di  -  lunedì 30 gennaio 2012

I contributi mio e di Eleonora di qualche giorno fa circa Wikipedia hanno suscitato una serie di commenti e reazioni alcuni dei quali molto interessanti. Desidero oggi intervenire su alcuni punti che meritano senz’altro un chiarimento, non prima di aver premesso che il tema è enorme e, quantunque possiamo sforzarci di scrivere e commentare, lo avremo appena sfiorato.

Una delle questioni più frequentemente sollevate è la seguente: cosa c’entra Wikipedia col metodo scientifico? Nella sua espressione a mio avviso più chiara (grazie mau) recita:

[…] tu intitoli il tuo post Perché Wikipedia è una minaccia al metodo scientifico e spieghi che Wikipedia è contro il metodo scientifico, io rispondo che Wikipedia non ha a che fare con il metodo scientifico perché non crea conoscenza ma la organizza / diffonde / raccoglie […]

Ogni enciclopedia raccoglie, organizza e diffonde la conoscenza. L’enciclopedia è tuttavia un punto di contatto, forse il principale, fra il lavoro di elaborazione svolto a nei luoghi della scienza – nei modi e secondo i criteri definiti dal metodo scientifico – e il pubblico utente. L’idea che presiede alla mia ipotesi è che, come ogni articolazione della funzione di divulgazione scientifica, l’enciclopedia deve accettare presupposti e metodi della scienza. Quella che collega l’istituto di ricerca al fruitore del lavoro di divulgazione, è a tutti gli effetti una filiera: qualunque fallacia intervenga in qualunque stadio di essa, finirà per influenzare in modo negativo l’affidabilità dei risultati.

Quali sono questi risultati? Con cosa hanno a che vedere? Parliamo della veridicità e della conoscenza trasmessa e degli effetti che, su larga scala, questa ha sul pubblico che la riceve. Diventa dunque cruciale il problema della tracciabilità delle posizioni espresse: lavorando dal pieno della complessità di una teoria scientifica, quali scelte hanno guidato il processo di semplificazione necessario alla divulgazione della stessa? Si badi: il problema della tracciabilità è percepito solo da lontano dall’utente finale, il quale ha tutto il diritto di ignorare, oltre alla specifica nozione, anche la massa dei problemi legati alla conoscenza stessa: un’ulteriore responsabilità a carico di chi fa divulgazione scientifica.

Inseriamo un fatto in un discorso finora teorico: Wikipedia non offre alcun tipo di garanzia relativamente alle conoscenze specifiche di chi si trova a svolgere il lavoro di divulgazione scientifica. Questa constatazione segna un’importante divaricazione rispetto ad altre enciclopedie moderne, che fanno invece della loro “prossimità” alle materie discusse – attraverso la presentazione di comitati scientifici e la trasparenza sulle qualifiche degli autori, alla collaborazione con enti di ricerca etc. – un pilastro. Una divaricazione che espone Wikipedia al rischio di rompere – per vocazione più che nei singoli casi – la citata filiera che permette alle teorie del metodo scientifico di divulgarsi presso un pubblico di massa.

Qui cito un’altra frase di mau, che alla risposta al mio pezzo ha dedicato un contributo sul suo blog, e che in un commento allo stesso afferma:

se tu avessi intitolato (e argomentato…) Perché Wikipedia è una minaccia alla diffusione della conoscenza allora la mia risposta sarebbe stata diversa (non del tutto, perché comunque sarebbe rimasto il mio punto chiave che afferma che non è lo scienziato a diffondere la conoscenza, ed è molto più importante citare le fonti e permettere al lettore casuale di valutarle).

Ad un lettore che si ponga il problema di come si sia addivenuti alle conclusioni riportate su una pagina di Wikipedia, essa offre in effetti due strumenti: le fonti ed eventualmente un thread di discussione sulle parti controverse. Il lettore attento e critico è dunque al sicuro – a patto che tenga poi conto del fatto che in quelle discussioni le opinioni dei cultori della materia valgono tanto quanto quelle del nostro amico che frigge patatine. Non altrettanto il lettore casuale, alla tutela del quale un’enciclopedia vera e propria provvede implicitamente con le garanzie sopra menzionate. In quanto alle fonti, è illusorio pensare che si possa chiedere a un lettore casuale di valutare l’attendibilità delle fonti riportate a corredo di un argomento che in prima istanza egli è venuto per conoscere. Tanto più che le stesse fonti potrebbero essere state prodotte seguendo un modello Wiki! Dunque Wikipedia si poggia sull’assunto che il lettore sia consapevole e attento – non a caso gli consente di diventare autore senza nulla dover dimostrare.

A questo punto sarebbe interessante valutare il traffico che su Wikipedia arriva da motori di ricerca, in particolare da Google. È un dato che in questo momento non riesco a quantificare con precisione, ma che stimo intorno se non superiore al 50%. Se il traffico ricevuto da motori di ricerca è spesso quello meno qualificante per un sito, perché appunto casuale, veloce e molto “rimbalzante”, è lecito affermare che ad una grossa parte dei suoi utenti Wikipedia rischi di offrire un servizio non ottimale, proprio nel momento in cui si presenta come enciclopedia – in questo implicando tutte le garanzie presupposte – ma di fatto non essendolo se non nelle funzioni più generiche.

Il che non sembra impensierire Google (finanziatore di Wikipedia), quando ripone in Wikipedia una “fiducia” elevatissima: immagino molti di noi si saranno trovati a constatare che, per qualunque argomento dello scibile, nella prima pagina della SERP, spesso fra le prime 3 posizioni, esiste una pagina di Wikipedia. Anche cercando di Larry Sanger, cofondatore di Wikipedia nonché uno dei suoi più eminenti critici, trovo due link provenienti da Wikipedia prima di quello che conduce al suo sito personale,  larrysanger.org. Non penso di allontanarmi molto dalla realtà quando dico che grazie a Google (finanziatore di Wikipedia) e ai suoi segretissimi e brevettatissimi algoritmi, la definizione di Wikipedia intorno a un dato oggetto finisca per un’ottima fetta di utenti, per entrare con lo stesso oggetto in un rapporto di implicita sinonimia, malgrado i problemi metodologici e le possibili inconsistenze sopra sottolineate.

Wiki deriva dalla parola hawaiana wikiwiki, veloce, ma paradossalmente è proprio davanti agli utenti più “wikiwiki” – a quelli che non hanno competenze per validare le fonti e tempo per leggere le discussioni – che Wikipedia mostra la debolezza del suo approccio. E se questo genere di pubblico fosse la maggioranza? O magari la stragrande maggioranza?

Venendo al punto, il lavoro di uno scienziato e i criteri che lo guidano, valgono ben poco se la primaria fonte di divulgazione dei risultati (Wikipedia+Google) soggiace alle opinioni di una comunità di hobbisti. La minaccia che Wikipedia pone non è dunque diretta – su Wikipedia non si validano nuove teorie – ma derivante dalla relativizzazione dei risultati del metodo scientifico quando messi a fattor comune con opinioni che di scientifico non hanno nulla.

Per concludere, in una linea che va dalla massima accuratezza alla massima divulgazione, Wikipedia ha centrato in pieno l’obiettivo della diffusione. Per farlo, ha dovuto affrontare una serie di tradeoff sui quali varrebbe perlomeno la pena di interrogarsi senza preconcetti. È questa la sola ragion d’essere di questo pezzo.

Disclaimer: uso Wikipedia di frequente e ho anche dato un piccolo contribuito economico alla raccolta fondi 2011 (anche se inizio ad avere qualche dubbio dopo questa lettura); la reputo una colonna portante della rete, ma questo non mi impedisce di vederci qualcosa di sbagliato. Anzi, la mia attenzione per quello che ha di sbagliato è proporzionale all’importanza che le attribuisco, prima che quella che le attribuisce Google. Dunque se qualcuno non riesce a incasellare questo pezzo in una delle sue categorie mentali, sappia che il problema è solo suo.

16 Commenti »

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  • # 1
    n0v0
     scrive: 

    Wikipedia, come dice lo stesso Wales, è «il posto migliore per iniziare una ricerca e il peggiore per finirla»

    è uno strumento a nostra disposizione, con tutti i suoi pregi e difetti. Basta usarlo consapevolmente.

  • # 2
    phabio76
     scrive: 

    Ecco cosa Jaron Lanier pensa di Wikipedia:

    Conosciuta come la “wisdom of the crowd”, l’idea consiste nella capacità dei singoli individui, una volta collegati in Rete, di mettere insieme e accrescere il sapere sociale e l’intelligenza collettiva. Questo sapere e questa intelligenza sarebbero più grandi della somma di quanto ogni singolo individuo può acquisire e trasmettere. Il modello di riferimento è Wikipedia.
    Ma Wikipedia accumula saperi, non intelligenze. E la somma di nozioni che si aggregano lì non produce idee nuove, anzi, cristallizza idee vecchie sottraendole al dibattito e alla critica.

    Questo sapere universale, inoltre, non ci dice nulla sulla gerarchia del sapere. Che cosa è rilevante, che cosa no? In Wikipedia possiamo trovare la biografia di un’attrice porno più dettagliata di quella di un premio Nobel… e lemmi lunghissimi dedicati a eserciti e territori immaginari, come quelli di Tolkien, e lemmi assai più sintetici dedicati a eserciti e territori reali, come le guerre persiane o l’antico impero armeno… In questo non sfugge solo la gerarchia, ma addirittura, al lettore impreparato, la distinzione tra cio’ che è reale e cio’ che è immaginario.

    La conoscenza è vittima di questo sistema, perché ad essa si sostituisce una posizione, una ideologia, una interpretazione che non si confronta con le altre ma prova sempre a soverchiarle.
    In Rete c’è molto sapere ottimamente referenziato, approfondito, autoriale. Sapere raggiungibile facilmente con i motori di ricerca: da Beethoven agli antichi Greci, dallo studio dei Quanti alla Geopolitica, dalla musica pop alla letteratura di nicchia, davvero oggi possiamo raggiungere con pochi clic delle vere e proprie miniere di informazioni.
    Se Wikipedia dovesse scomparire dall’oggi al domani, informazioni paragonabili continuerebbero per la maggior parte a essere disponibili, solo in forme meglio contestualizzate.

  • # 3
    banryu
     scrive: 

    @n0v0

    Wikipedia, come dice lo stesso Wales, è «il posto migliore per iniziare una ricerca e il peggiore per finirla»

    Sarei curioso di sapere quanto è grande la parte delle ricerche iniziate su Wikipedia e sempre su Wikipedia terminate.
    Magari divise per argomento, cronologia e chissà che altro.

  • # 4
    Gendo Ikari
     scrive: 

    Direi che Wikipedia ha senso di esistere fintanto che si ritiene vera un’idea. Ovvero che se mettiamo affianco uno scienziato e dieci ignoranti, tutti egualmente liberi di comunicare e di scrivere, in maniera paritetica, nel lungo periodo lo scienziato sia in grado di far valere la propria cultura sopra le fallaci idee degli ignoranti.
    L’idea cioe’, probabilmente ottimistica, che le buone idee nel lungo periodo prevalgono sulle cattive idee se, ed e’ un se importante, vi e’ la liberta’ assoluta di informazione, ovvero se non vi sono altre forze in mala fede volte alla promozione di alcune idee, senza riguardo alla loro validita’.
    Quindi, arrivando a Wikipedia, se un milione di utenti collabora all’enciclopedia, tutti sullo stesso piano (per quanto riguarda i contenuti), tutti liberi di esprimersi e di motivare le loro scelte e le loro produzioni scritte, anche se la cultura ed il metodo scientifico a conosciuto e applicato solo da un ristrettissimo numero, tale numero nel lungo periodo tendera’ ad aumentare. Le voci prodotte secondo criterio scientifico aumenteranno nel tempo, perche’ (se e’ vero l’assunto di cui sopra) le buone idee e le buone conoscenze tenderanno a prevalere.
    L’ignorante che ascolta due voci distinte, entrambe libere di esprimersi allo stesso livello, tendera’ nel lungo periodo a dare retta alla voce piu’ informata, piu’ lucida, piu’ intelligente.
    Quindi Wikipedia vive, secondo me, su questa ipotesi, e sui grandi numeri. Wikipedia stessa non e’ quindi fondata sul metodo scientifico, ma se il metodo scientifico e’ un’idea valida e vincente, si affermera’ nel lungo periodo rispetto ad altri metodi e ad altre idee, all’interno della stessa enciclopedia.
    A mio avviso l’argomentazione determinante contro Wikipedia sarebbe dimostrare che non e’ vero che le buone idee tendono a prevalere nel lungo periodo, anche se tutte le voci sono egualmente libere di esprimersi.

  • # 5
    Pozzame
     scrive: 

    Spero di portare alla discussione qualcosa di costruttivo.
    Personalmente ritengo Wikipedia qualcosa di eccezionale, forse la più grande conquista dell’uomo dopo la scrittura. :)
    Però, sono anch’io dubbioso sul metodo stesso sul quale si fonda. :-/

    Qualche tempo addietro mi sono ritrovato a leggere delle inesattezze circa alcune date relative al paese in cui sono nato.
    Ho provveduto ad una rettifica che è andata subito online.
    Questo è stato grandioso dal punto di vista della conoscenza generale, seppur una goccia nell’oceano.
    Se però i miei ricordi fossero stati corrotti dal tempo, o frutto di una visione parziale?
    Se invece le informazioni originali derivavano da ricerche fatte negli annuari ufficiali, e quindi più affidabili?
    Io ho agito in buona fede e potrei anche aver sbagliato, ma altri potrebbero apportare modifiche in malafede, con risultati disastrosi per l’affidabilità del contenuto di Wikipedia. :-o

    Recentemente, ho proposto all’azienda presso la quale lavoro di creare un sito Wiki interno basato sullo stesso Mediawiki su cui si basa Wikipedia, per veicolare e salvaguardare il know how aziendale.
    Mi sono quindi scontrato con lo stesso dilemma dell’articolo: Sapranno i miei utenti resistere alla tentazione di trollare, o modificare senza cognizione di causa, e si spenderanno per produrre invece materiale utile?

    Se mi sono ritrovato a temere questo da ingegneri adulti e personale qualificato, come posso credere che la stessa Wikipedia sia immune dalle fesserie di tutti i “Bimbiminkia” (passatemi il termine) della rete?? O_O

    Il fatto è che, contrariamente alle mie stesse aspettative, Wikipedia funziona!! :-) Ed alla grande pure!!
    Non so perché, ma i troll paiono tenersi alla larga, mentre sempre più personale autorevole partecipa in maniera sostanziale e costruttiva. :)

    La mia conclusione è stata:
    È inutile continuare a temerne il crollo, ma è invece un dovere morale metterci del nostro per contribuire alla riuscita del progetto.

    Ora, vorrei fare tre considerazioni, forse possono sembrare un po’ provocatorie e pessimistiche, ma non è questa la mia intenzione:

    La prima è un parallelo con eMule.
    E che c’entra eMule? Vi chiederete. In realtà c’entra eccome, in quanto si basa sullo stesso principio di condivisione e pariteticità dei contributori su cui si basa anche il modello wiki.
    Chiaramente in Wikipedia si veicolano informazioni codificate in linguaggio umano, mentre eMule veicola informazioni codificate in linguaggio macchina (legali e non), ma le considerazioni sono valide per entrambi i mondi. :)
    eMule funzionava alla grande, e non c’era modo apparente di distruggerlo, proprio per la sua peculiarità di essere serverless, quindi totalmente paritetico.
    Quando divenne palese che l’uso principale del network era la violazione dei diritti d’autore, entrò nel mirino di poteri forti che iniziarono ad odiarlo (le Major discografiche e cinematografiche in primis); questi, vedendo che l’attacco frontale (deep inspect dei pacchetti) non poteva portare risultati, hanno deciso di perseguire per un’altra strada:
    Renderne il contenuto costruttivo irrilevante, affogandolo in una mare di fake.
    Oggigiorno, eMule non è più praticamente usabile, perché per ogni file legittimo ci sono almeno altri 30 porno o virus con il nome camuffato.
    Il rischio che vedo, è che il modello Wiki sia prono a questo stesso tipo di attacco, se non dovutamente controllato; ma ogni controllo lo snaturerebbe. :(

    La seconda considerazione, che è conseguente alla prima, è:
    Chi potrebbe avere da temere da Wikipedia tanto da decidere di combatterla?
    L’unica risposta che vedo, anche se non vuole essere per nulla un’illazione, ma solo una considerazione, è che gli unici a perderci qualcosa da una conoscenza diffusa gratuitamente sono proprio gli stessi scienziati, che traggono profitto (senza dubbio legittimo e stra-meritato) dalla pubblicazione di libri e documenti divulgativi, per i quali vengono giustamente retribuiti.
    Oggigiorno chi comprerebbe più la Treccani, la Grande enciclopedia DeAgostini o l’Encarta, quando ha a disposizione Wikipedia, molto più completa, aggiornata e gratuita?

    Terza considerazione è relativa alla tracciabilità delle modifiche e degli autori, che non si è persa con il modello Wiki, in quanto ogni modifica lascia traccia ed è sempre possibile tornare indietro, se si individuano modifiche illecite.
    Inoltre, molte voci che potrebbero esporsi ad interventi, diciamo così, di parte o controversi, sono bloccate, e ogni modifica deve passare per il vaglio degli esperti.

    Per tirare le somme, il futuro di Wikipedia, e del modello wikiwiki in generale, non ha da temere dai troll e dai “bimbiminkia”, come in prima istanza si potrebbe temere, ma l’unico attacco davvero pericoloso può venire esclusivamente dalla stessa comunità scientifica.
    Ora, personalmente nutro un grande rispetto per chi fa la vera scienza, forse più di quello che in realtà si aspetterebbero gli stessi scienziati, e voglio davvero credere che chi fa della conoscenza la propria ragione di vita non possa che sentirsi moralmente obbligato a contribuire alla riuscita del progetto Wikipedia, e non sentirsi minacciato da essa.
    Però penso anche che coloro che vedono la loro fonte di reddito minacciata, o comunque limata nell’entità, da Wikipedia possano decidere di avvelenarne i contenuti fin al punto di farla agonizzare nell’oblio dei fake, come è stato per eMule.

    Quello che credo è che Wikipedia sia una grande conquista dell’umanità, paragonabile allo sbarco sulla luna, come importanza, ma addirittura superiore in quanto ad utilità pratica.
    Se uno ha a cuore il suo destino DEVE prendere l’iniziativa nel contribuire con le proprie competenze e assicurarsi, con una sorta di autocensura, di non scrivere fesserie. E correggere dove vede degli errori.
    Gli scienziati qualificati e riconosciuti dalla comunità scientifica dovrebbero essere i primi a sentire l’obbligo morale di mettere la loro competenza per far prosperare del progetto Wikipedia, e non sentirsene minacciati. :)

    Wikipedia è l’ultima grande utopia moderna, e sta ad ogniuno di noi contribuire alla sua riuscita.
    Chi ha maggiore competenza è anche maggiormente responsabile.

    Ad un grande potere corrisponde una grande responsabilità… :)

  • # 6
    Davide Costantini
     scrive: 

    Questo secondo post è sicuramente utile ad esplicare meglio la tua visione verso Wikipedia e il suo rapporto con la scienza. Come t’ho già detto, è un tema ambizioso e complesso ed è degno di nota che ti sei cimentato ad affrontarlo. Ma anche dopo questa lettura non mi trovo d’accordo con te.

    Mi spiego, dove enunci e sottolinei i limiti di Wikipedia non posso che stare dalla tua parte. Del resto i modelli open scambiano il controllo con la diffusione: hai un “prodotto” diffuso e pieno di roba a scapito di qualcosa. Hai enunciato perfettamente cosa rinunciamo quando si parla di conoscenza.

    Continuo comunque a vedere debole il rapporto fra Wikipedia e la scienza e sinceramente anche fra qualsiasi enciclopedia e la scienza. Da una buona enciclopedia ci si aspetta che le voci siano conformi con l’establishment scientifico del periodo, d’altra parte la ricerca scientifica è un flusso inarrestabile e difficilmente suddivisibile: solo dopo un certo periodo di tempo, talvolta più breve talvolta più lungo, le nuove visioni vengono integrate nei canali “popolari” della conoscenza quali libri e programmi didattici e le enciclopedie. Che quest’ultime abbiano un peso elevato nella diffusione del sapere scientifico lo credo relativamente, soprattutto quelle non specifiche.

    Per questo fatico a credere che Wikipedia sia causa del malessere della divulgazione scientifica alle masse.

    Contesto poi il rapporto di causa/effetto fra la democratizzazione del sapere, intesa nella sua versione pessimista, e l’enciclopedia libera. Wikipedia ha generato il fenomeno o il fenomeno ha generato Wikipedia? Senza cadere nel vecchio paradosso dell’uovo e della gallina, è ovvio che in qualche modo il prodotto e il fenomeno si influenzano a vicenda. Il mio personale punto di vista è che il problema dell’affidabilità delle fonti online ci sia da prima di Wikipedia e che quest’ultima se la sia cavata anche piuttosto bene dato il suo modello.

    Per finire, la “soluzione” al problema è il miglioramento dell’istruzione: preparare i giovani ad affrontare le sfide del domani. Nel caso specifico basta avere una buona preparazione scientifica, ma è un processo lungo e difficile. I “somari” in qualche modo ci saranno sempre, dobbiamo far sì che siano il meno possibile, ma dato che i tranelli di Wikipedia colpiscono molto più facilmente i meno istruiti, possiamo davvero darle la colpa? Possiamo dire che è lei a rovinare la divulgazione scientifica? Io credo di no…

  • # 7
    cosimo
     scrive: 

    io mi sono fatto 2 conti semplici:
    pregi e difetti.
    ho appurato, x il mio metodo di utilizzo, che i pregi di wikipedia, superano nettamente i difetti..x cui, essendo un progetto web based, è sempre in evoluzione.. x cui i “difetti” possono essere limati e migliorati…
    da non scenziato, però da persona ONESTA! lo ritengo molto valido. x dissipare dubbi anche piccoli sulla vita quotidiana…sono conscio che argomenti scentifici molto complessi, difficilmente troveranno LA VERITA SUPREMA su wiki. ma un ottimo punto di partenza x persone con 0 preparazione come il sottoscritto..in fondo il vero problema della conoscenza, non è negli argomenti in se , ma nella qualità,umiltà ed onesta intelettuale delle persone che la trattano. siano essi provenienti dal bar sport – da wikipedia – MIT eccc…
    un saluto a tutti

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Davide

    Per questo fatico a credere che Wikipedia sia causa del malessere della divulgazione scientifica alle masse.

    Non lo credo nemmeno io. Il rischio è sistemico e non è legato a una prospettiva di breve termine. Dopodiché è certo che una solida istruzione sia un ottimo antidoto per leggere criticamente wikipedia così come per evitare di cadere nelle mille trappole che il sistema politico ed economico pone ogni giorno.

    Il problema è che su questo non si può molto contare di questi tempi, il che deve portarci ad una ancor maggiore attenzione rispetto a quei processi che acquisiscono una popolarità planetaria – per motivi tecnologici brevettati e segreti – senza aver prima nulla dimostrato circa la propria validità ad affiancare se non sostituire la macchina culturale esistente.

  • # 9
    Francesco
     scrive: 

    non sono uno scienziato, non sono molto colto ma mi reputo abbastanza intelligente voglio risponderti da utilizzatore medio di wikipedia (e altri wiki) e non da scienziati (o presunti tali) come altri.

    1 – le persone normali (e con normali intendo persone di intelligenza nella media e cultura media) quando parlano di certe cose con persone che non conoscono bene l’argomento in questione, parlano in modo chiaro e per esempi. questo modello è seguito alla perfezione da wikipedia e ne fa secondo me uno strumento fantastico per le ricerche a corto raggio (cioè curiosità o sfizi di sapere).
    leggendo i tuoi due post mi dispiace dirtelo ma dopo il secondo paragrafo mi annoio e faccio fatica a seguirti. su wikipeedia mi sono letto articoli di fisica quantistica (senza capirti un bega e senza essere sicuro della veridicità di quanto ho letto) ma li ho letti per farmi un idea dell’argomento e di cosa si tratta.
    sicuramente un fisico storce il naso di fronte a quella pagina ma vorrei vedere quanti fisici in mezzora riescono a farmi capire quanto ho letto quel giorno. anche io storco il naso quando leggo pagine sull’informatica (sopratutto in italiano). dunque prima conclusione IMHO è che wikipedia è scritto da persone comuni per persone comuni. “tu”, tecnico di quella materia vai a seguire dei seminari in america o in giappone, troverai gente come te con il tuo stesso background tecnico e sai già di poter partire da un punto più avanzato per approfondire l’argomento dando per scontate le basi. su wikipedia ci sono le basi per capire un argomento.

    2 – va a braccetto con il punto 1 wikipedia E SCRITTO IN MODO SEMPLICE comprensibile da tutti. se scrivo che cos’è un computer su wikipedia è inutile che mi metto a fare distinzioni tra le istruzioni SSE2 e 3 di un processore perchè: chi non è un tecnico fondamentalmente non gliene frega quasi nulla, chi è tecnico probabilmente lo sa già (e ritorniamo al background tecnico).

    3 – wikipedia non LA verità, ma è una delle verità.. ho trovato tante castronerie scritte su enciclopedie cartacee. e comunque se 20 persone scrivono su di un articolo facciamo che almeno la metà sa di cosa partiamo? quindi arrivo io scrivo una ca***ta e ci saranno 10 persone che ne sanno che mi insultano e altre 9 che non commentano perchè non sanno quasi nulla come me. capite che chi ne sa vince (quasi) sempre.

    scusate la lunghezza dell’intervento

  • # 10
    roberto01
     scrive: 

    Vado a memoria per cui posso sbagliate tutto.
    Qualche tempo fa Umberto Eco ha trovato su wikipedia delle informazioni sbagliate su Umberto Eco.
    Ha provveduto a correggerle.
    Poco dopo qualche coglione ha provveduto a cassare le modifiche perche’ ???? boooh ???
    Umberto Eco ci ha fatto su una bustina di Minerva.

  • # 11
    Aubrey
     scrive: 

    Faccio miei i bellissimi commenti di Gendo Ikari e Pozzame. Wikipedia non si vuole sostiuuire al alla ricerca scientifica, ma ne è parassita e organizzatore: sono progetti complementari, che vanno di pari passo su moltissimi punti, e spessissimo si aiutano a vicenda (quando la ricerca produce un risultato che può andare su Wikipedia, quando wikipedia aiuta la ricerca nel ampliare le sue fonti, ecc.). Wikipedia è lì, sforzo collettivo di milioni di persone che donano un briciolo di conoscenza: sta iniziando a insegnare qualcosa alla stessa Scienza, dato che è un accidente storico/culturale l’atteggiamento che punta all’individualità e autorialità del ricercatore (questioni -sacrosante- di prestigio, carriera, lunario da sbarcare). In alcune discipline è più semplice collaborare, in alter no: Wikipedia è un trasparente coacervo di informazioni, e proprio non riesco a capire a cosa puntano le critiche: l’alternativa, infatti, NON c’è. Encarta non poterbbe reggere, nè la Britannica. E se avevano cose buone (e ce le avevano), non avevano tante caratteristiche (la gratuità, per esempio, che tutti si dimenticano) che rendono Wikipedia il meraviglioso e utilissimo progetto che è.

  • # 12
    Rod
     scrive: 

    Secondo me, nelle diverse valutazioni su Wikipedia, molti dimenticano che tutte le voci descritte riportano i riferimente ad almeno una fonte. Le voci senza fonte, dopo essere state discusse, vengo cancellate.

    Allo stesso modo si dimentica che in realtà non tutti gli utenti hanno pari potere redazionale rispetto alle voci; i redattori maggiori non sono utenti anonimi ma professionisti dei vari campi che si espongono direttamente, ad esempio per le voci mediche ci sono molti medici che partecipano con nome, cognome, titolo di studio ed impiego alle discussioni.

    Wikipedia non è solo la facciata che appare alla gente, è un foro di dibattiti continui, tra utenti più o meno noti e uomini di scienza e cultura, circa il modo di redarre una voce.

  • # 13
    .mau.
     scrive: 

    ora il punto di vista cambia :-) ma mi serve più tempo per dare una risposta coerente.

  • # 14
    .mau.
     scrive: 

    (ho continuato la discussione su Voices: chi è interessato può andare a http://voices.telecomitaliahub.it/2012/02/wikipedia-il-metodo-scientifico-e-il-metodo-enciclopedico/ )

  • # 15
    Vitaliano
     scrive: 

    E’ una sciocchezza che Wikipedia sia una minaccia al metodo scientifico.
    Wikipedia è scientificamente valida e utilissima per chi ha gli strumenti culturali per usarla (e per capire quando usarla e quando no), dato raccoglie milioni di informazioni utili e aggiornate; infatti la usano quotidianamente praticamente tutti i ricercatori. Facendo ricerca scientifica, nel quotidiano, solo un ricercatore idiota si recherebbe in biblioteca per cercare al volo, che so, la formuletta dei minimi quadrati, il valore della massa del sole, gli elementi kepleriani dell’orbita lunare, o una qualsiasi info rapida e ben nota da inserire in un calcolo. Per queste e un’infinità di altre informazioni, wikipedia è scientificamente validissima e superiore ad una ricerca blind su google. Se uno invece si crede di poter “imparare” -cioè acquisire una formazione scientifica- sulla base di Wikipedia, allora è un altro conto: ma in questo caso stiamo parlando di un utente fesso, non dei limiti di wikipedia.

  • # 16
    massimo
     scrive: 

    Scusate se mi intrometto, ma mi sembra che si sia in parte perso il significato dei termini: si usa conoscenza e informazione come se fossero la stessa cosa. La conoscenza è coscienza del significato profondo di dati o di fatti, in modo da poterli utilizzare e tramandare; quindi è destinata a durare nel tempo; lo scienziato,il professionista, l’artista, il chirurgo ecc. acquistano conoscenze profonde nel loro campo con studi e verifiche continue, diventandone padroni e utilizzatori. L’informazione è al contrario superficiale e quasi sempre destinata ad essere dimenticata e sostituita da altre informazioni e così via, senza che ci sia acquisizione di conoscenze. Tra conoscenza e informazione c’è la stessa differenza che troviamo tra un testo sulla fisica dei semiconduttori e la voce semiconduttori su un’enciclopedia. E Wikipedia è solo un’enciclopedia e neanche ben fatta ed è del tutto assurdo che abbia una qualche presunzione di applicazione del metodo scientifico.

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