di  -  giovedì 1 marzo 2012

Ricordo di aver letto – anche se in questo momento non riesco a reperire la fonte – che Bill Gates, in occasione del lancio di Windows 95, ebbe occasione di sottolineare, in controtendenza rispetto all’ondata di entusiasmo che vedeva lui e Microsoft proiettati verso un inevitabile trionfo, che, malgrado tutto quel clamore, esisteva ancora la possibilità di perdere. “We may still lose”, una frase che a quasi 17 anni dal più spettacolare lancio della storia di Microsoft ha tutt’altro sapore: il mobile, ambito su cui si gioca il presente e il futuro del mercato, è un campo che vede Microsoft fuori dal podio in quanto a quote di mercato, e ancora ben lontana dal raggiungere una presenza significativa.

Serve a poco ricordare le specifiche responsabilità che hanno condotto a questo declino. Quel che è certo è che Windows 8 rappresenta la più grande scommessa dell’azienda dai tempi di Windows 95, la pietra miliare posta di fronte a un formidabile bivio: quello che separa la ripresa dal declino.

D’altronde la criticità della situazione è ben chiara in Microsoft: dopo anni in cui l’azienda pensava, non senza una certa presunzione, di poter tradurre direttamente il successo di Windows su altre piattaforme, ovvero adattare limiti e virtù di Windows ad ogni formato, il cambio di passo è evidente.

Presa nella morsa di Google ed Apple, Microsoft ha dato prova della sua capacità di reazione con Windows 7 e Windows Phone, e si prepara a dare un nuovo significato alla strategia “Windows everywhere” con Windows 8.

Un sistema operativo che nasce con la per nulla modesta ambizione di traghettare il mondo PC nell’epoca del mobile da un lato, e conquistare quote di mercato rilevanti nell’esplosivo mercato tablet dall’altro.

Come giustificare simili ambizioni? Con una strategia che (finalmente) parte da una forte rottura col passato. Una rottura parte dal linguaggio visuale dell’interfaccia e arriva all’hardware, con la fine di Wintel – Windows 8 è il primo OS dopo NT, che può girare su architetture alternative ad x86.

Da questa strategia derivano tutti i rischi e tutte le opportunità che il colosso di Redmond affronta con Windows 8: la retrocompatibilità è stata per lunghi anni la ragion d’essere – se vogliamo in un certo senso il ricatto – con cui Windows ha tenuto sotto scacco il mercato e il mondo degli sviluppatori. Qualunque software non girasse in prima istanza su Windows era destinato al fallimento, e di converso chiunque scegliesse piattaforme alternative e incompatibili era destinato ad utilizzare software di nicchia, anch’esso incompatibile coi formati dominanti, e così via.

Non che oggi il mercato software sia divenuto più fluido, anzi: la battaglia per formati aperti che rendessero i documenti davvero portabili è pelopiù finita in una nicchia, mentre, in attesa di un mercato trasversale di webapp, gli app store “embeddati” mettono l’utente in compartimenti sempre più stagni. Una situazione che starebbe benissimo a Microsoft, se non fosse che è stata l’ultima dei big ad adottare questa strategia, ed è quella che ha più da recuperare.

Se comunque sul fronte tablet si parla ad un’utenza già abituata a questo approccio, il trasporto dell’utenza PC verso la logica dell’app store è ben più complesso. Proprio l’ubiquità di Windows, la sua enorme quota di mercato presso le fasce d’utenza più disparata, mettono infatti Microsoft nell’obbligo di adottare da un lato una strategia ibrida, dall’altro di procedere a passi forzati verso una migrazione il più possibile indolore, che le consenta di limitare al minimo il numero di utenti “light” di PC passati a soluzioni tablet della concorrenza – un trend ben visibile ormai da mesi.

Su Appunti Digitali parleremo ancora nelle prossime settimane di Windows 8 e delle sue novità. Nel frattempo lasciatemi dire che, con la VM di Windows 8 in esecuzione mentre scrivo, sono davvero “gasato” da questa preview: se Microsoft riuscirà a mantenere questo livello qualitativo e nel contempo garantire un’esperienza adeguata delle applicazioni Windows 7 e precedenti, Windows 8 rappresenterà un ottimo primo passo per una strada lunga ed ricca di sfide. Quel che già da oggi posso affermare senza tema di smentita, è che il bagno d’umiltà a cui Apple e Google hanno costretto l’azienda fondata da Bill Gates ha avuto ottimi effetti. Effetti che all’ipercompetitivo Gates sono certo apprezzerà più che una quota dominante dall’alto della quale si può solo scendere.

44 Commenti »

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  • # 1
    Davide Costantini
     scrive: 

    Sono fiducioso su Windows 8. Microsoft da un certo punto di vista è stata lenta, da un altro è stata decisamente veloce.

    Sarà l’unica a poter fornire un notebook/tablet capace di fare tutto. Andrà bene per scalzare l’iPad? Credo proprio di no, non ha l’appeal e non ha la pretesa di scalzarlo dal trono del miglior post-PC device consumer.

    D’altra parte Apple non sta facendo nulla per tenersi la clientela più Pro. Mac OS X Server perde i pezzi e nessun prodotto di Google o Apple si sostituisce al buon vecchio Windows Server, ai servizi Active Directory, Exchange e via dicendo.

    Windows sta perdendo quote consumer, ma nelle aziende che stanno comunque impiegando gli iPad in buon numero, non soffre alcun pericolo di venir scalzato come sistema di riferimento per la produttività. Del resto Google OS è stato un giochino, un proof of concept, e anche se il Cloud può essere una minaccia, si stanno munendo anche lì.

    Sicuro se Windows 8 fa flop i ricavi di Microsoft caleranno drasticamente. Ma credo che venderà bene, perché è ancora il sistema da produttività più forte e con Metro potremmo avere notebook/tablet che assolvano alle necessità a seconda dell’uso, oltre a tutto il resto dell’ecosistema Windows che è più protetto dall’attacco dell’era post-PC. Probabilmente farà storcere il naso a tanta gente il cambiamento di interfaccia, ma ad un certo punto era inevitabile. E’ molto buono però che sia il primo OS in grado di girare senza problemi sui due mondi ARM e x86 (facendo esclusione di Linux che nel consumer e nella produttività è debole, al contrario della ricerca scientifica e nell’utilizzo server).

    Il rischio è innegabile ma si dice che la fortuna aiuti gli audaci. Speriamo bene :)

  • # 2
    francesco
     scrive: 

    ma che vi siete fumati tutti? Windows 8 lo posso descrivere solo con 2 parole : BOIATA PAZZESCA! . Potrà andar bene per la nonnina che l’anno scorso ha imparato ad usare l’ipad e ora con quello di fronte non farà troppa fatica a fare gli auguri ai nipotini via facebook, ma per lavorarci è un obobrio….
    Vi immaginate le aziende ‘costrette’ a ‘pacioccare’ con l’interfaccia metro che sembra (ed infatti lo è) studiata per un telefonino? Io lavoro in una grande azienza con migliaia di dipendenti e qui ancora si usa winXp professionale per motivi di sicurezza e stabilità. Windows 8 è come prendere iOS, metterlo su un macbook e rivenderlo come salsa nuova… sarebbe la fine dei pc e del computing a noi noto, con la conseguenza di farci diventare degli idioti informtici come gli obesi del futuro nel film Wallie ! Win8 per chi usa ‘davvero’ il computer (quindi non parlo di facebook, twitter e scemate del genere) è uno scempio…e ve lo dice un utente apple di vecchia data che ha guardato e riconosciuto in win7 un egregio lavoro!

  • # 3
    francesco
     scrive: 

    ps..scusate lo ‘sfogo’ di sopra, ma la piega che il mondo informatico stà prendendo non mi piace per niente. Vedo sempre meno scelta operativa (osx mountain lion gatekeeper ad esempio) e sempre più grosse aziende che ci vogliono prendere per mano come se fossimo dei bambini per portarci a giocare nei loro parchi giochi fatti di store iper blidati, con il solo fine di poter accedere esclusivamente a materiale da loro filtrato e approvato. Non mi piace per nulla.

  • # 4
    Creosoto
     scrive: 

    Provato ieri, vedo un trend buono e uno cattivo in 8.

    Buono:
    le mattonelle sono un efficacie launcher a schermo intero, anzichè guardare il desktop guardi cosa puoi lanciare, e per quello che è in metro ricevi gli aggiornamenti direttamente, anzichè stare seduto a guardare il desktop pieno di icone. Cosa che puoi ancora fare, ma non serve più che ci tieni le cose da lanciare, parte come shortcut, parte nel launcher, parte nella già morta e sepolta dock. Niente che non si potesse fare prima, intendiamoci, e ancora da migliorare la transizione tra il launcher e il desktop, ma dà una bella svecchiata al modo in cui molti usavano il pc e dà un senso all’idle, si poteva implementare anche sul desktop (come il vecchio active desktop) ma sarebbe stato meno immediato.

    Cattivo:
    con la scusa di metro, MS integra tutta una serie di applicazioni di terze parti uccidendone di fatto il mercato (e i developers si rivolgeranno a iOs e ad Android), mentre metro si rivela penosamente inadeguato a UI più complesse come quelle per la generazione e gestione dei contenuti dell’utente.
    La sensazione è che non sia per niente casuale e che il post-PC sia visto come una piattaforma da cui accedere a servizi esterni, e che sia visto con fastidio il fatto che l’utente possa crearsi, scaricarsi e copiarsi tranquillamente i propri contenuti, mentre dovrebbe generare ritorno economico (ads, banda, costi più o meno occulti) accedendovi online da MSN, Google, Facebook…
    Peggio ancora, non deve farlo scegliendo liberamente il browser che preferisce, e accedendo a quei servizi come siti web (che devono rispettare determinati standard per essere visibili a tutti) ma deve farlo “comodamente” dalla mattonellina MSN, Google o Facebook, frammentando de facto la rete e aprendo a scenari in cui a rimetterci è solo la net neutrality (e quindi il cliente).

    Insomma, l’impressione è quello di un buon sistema, eccezionalmente maturo (tutto considerato) per essere una beta (…mi ricordo quanti secoli nel girone dei bestemmiatori mi sono guadagnato con le beta di NT4), e questo dipende dall’ottima base, 7, da cui parte.
    E’ragionevolmente leggero per l’hw di oggi e ancor più alla data di uscita, svecchia migliorando tante aree (installazione, launcher, notifiche in tempo reale, integrazione di driver oggi imprescindibili), ma suggerisce fin troppo anche la volontà di apertura a qualche scenario da cui i consumatori faranno bene a guardarsi (perdita della proprietà dei propri contenuti, frammentazione dell’accesso al web, fine della net neutrality) e reagire con maturità senza farsi prendere da isterismi pro o contro.

  • # 5
    vic20
     scrive: 

    Secondo me Microsoft avrebbe dovuto avere il coraggio di abbandonare completamente il desktop classico e ottimizzare l’uso di Metro per il mouse (ora non è il massimo). Per vedere Metro al suo massimo splendore si dovrà aspettare Windows 9. Diciamo che 8:Vista=9:7; o almeno questa è la mia opinione.

  • # 6
    Davide Costantini
     scrive: 

    @francesco, mi sembra alquanto superficiale il tuo giudizio. Per quanto possa risultare scomodo, e fin quando non avremo metabolizzato Metro sarà difficile dirlo, tutto quello che si può fare con Windows 7 si potrà fare con 8. Il desktop non è stato annichilito.

    Xp per stabilità e sicurezza? Cambiamo con lock-in e ritardo negli investimenti del software.

  • # 7
    lucid
     scrive: 

    @Francesco

    ci vedi giusto… Tutte le multinazionali di IT sono impegnate a traghettare l’umanità verso il controllo totale di ogni nostro aspetto… il futuro non è roseo per nulla a meno che non apriamo veramente gli occhi… Basta pensare anche al cloud e unire i puntini…

  • # 8
    Fabio
     scrive: 

    Ciao,

    non concordo con francesco, ho installato windows 8 in una partizione secondaria, sto scrivendo da li ora, utilizzo tranquillamente anche i tool di sviluppo che normalmente uso per programmare senza problemi. anche nell’azienda dove lavoro io di migliaia di migliaia di dipendenti usano xp ma non per motivi di stabilità…ma solo perchè il parco hardware è obsoleto e la quasi totalità degli applicativi utilizzati non gira se non su xp (e quando gira su vista/seven fa più casini che altro).

    Per quanto riguarda l’interfaccia metro…anch’io ero scettico, ma cominciando ad utilizzarla devo dire che forse è solo questione di abitudine, dato che per alcune cose la trovo molto più comoda di avere solo il desktop classico.

    devo dire poi che sono rimasto stupito dalla reattività del sistema, utilizzo un portatile un bel pò datato, 2 gb di ram e non riscontro nessun rallentamento, anzi è molto più reattivo di seven e lo start è una scheggia

  • # 9
    francesco
     scrive: 

    Il mio forse è solo un ragionamento da ‘vecchio’ nerd (30 anni), ma win8 mi da l’impressione di un voluto instupidimento. @Fabio, tu per via del tuo lavoro o dei tuoi interessi saprai sicuramente trovare il modo di utilizzare win8 per tutte le tue esigenze, mentre io però mi riferisco alle nuove generazioni.. ai diciottenni di oggi che manco sanno caricare la musica sull’iphone perchè tanto ormai la ascoltano solo più tramite youtube, o di quelli per cui formattare un pc o fare un aggiornamento stà diventando roba da scienziati…sarà che io quando avevo 15 anni montato pc a tempo perso, ma ormai la semplicità/stupidità di iOS stà tracimando anche in altri settori. Purtroppo la massa dei consumatori attuali e futuri (mia madre, 60 anni ha un iphone…e manco lo sa usare se non per FB) si stà approcciando a un mondo dell’informatica sempre più ‘digerito’ appositamente per loro, con il benestare delle varie società che spremono gli utenti con i vari store super blindati. Poi per carità, non sono un invasato del software libero e ad ogni costo, sennò userei linux, ma stò notando che pian piano, pezzo dopo pezzo mi stanno levando il reale potere di fare ciò che voglio su una macchina.(vedi ipad…bello ma che ci puoi fare?tutto direte voi..nulla rispondo io se non c’è un’app apposta che avrete profumatamente pagato!)

  • # 10
    francesco
     scrive: 

    La mia opinione è egregiamente sviluppata e spiegata in questo articolo preso da un blog che seguo. Se avete tempo dategli una lettura veloce…pensateci su e poi guardate a win8 con i suoi bei tiles svolazzanti..–>

    http://attivissimo.blogspot.com/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html

  • # 11
    n0v0
     scrive: 

    x francesco

    sono del tutto d’accordo con te. Anche Android, che dovrebbe essere più “malleabile”, di fatto pone vincoli molto stringenti al tipo di utilizzo che si vorrebbe fare.

    In ultima analisi, per quanto mi riguarda, è la mancanza di controllo sul file system il vero punto chiave.

  • # 12
    Davide Costantini
     scrive: 

    @francesco, quindi dovremmo tornare ad incidere gli 0 e 1 a mano perché con iOS è troppo facile? Non so possiamo andare a vivere con gli hamish magari. Perdona il sarcasmo, ma che argomentazione può essere “è troppo facile”? Ti costruisci un auto da solo? La mappi da solo? Non so magari scegli i materiali della tua casa? Perché mia madre 50enne dovrebbe imparare a formattare, non capisco.

    Sul controllo del software non sono d’accordo col trito e ritrito discorso di Doctorow, ma comprendo l’argomentazioni ed i timori.

    Ma su quale debba essere il modo più figo di fare computing non transigo. Il vecchio mantra “ai tempi miei si che era roba seria” i nonni di più o meno tutti lo spacciano ciclicamente e sinceramente ha anche un po’ rotto le scatole. Io di anni ne ho 27 e uso il PC da quando ne ho 6 più o meno. Ho fatto le cose a mano ma non mi dispiace iOS solo perché non scrivo in riga di comando. My 2 cents..

  • # 13
    sisko212
     scrive: 

    EEEEE ma di cosa vi lamentate ?
    Windows 8 farà sparire il Desktop come lo conosciamo oggi ?
    Sarà un cambiamento troppo azzardato per la maggior parte delle segretarie abituate al mouse e alla barra con il tasto “Start” ???
    Mac Osx diventerà un super iOS a grande schermo da 27″ su iMac ?
    E allora sarà la volta buona che useremo Linux, che ha questo e quello… un desktop decente e personalizzabile quando basta per farlo diventare simile a windows, e per i nostalgici del prompt, ha pure una shell da paura :-D :-D

  • # 14
    iuzi
     scrive: 

    @francesco: Windows XP? .. vediamo, “stabile”.. si lo è confermo, ma mai quanto windows 7, se provi, lo vedi .. “sicuro” (ouch!) non ci siamo.. non ci siamo proprio.. un sistema operativo che ti da i permessi amministrativi anche per scrivere 2 note con wordpad non è sicuro per niente .. e non parlarmi di antivirus e antitutto perchè non c’entrano nulla sulla sicurezza intrinseca di un S.O.
    ciao ciao!

  • # 15
    Davide Costantini
     scrive: 

    Perdonate l’errore, mi sono accorto di aver scritto Hamish invece di Amish -.-‘

  • # 16
    Creosoto
     scrive: 

    @Davide Costantini
    > @francesco, quindi dovremmo tornare ad incidere gli 0 e 1 a mano perché con iOS è troppo facile?

    Il discorso è più ampio, iOS e confratelli nascono per rendere facili certe cose ma anche per rendere difficili certe altre (comunicazione libera tra applicazioni, piena gestione dei propri dati tramite qualcosa di solido, comodo e user friendly come un filesystem) – che ben poco hanno a che vedere con i limiti ergonomici di un tablet.

    IMHO W8 può fare il botto nonostante il ritardo con cui entra nel mercato mobile solo se unirà la semplicità introdotta dal mondo tablet con la semplicità che da due decenni esiste nel mondo PC… le tiles in se hanno portato ben poco lontano Phone 7.

    Poi, è anche necessario non farsi abbagliare dai numeri (ci sono bugie, grosse bugie, e le statistiche) e capire che molti di quelli che 5 anni fa prendevano un PC per finire a fare solo due giochini online oggi prendono un tablet o smartphone così possono anche fare i fighi con gli amici, ma inutile pensare che a parte l’acquisto del terminale, che rimarrà a prendere polvere e fare le solite due cose, sia un tipo di utenza che generi un profitto (banda, accessori, software, servizi…) paragonabile a chi usa un PC (o un tablet, o uno smartphone) per quello che è… la bolla comunque non è molto lontana dallo scoppiare!

  • # 17
    Davide Costantini
     scrive: 

    Capisco il senso, ma Windows 8, specie su x86 va oltre queste problematiche. Prendo fede di quanto scritto su AnandTech: http://www.anandtech.com/show/5527/microsoft-provides-windows-on-arm-details

    La versione ARM di Windows potrà fruire solo delle applicazioni dello store, quella x86 no. Entrambe hanno la modalità desktop.

    Dati i progressi di Intel (http://www.anandtech.com/show/5592/intel-atom-z2580-z2000), non fatico a credere che avremo entro un anno tablet dalla durata decente, magari non ancora competitivi con ARM ma accettabili, che con un dock si trasformano in old-plain PCs. Chiaramente saranno più netbook che notebook.

    Serve più potenza? Al CES di Las Vegas sono già stati presentati Ultrabook con il touchscreen. Troppo costosi? Sono convinto che arriveranno i prodotti di fascia mainstream per le necessità dei più.

    Guardiamo questo trend in futuro e, per quanto la versione ARM ricordi molto il modello iOS, forse non appare così scontato che Windows diventerà un walled garden blindato.

    Per gli utenti “non avanzati”, o per tutti coloro che comprano una nuova macchina con esigenze leggere, le limitazioni possono non essere un problema. Se gli altri hanno un’alternativa, sempre powered by Microsoft, allora i piani complottisti vanno ridimensionati un bel pò.

  • # 18
    Rod
     scrive: 

    Il ragionamento di Francesco è sicuramente corretto, però non sono sicuro che sia completamente condivisibile.

    Mi spiego meglio: E’ vero che la cultura informatica media è in costante mutamento, è successo con il passaggio da DOS ad OS a finestre, è successo con l’eliminazione della necessità della shell, è successo con gli editor grafici che hanno ridotto la necessità di conoscere linee di codice, è successo con i nuovi hardware che possono essere overclockati via software, ecc.

    Se però ci fermiamo a guardare in dietro, non è vero prima che la cultura informatica diffusa fosse maggiore, semplicemente c’erano meno persone che sapevano di più. Tutti sono stati o hanno avuto l’amico “smanettone” che trova programmi, disinstalla, formatta, monta i PC, fa overclock, ecc.
    Oggi, con le GUI semplificate come Metro, tutti sono in grado di trovare ed installare programmi (Windows Store), formattare, cambiare le impostazioni, ecc.

    La conseguenza è che i nuovi OS stanno rendendo obsoleti alcuni ruoli sociali, e chi ha costruito la sua identità sociale su questi ruoli fatica ad accettarlo (il famoso “amico smanettone”). Un po’ come è successo con l’arrotino.
    Di contro bisogna dire che la semplificazione si raggiunge solo con la standardizzazione, e questo porta inevitabilmente ad una riduzione della Scelta.

  • # 19
    Creosoto
     scrive: 

    @Rod
    >Oggi, con le GUI semplificate come Metro, tutti sono in grado di trovare ed installare programmi (Windows Store)

    Scrivere setup.exe invio, o doppiocliccare l’icona del pacchetto di installazione non sono mai state cose difficili.
    Diciamo che gli store sono un’ottima scusa per accaparrarsi la filiera della distribuzione del software, decidere chi autorizzare oppure no (Immagina se ci fosse stato uno store su Win9x, avrebbero consentito la pubblicazione di Opera o Mozilla per insidiare il loro IE?!?), decidere quanto pagare agli sviluppatori (o per lo meno spostare molto la bilancia), decidere chi promuovere e che provvigioni dare (“magari se la tua killer app la pubblichi solo da noi e non per gli store concorrenti ti mettiamo in prima pagina così centuplichi i download, e ti diamo anche una provvigione più alta, o inserzionisti premium per l’in app advertising!”).

    Più che un passo verso la semplificazione (seriamente, in DOS era molto più semplice gestire i programmi che in Windows, Linux e OSX, dove ti sbrodolano una marea di file condivisi – che fino a ieri erano il top della tecnologia e oggi per magia della moda no, meglio “partizionare” e “sandboxare” il più possibile) mi sembra un grosso balzo in avanti per avvicinare il vendor alle tasche del cliente tagliando fuori altre figure della filiera che quantomeno garantivano maggior competizione non essendo essi stessi produttori di software.

  • # 20
    Guido
     scrive: 

    Concordo sostanzialmente con “francesco” e “creosoto”

  • # 21
    Davide Costantini
     scrive: 

    Capisco che dietro l’App Store e le soluzioni similari ci siano ragioni economiche palesi. Però negare che un canale centralizzato di approvvigionamento del software (sicuro) sia utile, beh mi sembra eccessivo.

    Le repository esistono da prima dell’App Store. L’Ubuntu Software Center non è così distante. Come strumento non ci sono dubbi che sia comodo specie per l’utente non esperto.

    P.S.: dato il prezzo medio di un’applicazione sull’App Store, il problema è principalmente dei developer o dei publisher che vedono decurtati i loro guadagni. Non sono solo piccoli programmatori (sono tutti sulla stessa barca), possono sempre rivolgersi all’antitrust.

  • # 22
    Davide Costantini
     scrive: 

    Dietro le discussioni teoriche, detto fra noi l’App Store non l’ho mai trovato stretto per i miei bisogni e sono un utente “avanzato”. Da parecchio tempo ho rimosso il jailbreak e via dicendo. Il prezzo delle App è ottimo e gli update sono costanti e vengono notificati push.

    Ci si lamenta della chiusura, è vero che non ci sono veri browser alternativi o client e-mail su iOS. Windows non sarà così perché ha una quota elevatissima di mercato nel suo settore e l’antitrust purgherebbe Microsoft.

    Comunque, all’atto pratico, dove è che vi sentite limitati? No perché personalmente non mi sono mai trovato in questa situazione. Non sul lato App. Lo scarso dialogo fra le applicazioni di iOS dipende dalla Dropbox obbligatoria.

    La concorrenza c’è, Android, che permette di accedere al file systems e altre cosine belle. Chi vuole x riesce a prendere x. Dov’è il problema oggi?

  • # 23
    Davide Costantini
     scrive: 

    Scusate, mi sono distratto… Volevo dire lo scarso dialogo dipende dalla sandbox obbligatoria (Dropbox è un caso evidente, su Android è praticamente un disco accessibile dalle altre App). Quello che mi limita di più è iTunes, ma per me che non consumo molti media sullo smartphone non è un problema. Come ho già detto l’alternativa c’è, non si può biasimare chi sceglie Apple perché si trova bene con quello che da. Non quando c’è concorrenza. Se tutti si allineano, allora l’antitrust deve bastonare. E UE e DOJ hanno buoni record al riguardo.

  • # 24
    LMC
     scrive: 

    Ah

    Adesso l’astrazione del file system e’ “user friendly”

    Questa mi mancava

  • # 25
    StupidoFlanders
     scrive: 

    @ Davide Costantini
    “P.S.: dato il prezzo medio di un’applicazione sull’App Store, il problema è principalmente dei developer o dei publisher che vedono decurtati i loro guadagni.”

    Il prezzo è l’ultimo dei fattori che concorrono al business, specie nel mercato digitale – meglio vendere un milione di copie a un euro che 100 a mille euro, mica le devi consegnare a domicilio :)

    La partita si gioca su “chi ha in mano il cliente”?
    MS ha una dominanza pazzesca su un settore che fino a oggi è stato numericamente e economicamente preponderante rispetto a quello in cui Apple si è riciclata, ma Apple fa utili da record e guida l’innovazione, perchè?
    Perchè Apple ha in mano il cliente: decide l’hw, ci mette il sistema, e con lo store distribuisce una buona fetta del sw.

    MS fa un sistema per fare giarre le macchine dei venditori di hw, su cui far girare il software dei venditori di software (a parte Office, dove fa non a caso il grosso degli utili!) che in alcuni settori sono consorrenti diretti, che gli utenti si scaricano cercandolo per lo più su Google (concorrente di prim’ordine) guardandosi le pubblicità di Google e facendo il download da qualche sito di terze parti, che magari arrotonda con gli ads di Google.
    Se Google decide che “browser” punta prima a Chrome anzichè IE, Chrome è, se decide che Office in prima pagina è soprattutto Libre Office e Open Office, per ogni posizione persa la divisione MS Office perde milioni di dollari l’anno anche se il 20% delle ricerche che passa da Bing prova a fare il contrario.
    Se Download.com decide che media player è VLC e te lo sbatte in prima pagina, la gente usa quello, se Dell decide che si masterizza con “Piripicchio” e te lo mette in bundle l’utente medio masterizza con quello senza porsi il problema che esista altro (fattore da non sottovalutare: la stessa inerzia delle masse tra l’altro ha consentito a MS di far sopravvivere IE per un decennio quasi senza sviluppo).

    Insomma, il rpoblema dei prezzi sullo store è irrilevante, il gioco si fa su chi promuovi e chi banni.
    MS sarà così contenta di dare peso a Chrome e FF a discapito di IE?
    A OOO e LibreOffice a discapito di Office, che è il loro vero cash cow? – NB: non a caso stanno facendo i salti mortali per buttarlo in metro in tutte le salse.
    Non sono mancati i casi di ban da parte degli store di Apple e Google per conflitti di interessi o pressione delle lobby, cosa credete che succederà se lo store diventerà “IL” mezzo per installare software quando la RIAA farà lobbying contro emule o bittorrent? Quando i governi faranno lobbying contro software come TOR? Quando la massa verrà abituata ad usare il web attraverso le app delle major e a ignorare tutto il resto del web in cui può trovare alternative?
    Credete che le alternative continueranno ad essere economicamente sostenibili in questo scenario? E in questo concludo mettendoci nell’equazione economica anche le ore uomo: quanti sviluppatori *x si sono convertiti ad Android perchè è più conveniente? Quanti progetti di conseguenza si stanno arenando, stanno perdendo sviluppatori, utenti, focus sui media di settore, possibilità di investimento?

  • # 26
    Davide Costantini
     scrive: 

    Il tuo post è un minestrone che fonde cose che non hanno una correlazione diretta. Mi riferisco soprattutto alla parte finale dove manca “chi penserà alla pace del mondo quando Google smetterà di sponsorizzare Miss America”. RIAA e Google non sono sulla stessa barca. A Apple di TOR frega relativamente. Cerchiamo di rimanere con i piedi per terra.

    Il prezzo è l’ultimo dei fattori nel business? E dove l’hai letto? Dipende dal business, al Ferrari non può vendere a 15.000 euro sperando di piazzarne una in ogni casa. E poi il prezzo è importante per me. Di applicazioni me ne servono 20-30 ed i prezzi dell’App Store sono soddisfacenti come mai è stato prima. Quello che perdi per Apple lo riguadagni grazie alla pesante competizione. Il largo mercato che la Mela ha costruito ci permette di pagare di meno perché il software è un business con costi che scalano in maniera decisamente meno che proporzionale rispetto al numero delle persone. Il prezzo è importante e come.

    E’ divertente vedere come di breve periodo sono le tue visoni. Apple è più forte perché ha il controllo dell’hardware. Verissimo, l’integrazione verticale è stato uno dei cavalli di battaglia di Nokia fin quando è durato. C’è da precisare che questo modello funziona solo se il tuo prodotto piace. Se l’iPhone ha il software ma l’hardware fa schifo si penalizza. Aprire il mercato potrebbe aiutare. Google ha la piattaforma più diffusa ma meno remunerativa grazie all’ubiquità. Samsung non spende molti soldi rispetto a BigG in codice ma fa sicuramente più ricavi grazie alla piattaforma Android. Come puoi banalizzare i settori appiattendone la diversità?

    Il controllo del software è fondamentale, che le aziende penalizzino o avvantaggino degli operatori è fisiologico. Per ogni piattaforma le principali API e gli SDk chi li distribuisce? E secondo te è più facile fare causa per delle API da riprogrammare o per la chiusura del mercato ad un determinato prodotto? Qual’è il modello più trasparente? Microsoft ha preso una multa colossale, se non erro 750 milioni di euro, per aver integrato Internet Explorer dentro l’OS. Mac OS X ha integrata una suite di applicativi che Microsoft non potrebbe mai includere. Perché? Perché esiste l’antitrust… E fortunatamente queste aziende sono praticamente tutte americane dove le remore non ci sono mai state. Nel 59 IBM fu costretta a concedere tutti i suoi brevetti presenti e futuri, nel 66 a scorporare il software. La situazione attuale non è ancora da intervento diretto ma sono fiducioso che se ce ne sarà bisogno l’antitrust farà il suo lavoro. Fin quando ci sono alternative, ed oggi ce ne sono ed è impossibile negarlo, per me va bene così. Che poi per l’end user usare Quick Time o VLC è davvero al battaglia che conta? Io credo che la discussione sia esasperata, basata su speculazioni che tra l’altro perdono l’attaccamento alla realtà dell’attività giornaliera di queste aziende. E dei modelli di produzione dell’innovazione contemporanea che non possono prescindere da forme di mercato oligopolistiche: a) perché l’innovazione che osteggia la concorrenza (non quella sui prezzi, ma favorisce quella tecnologica); b) perché l’innovazione istituzionalizzata richiede risorse gigantesche.

    Comunque non vedo perché la competizione fra grosse aziende per cercare di prendere la migliore posizione competitiva sia un danno per noi. Buttiamo tutto giù e mettiamo una sola gigantesca azienda pubblica? Cosa possiamo fare se non regolamentare? Non si può rinunciare alla forza innovativa dell’imprenditore Schumpeteriano.

    Per finire, Google, Apple, Microsoft, la RIAA e via dicendo hanno modelli diversi e obiettivi diversi. Se non sono un’unica grande forza, una sorta di massoneria che comanda il mondo come qualche complottista vorrebbe, è proprio perché c’è un conflitto di interessi. E questo è positivo. Se non è successo fino ad oggi vuol dire che qualcosa funziona dato che la RIAA e la MPAA non hanno iniziato ieri la loro crociata.

    Non capisco cosa c’entri questa roba con Windows 8 e lo store. Tornando indietro in-topic (ammetto le mie colpe ad aver portato a largo la discussione), a me sembra che ci siano conflitti ideologici non avvalorati dai fatti sul campo. Fin quando c’è possibilità di scegliere di problemi non ne vedo, siete/siamo tutti libere di scegliere il prodotto/produttore che ci aggrada. Se cominceranno a giocare insieme allora bisognerà chiedere con forza l’intervento del DOJ e dell’UE.

  • # 27
    Davide Costantini
     scrive: 

    E comunque una volta non si diceva che Apple non poteva vincere con Google perché controllava hardware e software, sistema chiuso? Come successe una volta con i PC.

    Il mondo cambia, in questo campo molto in fretta. E ogni azienda ha i suoi momenti. Non c’è una sola via per acquisire il vantaggio competitivo.

  • # 28
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Il complottismo è duro a morire, purtroppo.

    Quando sarà impossibile installare e/o usare un’applicazione, avrete diritto a gridare allo scandalo. Fino ad allora, il vostro è e sarà puro terrorismo informatico/vo.

  • # 29
    Davide Costantini
     scrive: 

    Tornando decisamente in-topic, pare che Microsoft non abbia del tutto dimenticato Intel. Windows on ARM non potrà essere integrato nei Domini Active Directory: http://arstechnica.com/microsoft/news/2012/02/windows-8-for-arm-will-lack-enterprise-management-features.ars

    C’è da sottolineare che i prodotti con Windows on ARM saranno quelli più spiccatamente consumer. Mi chiedo se ci sia qualche ragione tecnica (sono indietro con il porting magari), ma credo di no.

  • # 30
    Mirko
     scrive: 

    Io non ce l’ho con Apple, neanche con Microsoft e con gli operatori… ce l’ho invece con le persone, prese da questa isteria di massa che si chiama “mobile”. Ogni due anni, cerco tra le offerte e scelgo l’abbonamento migliore che includa un telefonino e del traffico internet omaggio (e lo uso per lavorare!)… fine. Ma un utente medio, ha mai pensato a quanto tempo ci mette ad ammortizzare un iPhone utilizzato per 4/5 telefonate al giorno, mezz’ora di Angry Birds prima di cena e la lettura delle mail in bagno? Oppure, quando va pari comprando un iPad per leggere ebook che vengono venduti a poco meno di quanto costa un libro di carta? Sembra di assistere ad un processo di autodistruzione, milioni di persone a bocca aperta che non aspettano altro che l’ultima diavoleria tecnologica per farci cosa… niente!! Ho a casa un monitor a tubo catodico LG da 17 pollici… non c’e’ televisore LCD o LED che lo possa battere in contrasto e brillantezza dei colori. Scusate le farneticazioni, ma io non ci sto capendo più nulla!

  • # 31
    fede
     scrive: 

    @francesco

    quando hai scritto che da te in azienda si utilizza ancora win xp per motivi di stabilità e sicurezza mi sono fatto una bella risata, grazie, e ho smesso di leggere i tuoi commenti… lol
    just for your information

  • # 32
    kersal
     scrive: 

    @francesco:
    quoto fede! Nella tua azienda avete una idea di *sicurezza* piuttosto vaga…per non parlare della stabilità!

  • # 33
    kersal
     scrive: 

    @Mirko:
    Non capisco il tuo discorso! Ma secondo te io compro una cosa in base al tempo di ammortamento? Non oso immaginare le scarpe che indossi… in quanto si ammortizzano delle Prada? e una Ferrari la vendi dopo che fa 10.000.000 di KM?? Io posso scegliere un iPhone o un Galaxy S 2 perchè li trovo accattivanti, veloci e, quando mi serve, fanno quello che gli chiedo. Vero è che con un Nokia da 36€ le chiamate le faccio lo stesso. E allora?
    Cosa è secondo te l’isteria di massa? Molti si sono entusiasmati col mobile perchè è stato davvero una innovazione. Come lo fu la televisione, o l’Home Computer. Poi che si chiami iPhone o HTC o Nokia, poco importa. Oggi la “realtà aumentata” è a portata di mano e io posso scegliere quanto spendere: la credi cosa da poco?

  • # 34
    Francesco
     scrive: 

    Scusate se esulo dal tema, vorrei chiederVi una volta installato windows 8 è possibile tornare al buon windows 7 se si come?
    Grazie

  • # 35
    francesco
     scrive: 

    in azienda i pc hanno tutti winxp professional. Che non sia il massimo avete ragione, ma la scelta di xp mi ha spiegato uno dei tecnici che ogni tanto viene è dovuta appunto alla sicurezza e alla stabilità ormai raggiunta dal sistema. Quando arriva un nuovo pc di base ha 7 o vista e i tecnici come sempre con un bel ghost ci mettono sopra xp con gli altri applicativi che usiamo. Per quanto pure io fossi scettico su wp vi devo dire che i nostri pc sono accesi 24H tutto l’anno e fin ora il mio ad esempio non si è mai bloccato. Poi per carità, non facendo uso di applicativi pesanti (ie, office e mail) le chances di crash sono meno frequenti…resta comunque il fatto che non si bloccano. Per quanto riguarda l’evoluzione del mondo informatico resto dell’idea che stiamo facendo la fine della ranocchia nella pentola che viene riscaldata piano piano…e quando meno se ne accorge è bella che cotta! Adesso mountain lion introduce gatekeeper e di default fa installare solo più app signate da apple, ma la cosa si può togliere dal pannello di controllo…la prossima release magari non avrà più questa possibilità e con una tale semplice scelta ci ritroveremo a dover fare il jailbreak sui pc per installare un’app non voluta da apple.. pensate ad esempio al P2P…(è illegale lo so, ma voglio poter scegliere cosa fare o meno con l’hw che acquisto)..in un sol colpo cercheranno di far piazza pulita di tutto quello che va ‘contro’ il loro business o interesse… E purtroppo devo dire che il mio non è complottismo..ma solo un’opinione di come stanno andando a finire le cose..

  • # 36
    kersal
     scrive: 

    @Francesco:
    i tecnici della tua azienda o sanno di cosa parlano oppure avete all’interno dei vecchi software non compatibili con W7. Definire più sicuro Windows XP rispetto a Seven è come dire che una porta di legno chiusa a chiave è più sicura di una porta corazzata chiusa a chiave.

  • # 37
    Davide Costantini
     scrive: 

    Il tecnico della tua azienda ti ha probabilmente semplificato la questione. Per voi Windows Xp è più stabile perché evidentemente avete alcuni applicativi che faticano ad essere portati su Seven.

    Nell’azienda in cui lavoro, dove per qualche mese ho anche fornito assistenza, facciamo installazione e manutenzione di sistemi per PMI. E ti posso assicurare che se possono, Xp lo evitano sempre. E’ un sistema del 2001 se non erro. Informaticamente parlando è un vecchietto.

  • # 38
    francesco
     scrive: 

    @davide costantini

    si molto probailmente hai ragione. Pensa infatti che i sistemi su cui lavoriamo hanno porta usb bloccata, e su di essi possiamo fare ben poco. Non abbianmo privilegi di alcun tipo e pure il click destro del mouse è bloccato. Non possiamo creare pdf ecc.. anche perchè abbiamo a che fare con dati sensibili.

    Cmq tornando in topic il tuo articolo su win8 non pensi sia troppo sognante? Mi spiego meglio; l’idea di rendere il computer semplice e intuitivo per un’utenza sempre maggiore non è una cosa sbagliata anzi. Il problema è che ciò stà avvenendo a scapito della libertà di utilizzo degli utenti. Scommeto che è il sogno di qualunque compagnia (microsoft,apple ecc) avere una base installata mostruosa e poter anche controllare cosa e dove gli utenti acquistano e quanto lo pagano… ma è quello che noi vogliamo o quello che vogliono farci credere di volere con interfaccie sempre più pacioccose e semplici?
    Ps..per quanto mi riguarda già con Lion apple ha toppato di brutto e infatti non ci penso manco morto ad installarlo. Poi per carità, quando cambierò portatile mi dovrò abituare.

  • # 39
    Davide Costantini
     scrive: 

    Al giorno d’oggi non puoi vendere un PC/tablet/smartphone/qualsiasialtracomputingdevice senza avere un solido, vasto e qualitativo ecosistema di software di terze parti. Come ho già detto, la competizione c’è.

    Il market place, o App Store, mette in competizione i developer. Costituisce la chance per piccoli sviluppatori di mettersi in mostra. Di realtà di successo ce ne sono parecchie, che hanno creato soluzioni come Instapaper, Angry Birds e via dicendo. Secondo me Doctorow foraggia la “cultura del terrore” perché tutto questo va contro alle sue posizioni ideologiche.

    Grazie a questo modello abbiamo applicazioni che costano poco e funzionano bene. Un sistema di aggiornamenti automatici, un canale trusted e anche la possibilità di avere feedback dal resto dell’utenza (di qualità medio-bassa per carità, ma se qualcosa è una palese fregatura in genere si scopre). Chiaramente Apple ha delle policy stringenti, Android molto meno. La competizione c’è, l’antitrust vigila, dove è il problema?

    Sul mondo PC, che io sto cominciando a chiamare sempre più spesso workstation perché oramai è quello che sono, è impensabile che grosse compagnie come Adobe, Autodesk e compagnia bella condividano le loro revenues con Apple o Microsoft. Loro al contrario dei piccoli non hanno bisogno di un’infrastruttura già pronta e di un canale di visibilità per vendere, anzi. Per lo sono soldi buttati. Per cui non entreranno nel market place a queste condizioni.

    Pensi che Apple o Microsoft blinderanno i loro sistemi tagliando fuori questi applicativi? Nel campo dei PC, intesi con il senso classico, pensi che l’antitrust americano e quello europeo staranno a guardare se la casa di Redmond chiudesse tutti i rubinetti? Non scherziamo.

    Doctorow è un supporter sfegatato della cultura open source. E’ anche decisamente autoreferenziale. Che mia madre o che un cuoco usino un sistema aperto o il caro vecchio PC invece di un tablet per guardarsi le ricette online non ci rende più liberi. Non aiuta la società civile. Non si può pretendere che tutti imparino tutto, è semplicemente impossibile. Certo la cultura informatica deve crescere e migliorare, ma attaccare le aziende private che sono la fonte dell’innovazione su questioni di principio che ancora non hanno manifestato alcun pericolo reale mi sembra assurdo.

    Poi se queste società, per motivi sconosciuti e sconvenienti a mio avviso, cominceranno tutte a fare il loro gioco tagliando via il resto del mondo, allora sarò il primo a chiedere, invocare, urlare per l’intervento delle autorità competenti. Per non mischiamo banali antipatie, preconcetti su modelli di business, per attivismo. Mi sembra filosofia spicciola.

  • # 40
    Altrove
     scrive: 

    E’ molto divertente vedere come ormai il mondo informatico è nettamentediviso in utenti e utonti.
    I primi sono felici con interfaccia stile Win95/98/200/Xp e varie evoluzioni, gli altri vogliono interfaccie touch che richiedano un uso estremamente limitato delle funzioni neurali.

    Poi i primi usano anche il materiali dei secondi (Android, per esempio) perchè dotati delle capacità di farlo, mentre i secondi tentano di riportare tutto al loro livello.

    Quindi?? E’ chiaro: vinceranno i secondi, perchè sono molti di più, fashion victim, e in grado di entusiasmarsi per delle minchiati (vedi iPhone) e usare i soldi per allattare il figlio per comprarselo (rigorosamente a rate con gli abbonamenti telefonici).

    Chiedere al mondo di usare il cervello è del tutto inutile (lo dico per i pochi veri tecnici rimasti)

  • # 41
    Davide Costantini
     scrive: 

    Chiedere al mondo di capire che siamo tutti diversi e che saper scrivere le righe di codice non vuol dire volerle usare ogni istante della propria vita è così difficile?

    Considero utonto un’offesa. Non capisco che problema tu abbia con le icone, forse hai avuto una brutta esperienza da piccolo, ma non credo che ci sarà la fine del mondo per questo.

    D’altra parte trovo come per speculazioni ridicoli si trovi sempre l’occasione per tirare fuori superbia ed ignoranza.

    Non mi sentirò stupido solo perché uso anche device in cui non ho l’accesso al file system. Non ho ancora questi complessi di mediocrità.

  • # 42
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Un “tecnico” che non mette al centro dell’attenzione l’utente e le sue esigenze sarebbe meglio che cambiasse mestiere.

    Riguardo alle applicazioni “firmate” e quant’altro, alla fine è venuto fuori il vero motivo di cotanto sdegno: gli scrocconi temono di non poter continuare a mangiare pane a tradimento, copiando le applicazioni altrui.

    Beh, se l’hardware è il tuo e hai diritto di farci girare quello che vuoi, il software che ho sviluppato è il MIO e non hai diritto di farlo girare senza avermi pagato.

    Nessuno ti nega la libertà di usare il tuo hardware come vuoi. Ma non puoi pretendere di estendere la tua libertà a danno di quella degli altri.

    Quindi se ti piace la mia applicazione la COMPRI e la usi. Altrimenti sei liberissimo di rivolgerti a chi te la regala, se esiste, oppure ti rimbocchi le maniche e te la scrivi tu col sudore della tua fronte.

    Perché il tempo che IO ho speso per scrivere la mia voglio che mi sia pagato.

    E’ chiaro il concetto?

  • # 43
    kersal
     scrive: 

    @Altrove:
    il tuo modo di vedere il mondo è alquanto offensivo e lesivo della libertà altrui. E’ come se fosse necessario essere Alonso per guidare una utilitaria!. Ogni “oggetto” può essere usato come meglio si crede: posso lavorarci, posso dilettarmi, posso semplicemnte collezionarlo. E ovviamnte un buon bussiness man deve sapere sfruttare tutte queste opportunità.
    Tu lo sai che uno dei motivi di maggior diffusione di Windows nel mondo bussiness è stata la presenza dei videogiochi? E lo sai che proprio quei videogiochi sono stati la base per l’evoluzione della modellazione 3D spinta? Eppure a ragionare come te nessun Utonto si sarebbe dovuto avvicinare ad un PC solo per giocarci!

    @Cesare.
    Ti quoto completamente. Tuttavia molti pensano alla licenza software come un bene strumentale fisico, salvo poi non usarla come tale. Molte faccio faccio l’esempio dell’automobile: se ti servono 2 auto in azienda ne devi comprare 2 perchè non puoi prenderne 1 e copiarla! Ma di solito fanno finta di non capire…

  • # 44
    Roy
     scrive: 

    @altrove

    è evidente come il tuo nick fa riferimento al tuo cervello rispetto al resto del corpo

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