di  -  mercoledì 28 dicembre 2011

Benché non rimpiazzi alcuno dei dispositivi che già usi quotidianamente, ci sono alcune cose che l’iPad fa molto meglio. Navigazione web, visualizzazione di foto, lettura di mail, qualunque scenario d’uso passivo, nel quale l’utente innanzitutto clicca e attende un feedback, è terreno ideale per l’iPad.

Questo paragrafo, preso dalle conclusioni della recensione di Anandtech del primo iPad, delinea appieno il perimetro della fruibilità dell’iPad, e ne rimarca i limiti. L’iPad è il non plus ultra per alcuni utilizzi mentre propone grosse limitazioni in altri casi. Per porre un primo discrimine, iniziamo col dire che il tablet della mela – ad oggi il più credibile tablet in commercio – rimane primariamente un dispositivo di fruizione di contenuti.

Chiunque abbia necessità di produrre contenuti in mobilità – un testo di qualche centinaio di parole, un foglio di calcolo – incontra immediatamente i limiti dell’interfaccia touch: una generale scarsa accuratezza, un’intuitività assoluta per funzioni semplici (scorrere, zoomare, ruotare etc.), a cui fa da contraltare una complessità esagerata nel caso di funzioni appena più complesse – selezione di oggetti multipli, copia e incolla ripetitivi e così via.

Insomma, anche volendo ignorare i limiti “concettuali” delineati nello scorso pezzo, pur fermandosi ad obiezioni nel solo merito pratico, emergono limiti che rendono un buon laptop sostituibile con un iPad solo in alcuni limitati casi.

Un esempio: per lavoro devo spesso fare presentazioni presso clienti. Per qualche tempo ho deciso di utilizzare l’iPad: nei frequenti casi in cui un proiettore non è disponibile, la capacità del tablet di “diventare il contenuto” è molto comoda quando si debba mostrare un grafico o condividere qualunque altro dato fra alcune persone sedute attorno a un tavolo.

Purtroppo il programma per la creazione e visualizzazione di presentazioni su iPad supporta solo limitatamente effetti speciali e transizioni – utili nel caso di visualizzazione su schermi grandi – col risultato che lo sforzo speso nella preparazione di una presentazione impattante anche attraverso l’uso di qualche effetto speciale, è vanificato dalla visualizzazione su iPad. Certo ogni situazione presenta esigenze diverse, ma il portatile mi offre ovunque più flessibilità: la possibilità di girare fisicamente fra gli astanti – anche se meno agilmente di un tablet – unita a quella di visualizzare effetti speciali d’impatto se collegato a un proiettore.

Da quando poi ho rimpiazzato il laptop 17″ con un più maneggevole 15″, in una serie di situazioni – dalla vacanza di qualche giorno con macchina fotografica al seguito, alla routine della posta sul divano o alle twittate durante la televisione – mi sono poi trovato più spesso a usare il laptop che l’iPad, fino ad allora sovrano indiscusso del sofà.

Il problema è sempre lo stesso: l’iPad è il massimo per fare le cose che fa, ma non fa tutto. Le occasionali volte in cui mi costringe a scervellarmi per fare qualcosa che sul Mac avrei fatto in cinque secondi – tipo la formattazione in questo elementare motore WordPress – o addirittura le volte in cui mi costringe ad alzarmi a prendere il fido laptop, sono per me quello che gli anglosassoni chiamano “deal breaker”.

Il peggior nemico del tablet, per un utente poco più che smaliziato, non è dunque altri che un computer vero e proprio, reso sottile e portatile abbastanza da non far sentire troppo la mancanza della compattezza dell’iPad in mobilità. Certo, facendo a meno dell’interfaccia touch screen che, ormai irrinunciabile sullo smartphone, a mio avviso proprio su schermi più grandi mostra i suoi limiti, quando dalla fruizione di contenuti si voglia passare alla produzione.

Fermo restando che l’iPad e il Macbook Air – come i tablet Android e gli ultrabook – sono tappe intermedie di una strada che porta alla convergenza. Qualcosa che forse somiglierà ad un iPad+Zaggmate o ad un EeePC Transformer, ma che nell’uso con tastiera fisica non dovrà affrontare i limiti posti da un OS nato attorno all’interfaccia touchscreen. È questa la sfida per il futuro di Mac OS, Android e Windows.

Resta il fatto che l’iPad, con tutti i suoi limiti, è più che abbastanza per quegli utenti – e sono tanti – che da un computer non chiedono altro che un po’ di navigazione web, la lettura della mail e la visione di qualche video su YouTube. Non a caso il mio iPad è ora nelle mani di mia madre, felicissima di poter finalmente evitare l’interfaccia astrusa di Xandros e la plasticosissima tastiera di un EeePC 4G nel suo percorso di avvicinamento ad Internet.

24 Commenti »

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  • # 1
    Arunax
     scrive: 

    Questione di gusti… per me l’iPad rimane molto più confortevole da utilizzare in sofà di qualsiasi portatile (e il mio è pure più piccolo e abbastanza leggero, un MacBook Pro 13″). Forse è anche perché io suddivido nettamente un utilizzo “lavorativo” del computer (con programmazione, simulazioni, ecc.) da uno di “relax” di pura navigazione su internet con produzione di contenuti abbastanza contenuta (scusate il gioco di parole), in cui l’iPad eccelle.

    Continuo a ripetere, comunque, che esistono anche ambiti di produzione in cui un tablet può eccellere, e l’esempio principe è per prendere appunti. Con alcune app si può scrivere, disegnare schizzi, registrare in modo naturale. Personalmente ho provato tante volte a prendere appunti con il portatile, fuggendo sempre a gambe levate (l’interfaccia è semplicemente del tutto inadatta).

  • # 2
    phabio76
     scrive: 

    L’era “post-pc” non traccerà un segno netto nella timeline, prima e dopo il 2010. L’iPad sarà ricordato, (quasi) al pari del il Mac, come un prodotto che ha rivoluzionato il mercato.
    Ma nel frattempo tante piccole rivoluzioni sono accadute senza che nessuno volesse a tutti i costi classificarle pre o post qualcosaltro. Il Blackberry è stato post PDA, il palmare è stato pre smartphone e post organizer… Non ha senso perchè stiamo parlando di nicchie di mercato che non fanno la storia.
    Negli ultimi due decenni le vendite di notebook sono aumentate fino a superare quelle dei pc fissi, ma nessuno ha gridato alla rivoluzione, all’era del mobile computing, infondo sempre pc sono, con lo stesso sistema operativo.
    Ora prendiamo un tablet, un notebook, un PC fisso, tutti e tre con windows 8. Dal punto di vista dell’utente, pensando alla modalità d’uso, c’è più differenza fra il tablet e il notebook o piuttosto fra il notebook e il pc? L’esperienza dell’utente si traduce in una più o meno mobile e un’altra, inchiodata alla scrivania.
    È vero il fatto che attualmente il notebook è il dispositivo più flessibile e che all’occorenza, con una superficie di appoggio e un mouse attaccato, può dignitosamente sostituire il desktop… cosa che, a breve giro, potrebbero fare anche i tablet.

  • # 3
    Rocco
     scrive: 

    Possiedo un iPad un portatile hp 13″ ed un MacBook Pro.
    Credo che siano comunque strumenti diversi con finalita’ diverse.
    iPad e’ diventato per me il nuovo “palm” PDA, ci prendo appunti ci navigo ecc… chiaramente l’interfaccia ha dei limiti. Cosi come ha dei limiti il notebook in certe occasioni. Ho sempre meditato di acquistare un modbook di axiotron che con pennino e touch screen e0 un vero mac. Ecco quella credo che sara la convergenza. Un tablet, ricordate i primi con schermo rotante e ribaltabile che nascondeva la tastiera, cosi ma con pennino ed in piu il nultitouch. 3 strumenti in uno, tablet, notebook, e tavoletta grafica.

  • # 4
    roberto
     scrive: 

    Caro mio, non sai quanto si vede che non hai mai messo le mani su un Asus eee pad Transformer con la dock, altro che ipad..
    Poi che i tablet in generale siano più adatti per usufruire di contenuti che non la creazione degli stessi sono pienamente d’accordo…
    E quando arriverà il Prime, il divario in meglio dei tablet Asus rispetto agli ipad, sarà ancora maggiore…

  • # 5
    gennaro tangari
     scrive: 

    Mah, che dire … io sono stato tra quelli che hanno fatto la corsa per accaparrarsi il primo iPad. L’ho preso, mi ha incuriosito, mi ha stupito, mi ha stufato e l’ho venduto dopo 4-5 mesi.

    L’opinione che mi sono fatto è che al momento questi strumenti sono sotto la luce dei riflettori anche (non voglio dire solo per) moda. Hanno il grandissimo pregio di essere immediatamente operativi: un click ed ecco il dispositivo pronto… ne Mac ne PC escono dallo stato di sleep così in fretta. Poi ci sono alcune cose specifiche in cui l’interfaccia touch è interessante se non vincente ma … ed arriviamo ai ma: il software è troppo limitato e macchinoso se usato in maniera intensiva. Lo scambio dati tra le applicazioni è rudimentale e lo stesso utilizzo del cloud ancora viene fatto un po’ a “tentativi” (io non la smetterò di dire che fin quando non s’inventano una libreria per documenti comune a tutte le applicazioni questi cosi resteranno, almeno per quanto mi riguarda, dei semplici giocattoli).
    Ma lasciando da parte i limiti del software, ci sono alcuni limiti “fisici” che proprio mi fanno preferire il subnotebook (vedi MacBook Air o se volete ThinkPad serie X o i vari Vaio…): lo schermo si sporca da far schifo, io ho la fissa delle mani pulite, ma dopo un paio d’ore d’utilizzo questi monitor in vetro sono una zozzeria. La tastiera su vetro potrà anche essere comoda perché “contestualizzata” all’applicazione, ma fisicamente scomoda per scritture lunghe. Il formato stesso del tablet .. boh io non riesco a trovarlo comodo ne seduto ad una poltrona ne sdraiato a letto: bisogna sempre cerca una particolare posizione di gambe/braccia per tenerlo stabile, mentre il reggerlo con una mano è terribilmente scomodo.

    Io credo (anzi spero) che passata la sbornia delle app (limitatissime) per ogni cosa e del cloud ad ogni costo si ritorni a strumenti che prendano il meglio di quanto mostrato da questi nuovi dispositivi “post-pc”, ma che tornino ad essere profondamente “personal”.

  • # 6
    Fog76
     scrive: 

    Sono d’accordo con l’autore. Ho sempre sostenuto che i tablet sono troppo passivi, una specie di televisione con qualche spunto in più. Per carità, ognuno utilizza quello che meglio soddisfa le sue necessità ma il problema è che, col tempo, le necessità degli utenti evolvono e i tablet, per come sono impostati ora, non sono in grado di stare al passo… In futuro vedremo però penso che la strada intrapresa dall’Asus sia quella giusta… un tabet che poi si trasforma in un portatile all’occorrenza.

    Saluti a tutti.

  • # 7
    Leo
     scrive: 

    @Gennaro

    > Lo scambio dati tra le applicazioni è rudimentale e lo stesso
    > utilizzo del cloud ancora viene fatto un po’ a “tentativi”

    Non direi “rudimentale” ma piuttosto “intenzionalmente limitato”, proprio perché come ho commentato nell’articolo precedente, lo scopo è far sì che l’utente sia costretto ad acquistare i contenuti attraverso forme ben precise, ovvero nei vari store, questi ultimi possibilmente fuori dal web, in rete sì, ma non nel web, come sostiene Tim Berners-Lee.
    Insomma lo scopo è bloccare l’utente nella piattaforma, facendo leva proprio sulla difficoltà di accesso al dato e renderlo, di fatto, non accessibile, non più un semplice file (concetto ormai anacronistico) con il quale posso fare quello che mi pare e piace.

    > Io credo (anzi spero) che passata la sbornia delle app
    > (limitatissime) per ogni cosa e del cloud ad ogni costo
    > si ritorni a strumenti che prendano il meglio di quanto
    > mostrato da questi nuovi dispositivi

    L’auspicio è condivisibile, ma resto fortemente convinto che lo scopo delle app sia proprio quello di levare di mezzo il browser, proprio per evitare di dover “sottomettersi” agli standard che un browser richiede, siano essi http, html5, javascript e buona compagnia, basta pensare alla vicenda Flash.
    L’app fa leva sui servizi di rete, scalzando il browser dal suo ruolo principale di accesso ai contenuti/programmi/utility.
    Dulcis in fundo, che ragione avrebbe Apple, tanto a titolo di esempio, a rinunciare al 30% sulla vendita di ogni applicazione? ;)

    Non si tratta specificamente di iPad, lo stesso customer lock-in è quello a cui stanno puntando tutti, nessuno escluso, siano clienti customer che enterprise.

  • # 8
    Ago72
     scrive: 

    Concordo con l’analisi, ma non concordo con la premessa. Il confronto non è tra tablet e laptop, ma bensì tra SW per tablet e SW per laptop. Come dici correttamente, nella fruizione di contenuti i tablet hanno una marcia in più, nella produttività, l’interfaccia orientata al touch mostra tutti i limiti. Peraltro la cosa è abbastanza ovvia, in quanto il touch nasce per gli smartphone, strumenti votati appunto alla fruizione di contenuti. Ma la “nuova” strada è già tracciata. In parte Apple ha già fatto vedere qualcosina con Lion, e Microsoft con il suo Windows 8 ha mostrato in modo più marcato quale potrà essere il futuro del SW. Nei prossimi anni avremo delle GUI che cambieranno a seconda di quali dispositivi di input e output saranno collegati ad esso. Userò windows 8 come esempio, perchè è la versione più avanzata di questo concetto, ma credo che Apple non sia molto distante. Se non vi sarà nessuna tastiera, mouse e monitor collegato, Usero l’interfaccia metro iteragendo con esse solo ed esclusivamente attrvarso la modalità touch. Qualora al tablet sarà collegato un mouse e una tastiera, potrò usare gli strumenti tipici di questi dispositivi, semplificando la selezione, limite evidenziato nell’articolo. Qualora vi sia collegato un monitor esterno, si passerrà ad una modalità desktop di tipo classico, con la possibilità di avere più finestre visualizzate allo stesso tempo, superando i limite dei monitor di piccole dimensioni, che di fatto costringono l’utente ad avere una finestra alla volta.
    Tale “rivoluzione”, non è a carico dei produttori di HW, come ASUS che sta percorrendo questa strada con il transfomer, ma bensì lo sforzo maggiore è lato SW e prevede un profondo cambiamento nello sviluppo delle applicazioni. Il programmatore dovrà sin dall’inizio separare la mera elaborazione (calcolo) dall’interfaccia, in modo da cambiare quest’ultima a seconda degli scenari.

  • # 9
    gennaro tangari
     scrive: 

    @Leo
    >Non direi “rudimentale” ma piuttosto “intenzionalmente limitato”,
    >proprio perché come ho commentato nell’articolo precedente, lo
    >scopo è far sì che l’utente sia costretto ad acquistare i
    >contenuti attraverso forme ben precise, ovvero nei vari store,
    >questi ultimi possibilmente fuori dal web, in rete sì, ma non
    >nel web, come sostiene Tim Berners-Lee.

    Si condivido sull’intenzione di limitare la fonte dei contenuti, ma nello specifico mi riferivo ai contenuti creati con le app. Mi spiego, se scrivo un’app per disegnare deve essere la mia app stessa a prevedere la possibilità di esportare il contenuto verso il mondo esterno.

    Aggiungo una cosa che non c’entra nulla col discorso precedente. La presa per i fondelli dello stylus non è del tutto condivisibile: anche in questo campo si è scelta la via “talebana”. In tantissimi utilizzi lo stiletto è decisamente più comodo del dito: insomma credo/spero che una volta smaltita la sbornia del tutto touch, si pensi a qualcosa di più “consistente”.

  • # 10
    Leo
     scrive: 

    @Gennaro

    > se scrivo un’app per disegnare deve essere la mia app stessa a
    > prevedere la possibilità di esportare il contenuto verso il mondo
    > esterno.

    bisognerebbe guardare cosa prevede l’SDK e le policies per l’approvazione ad appstore. onestamente non saprei, quando ho visto che avrei dovuto pagare US$99 anche solo per distribuire software freeware ho disinstallato l’SDK dal mio mac.

    ma, ritengo che la scomparsa del “file” sia ormai inevitabile, prendiamo le autovetture, non vi è mai capitato di vedere un povero disperato a margine dell’autostrada con un anacronistico cacciavite mentre guarda sconsolato il vano motore ormai farcito di coperture di plastica, scatolette magiche e cavi ovunque?
    eppure le usiamo quotidianamente, nessuno si pone problemi sul fatto che non si può cambiare lo spinterogeno, o le candele, o il filtro della benzina, senza essere meccanici specializzati. semplicemente quando arriva il momento si accende la spia che chiede di fare il tagliando, oppure non parte del tutto e buona notte, con buona pace anche dell’arte del meccanico, che ormai ricorre all’immancabile computerino collegato alla presa diagnostica della macchina che elenca le varie anomalie, fornendo già il codice del ricambio da rimpiazzare. :)
    insomma, è pur vero che la tecnologia si fa più complessa, ma i modi per utilizzarla semplificano (o castrano se preferite) lo strato direttamente raggiungibile dall’utente.

    in tutta onestà, vi vedete da qui a 5 anni continuare a scrivere “cd Documents”, “ls -l *pdf | grep $stuff_I_need” ?
    io no, e lo scrivo da programmatore/sistemista.

  • # 11
    PippoBau
     scrive: 

    “in tutta onestà, vi vedete da qui a 5 anni continuare a scrivere “cd Documents”, “ls -l *pdf | grep $stuff_I_need” ?”

    Io da qui a 5 anni spero di poter ancora doppiocliccare su un file che IO ho deciso dove deve stare e CHI lo può vedere, e aprirlo con l’applicazione che IO ho scelto sulla base della libera concorrenza di mercato.
    Sinceramente, NON vedo come innovazione NIENTE che mi IMPEDISCA di fare il minimo sindacale che faccio oggi, vedo piuttosto come innovazione fare qualcosa di più e meglio, ad esempio:
    – che ci siano più applicazioni, e migliori, tra cui scegliere
    – che l’apertura sia più rapida perchè finalmente i gingilli meccanici saranno al macero e ci saranno memorie solid state veloci e affidabili a un buon prezzo
    – che possa scegliere di associare anche una applicazione online (tradizionale o cloud) come scelgo una applicazione locale
    – che possa condividere e impostare regole d’accesso ad un file online (su un server tradizionale o in un cloud) esattamente come faccio su un sistema locale o una rete interna.
    – che possa ricercare meglio e più velocemente le risorse offline e online
    – che possa dare un nome utf8 a un file e non vedere più nessun sito del cavolo che risolve male i caratteri e non avere più un sistema penoso che continua a ragionare in termini di Widechar e gira sul 90% dei desktop…

    Guarda, di margini di miglioramento da qui a 5 anni ne vedo sinceramente TANTISSIMI, e tutti che consentano di lavorare ma anche usufruire dei contenuti meglio e più liberamente, e nessuno mi convincerà che avere un GIOCATTOLO che uccide la libera concorrenza e rende difficile lo scambio di informazioni tra piattaforme e applicazioni diverse sia in qualche modo un miglioramento.

  • # 12
    MK77
     scrive: 

    Premesso che sono d’accordo con le opinioni di Alessio descritte nel post. Qui di seguito descrivo come l’iPad puo’ essere davvero utile in una realta’ aziendale.
    Lavoro come sysadmin e responsabile gestionale/ERP presso una fabbrica italiana in Vietnam. Produciamo accessori quali borse, cinture, portafogli, guanti, cappelli, sciarpe, ecc… in ogni tipo di materiale, sia per il nostro brand, sia per altri marchi famosi.
    Immaginate cosa significhi camminare lungo le linee di produzione, in mezzo a circa 350 operai, per controllare la qualita’ dei prodotti, gestire gli ordini ed assicurarsi di essere in tempo con le consegne.
    L’iPad si connette in wifi agli access point dislocati all’interno dell’edificio. In ufficio vengono caricate sul server centrale tutte le informazioni relative agli ordini da evadere ed ai dettagli costruttivi del prodotto.
    I colleghi italiani, in qualunque zona si trovino all’interno della fabbrica, possono accedere agevolmente a tali infomazioni. Aprire le schede tecniche dell’accessorio, controllare che i colori e la struttura siano conformi. Controllare le date di evasione dell’ordine. Chattare con l’uffio e controllare l’email. Chiamare in voip i responsabili design in Italia e mostrare con la cam eventuali difetti di costruzione per trovare una soluzione immediata. Tutto questo con un oggetto leggero, facile da utilizzare e che puo’ accedere a Gb di dati in continuo aggiornamento sul server.
    Questa e’ realta’ e vi posso assicurare che funziona egregiamente.

  • # 13
    ares17
     scrive: 

    @Leo
    Sai almeno che dati compaiono nella diagnostica motore di un’auto?
    Non ti dice assolutamente cosa non funziona, ma solo le caratteristiche dell’anomalia presente (e spesso sono falsi allarmi causati da inconvenienti non riscontrabili dall’elettronica).
    Se per esempio il rapporto stechiometrico della miscela è sballato il software non ti dice se è sporco il filtro aria, se la valvola a farfalla è dannaggiata, se è rotto un collettore, se sfiata una guarnizione, o se il sensore di rilevamento è guasto (con buona pace per il meccanico).
    Indubbiamente però l’innovazione tecnologica facilità l’utente, ma spesso la semplificazione porta anche molti svantaggi (mai provato a fare dei tornanti in discesa su strade di montagna con cambio automatico?)
    La presunta semplificazione non è sempre reale, e spesso quella che è una semplificazione apparente per l’utente porta a utili maggiori alle imprese.

  • # 14
    The_Solutor
     scrive: 

    Bastava usarsi un Compaq TC1000 che però aveva una CPU già inadeguata per il 2003 o meglio il suo fratello “HP” TC1100 più giovane di un anno (che ha una CPU più che adeguata ancora oggi, e non ci sarebbe stato nessun bisogno di fare ne il viaggio di andata, ne quello di ritorno.

    Purtroppo qualche idiota in HP decise di uccidere quella linea, di progettazione Compaq, per proteggere gli inutili convertibile progettati in casa.

    http://pics.blameitonthevoices.com/012010/ipad_vs_hp_tc_1100.jpg

  • # 15
    Flare
     scrive: 

    La differenza l’ha fatta iOS e la sua usabilità, non l’hardware. Windows XP Tablet PC Edition era del tutto inadeguato per quei cosi.

  • # 16
    Simon71
     scrive: 

    Da neo possessore di iPhone 4S e da utilizzatore per tre anni di iPod Touch e Mac, iPad mi ha sempre lasciato freddo… I limiti sono concettuali…Se ho bisogno della portabilità estrema, di chattare alla meno peggio con amici e parenti uso iPhone, che mi mette a disposizione una pletora infinita di programmi di messaggistica, Social, e persino Skype…Chiamare con iPhone tramite Skype per me non ha prezzo (nel vero senso della parola)…
    Se voglio usufruire e godere del Web 2.0 in ogni suo recondito anfratto uso il mio Mac, comodamente seduto sulla mia sedia girevole alla mia scrivania. Il divano per me è fatto solo per la TV e per le “penniche” inevitabili dopo mezz’ora della stessa…
    iPad (ed i tablet in generale) sono un “voglio, ma non posso”…Laddove iOs o android sono eccellenti OS in ambito mobile, quando il gioco si fa serio e le dimensioni (dei display) si ingrossano mostrano come detto tutti i loro limiti…

    La strada (intrapresa dagli smart negli ultimi tempi) è quella del compromesso. Display da 4 massimo 5 pollici (che è già enorme) per dei TEELFONI evoluti, o smartphone, appunto…Che consentono ANCHE di telefonare e/o inviare messaggi, nei modi più disparati.

    Un tablet non è ne carne ne pesce…Ed il concetto di “sistema operativo a finestre” con File Browser e database relazionale, il concetto di mouse (o altro puntatore) e tastiera, come detto tempo fa da un analista sono ancora e saranno per molti anni a venire indispensabili.

    L’unico modo per fruire di un’interfaccia Touch più grande di 10″ è la posizione “orizzontale”, cosa che Microsoft aveva già capito 5 anni fa.. Non si può nemmeno ipotizzare di usare un iMac da 27″ (per esempio) touch….E’ innaturale, antiumano….Questo ovviamente se ci stai 8 ore davanti…
    So che alcune aziende hanno enormi computer/Display touch “verticali”, ma si usano solo per determinati Task…Come immense e tecnologiche “lavagne”…Ecco, come lavagna digitale può anche essere utile…

    Il punto è che anche ammesso di produrre Tablet o Pc touch “orizzontali” sempre scomoda resta la posizione

    Bisognerebbe abbasare tavolini e scrivanie e convertirsi tutti alla filosofia “giapponese”…Per non parlare dei problemi “ortopedici” che deriverebbero da siffatta postura..ancora maggiori di chi non si siede correttamente sulla sedia davanti al proprio Pc…

    Per me un device o è mobile oppure è un computer…Oggi, poi con i note “ultrathin” come l’ air ad altri si ha il meglio dei due mondi…La portabilità di un Tablet e la flessibilità di un computer e di un OS DESKTOP.

    Saluti

  • # 17
    Christian
     scrive: 

    Io possiedo Un computer fisso che utilizzo a casa, un Macbook Air che prende la polvere e un iPad.

    L’osservazione di Anand non è nuova, è il fondamento delle Internet appliance ed è basata, per quanto possa dispiacere leggerlo, sulla constatazione che il web ed internet in generale sono diventati un luogo di intrattenimento. Solo un quarto del traffico è composto da posta e navigazione, non solo per effetto dei download, ma di tutti i servizi che utilizzano il mezzo, incluse le chat.

    Dunque iPad rappresenta in un mercato saturo un elemento di innovazione adatto alla maggior parte degli usi ed ha un impatto positivo sull’ambiente. Infatti non si può ignorare il fatto che funzioni per 10 ore di fila esaurendo una batteria capace di erogare 25W di potenza.

    Nel mio caso, io passavo tutto il giorno (e anche parte della notte davanti al PC) il cambio di abitudini ha avuto un impatto talmente evidente da essere visibile in bolletta nonostante gli aumenti.

    Quando devo diventare produttore di contenuti (in vero non sempre da quando ho una tastiera fisica) accendo il PC, in tutti gli altri casi iPad è la soluzione ideale, è abbastanza rapido, ha una grande varietà di applicazioni tra cui scegliere le poche che abbia senso usare, e nonostante io abbia abbandonato in gioventù videogiochi e film, ne sono entusiasto.

    I limiti delliPad si possono sorpassare con alcune applicazioni; ad es. sono molti quelli che aggiornano le proprie pagine in mobilità e io sono tra questi, anche se non riesce a chi ha una preparazione da utilizzatore (questa definizione include anche quelli assai generosi in autostima che si ritengono sviluppatori – come dirsi artisti perché si usa Paint) ma ne richiede una maggiore.

  • # 18
    zafferano
     scrive: 

    visto che il thread e’ ancora aperto dico, anch’io, la mia; e lo faccio portando un esempio.

    Si tratta di quello che e’ successo a mio fratello (il classico fanboy), che avendo fatto un mese di villeggiatura si era portato l’ipad (solo quello), mentre sua moglie aveva con se un netbook (costato meno di 200 euro). Ad un certo punto, mio fratello, viene contattato da un suo collega che lo avverte, che un cliente ha problemi con il suo fornitore (i particolari non li conosco); risultato: dopo un paio d’ore di tentativi ha dovuto gettare l’ipad su letto, ed arraffare il netbook che si e’ rivelato essere un buon surrogato di laptop.

    Quindi un tablet, alla fin fine, e’ una buona macchina solo come reader, browser, e per giochini vari (anche se forse sarebbe meglio dire pad, visto che il concetto di tablet e’ piu’ professionale).

  • # 19
    Christian
     scrive: 

    Per me il problema dei fanboy va rovesciato. Io di netbook ne ho comprati diversi e sono a prendere la polvere anche loro. Ovviamente li ho acquistati convinto che ne avrei fatto uso e che mi sarebbero stati utili.

    Sono stato in vacanza a Trento e ne ho affatto un discreto uso nel centro cittadino grazie alla connessione Wi-fi, mentre erano completamente inutili appena mi spostavo, perché le attività che la maggior parte delle persone vogliono svolgere sono più affini alle telecomunicazioni personali che al calcolo.

    Ora, premesso che nessuno vorrebbe lavorare in villeggiatura e che se sapesse di doverlo fare partirebbe attrezzato, le vendite di smartphone e tablet capaci di collegarsi ad internet dalla rete di cellulare sorpassano i numero dei calcolatori venduti di diverse volte, avvicinandosi più alla copie vendute dai quotidiani che ai PC.

    Quelle che un manipolo di presuntuosi continuano a propagandare come pecche dei tablet in alcune circostanze a me son sembrati addirittura vantaggi: con un computer per soddisfare determinate esigenze si fa’ ricorso alla disponibilità di opportuni programmi, e lo stesso ostacolo deve essere affrontato con il tablet.

    Ma le differenze imposte dall’interfaccia e dal metodo di input a superfici ampie e non a punto di limiti ne offrono proprio pochi e se uno deve fare del foto ritocco si porterà dietro qualcos’altro.

    Generalmente non passo le giornate a spiegare agli altri cosa non va bene per loro. Anche io preferisco scrivere con la tastiera piuttosto che sullo schermo, ma se questo significa dover portare in giro un accocchino spesso e pesante il triplo o anche la tastiera BT che possiedo, allora preferisco il triplo di autonomia, la metà del peso, il volume e l’ingombro ridotto e digitare sullo schermo, perché vivo e lavoro a Milano, uso i mezzi pubblici, e l’ambiente condiziona le scelte.

    A casa e in ufficio ho altro da usare, ma il tablet fa così schifo e consuma 2,5W ogni ora che non so come sempre più spesso lo uso in sostituzione al PC. Come ho scritto io lo vedo in bolletta ma se questo comportamento fosse diffuso e messo in pratica dai nullafacenti che trascorrono inebetiti la propria giornata davanti allo schermo, non regaleremmo ogni anno 40 miliardi di nuovo debito pubblico alle future generazioni.

    Questione di punti di vista e se per qualche ragione il tablet non dovesse bastarmi, nel nostro paese il mercato dei PC e saturo e tranne chi non lo voleva, tutti quelli che potevano permetterselo ne hanno già uno.

    Dunque perché riacquistarlo? La lunga vita di Windows XP non ti ha fatto sorgere qualche dubbio.

    Ciao fanboy alla rovescia, genere assai diffuso, ai giorni nostri; pensa alle tue di necessità che almeno sarai utile.

  • # 20
    Christian
     scrive: 

    Perdonatemi la mancanza dell’accento su una è; ho scritto da iPad e capita quando si corre. Come avrete letto preferisco non usare la tastiera BT. Sul periodo finale mi preme rimarcare che il consiglio che do, quello di non avere la pretesa di spiegare agli altri cosa gli può esser più utile, sono il primo ad applicarlo.

  • # 21
    zafferano
     scrive: 

    Credo che l’elemento chiave consista, proprio, nelle aspettative.

    Coloro che si aspettavano, dai netbook, una macchina adatta all’intrattenimento(streaming full hd, games a 60 fps, ecc.) sono rimasti delusi; coloro che si aspettavano utilita’ in campo lavorativo gli hanno apprezzati (entro certi limiti).

    Per i tablet si osserva il fenomeno contrario (per ora).

  • # 22
    Altrove
     scrive: 

    Mi pare chiaro, ormai: l’ipad è il classico prodotto per sostituire il televisore.
    Prodotto geniale e idiota ad un tempo solo …..

  • # 23
    tablet
     scrive: 

    L’Ipad è ottimo per leggere e fruire di contenuti multimediali, anche se c’è da dire che l’occhio si stanca facilmente e quindi la carta è sempre preferibile. Impossibile invece utilizzare il gioiellino di casa Apple per scrittura, invio mail massiccio ecc. Inoltre la limitazione di flash e innumerevoli bug di cui è afflitto lo rendono vulnerabile, quindi delle volte è molto meglio un buon netbook, anche più economico.

  • # 24
    tecnofun
     scrive: 

    Apple con l’invenzione del primo Ipad ha veramente creato qualcosa di nuovo. Non era facile portare un prodotto innovativo nel settore dell’ alta tecnologia dove tutto era stato inventato.
    E’ chiaro che sotto al sole di nuovo non c’è nulla, pero’ pensate alla comodità di avere migliai di libri in un solo piccolo aggeggio.

    La sfida più grossa ora sarà alle batterie. STIAMO invadendo il mondo con batterie che inquinano tantissimo e costano. In più dissipano molta energia. Il prossimo step è trovare batterie ecologiche, più performanti e che stocchino meglio l’energia.

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