistema per gli utenti finali, si rileva un incubo per gli sviluppatori che devono prendere confidenza con un nuovo pattern di sviluppo, anche se abbondantemente supportato dall’efficiente e potente OS/2 API (OS/2 Application Programming Interfaces).

MS OS/2 1.1 Presentation Manager

A pochi mesi di distanza IBM rilascia OS/2 1.10 Extended Edition (EE) che integra un Database Relazionale Multitasking e l’infrastruttura Communications Manager per la creazione di architetture client-server basate su Mainframe IBM. La seconda minor release arriva a Novembre del 1989 con OS/2 1.20 (SE e EE) , che migliora notevolmente Presentation Manager e nella versione Extended introduce il più efficiente e sicuro file system High Performance File System (HPFS), oltre al lignaggio REXX (REstructured eXtended eXecutor) pensato per offrire agli sviluppatori un linguaggio interpretato, potente e flessibile.

Announcing Microsoft OS/2

Nel frattempo le versioni 2.0 (a 32bit e, ovviamente, incompatibile con l’i286) e 3.0 Server (non la 3.0 WARP che, come vedremo, sarà il successore della 2.0 di IBM) sono già in cantiere, ma le frizioni tra IBM e Microsoft cominciano ad essere insanabili. Il clamoroso successo di Windows 3.0 (1990) spinge la casa di Redmond a rivedere le proprie priorità, trasformando “le finestre” nel fulcro di tutte le sue attività. Così OS/2 assume un ruolo del tutto marginale per la società di Gates ed IBM diventa il mantainer della serie 1.x e il responsabile della nuova V2. Microsoft, invece, partendo dalle fondamenta della V3 darà vita al progetto OS/2 NT, da cui nascerà Windows NT (profondamente diverso dalla V2) che invece di utilizzare le API OS/2, come inizialmente pianificato, utilizzerà le API Win32.

Nonostante ciò, nel 1991 arriva OS/2 1.30, sia in edizione IBM che in edizione Microsoft, con alcune differenze/personalizzazioni, come Lan Manager nel caso di Microsoft OS/2 1.30 e un Print Manager completamente riscritto nell’edizione IBM.

Ma OS/2 deve ora confrontarsi direttamente con Windows e, nonostante con questa release sia in grado di supportare le nuove periferiche offerte dal mercato, l’elenco dell’hardware compatibile è decisamente inferiore, anzi decisamente limitato.

Microsoft OS/2 1.30

Nella primavera del 1992, IBM presenta OS/2 2.00, accompagnandolo con lo slogan:

a better DOS than DOS and a better Windows than Windows

[un DOS migliore del DOS e un Windows migliore di Windows]

Si tratta del primo sistema operativo a 32bit per PC, un decisivo passo in avanti per OS/2 che introduce l’utilizzo di Virtual DOS Machine (VDM) per l’esecuzione di applicazioni DOS in un ambiente isolato, in modo da eseguirle concorrentemente con applicazioni Windows (eseguiti grazie ad una speciale versione embedded dell’ambiente Microsoft licenziata per IBM e denominata Win-OS/2) ed OS/2 senza compromettere la stabilità del resto del sistema. Grazie alla funzionalità Dynamic Data Exchange (DDE) e alla Clipboard, le applicazioni sono in grado di scambiare informazioni tra loro in modo diretto ed indiretto, il tutto all’interno della nuova Workplace Shell (WPS), maggiormente integrata nell’OS e completamente Object Oriented (OOUI): per la prima volta la GUI non è più un componente aggiuntivo ma un elemento essenziale del sistema.

Figura 4 – OS/2 2.0

Il primo aggiornamento arriva a maggio del 1993 con OS/2 2.10 che sfoggia un rinnovato e più veloce sottosistema grafico, affiancato dal supporto ai font TrueType per Win-OS/2, da Multimedia Presentation Manager (MMPM/2) per la gestione dei contenuti multimediali (audio, video, ecc), dall’Advanced Power Management (APM) e dal supporto allo standard PCMCIA (anche se in maniera molto limitata), caratteristiche, quest’ultime, particolarmente importanti per il mondo dei computer portatili.

Qualche mese dopo viene, inoltre, rilasciata anche una speciale edizione ribattezzata OS/2 2 for Windows, dedicata agli utenti che già dispongono di Microsoft Windows 3.x installato nel loro PC. In fase di installazione, OS/2 for Windows effettua alcune modifiche automatiche ai file SYSTEM.INI e WIN.INI, ed alcuni hook al codice che gli permettono il controllo diretto di Windows nelle VDM, evitando così di pagare la licenza di Win-OS/2.

OS/2 for Windows

Con la serie 2.xx, OS/2 diventa un sistema decisamente stabile e ben progettato, tanto da essere utilizzato in ambiti professionali, spinto anche dall’influenza di IBM. Nel frattempo, il mercato consumer è però sostanzialmente appannaggio di Windows e Microsoft si prepara a sferrare l’attacco finale con Chicago, attorno al quale riesce a creare un’attesa senza precedenti.

Noi invece ci salutiamo qui in attesa del prossimo week-end dove concluderemo il nostro omaggio ai 25anni di OS/2.

What happened to OS/2? Computer Chronicles (1992)

12 Commenti »

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  • # 1
    3onFire
     scrive: 

    preso dalla foga di tanta bellezza oldstyle(non entro nel merito tecnico dell’articolo, anche perchè 25 anni fa io avevo 1 anno :p )sono rimasto colpito dalla figura 4, dico: cavolo, ma il tasto start era già su OS2??

    poi ho trovato questo…
    http://www.stardock.com/products/windowblinds/screens.html

    comunque un bel tributo!

    PS: gli articoli sono sempre molto interessanti, grazie!

  • # 2
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @3onFire…. mica l’avevo visto ;-) Cmq. ho rimediato… grazie a te.

  • # 3
    sisko212
     scrive: 

    E si lo start c’èra anche su Os/2
    Gran bel sistema operativo… peccato l’abbia vinta winzozz… ma d’altronde anche ibm se la cercò… se all’epoca dello scontro con windows 3.11 for workgroup, avesse venduto os/2 con il supporto di rete integrato, invece di pacchetto opzionale, forse le cose sarebbero andate diversamente…
    Ma va ben… ormai è andata così.

  • # 4
    [D]
     scrive: 

    Il grosso sbaglio di IBM è stato quello di voler trattare l’utenza comune con lo stesso metro di quella professionale.
    All’utente professionale poteva anche andare bene di comprare il supporto di rete a parte perchè sapeva di spendere per avere qualcosa di completo e valido, mentre all’utente comune la cosa non interessava più di tanto: era contento di avere una base minima dalla quale partire con l’idea che se gli fosse servito un extra allora l’avrebbe comprato.
    La storia dell’informatica però ci insegna che spesso ci si arrangia con le basi.
    Un classico esempio per capire quello che dico sta nei client ftp: una volta si vendevano ed avevano tante funzioni, poi è bastato introdurre un supporto minimale dentro i browser e la gente s’è arrangiata.
    Sarebbe stato più furbo da parte di ibm creare un os/2 home ed un os/2 professional dove il secondo era identico al primo più tutta una serie di funzioni utili al professionista in aggiunta.

  • # 5
    Al
     scrive: 

    Bell’articolo! Ho comunque due puntualizzazioni.

    Negli anni ’80 IBM commise il grave errore di far uscire OS/2 con il PS2 che era una macchina con una architettura hardware proprietaria.
    Questa fu presentata in un momento in cui i (ben più economici) ‘compatibili’ iniziavano a essere affidabili, spesso superiori (es. i CompaQ) e largamente accettati; il mercato quindi, temendo di restare incastrato ad IBM, li rifiutò, e con essi rifiutò OS2.

    L’utenza che voleva invece l’ambiente a finestre lasciò il mondo PC per andare sui Mac, ben più avanzati.

    L’appunto è che Windows 3.0 (e qui siamo negli anni ’90) non trovò consenso tanto in ambiente ‘consumer’ (i PC in casa erano ancora merce rara) quanto in ambiente aziendale. Con poca spesa infatti si poteva installare Windows 3.0 su un qualunque PC (anche su dei 286 pompati) ed ottenere caratteristiche simili ai MAC ma con un rapporto velocità/prezzo decisamente migliore.

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Nel tuo racconto hai dimenticato gli Amiga: macchine economiche, veloci, e con un’interfaccia grafica nativa. ;)

  • # 7
    Al
     scrive: 

    @ Cesare Di Mauro

    Infatti erano gli Amiga le macchine Consumer, non i PC Windows nè, per questioni di prezzo, i Mac.

  • # 8
    sisko212
     scrive: 

    Bhe… se qualcuno si vuol divertire e ricordare i bei tempi andati… installatevi virtualbox e scaricatevi questo: http://wtrns.fr/o5ZGma5fc-qlUo

  • # 9
    pcnewsystems
     scrive: 

    Ricordo i tempi di OS2 superiore al Windows sotto tutti gli aspetti, ma purtroppo non aveva il supporto marketing che ha avuto la Microsoft, l’IBM non ha saputo essere aggressiva come Microsoft, e pur avendo un sistema operativo superiore ha fallito.

  • # 10
    Porte
     scrive: 

    Si, il Commodore Amiga era molto più avanti dei PC aveva un sistema operativo d’avanguardia per quei tempi, ma purtroppo la Commodore ha avuto dei manager fallimentari.

  • # 11
    Carlo Pignatelli
     scrive: 

    Io non ne posso più fare a meno, è stupendo, leggerissimo e funzionale.

  • # 12
    Carlo Pignatelli
     scrive: 

    Mi riferivo al Windows 8, ma la Microsoft ha copiato molto la IBM, l’OS2 era molto potente e stabile per quei tempi, Bill Gates è stato più abile a livello commerciale non in quello tecnico.

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