Come promesso, arriva ET, l’extraterrestre più disastroso della storia dei videogiochi.
I tre errori di Atari e…. l’arrivo di ET
Il successo però, si sa, è difficile da conquistare ma è molto facile da perdere, soprattutto se non si riescono a catturare gli umori dei propri utenti.
Nell’ottobre 1982 l’Atari rinnova la linea 400, lanciando il 5200 SuperSystem, rivisto nell’estetica ma, sostanzialmente identico al predecessore. Qui Atari commette uno dei primi grandi errori: le cartucce del nuovo sistema non sono compatibili con quelle della serie precedente e i giocatori sono costretti a rinnovare interamente il proprio archivio.
Come se non bastasse, anche il ramo arcade decide di dare il proprio contributo e per Atari arriva dall’extraterrestre più “spietato” di tutti i tempi, E.T. Atari, infatti, riceve l’esclusiva da Spielberg per realizzare il gioco, annunciandolo in pompa magna salvo poi, alla prova dei fatti, presentarsi al pubblico con un prodotto dalla scarsa giocabilità ed una grafica ridicola anche per il periodo, tanto da essere ricordato come il peggior videogioco di tutti i tempi.
Atari ET
Nonostante al momento del lancio (dicembre 1982) furono vendute circa 1,5 milioni di copie, entrando nella “Top 15 Video Games” del Billboard Magazine, appena gli appassionati cominciarono a giocarci le vendite crollarono immediatamente e il prezzò passo da 49dollari a meno di 1! Atari dovette farsi carico di gestire le quasi 3.5 milioni di copie restituite, con una perdita di oltre 100milioni di dollari a fronte dei 25 incassati.
Nel frattempo la divisione hardware è al lavoro sull’Atari 1200XL (presentato a marzo 1983) che, sostanzialmente, ripercorre la stessa strada del 5200 aggiornando la serie 800. E qui troviamo un secondo errore strategico: il prezzo dell’Atari 800 è ormai di 500dollari e il 1200XL non introduce nulla che giustifichi l’esborso di un surplus di quasi 400 dollari (prezzo completo di 899.99 dollari), tanto che il nuovo sistema verrà prodotto e commercializzato solo per pochi mesi.
Atari 1200XL
Il fallimento dei nuovi modelli porta James J. Morgan sul gradino più alto di Atari e, prima di Natale del 1983, vengono presentati l’Atari 600XL (16KB, 199 dollari) e l’Atari 800XL (64KB, 299 dollari), destinato a diventare il sistema Atari ad 8bit più diffuso. Qui troviamo il terzo errore: forse per la fretta di voler cancellare e rimediare ai recenti errori, Morgan sottovaluta il periodo natalizio ed Atari non è pronta a soddisfare la domanda, consegnando al Commodore 64 il mercato delle console.
A questo punto Warner Communication, preso coscienza dalle enormi perdite, ormai vicine ai vicine ai 533 milioni di dollari, aggravate dalla grande crisi dei videogiochi del 1983, è costretta a vendere, e cede la divisione “computer e console” di Atari Inc alla Tramiel Technology Ltd. di Jack Tramiel (ex-CEO di Commodore), che crea così Atari Corporation con l’intenzione di trasformarla nella “nuova” Commodore, ignorando del tutto il mercato dei videogiochi. La divisione arcade si trasforma, invece, in Atari Games e resta di proprietà di Warner.
Poco prima della vendita della società, il quotidiano Alamogordo Daily News riportò una serie di notizie secondo cui una 20ina di camion Atari, pieni di cartucce di ET, si erano diretti presso una discarica di Alamogordo (New Mexico) per “seppellirle”.
Tornando ad Atari Corp., Tramiel riorganizza la società licenzando oltre 1000 dipendenti, tra cui il CEO James Morgan, assumendone il ruolo in prima persona, mentre il figlio Sam diventa presidente. La nuova società è talmente concentrata sul mercato dei personal computer che ignora del tutto la proposta di Nintendo di vendere la console Famicom con il marchio Atari. Grande errore: Famicom diventerà Nintendo Entertainment System (NES), venduta direttamente da Nintendo e destinata a dominare il mercato home delle console nella seconda metà degli anni ’80.
Atari Corp. inizia lo sviluppo del proprio personal computer basato sul microprocessore Motorola 68000 e su un nuovo sistema operativo dotato di un’interfaccia grafica e capacità multimediali, in grado, almeno sulla carta, di poter competere con il Macintosh anche grazie alla nota tattica di Tramiel di tagliare al massimo i prezzi:
“computers for the masses, not the classes”
Il progetto però richiede tempo, e Atari Corp si presenta al CES del 1985 (gennaio) con una serie di novità di “transizione”, ovvero la serie XE (Xl Extended). Arrivano così il 130XE (con 128Kb e un costo di 149,95dollari) e il 65XE (64KB a soli 99,50 dollari) entrambi con un nuovo design e commercializzati a partire da aprile in modo da smaltire le scorte dei modelli precedenti, soprattutto 800XL.
La vera rivoluzione arriva a luglio del 1985 con la presentazione dell’Atari 520ST, con un design che richiama direttamente quello della serie XE e con il nuovo sistema operativo TOS, la cui GUI si aggiudica la palma di prima interfaccia a colori per personal computer, anticipando l’Amiga 1000 di qualche mese.
Atari 520ST e TOS
Ma il mondo dei personal computer appartiene sempre più ai PC IBM (e in numero minore ad Apple) e Tramiel, stretto dalla necessità di fare cassa, decide di rivedere la sua strategia e nel 1986 rilascia la console Atari 7800 (sostanzialmente ereditata dall’acquisizione e pronta dal 1984), affiancata da una rivisitazione del VCS chiamato Atari 2600Jr.
La tattica riesce e, anche se con poco supporto, le due console generano profitti a sufficienza per permettere ad Atari di continuare la propria attività e spingersi verso i PC IBM, lanciando nel 1987 una propria linea di IBM-compatibili basati su CPU Intel dall’8088 all’80386. La società aggiorna anche un’ultima volta la serie ad 8bit con l’XE Video Game System, versione moderna del 65XE venduta con in bundle il gioco Missile Command.
XE Video Game System
Negli anni successivi, Atari Corp. tenta di abbracciare il settore “portatile”, introducendo la console Lynx (1989, progettata da Epyx) e Lynx 2 (1992), oltre al piccolo gioiello Atari Portfolio (progettato da DIP), primo palmare compatibile MS-DOS ed apparso in diversi film tra cui Terminator II.
Portfolio
Dopo aver provato l’ultima spallata nel ’93 con la consolle Jaguar, la società è costretta a causa della greve situazione economia ad una serie di cessioni (Sega acquista nel 1994 quasi tutti i brevetti per 40milioni di dollari) che la portano ad essere acquisita da Hasbro Interactive per 5milioni di dollari. Quest’ultima, a sua volta, diventa parte di Infogrames SA, che la trasforma prima in Infogrames Interactive SA e successivamente in Atari Interactive. La stessa Infogrames SA diventata Atari SA e detiene tutt’ora i diritti sul marchio.
Il logo Atari Interactive
Atari Games, invece, termina tutte le attività nel 2003, dopo essere diventata nel 1996 Midway Games West (proprietà delle WMS Industries che acquistano Atari Game dalla Time Warner) in seguito alla suddetta acquisizione per evitare di confondere il relativo marchio con quello di Hasbro finendo quasi sicuramente in intricati procedimenti legali.
Si chiude qui il nostro terzo post. L’appuntamento è, come di consueto, per venerdì prossimo con l’ultimo post della serie dedicato alle attività di Bushnell post Atari.









Ho avuto il 2600… :D
Che soddisfazione, ai tempi, far fare al QL cose che facevano Atari 520ST ed Amiga…
Certo che far capire ai ragazzini di oggi che l’atari 520 (un oggetto da fantascienza rispetto alla roba gia sul mercato) avesse a bordo la ram che sta in due SIM della TIM, o che il logo in formato PNG di HWU occupa più memoria di quanta la maggior parte degli home computer dell’epoca ne avessero per farci stare programmi e “sistema operativo” è impresa ardua, (anzi hardwa :D)
La mia quasi prima consolle fu il linx,comprato con i risparmi di una vita,poi seguii la atari con atari magazine,mi ricordo l’st book,il falcon,il tt,tutti buoni progetti ma io credo che atari sia affondata dall’incopetenza dei tramiel…..
Mi piacerebbe sapere quanto costerebbe comprare il marchio…..
La mia quasi prima consolle fu il linx,comprato con i risparmi di una vita,poi seguii la atari con atari magazine,mi ricordo l’st book,il falcon,il tt,tutti buoni progetti ma io credo che atari sia affondata dall’incopetenza dei tramiel.
Mi piacerebbe sapere quanto costerebbe comprare il marchio…..