di  -  giovedì 5 aprile 2012

Dopo decenni di supporti fisici, la “musica liquida” è divenuta un fenomeno di massa grazie alla compressione mp3, che l’ha resa facilmente trasportabile sulla rete di fine anni ’90 – quando l’ADSL a 640kbit era ancora un lusso per pochi.

Una convenienza moltiplicata ovviamente dalla sostanziale gratuità della musica, resa possibile dal P2P ai danni dell’industria musicale. Sulla qualità sonora di converso era naturale che non si andasse molto per il sottile: a caval donato non si guarda in bocca.

Con l’avvento di massa della distribuzione legale di musica liquida, la qualità non ha ricevuto un grande impulso: se 128kbit e 44khz erano il minimo accettabile già ai tempi di Napster, l’iTunes Store ha venduto musica codificata a 128kbit fino al 2009 (2007 per il catalogo EMI), quando è stato finalmente introdotto il formato DRM-free iTunes Plus a 256kbit.

Con un’ottima fetta della musica acquistata su iTunes dal 2003 in poi ancora codificata a 128kbit, nel 2012 era naturale che qualcuno si ponesse il problema della necessità di un miglioramento degli standard di codifica. Quel qualcuno come saprete è Neil Young, che già qualche settimana fa in una conferenza organizzata da Walt Mossberg, poneva sinteticamente il problema in questi termini:

Steve Jobs è stato un pioniere della musica digitale, la sua eredità è fenomenale. […] Ma quando tornava a casa ascoltava vinili.

Chiunque abbia ascoltato un vinile su un impianto decente può capire di cosa si sta parlando. La questione che rimane aperta è: gli impianti di riproduzione di buona qualità si sono “democratizzati” proporzionalmente alla diffusione della musica liquida? La risposta a mio avviso è no. L’impennata nella domanda di musica liquida è parallela al boom di iPod e consimili, dispositivi che vengono fruiti in contesti che difficilmente giustificherebbero l’uso di tracce non compresse.

Questo non esclude che esista un mercato per musica liquida di alta qualità, primariamente legato ad una fruizione domestica. Un mercato per “audiofili non integralisti”, attualmente non servito dai big della distribuzione digitale.

Questo è il mercato a cui Young punta, ed alcuni brevetti da lui recentemente depositati confermano la sua determinazione in questa direzione. Sarà interessante valutare il modo in cui questo progetto di business andrà ad innestarsi sull’attuale configurazione della distribuzione di musica digitale. Anche e soprattutto in vista della posizione di Young sulla pirateria:

Non mi riguarda (la pirateria) perché guardo alla rete come alla nuova radio. E la radio è finita. […] La pirateria è la nuova radio. È il modo in cui la musica circola di questi tempi. […] Se davvero vuoi ascoltarla, rendiamola disponibile, ma solo al 95%.

Musica codificata in di bassa qualità per tutti, musica ad alta risoluzione per chi paga. Funzionerà?

22 Commenti »

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  • # 1
    andres
     scrive: 

    A mio avviso oggi il miglior ascolto mainstream è quello dei lettori MP3 (parlo di quelli di buon livello e soprattutto dotati di auricolari decenti, Sony, Apple ecc…). Auricolari o cuffie certo, ma almeno di buon livello.
    Per il resto c’è stato un regresso spaventoso rispetto agli anni 80 e 90… la qualità dei sistemi medi di ascolto (il più delle volte cassettine multimediali) è infima. E del resto è logico che sia così, in una società dove la cultura musicale è ridotta ai minimi termini.
    Personalmente rimango dubbioso sulla musica liquida ad alta risoluzione…
    Quanti di noi sono realmente in grado, su un impianto di buon livello, di percepire nettamente la differenza qualitativa fra un MP3 a 192 kb/s ben fatto e lo stesso pezzo a qualità CD?
    Per la mia esperienza, e parlo di persone con orecchi allenati, è molto più difficile di quanto non si pensi.

  • # 2
    donluca
     scrive: 

    Il problema è che anche la qualità delle registrazioni, di conseguenza, sono andate peggiorandosi sempre di più.
    Un disco di oggi (salvo rare eccezioni) per chiunque abbia un minimo d’orecchio e un buon impianto è semplicemente inascoltabile: la musica è compressa, senza dinamica, si sente tutta forte (cfr loudness war http://it.wikipedia.org/wiki/Loudness_war ). Questo per far sentire “bene” la musica anche su impianti low-fi, lettori portatili e autoradio dove, per forza di cose, la musica deve coprire una gran quantità di rumore.

    Spero nel futuro che le produzioni tornino a livelli accettabili, magari facendo doppie edizioni: una versione per il “popolo” e una audiophile fatta con tutti i crismi del caso.
    Fermo restando che se il master fa cagare, c’è ben poco da salvare, ma questo è un altro discorso.

  • # 3
    andres
     scrive: 

    vero, i master ipercompressi sempre a 0 dB sono un altro dei problemi…

  • # 4
    roberto
     scrive: 

    In effetti la gamma dinamica è scomparsa, mi capita di ritrovarla in mp3 ottenuti direttamente da conversioni da vinile che è un piacere ascoltare a casa con un buon impianto fisso, ma in giro con le cuffiette si perde totalmente l’audio delle parti basse…

    Avere 2 versioni dello stesso file secondo me è molto scomodo; forse il modo migliore potrebbe essere una versione del formato mp3 già leggibile con la maggior parte dei lettori attuali in modalità dinamica compressa, leggibile da lettori evoluti capaci di decodificare le informazioni aggiunte, in modalità ad ampia dinamica. L’utente sceglie quale versione ascoltare, quando disponibile, direttamente sul dispositivo compatibile!

  • # 5
    Giacomo
     scrive: 

    Nello sembra che voglia raccogliere l’eredità del guru defunto per la brevettabilità dell’aria fritta.. dall’articolo non traspare bene che ciò che Nello vuole brevettare è il trademark sui nomi, non su tecnologie in grado di migliorare effettivamente la qualità percepita dell’audio compressa, per quanto con i formati lossy odierni e soprattutto con quelli lossless è una questione molto affievolita per non dire inesistente.
    E’ una crociata che poteva avere senso 10 anni fa, oggi appare solo un modo facile per raggranellare dindi per concedere il marchietto RockHD sui lettori, come quello PlaysforSure di qualche anno fa..

  • # 6
    phabio76
     scrive: 

    Interessante.
    Ma il problema, per i veri audiofili, non sta solo nella qualità del file audio, quanto piuttosto nella modalità di riproduzione.
    Anche una traccia wave estratta da cd dovrebbe essere riprodotta “bit perfect” per mantenere la sua qualità. Win Xp e anche alcune blasonate schede audio ricampionano tutto a 48khz, il player software ci può mettere del suo e filtri di equalizzazione più o meno nascosti possono interferire ulteriormente.
    Se la traccia è mantenuta bit perfect e la facciamo uscire pulita in digitale/ottico allora hanno senso tutti i discorsi precedenti.

  • # 7
    Davide Costantini
     scrive: 

    Il progetto è carino ed interessante. Ma all’atto pratico c’è poca utilità ad ascoltare un FLAC o un ALAC su un device simile all’iPod ha poco senso. Nonostante lo scadente hardware credo che dei vantaggi si avrebbero ma assolutamente non giustificati dall’aumento della dimensione dei file. Sarebbe solo sconveniente.

    Quindi per me può solo essere un mercato di nicchia. Perché ci vuole l’hardware adeguato e ci vuole anche l’orecchio allenato, che solo un certa categoria di ascoltatori ha. Non essendo musicista e non essendo audiofilo non spenderei mai soldi in soluzioni del genere.

    Anzi per la poca musica che ascolto la comprimo a 128kb di bit-rate dal pannello di gestione dell’iPhone (quando la sincronizzo)

  • # 8
    Marco
     scrive: 

    “La questione che rimane aperta è: gli impianti di riproduzione di buona qualità si sono “democratizzati” proporzionalmente alla diffusione della musica liquida? La risposta a mio avviso è no”

    A mio avviso si, ma alla gente non importa o non lo sa.
    Con qualche centinaio di euro ci si costruisce un impianto con una qualità che non sfigura assolutamente rispetto a quella di un hi-fi multimilionario di 20 anni fa… ecco il mio attuale per l’ascolto di sola musica liquida, ad esempio:
    EeePc 701 – 99€
    Audiotrak Prodigy Cube – 100€
    T-Amp 2 – 80€
    KEF Cresta 10 – 150€
    Con questa cifra per ascoltare decentemente un vinile forse avrei potuto comprare solamente una discreta testina per il Linn LP12.
    Aggiungo che ho venduto anche il lettore CD: all’acquisto di un compact segue un rip immediato e relativa conversione in FLAC.

    @roberto
    La dinamica che senti dal vinile è dovuta al “buon gusto” di chi ha registrato e masterizzato il disco: le caratteristiche del supporto sono assolutamente inferiori ai vari SACD o DVD-Audio per non parlare delle caratteristiche dell'”impianto medio” degli anni ’70 e ’80.
    Il problema è che oggi il target su cui la musica viene prodotta è l’iPod con i suoi miseri auricolari, l’impiantino micro cinese da pochi spiccioli o impianti car ancora più scadenti. Per sentire qualcosa su questi aggeggi si ricorre al loudness per cui la dinamica viene compressa verso l’alto e completamente persa:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Loudness_war

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Marco
    Purtroppo la killer application della musica digitale non è l’alta fedeltà ma l’alta disponibilità. Attenta all’alta fedeltà rimane una nicchia, ed è questo che mi fa sorgere qualche dubbio sull’iniziativa di Young – specialmente se non accompagnata da una revisione integrale dei modelli di business dell’industria musicale.

  • # 10
    psico.patico
     scrive: 

    my3cents
    1 – bisogna partire dalla fonte con musica registrata bene in studio: la “democratizzazione” c’è stata anche lì con impianti (e teNNici) sempre meno costosi, ma se per la quota dell’elettronica questo è dovuto alla rivoluzione tecnologica (quindi meno costi ma componenti infinitamente migliori), per il lato fisico e professionale una targettizzazione verso il basso comporta una perdita di qualità e professionalità

    2 – Flac e Ape sono lossless e quindi veicolano esattamente quello che è stato registrato, con i suoi limiti, al supporto che riprodurrà, con i suoi limiti. Per la distribuzione sarebbe già meglio usare quei formati che continuare a usare flussi audio non compressi.
    Tenendo conto comunque che dei limiti ci sono in registrazione e riproduzione, se le dimensioni fossero un problema, ci sono tanti codec lossless che con un bitrate decente possono portare una qualità decente.

    3 – ammesso di avere buona musica ben registrata da riprodurre, un discorso analogo vale per il “ferro” della riproduzione: se è meno costoso produrre elettronica di livello infinitamente superiore rispetto la passato, la parte fisica non ha subito una evoluzione minimamente paragonabile e un impianto o una cuffia da due soldi possono rovinare tutto. Anche qui però si è assistito alla corsa verso il basso per molti tipi di prodotto (forse per la voglia di avere il nome sulla bocca di tutti più che sulla bocca di pochi appassionati del settore) e quindi a una parte fisica scadente si abbina spesso una elettronica fatta con i piedi e nemmeno in grado (causa cattiva realizzazione) di superare l’equivalente, per quanto più primitivo, di anni prima.
    Poi è chiaro che se si pretende di mettere un impianto da 1000W in una camera di 3 metri x 2 con un cantiere della TAV di fianco…

    4- btw, è il caso di considerare anche il ciclo di vita del supporto: un vinile si rovina facilmente, un CD o DVD quasi altrettanto, delle cassette meglio nemmeno rivangare i tristi ricordi, avere la musica su file almeno garantisce di astrarre l’informazione dal livello di degrado del supporto (anche se un purista probabilmente apprezzerà che nessuna riproduzione analogica si può definire esattamente identica a tutte le altre…)

  • # 11
    Marco
     scrive: 

    @Alessio
    Perfettamente d’accordo con quello che hai detto.

    @psico.patico
    Già una metrica che consideri i watt è sintomatica di una ignoranza di base purtroppo: non scendo troppo nel tecnico ma ci sono diffusori con una sensibilità di 80dB/W e altri da 110dB/W. Tieni conto che 3dB equivalgono ad un raddoppio della potenza necessaria per ottenere la stessa pressione sonora.
    Ho avuto CD (pochi per fortuna) che, senza nemmeno un graffio, sono diventati illeggibili (bronzing). Il vinile, se di qualità e ovviamente trattato dignitosamente, può offrire migliaia di ascolti di qualità eccellente. Se hai la fortuna di poterti permettere un lettore ELP sei a posto ;-)

  • # 12
    pleg
     scrive: 

    Mi sembra il thread giusto per chiedere un po': visto che sto comprando il nuovo impainto stereo, e per la prima volta in vita mia vorrei prendere qualcosa di decente, e che voglio ascoltare i miei FLAC che ho sul pc, qual e’ il modo migliore di construire il media center? Immagino serva una scheda audio..? O il pc non va proprio bene e servono dei player dedicati?

  • # 13
    Giacomo
     scrive: 

    @ pleg
    se vuoi fare le cose perbene prendi una buona scheda audio semi-pro con elevate specifiche del rapporto segnale-rumore (oltre i 100 dB) e dinamica, che invierà lo stream FLAC decodificato nel miglior modo possibile all’amplificatore.
    Se la logica dell’amplificatore decodificasse anche i FLAC basterebbe anche l’uscita digitale SPDIF o ottica della scheda audio integrata nella scheda madre, anche mediocre, ma non credo che esistano amplificatori con tale caratteristica..

  • # 14
    cosimo
     scrive: 

    @ pleg.
    io mi sono fatto una piattaforma mini-itx amd APU, e ci ho messo una scheda audio asus xonar essence PCI-E(125€ solo la scheda) solo per la musica stereofonica…il tutto collegato ad un impianto B&W 3 vie da pavimento con ampli integrato denon di buon livello..cavi segnale e potenza adeguati (senza spendere inutili 100ntinaia di euro x cavi dalle qualità immaginarie) veicolo l’audio lossles flac-ape-ecc.. nella scheda che la restituisce all’ampli.. mentre in HDMI 1.4a invio il segnale da codificare ad un altro ampli 5+1 onkyo multicanale collegato ad un tv 47″ e ad altri diffusori front-surround-sub, sempre B&W…
    risultato spettacolare!.. secondo me con le schede audio di qualità, una macchina HTPC costruita ad HOC, è nettamente megliore delle sorgenti CD-BLURAY di medio livello HI-FI che costano anche 800e delle varie marantz-denon-ecc…….
    ed in + hai un PC completo e potente.. silenzioso-wi-fi-piccolo.. ec…..che non guasta mai:)

    chiaro che se i diffusori non sono decenti.. l’amplificazione adeguata e sopratutto la sala d’ascolto non è idonea.. stai giocando praticamente alla lotteria!

  • # 15
    pleg
     scrive: 

    Grazie a entrambi. I B&W non penso di potermeli permettere :( cmq la mia sala non e’ il massimo come dimensioni e acustica, quindi amen (mi sa che dovro’ lavorare un po’ sulle pareti e soffitto, tra fonoassorbenti e diffusori).

    Interessante il doppio setup stereo/surround, devo fare qualcosa del genere anch’io, perche’ ovviamente il mediacenter deve andare sia per la musica che per i film.

    Cosimo, come fai a mandare l’audio lossless alla xonar e quello dei film no? E’ il lettore bluray? Perche’ nel mio caso ho solo film in mkv su Hard Disk che leggo con VNC, non so se anche tu fai cosi’.

  • # 16
    Marco
     scrive: 

    @pleg
    La mia configurazione la trovi al post #8, ma ci ascolto esclusivamente musica.
    DAC USB di alta qualità ne trovi a partire da pochi euro, il T-Amp per me è praticamente obbligatorio, e il resto del budget lo investirei tutto nelle casse (lascia perdere i cavi, come suggerito anche da cosimo).
    Un link fra i tanti per farsi qualche idea:
    http://www.tnt-audio.com/

  • # 17
    Agnese
     scrive: 

    Sono tutte obiezioni giuste oltre che legittime quelle sulla compressione della musica e la sua conseguente perdita di qualità, è giusto tirare in ballo l’infima qualità dei DAC da lettore portatile così com’è anche giusto parlare di codec loseless… tutto vero, ma allo stato attuale il 90% dello schifo è generato dal mastering osceno che le case discografiche ed il marketing che gira loro intorno impongono agli studi di registrazione ed ai produttori.
    Va da sé che anche il mondo che non è mainstream alla fine si adegua, vuoi per moda (non molti), vuoi perché le attrezzature si tarano sul mainstream, vuoi perché l’orecchio dei fonici e dei sound engineer si tara sul mainstream, vuoi perché i software si tarano sul mainstream, vuoi perché ci sono altri mille motivi che fanno riverberare anche nella musica “buona” il peggio di quanto disponibile sulla piazza.

    Solo avere musica liquida distribuita con campionamento 24bit e sottoposta a signori master a -20db in media mobile sui 5 secondi stravolgerebbe in maniera spaventosa la percezione che abbiamo della musica dell’ultimo decennio… anche se compressa in schifosissimi MP3.

    Il problema grosso non è l’MP3 a 128kbit o a 192, non sono le cuffiette dell’ipod piuttosto che l’impianto in macchina od un paio di cuffie chiuse da 100 euro; il fatto è che non è che ascoltando in loseless su impianti decenti migliori molto la faccenda. si mitiga solo lo schifo

    …e parlo da utente MOLTO privilegiata avendo una RME, preamp UA ed paio di nearfield genelec per me, e lavorando su 3 coppie near-midfield di dynaudio con pre e finali neve, UA e SSL tutto il dì (sono tecnica del suono)

    un buon vinile non è migliore della musica digitale. O meglio, non lo è di per se.
    il problema è dato dall’uso selvaggio dei compressori e limiter in primis che si fa nella musica oggi, ed in seconda battuta dal fatto che 16bit per campione non sono sempre sufficienti a rappresentare tutta la gamma dinamica di un suono anche nel caso sia masterizzato bene lasciando “respirare” il suono.

    paradossalmente il problema opposto si sta verificando nel mondo dell’audio per il cinema in cui l’alta definzione audio ha fatto la sua comparsa già da un po’ di tempo (per il mondo consumer intendo, col trueHD ed il DTS-HDA). lì si tende a stare troppo fin bassi ed enfatizzare troppo le dinamiche in favore di una spettacolarità del suono artificiosamente enfatizzata.

    l’ultimo grande mix/mast nel mondo mainstream per me è stato quello originale del 2001 di dream on dei depeche mode, e già eravamo in tempi di folli esagerazioni. altri ottimi lavori erano quelli di bernie grundam per le colonne sonore dei film distribuite su CD. adesso non ne parliamo… basta mettere su una delle tante hit, stile la differenza tra me e te di tiziano ferro, oppure un bluray di glee che se non si sta attenti si bruciano i finali come fossero cerini.
    non ha senso

  • # 18
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Agnese
    Saremmo felici di ospitare un tuo contributo in materia musicale. Se ti va contattami privatamente a nome.cognome at gmail.com

  • # 19
    cosimo
     scrive: 

    @pleg

    mi sono spiegato male:

    l’audio stereo di qualità losless(ape-flac ecc…) lo lascio codificare alla xonar che invia tramite RCA direttamente all’ampli stereo denon

    mentre l’audio multicanale dts-dolby, viene inviato direttamente via HDMI all’ampli denon 2830 che pensa a decodificare l’audio
    le apu amd hanno integrato una scheda vedeo radeon serie 6000 con HDMI 1.4A

  • # 20
    Ominaru
     scrive: 

    IMHO chi scrive che i cavi non fanno la differenza e’ sbagliato perche’ da un cavo segnale coassiale ad un cavo bilanciato si sente la differenza come se si cambiasse marca di amplificatore.

    IMHO ritengo che avere un impianto di livello superiore al classico compattone, fa mostrare tutti i limiti della compressione MP3. Noto differenze e freddezza del suono oltre ad una timbrica piu’ metallica.
    Con codifica flac ad esempio sento piu’ il suono piu’ freddo rispetto al CD e comunque sono gusti e percezioni personali.

    Questo vale sia per l’ impianto in casa che per quello sull’ auto dove i cavi segnale sono piu’ lunghi per forza di cose.

  • # 21
    Giacomo
     scrive: 

    Ominaru, è oggettivamente impossibile percepire differenze tra un CD e relative tracce in FLAC se ascoltate tramite la stessa catena audio.
    Il FLAC non è una codifica, ma una compressione “zip like” che in decompressione restituisce l’identica traccia WAV originale, puoi comparare i due checksum per rendertene conto.

  • # 22
    N1
     scrive: 

    Quotone per Agnese!

    Personalmente ho iniziato ha scaricare musica senza pagarla quando non avevo piu il coraggio di spendere per l’ennesimo Mp3 camuffato da CD.

    Adesso, che si rende disponibile qualche pezzo in 192/24 sono tornato a versare il mio contributo alla causa.

    Quindi quoto pure Neil Young, sperando che i potenziali introiti stimolino a migliorare in generale tutte le registrazioni

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