di  -  martedì 27 maggio 2008

tossHo recentemente scoperto una pratica fotografica che prima mi era completamente sconosciuta e che, onestamente, mai avrei immaginato esistesse: si chiama “Camera Tossing”.

Il verbo “to toss” significa scuotere, gettare, lanciare. Poco è quindi lasciato alla fantasia, questa tecnica consiste nel, letteralmente, lanciare in aria la macchina fotografica nel momento dello scatto.

La situazione che gli esperti di questo genere descrivono come ideale è quella di una foto notturna in presenza di varie luci, impostando un tempo di scatto di 1-2 secondi (o anche di più) si possono ottenere risultati di splendida e unica bellezza.

Scatti genuinamente unici, perchè assolutamente irripetibili e casuali. È proprio questo il punto su cui insistono gli appassionati del genere, spesso accusati di essere dei pazzi. Il “Camera Tossing” vuole “liberare” la fotografia, rendendo completamente naturale e casuale il risultato dello scatto.

Inutile dire che la pratica è fortemente sconsigliata ai deboli di cuore e ai novizi, che potrebbero pentirsi amaramente di aver lanciato in aria la propria Nikon D80 e mancarla al suo “atterraggio”. Nel bel gruppo su Flickr sono raccolte le foto scattate con questa tecnica, e a giudicare dai dati EXIF molte sono state scattate usando fotocamere semi-economiche.

Non manca però chi ha follemente coraggiosamente lanciato in aria gioielli del calibro di Nikon D3. Da appassionato di fotografia quale sono capisco perfettamente che per una passione si possano fare follie, ma questa tecnica mi pare davvero troppo rischiosa anche se ammetto che molti dei risultati che ho visto finora meriterebbero un’esposizione in una galleria a tema: davvero stupendi.

Foto: Beer30

8 Commenti »

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  • # 1
    Fade
     scrive: 

    Tanto vale lanciare secchiate di vernice su un muro e definirla un’opera d’arte unica e irripetibile… tantopiù che la maggior parte dei risultati di queste foto non sono sto granché. “Liberare” la fotografia è ridicolo, fare foto significa congelare un istante di realtà magari da un punto di vista particolare; cosa che richiede creatività e bravura. Dov’è in questo caso la capacità, la creatività e la qualità dell’artista? Chi lancia più in alto la fotocamera o ha più luci intorno fa la foto migliore?

    Molto molto perplesso da queste strambe concezioni di “arte”.

  • # 2
    Pikazul
     scrive: 

    L’ “Arte” non è altro che un modo per esprimere se stessi e le proprie emozioni attraverso una tecnica, in questo caso ad essere “arte” non sono le foto in se, ma l’intero movimento (nel senso di corrente artistica) e quindi la filosofia che ci sta dietro, visto che inengabilmente, fare una foto in questo modo indipendentemente dal risultato da una chiara idea su cosa pensi l’autore della fotografia tradizionale. (IMHO, sia ben chiaro)
    Certo, resta perplimente comunque :D

  • # 3
    biffuz
     scrive: 

    Mettere sotto un cuscino?

  • # 4
    Fade
     scrive: 

    >L’ “Arte” non è altro che un modo per esprimere se stessi >e le proprie emozioni attraverso una tecnica

    Penso che siamo d’accordo che se io esprimo me stesso e le mie emozioni a rutti fragorosi, non è arte. Neanche se lo definisco un “ritorno all’ancestrale comunicazione dei primi uomini, una liberazione dell’io selvaggio”… :D

  • # 5
    bigbeat
     scrive: 

    x Fade

    Quello che definisci “lanciare secchiate di vernice” è riconducibile ad una tecnica artistica ben definita chiamata “Action painting”, la quale a sua volta ha dato vita ad una corrente pittorica ben definita che è quella dell’espressionismo astratto. Il padre di tutto ciò è stato (e sarà per sempre attraverso le sue opere) Jackson Pollock.

    Il caos e l’ordine, paradossalmente, sono strettamente collegati ed io sostengo fermamente che la casualità può essere (ed infatti in realtà lo è) una risorsa infinita per l’Arte (sia essa Pittura, Fotografia, Cinema, Musica e qualsiasi altra forma d’arte).

    Queste foto, che trovo straordinarie, mi ricordano le immagini in movimento di Stan Brakhage, filmmaker sperimentale ormai scomparso 5 anni fà, che usava lavorare sulle pellicole, graffiandole, dipingendole, deteriorandole, attaccandoci sù le cose più svariate con un risultato inesprimibile a parole, ma da vedere sicuramente, cinema allo stato puro, “pure cinema”, come lo definiscono i sostenitori di questa corrente cinematografica anticonvenzionale e anticonformista.

    E con questo non disdegno di certo il cinema, diciamo, un pò più tradizionale (Tarantino, Takeshi Kitano, Kim Ki- duk, Michael Haneke, Argento, Antonioni, David Lynch, ecc…ecc…).

    Voglio dire che le due cose non sono contrapposte, sono solo modi diversi di creare Arte, tutti sullo stesso piano. Nessuno dei tanti modi di creare Arte è superiore all’altro solo perchè crediamo stupidamente che lo sia per ragioni solo nostre. L’Arte ha ragioni tutte sue!

    Vorrei parlare anche di Musica, l’arte che mi sta più a cuore, ma sarà per un’altra volta. Ho detto già troppo! :-)

  • # 6
    Fade
     scrive: 

    Sarà, ma per me l’arte deve comprendere un impegno e una creatività definiti, che vanno oltre il caso. Il caso come forma d’arte ok, ma dev’essere comunque un “caos ragionato”, altrimenti anche io posso buttare secchi di vernice su un muro senza alcun impegno né pensiero se non quello di sollevare i secchi, e poi dire che è arte senza che nessuno possa smentirmi… sarebbe ridicolo, imho.

  • # 7
    bigbeat
     scrive: 

    Certo, ma è chiaro. Io parlo di caos organizzato, “alea controllata”, per usare un termine che viene utilizzato da una parte di compositori di Musica aleatoria. L’artista ha la sua parte ed il caso ha la sua, unendo le due parti se ne ha una sola, l’opera d’arte.
    Poi come ho detto nell’altro post, caos e ordine sono secondo me collegati. Il caos ha già un suo ordine interno. Pensiamo al sistema solare. Dà un senso di casualità, ma invece ogni pianeta è li perchè deve stare proprio li. Come una tela di Pollock, ogni millimetro di colore a smalto (utilizzava questi) è li perchè deve stare proprio li, per volere dell’Arte impersonata da Pollock nell’atto del dipingere.
    O John Cage e le sua mappe astrali…:-)

    http://en.wikipedia.org/wiki/John_Cage
    http://en.wikipedia.org/wiki/Etudes_Australes
    http://en.wikipedia.org/wiki/Freeman_Etudes
    http://en.wikipedia.org/wiki/Etudes_Boreales
    http://en.wikipedia.org/wiki/Music_of_Changes

  • # 8
    Marco
     scrive: 

    questa tecnica si puo effettuare utilizzando photoshop… decisamente meno rischioso!!

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