di  -  lunedì 20 febbraio 2012

Il confine tra arte e scienza non è mai stato particolarmente chiaro e definito: pensiamo a Leonardo e ai suoi studi sull’uomo, sulle macchine volanti e altri macchinari, sempre accompagnati da dettagliatissimi disegni di grande valore artistico. Anche oggi come allora, la visualizzazione della scienza e della tecnologia è il modo migliore per comprenderla e per studiarla. Per questo, la famosa rivista Science, in collaborazione con la “National Science Fundation” organizzano un gara per la miglior visualizzazione artistica di un fenomeno scientifico, chiamata “International Science & Engineering Visualization Challenge“.

L’idea è di premiare non solo chi ha prodotto l’immagine più bella esteticamente, premiando quindi il lato artistico, ma anche chi è riuscito a trasmettere, con una singola immagine, il maggior numero di informazioni possibili. Il concorso è suddiviso in diverse categorie, ciascuna con una diversa tecnica di visualizzazione.

La forma più facile da capire è senz’altro la fotografia, anche se in questo capo le foto diventano delle vere composizioni artistiche. Il primo premio, infatti, è stato aggiudicato da uno scienziato di neurologia dell’università di Salt Lake City. La sua opera è consistita nell’affettare il bulbo oculare di un topo in 120 fettine più sottili di un nanometro. Ha poi evidenziato con diversi colori i vari componenti dell’occhio tramite anticorpi specifici, permettendo così di capire a cosa serve ogni zona del bulbo oculare: cellule muscolare, tessuto sclerale, e via dicendo. Vediamo qui sotto il risultato:

La seconda categoria è l’illustrazione. Spesso, con un’illustrazione si può fare capire concetti nel nella realtà di una fotografia o di una formula matematica sono nascosti, ma che una volta mostrati graficamente, diventano molto chiari. Pensiamo per esempio alla menzione d’onore data a Emiko e Quade Paul dell’ Echo Medical Media e a Ron Gamble della UAB Insight. In un’immagine che sembra tratta da un libro di Lovecraft, questi artisti sono riusciti a comunicare la vera e propria battaglia che avviene tra una nuova molecola attualmente sotto investigazione, la TRA-8, e delle cellule cancerose di un tumore alla mammella, qui sotto raffigurata da un mostro orribile e pieno di tentacoli.

Se qualcuno di voi è mai stato in un museo della scienza sa l’importanza dei poster schematici per comunicare una storia, per spiegare dei fenomeni scientifici. Non poteva quindi mancare la categoria dei poster informativi, che in un singolo tabellone riescono a spiegare concetti importantissimi. Non a caso il vincitore riesce a spiegare addirittura tutta la storia dell’Universo! Qui potete trovare il pdf in alta risoluzione del poster che segue la storia dell’Universo, partendo dal Big Bang, fino alla formazione della Materia Oscura e infine delle Galassie come le conosciamo oggi.

In un mondo ormai incentrato su internet, è importantissimo considerare anche nuove forme di arte e di comunicazione, che sottolineino l’interattività. Soprattutto per spiegare la scienza i giochi interattivi disponibili nella rete sono degli strumenti validissimi per la comunicazione. Al Center for Game Science dell’Università di Washington hanno sviluppato il gioco vincitore della categoria, chiamato foldit, e scaricabile da qui.

A prima vista questo gioco interattivo non sembra molto di più che un elaborato puzzle tridimensionale, che permette di costruire e di giocare con i legami di proteine ed aminoacidi. Insomma, il giocatore potrà sperimentare, costruendo nuove molecole seguendo sempre le leggi della chimica e, più ci si avvicinerà a una molecola potenzialmente reale, più alto sarà il punteggio ottenuto. Ma il divertimento in questo gioco non è fine a se stesso perché tutte le modifiche e le elaborazioni sui legami chimici sono reali e possono essere quindi di grande utilità per i ricercatori per comprendere come fanno certe proteine a legarsi all’interno delle cellule, per esempio. Ma più adatta, quindi, la frase “giocando si impara”!

L’ultima categoria, anch’essa all’insegna della dinamicità e della rapida comunicazione, è la categoria riservata ai video. In questo caso, il primo premio, visualizzabile in alta risoluzione a questo indirizzo, è una sequenza di modelli tridimensinali di cellule, che rende molto facile confrontarle e comprenderne le proprietà.

Come ripeto sempre, la scienza è soprattutto comunicazione, poiché è necessario riuscire a far comprendere al pubblico più vasto possibile il mondo che ci circonda. Al giorno d’oggi siamo particolarmente fortunati da questo punto di vista, poiché la rete e i moderni mezzi mediatici ci permettono di giocare con la fantasia per creare un sistema rapido ed efficace di comunicazione. Questo approccio alla scienza la rende estremamente simile all’arte ed è, secondo me, il modo vincente per l’evoluzione dell’uomo. Infatti, anche il ricercatore più intelligente e dotato del mondo, avrà bisogno di un qualche linguaggio, che sia visuale o matematico, per interpretare la natura con il proprio cervello. È proprio questa interpretazione che fa dell’uomo un essere evoluto, in grando di studiare e comprendere lo stesso Universo.

2 Commenti »

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  • # 1
    banryu
     scrive: 

    Fantastico fold.it, che ho conosciuto grazie a quest’articolo.
    Interessante questo articolo, perchè mette in luce problemi e possibilità legate alla neccessità di comunicazione di concetti scentifici molto specifici e molto complessi.

    Comunque stabilire (definaire) cosa sia arte & cosa scienza dipende moltissimo in primis dal significato che diamo al termine “arte”, le cui accezioni sono sensibilmente differenti a seconda del periodo storico, della cultura e anche del campo specifico di riferimento.

    Ad esempio, questo tuo articolo mi ha fatto venire in mente un pezzo di Knuth per il CACM (Communications of the ACM) in cui presenta un suo punto di vista critico su quali siano gli aspetti neccessari affinchè qualcosa sia definito come “arte” piuttosto che “scienza”. Il constesto è molto specifico, si tratta ovviamente del campo della programmazione informatica, e la discussione verte su ciò che è neccessario per trasformare “the art of programming” in “computer science”.
    Per tutti gli iteressati, ecco un link:
    http://www.paulgraham.com/knuth.html

  • # 2
    bob
     scrive: 

    Foldit è stato sviluppato dal team di Rosetta@Home, uno dei più importanti progetti di calcolo distribuito su piattaforma BOINC. Ecco un modo per partecipare attivamente alla ricerca scientifica!
    http://www.boincitaly.org

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